Etmopterus spinax

Sagrì
Stato di conservazione
Vulnerabile[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
ParvphylumChondrichthyes
ClasseElasmobranchii
SottoclasseNeoselachii
InfraclasseSelachii
SuperordineSqualomorphi
OrdineSqualiformes
FamigliaEtmopteridae
GenereEtmopterus
SpecieE. spinax
Nomenclatura binomiale
Etmopterus spinax
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Etmopterus aculeatus
Rafinesque, 1810
Spinax gunneri Reinhardt, 1825
Spinax linnei Malm, 1877
Spinax niger Cloquet, 1816
(sinonimo ambiguo)
Spinax vitulinus de la Pylaie, 1835
(sinonimo ambiguo)
Squalus infernus Blainville, 1825
Squalus niger Broussonet, 1788
Squalus spinax Linnaeus, 1758
[2][3]

Nomi comuni

Sagrì nero, Moretto, Squalo lanterna ventre di velluto

Areale

Il sagrì[4] (Etmopterus spinax Linnaeus, 1758) conosciuto anche come sagrì nero[5] o moretto o squalo lanterna ventre di velluto è un piccolo squalo abissale della famiglia Etmopteridae.

Distribuzione e habitat

Questa specie è diffusa nel mar Mediterraneo occidentale, dove è abbastanza comune, e nell'Oceano Atlantico orientale tra l'Islanda e l'Africa tropicale.
Vive ad alte o altissime profondità, fino a 2000 metri ma è stato catturato anche a soli 70 metri.

Descrizione

Questo squaletto si può facilmente riconoscere per l'aspetto generale, oltre che per il fatto di essere il più piccolo Squaliforme mediterraneo (raggiunge solo eccezionalmente i 50 cm). Le pinne dorsali sono entrambe armate di una spina velenosa, lunga e ben visibile, le pinne pettorali sono grandi, quasi quanto le pinne ventrali. La pinna anale è completamente assente. La pinna caudale porta un distinto lobo superiore. L'occhio è grande, verdastro, anche la bocca è grande. Le narici sono molto più vicine alla punta del muso che alla bocca. Su ventre e fianchi sono presenti numerosi fotofori, piccoli ma che producono una luce assai intensa.
Il colore è nero o scuro ma non uniforme, infatti è molto più scuro sul ventre e sui due lobi della pinna caudale.

Alimentazione

Specie molto vorace. Si nutre soprattutto di pesci, crostacei e molluschi.

Riproduzione

Si tratta di una specie vivipara, partorisce 15-20 piccoli in estate.

Pesca

Si cattura con reti a strascico e palamiti ma non ha nessun valore dato che la carne non è commestibile.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ (EN) Etmopterus spinax, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020. URL consultato il 9 luglio 2026.
  2. ↑ Etmopterus spinax, su fishbase.de. URL consultato il 12 giugno 2026.
  3. ↑ Etmopterus spinax, su marinespecies.org. URL consultato il 12 giugno 2026.
  4. ↑ Decreto Ministeriale n° 175216 del 16 aprile 2025 - Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale, su masaf.gov.it. URL consultato il 12 giugno 2026.
  5. ↑ (G.U. della Repubblica Italiana 2ª Serie speciale - n. 25 del 30-03-2026 (Regolamento (UE) 2026/249 del 26 gennaio 2026))

Bibliografia

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 88-425-1003-3.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Egidio Trainito, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 88-8039-472-X.
  • Enrico Tortonese, Leptocardia, Ciclostomata, Selachii, collana Fauna d'Italia, Milano, Calderini, 2000 [1956], pp. 334, ISBN 978-8-870-19085-4.

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