European Patrol Corvette

European Patrol Corvette
Riproduzione artistica delle EPC
Descrizione generale
Unione europea (bandiera)
Tipocorvetta da pattugliamento
Costruttori
  • Fincantieri (prime contractor),
  • Navaris Italia (coordinatore)
    • Navaris FR (affiliato)
  • Fincantieri (layout IT)
  • Naval Group (layout FR)
  • Navantia (layout SP)
Caratteristiche generali
Dislocamento<3.000 t[1]
Lunghezza<110 m
Pescaggio<5,5 m
PropulsioneCODLAD, CODAD
Velocità24 o 26 nodi
Armamento
Artiglieriavariabile a seconda della variante e dello stato[2]
Mezzi aereielicottero NH90 e/o UAV
fonti citate nel corpo del testo
voci di navi presenti su Wikipedia

Le European Patrol Corvette (EPC) sono una classe di navi militari sviluppate all'interno di un progetto europeo di cooperazione portato avanti dall'Italia nell'ambito dell'iniziativa PESCO, del quale rappresenta una delle iniziative di difesa europea più ambiziose ed è sostenuto dal Fondo europeo della difesa.

Il progetto, presentato ufficialmente a La Spezia il 30 ottobre 2025 ma che vede le sue origini nel 2019 (quando, il 12 novembre, il Consiglio europeo fonda il programma MMPC: Modular Multirole Patrol Corvette) prevede il concepimento e lo sviluppo di una corvetta modulare, multiruolo e interoperabile, comune a tutti i partner coinvolti.[3]

Idea

«Un progetto che incarna lo spirito di cooperazione e di eccellenza tecnologica europee. [...] L'EPC è più di una nave: è una piattaforma strategica per interoperabilità, innovazione e sicurezza, capace di rafforzare le capacità operative dell'Europa nel suo complesso [...] trasformando la visione in soluzioni concrete per il futuro della difesa europea.»

Idea di progetto

Lo scopo dell'iniziativa a guida italiana è quella di unire i partner europei nella creazione di un'unità navale unificata che consenta alle marine europee di affrontare le sfide del 21° secolo. Se la prima fase è quella di coinvolgere i partecipanti la seconda è quella di concretizzare l'idea in progetto certificato di una nave multiruolo innovativa.

Oltre alle innovazioni tecnologiche, ciò che più emerge dall'idea progettuale è l'interoperabilità delle navi e la collaborazione tra gli stati dell'unione. Il progetto punta quindi su elevata modularità, flessibililità ed efficienza energetica delle navi, qualità che consentono alle marine europee di usufruire di unità moderne e sostenibili.[5]

Idea di prodotto

Le unità sono classificate come navi di seconda linea aventi scafo comune e configurazione, dislocamento e armamento variabili, così come è variabile l'identificazione navale (corvette, pattugliatori ecc...) a seconda delle esigenze delle marine degli altri paesi che aderiscono al progetto: oltre all'Italia, che ha anche il ruolo di coordinatore, hanno aderito Norvegia, Grecia, Romania, Francia, Spagna e Danimarca; mentre Portogallo, Germania ed Irlanda svolgono il ruolo di osservatori.[2][2][6].

Storia del progetto

Pubblicato nel 2019, nel dicembre 2021 Norvegia e Danimarca aderiscono al progetto[7]; seguite, nel maggio 2023, dalla Romania[8].

Nel settembre 2022 è stato annunciato un ulteriore finanziamento di 200 milioni di euro da parte del Fondo europeo della difesa[9] per la realizzazione del primo prototipo[10][11][12].

Il 15 maggio 2024 la Commissione Europea ha selezionato la proposta di Fincantieri ed è iniziato il lavoro per la coordinazione della parte produttiva al fine di creare un ambiente di lavoro comune tra tutti i partner coinvolti.

