Martin Carlier
Martin Carlier /maʁˈtɛ̃ kaʁˈlje/ (Piennes, 10 novembre 1653 – dopo il 1700) è stato uno scultore francese.
Biografia
Martin Carlier nasce a Piennes a metà del XVII secolo da una famiglia originaria della Piccardia[1].
Nel 1675 parte per l'Accademia di Francia a Roma come pensionante del re sotto la direzione di Charles Errard. In una lettera a Jean-Baptiste Colbert del 2 dicembre 1676, Errard gli comunica la scarsa opinione che ha di lui. Carlier denuncia il furto della sua spada al governatore di Roma e dichiara di essere il figlio di Sébastien Carlier. È possibile che sia stato espulso dall'Accademia, dato che Colbert scrive a Errard il 17 febbraio 1679: «Se siete convinto che Carlier svolga meglio il suo dovere, vi autorizzo a riammetterlo nell'Accademia[2]». Carlier dovette ravvedersi perché durante il suo soggiorno a Roma realizzò, sulla base dell'antico delle collezioni del Campidoglio, l'Ermafrodito Borghese e il Ganimede. Lasciò Roma nel 1680[3].
A partire dal 1682, lavora alla decorazione dei giardini di Versailles. Scolpisce vasi, un gruppo in marmo ispirato all'antichità raffigurante Papirio e sua madre e una statua di Urania. Queste statue vengono completate nel 1694 e gli vengono pagate 20.650 lire. Nel 1699 lavorò alla chiesa degli Invalides e al castello di Meudon in collaborazione con François Lespingola. Compare per l'ultima volta nel 1700 nei conti degli edifici del re.
Opere

- Giardini di Versailles:
- Ermafrodito Borghese, 1679-1680, copia da una statua di marmo antica, conservata a Parigi al museo del Louvre.
- Urania, 1684, copia da un'opera antica, statua in marmo sul contorno del parterre di Latona[4].
- Capitelli ionici in marmo bianco di Carrara, 1687-1688.
- Papirio e sua madre, o La Pace dei Greci, 1688[5][6].
- Maschere, per il contorno dello specchio d'acqua sotto il Drago. Viene menzionato nei conti da febbraio ad agosto 1683 con gli scultori Jean-Jacques Clérion, Gaspard Collignon, Jean Cornu, Antoine Coysevox, Jean Drouilly, Anselme Flamen, François Fontelle, Jacques Houzeau, Simon Hurtrelle, Pierre Laviron, Pierre Legros, Mathieu Lespagnandelle, François Lespingola, Philippe Magnier, Pierre Mazeline, Simon Mazière e Michel Monier.
Note
- ↑ (FR) Sculpteurs des bâtiments du roi, in Nouvelles archives de l'art français, Parigi, Société de l'Histoire de l'Art Français, Jean Baur, 1883, p. 97.
- ↑ (FR) Anatole de Montaiglon, Correspondance des directeurs de l'Académie de France à Rome avec les Surintendants des Bâtiments, publiée d'après les manuscrits des Archives nationales, t. 1, Parigi, Charavay Frères, 1887.
- ↑ (FR) Jules Guiffrey e Joseph Barthélémy, Liste des pensionnaires de l'Académie de France à Rome, donnant les noms de tous les artistes récompensés dans les concours du Prix de Rome de 1663 à 1907, Parigi, Firmin Didot, 1908, p. 51. URL consultato il 23 ottobre 2025.
- ↑ (FR) Uranie du Capitole, su sculptures-jardins.chateauversailles.fr. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ (FR) Versailles. Demi-lune de Laton. Mosnier. Carlier. Papirius, su versailles.sculpturederue.fr. URL consultato il 25 ottobre 2025.
- ↑ (FR) La Paix des Grecs, dite aussi Papirius et sa mère, su sculptures-jardins.chateauversailles.fr. URL consultato il 25 ottobre 2025.
Bibliografia
- (FR) Paul Fréart de Chantelou, Journal du voyage du cavalier Bernin en France, in Gazette des Beaux-Arts, Parigi, 1885, p. 135.
- (FR) Stanislas Lami, Carlier (Martin), in Dictionnaire des sculpteurs de l'école française sous le règne de Louis XIV, Parigi, Honoré Champion, 1906, pp. 76-78.
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