Ermafrodito dormiente

L'Ermafrodito Borghese, conservato al Museo del Louvre.

L'Ermafrodito dormiente è una scultura in marmo raffigurante il personaggio della mitologia greca Ermafrodito, figlio di Ermes e Afrodite, a grandezza naturale.

Il modello originale sarebbe da attribuire allo scultore greco Policle: dalla versione bronzea ellenistica del II secolo a.C. sarebbero derivati numerosi numerosi esemplari antichi e copie moderne. La versione più celebre è quella attualmente conservata al Museo del Louvre, in cui la statua giace su un materasso appositamente scolpito da Gian Lorenzo Bernini.

Storia

Il modello deriva dalle antiche raffigurazioni di Venere e di altri nudi artistici femminili, e in parte dalle contemporanee rappresentazioni ellenistiche femminilizzate del dio Dioniso/Bacco. Si tratta di un soggetto più volte ripetuto durante l'ellenismo e nell'antica Roma, a giudicare anche dal numero cospicuo di versioni che sono sopravvissute.

Dettaglio del volto della versione conservata nel Museo nazionale romano di Palazzo Massimo.

Il primo esemplare rinvenuto in età moderna, scoperto a Santa Maria della Vittoria a Roma, fu subito rivendicato e quindi acquisito dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese e divenne parte della sua collezione. Fu successivamente venduto dal principe Camillo II Borghese a Napoleone Bonaparte, suo cognato, che lo trasferì al museo del Louvre. Quest'Ermafrodito è una copia romana imperiale di buona fattura, ispirato da un originale in bronzo di uno dei due scultori greci denominati Polycles (probabilmente "il Giovane" del II secolo a.C.)[1]; la scultura originale, che sarebbe databile a circa il 155 a.C., è stata anche menzionata nella Naturalis historia di Plinio il Vecchio[2].

Versioni dell'opera

Esemplari antichi

Ermafrodito Borghese, Museo del Louvre

Ermafrodito dormiente, Museo Nazionale Romano

Una variante in marmo è stata scoperta nel 1880, durante i lavori di costruzione per fare di Roma la nuova capitale dell'Italia unita; questa si trova oggi in mostra al Museo nazionale romano di Palazzo Massimo, situato nel palazzo Massimo alle Terme.

Versione dell'Ermitage.

Ermafrodito dormiente, Galleria Borghese

Un esemplare risalente al II secolo fu ritrovato nel XVII secolo e prese in seguito il posto, all'interno della Galleria Borghese, della prima versione rinvenuta e trasferita al Louvre[3]. Anche in questo caso fu commissionata la realizzazione di un materasso - portato a termine dallo scultore Andrea Bergondi - sul quale far giacere la figura mitologica[3].

Altri esemplari

Ulteriori esemplari antichi si possono ammirare presso la galleria degli Uffizi a Firenze, al Louvre-Lens di Lens e all'Ermitage di San Pietroburgo. All'interno della collezione del Louvre, inoltre, si conserva un'altra copia di età imperiale dell'Ermafrodito dormiente, rinvenuta a Velletri nel 1795 e precedentemente posseduta da Papa Pio VI[4].

Copie moderne

Molte copie furono subito prodotte a partire dal XVII secolo, in una certa varietà di grandezze. Alcune in bronzo per Filippo IV di Spagna, ordinate da Diego Velázquez e attualmente al Museo del Prado di Madrid. Un'altra versione secentesca in marmo fu commissionata a Martin Carlier dalla corte reale francese di Versailles.

Copia in bronzo di Giovanni Francesco Susini.

Una copia in bronzo su scala ridotta fu realizzata e firmata da Giovanni Francesco Susini ed è conservata presso il Metropolitan Museum of Art di New York. Un'ulteriore copia in scala ridotta, prodotta in avorio da François Duquesnoy, fu acquistata a Roma da John Evelyn nel 1640[5].

Nel 2010, l'artista statunitense Barry X Ball ne ha prodotto una propria versione a grandezza naturale in marmo nero del Belgio su base in marmo di Carrara, traendo ispirazione direttamente dall'Ermafrodito Borghese del Louvre[6].

Influenza

La composizione dell'Ermafrodito ha chiaramente influenzato il pittore Diego Velázquez per la sua Venere Rokeby[7].

Il modello iconografico, inoltre, fu fonte di ispirazione per il poeta inglese Algernon Swinburne, che gli dedicò una poesia, Hermaphroditus, del 1863[8]. La statua e il suo mito ispirarono anche una lirica di Théophile Gautier Contralto, poesia a cui fa riferimento anche Oscar Wilde in un passo del romanzo Il ritratto di Dorian Gray.

«...la statua da Gauthier paragonata a una voce di contralto: il "monstre charmant" che riposa nella camera di porfido del Louvre.[9]»

Note

  1. ↑ Robertson.
  2. ↑ Plinio il Vecchio, Hist. Nat., XXXIV.80.
  3. 1 2 Ermafrodito addormentato - Galleria Borghese, su collezionegalleriaborghese.it. URL consultato il 01/12/2025.
  4. ↑ (FR) Ermafrodito dormiente Ma323 - Museo del Louvre, su collections.louvre.fr. URL consultato il 01/12/2025.
  5. ↑ Haskell e Penny, cat. no. 48 (pp. 234 ss) et passim.
  6. ↑ (EN) Barry X Ball's black marble "Sleeping Hermaphrodite" after the Louvre's Hermaphrodite Endormi, su barryxball.com. URL consultato il 2 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2015).
  7. ↑ Secondo Clark, in The Nude: A Study in Ideal Form, Princeton University Press, 1990, ISBN 0-691-01788-3, la Venere Rokeby "ultimately derives from the Borghese Hermaphrodite". (nota a pagina 3). Vedere anche la voce in: (EN) Neil MacLaren, The Spanish School, National Gallery Catalogues, a cura di Allan Braham, London, National Gallery, 1970, pp. 125-129, ISBN 0-947645-46-2.
  8. ↑ (EN) Algernon Charles Swinburne, Hermaphroditus (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2008). Ospitato su whitewolf.newcastle.edu.au.
  9. ↑ O. Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, capitolo XIV
Una delle repliche all'interno delle collezioni del Museo Nazionale Romano.

Bibliografia

  • (EN) Charles Avery, Bernini: Genius of the Baroque, London, Thames and Hudson, 1997, ISBN 978-0-500-28633-3.
  • (EN) Filippo Baldinucci, The Life of Bernini, University Park, Pennsylvania State University Press, 2006, ISBN 978-0-271-73076-9.
  • (EN) Domenico Bernini, The Life of Giano Lorenzo Bernini, University Park, Pennsylvania State University Press, 2011, ISBN 978-0-271-03748-6.
  • (EN) Francis Haskell e Nicholas Penny, Taste and the Antique: The Lure of Classical Sculpture, 1600-1900, New Haven, Yale University Press, 1981.
  • Luca Mancinotti, Ermafroditi dormienti Tipo Borghese, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2017, ISBN 978-88-913-1613-4.
  • (EN) Franco Mormando, Bernini: His Life and His Rome, Chicago, University of Chicago Press, 2011, ISBN 978-0-226-53852-5. Ospitato su archive.org.
  • (EN) Martin Robertson, A History of Greek Art, vol. I, New York, Cambridge University Press, 1975, pp. 551-552.
  • (EN) Rudolf Wittkower, Gian Lorenzo Bernini: The Sculptor of the Roman Baroque, London, Phaidon Press, 1955, ISBN 978-0-8014-1430-5.

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