Il 30 ottobre 2025, a La Spezia durante l'esposizione navale "Seafuture 2025" è avvenuta la presentazione del progetto esecutivo del programma EPC[13] il cui completamento è previsto per il 2030.[14]

Come avvenuto qualche anno prima per la versione pattugliamento a lungo raggio con la creazione di Navaris (joint venture tra Fincantieri e Naval Group), nel 2026 Fincantieri sigla un memorandum d'intesa anche con Navantia allo scopo di creare una società in joint venture per produrre insieme la versione da combattimento per le rispettive marine di Italia e Spagna, tale nuova società si occuperà anche di raccogliere gli ordini delle altre marine che sceglieranno la versione da combattimento.[15]

Descrizione

La classe di navi è caratterizzata da uno scafo comune e tre configurazioni primarie rispettivamente aventi come leader di progetto l'azienda partner principale del programma: Fincantieri, Naval Group, Navantia. Le tre configurazioni sono definite in base alle richieste delle marine dei paesi coinvolti ed alla politica costruttiva (aziende affiliate e cantieri coinvolti) dei paesi stessi.

Le corvette sono classificate come navi di seconda linea, in accordo con la nomenclatura NATO: Limited Warship Unit.[16]

Direttive progettuali

Come da obbiettivo progettuale, le navi sono caratterizzate da alta flessibilità d'impiego e modularità produttiva, questo permetterà un'alta personalizzazione da parte delle marine dei paesi coinvolti, sia in termini strutturali che di configurazione. Le navi potranno ospitare diversi sistemi e carichi utili, al fine di sostenere un gran numero di compiti e missioni.[17]

Struttura della nave

Lo scafo comune a tutte le navi di tutte le marine è progettato da Fincantieri ed è sviluppato sulla propria piattaforma "FCX-30": piattaforma già collaudata con la grossa corvetta della classe Doha[18]. Lo scafo utilizza pinne stabilizzatrici attive, poste al centro della nave, fornite dalla stessa Fincantieri.

La FCX-30 di Fincantieri

Poiché da progetto è richiesto che le navi abbiano un dislocamento superiore alle 3000 tonnellate, Fincantieri, per lo scafo delle nuove corvette, ha scelto una piattaforma intermedia concepita principalmente per fregate leggere, la FCX-30. Fincantieri aveva a disposizione anche piattaforme più piccole, come la FCX-15 da circa 1500 tonnellate (utilizzata, per esempio per la Classe Abu Dhabi e Comandanti) e la FCX-20 da circa 2300 tonnellate, utilizzata già per i PPX ma non erano adatte a tutte le richieste delle varie marine, inclusa quella italiana che aveva bisogno di unità più grandi per operare in nuovi scenari ad intensità media e salvaguardare gli interessi nazionali nel cosiddetto Mediterraneo allargato.

Una piattaforma più grande prevederebbe costi maggiori ma grazie alla struttura di cooperazione i costi di progettazione e costruzione sono notevolmente ridotti, risparmio dato anche da nuove tecnologie, standardizzazione e condivisione dei componenti, nonché alla modularità della piattaforma stessa: tutti requisiti del programma sin dalla sua ideazione. Le novità nel reparto propulsivo, nonché la formazioni e manutenzioni coordinate riducono anche i costi operativi, così la scelta di una piattaforma più grande (che normalmente sarebbe proibitiva per molti paesi) risulta sostenibile anche per le marine minori e le piccole flotte.

La FCX-30, inoltre, a differenza delle versioni più piccole che sono principalmente concepite per pattuglia costiera ed altre operazioni in acque chiuse, permette di dislocare diverse tipologie di armamento ed ha una struttura tale da offrire molteplici capacità di impiego anche in acque oceaniche garantendo contemporaneamente capacità di combattimento paragonabili a quelle di una fregata leggera.[19][20]

Contesto produttivo

Sin da subito le EPC sono state concepite in due versioni principali[6][21]:

  • la variante da combattimento (segnalata come preferita dalla marina italiana), con le seguenti dotazioni: sistemi radar e di gestione combattimento 3D, missili terra-aria a medio/corto raggio (SAM), contromisure anti-siluro, velocità massima prevista: 25–26 nodi (46–48 km/h) [22];
  • la variante da pattugliamento a lungo raggio (preferita dalla marina francese), con le seguenti dotazioni: radar 3D e sistemi di gestione del combattimento, SAM a medio/corto raggio, velocità massima prevista: 24 nodi (44 km/h)[23][24][25].

Sono state prese in considerazione anche altre varianti:

  • EPC ottimizzata per la lotta antinave (ASuW) e antiaerea (AAW) con possibilità di lotta antisommergibile (ASW) e con capacità di autodifesa;
  • EPC ottimizzata per la lotta antinave (ASuW) e progettata con portata oceanica (raggio di 10 000 miglia nautiche (19 000 km) a 14 nodi (26 km/h));
  • EPC ottimizzata per missioni di pattugliamento in acque profonde (offshore)[26].

Indipendentemente dalle configurazioni e varianti, gli stati membri partecipanti mirano a produrre il loro primo prototipo di corvetta nel 2026-2027[1].

Completamento progettuale

Riproduzione artistica delle due versioni.

Le navi sono quindi previste in 2 versioni "combattimento" e "pattugliamento a lungo raggio" e 3 configurazioni principali: italiana, spagnola e francese; le prime due sono configurazioni della versione da combattimento, la terza della versione da pattugliamento. Tutte le navi sono basate sulla piattaforma FCX-30 di Fincantieri. Gli altri partner del progetto potranno scegliere tra queste due versioni che vengono configurate come da necessità delle proprie marine.

  • La joint venture tra Fincantieri e Naval Group si occuperà della progettazione, contrattualizzazione e produzione, della versione da pattugliamento;
  • La joint vernture tra Fincantieri e Navantia si occuperà, invece, della progettazione, contrattualizzazione e produzione, della versione da combattimento.

La produzione è destinata a venir eseguita, su licenza, dai partner terzi, ove possibile, sul proprio territorio nazionale.

Dettagli delle navi

Le navi sono caratterizzate da dimensioni relativamente contenute (poco più di 100 metri di lunghezza) ed un'elevata agilità e flessibilità operativa; sono dotate di uno scafo a bassa visibilità e differiscono leggermente per dimensioni ed armamento. Il sistema di propulsione è ibrido diesel elettrico a bassa rumorosità.

propulsore

Il sistema propulsivo, comune a tutte le navi basate sulla versione italiana, è di tipo CODLAD ed è fornito da una consorzio formato da Fincantieri e Siemens (che già hanno lavorato insieme nel progetto NFS): Fincantieri, attraverso la Isotta Fraschini Motori fornisce le batterie al litio ed il propulsore fuel cell, la Siemens, attraverso la divisione Siemens Energy, fornisce i generatori diesel. Nella variante francese, invece il sistema ibrido diesel elettrico è sostituito da un sistema interamente a gasolio fornito dalla MTU.[27]

diagnostica e gestione della piattaforma

Tutta la parte di diagnostica e monitoraggio nonché di gestione della piattaforma è stata sviluppata da Fincantieri insieme a Navantia, quest'ultima anche leader di tale divisione. Fincantieri, attraverso la divisione NexTech, e Navantia si sono occupate del centro operativo, del centro archiviazione dei dati (e della sua sicurezza) e del centro diagnosi danni e manutenzione. Navantia ed HMS Italia si sono occupate del sistema di monitoraggio dei settaggi e delle funzioni di sistema; mentre FAEC ha creato la "digital twin": gemella virtuale della nave utilizzata per simulazioni specifiche. [27]

sensori, soluzioni operative e sistemi di comunicazione;

Tale divisione vede come leader Fincantieri che si è occupata di tutti i sensori, del sistema di ingaggio, di navigazione ed anticollisione nonché dei sistemi multidominio e di interoperabilità. Cetena e Saes si sono occupate della sicurezza attiva mentre Fincantieri e i propri partner hanno sviluppato tutti i moduli di navigazione, di recupero e di movimentazione.[27]

Operatività

Le navi sono concepite per sostenere una molteplice quantità di missioni, sia civili che militari, le principali sono: pattuglia e sorveglianza delle coste, pattuglia oceanica a lungo raggio, operazione di interdizione marittima (MIO), controllo limitato del mare (SC), nave scorta, operazione di ASuW / SAG ed operazioni di sicurezza ambientale e asimetrica.

Realtà coinvolte

Sono coinvolte 46 aziende di 12 Paesi.[28] Il coordinatore dell'intero progetto è Navaris Italia, divisione italiana della Navaris: Joint Venture tra Fincantieri e Naval Group. Le tre aziende principali coinvolte nella produzione sono Fincantieri (che svolge anche il ruolo di prime contractor), Navantia e Naval Group. La produzione per le marine degli altri stati membri potrebbe venir delegata, in parte, a cantieri locali; la Grecia, per esempio, ha individuato ben 6 strutture nel proprio territorio per l'allestimento delle proprie unità.[29]

Paesi partecipanti

Stati membri
Stati osservatori
Coordinamento
  • Italia (bandiera) Navaris italia (coordinatore effettivo)
    • Francia (bandiera) Navaris FR (affiliato)

Navaris è una joint venture di Fincantieri e Naval Group

Aziende costruttrici (solo partner principali)[6]
  • Italia (bandiera) Fincantieri (prime contractor)
  • Francia (bandiera) Naval Group
  • Spagna (bandiera) Navantia
Aziende costituite per la contrattualizzazione delle navi
  • Italia (bandiera)Francia (bandiera) jv tra Fincantieri e Naval Group (denominata "Navaris"), per la versione da pattugliamento
  • Italia (bandiera)Spagna (bandiera) jv tra Fincantieri e Navantia, per la versione da combattimento.

Utilizzatori previsti

Note

  1. 1 2 (EN) EDA to support ‘European Patrol Corvette’ PESCO project, su eda.europa.eu, 4 gennaio 2021. URL consultato il 2 gennaio 2022.
  2. 1 2 3 (EN) Luca Peruzzi, The PeSCo’s European Patrol Corvette (EPC) programme gains momentum, su edrmagazine.eu, 19 ottobre 2020. URL consultato il 2 gennaio 2022.
  3. ↑ Comunicato stampa febbraio 2026, su fincantieri.com.
  4. ↑ Cooperazione per lo sviluppo del programma EPC, su aresdifesa.it.
  5. ↑ Cosa faranno Fincantieri e navantia sul progetto EPC, su startmag.it.
  6. 1 2 3 European Patrol Corvette, un progetto di cooperazione internazionale nel settore navale militare, su difesaonline.it, 21 ottobre 2021. URL consultato il 2 gennaio 2022.
  7. ↑ (EN) Tom Kington, Denmark, Norway join European corvette program, su defensenews.com, 13 dicembre 2021. URL consultato il 2 gennaio 2022.
  8. ↑ (EL) Γιώργος Παπαγεωργίου, Η Ρουμανία στο πρόγραμμα της Ευρωκορβέτας, su navaldefence.gr, 29 maggio 2023. URL consultato il 28 gennaio 2024.
  9. ↑ European Patrol Corvette (fonte terza), su iai.it.
  10. ↑ (EN) Tom Kington, European Patrol Corvette to get fresh money from EU coffers, su defensenews.com, 9 settembre 2022. URL consultato il 28 gennaio 2024.
  11. ↑ fonte primaria programma, finanziamento e requisiti del bando, su apre.it.
  12. ↑ (PDF)stanziamento fondi
  13. ↑ Seafuture 2025, su naviris.com.
  14. ↑ Fascicolo del progetto EPC (PDF), su pesco.europa.eu.
  15. ↑ Comunicato stampa ufficiale, su fincantieri.com.
  16. ↑ Nomenclatura, su pesco.europa.eu.
  17. ↑ {{url=https://www.marina.difesa.it/media-cultura/Notiziario-online/Pagine/20211021_European_Patrol_Corvette.aspx|titolo=European Patrol Corvette}}
  18. ↑ storia della seconda linea della Marina Militare, su storiain.net.
  19. ↑ design innovation, su europeanpatrolcorvette.eu.
  20. ↑ Prodotti per la difesa, su fincantieri.com.
  21. ↑ Eugenio Po, European Patrol Corvette: si delineano 2 versioni, su rid.it, 22 ottobre 2021. URL consultato il 2 gennaio 2022 (archiviato dall'url originale il 2 gennaio 2022). nuovo url
  22. ↑ Design italiano, su edrmagazine.eu.
  23. ↑ (EN) Tom Kington, Amid high hopes, can the European Patrol Corvette deliver?, su defensenews.com, 3 novembre 2021. URL consultato il 2 gennaio 2022.
  24. ↑ Design francese, su edrmagazine.eu.
  25. ↑ Design spagnolo, su edrmagazine.eu.
  26. ↑ (EN) NAVIRIS and NAVANTIA sign MoU for the European Patrol Corvette Program, su Naval News, 11 febbraio 2021. URL consultato il 2 gennaio 2022.
  27. 1 2 3 Configurazioni delle navi, su europeanpatrolcorvette.eu.
  28. ↑ Progetto EPC, su borsaitaliana.it.
  29. ↑ Realtà coinvolte, su europeanpatrolcorvette.eu.
  30. ↑ (PDF)piano d'emergenza

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni