Ezzolied

Ezzolied
Titolo originaleCantilena de miraculis Christi
AutoreEzzo
1ª ed. originaletra 1060 e 1063
Generepoesia
Sottogenereecclesiastico
Lingua originalealto-tedesco medio

Ezzolied, noto anche come Cantilena de miraculis Christi («Canto dei miracoli di Cristo») o Anegenge («Inizio»), è un poema in lingua alto-tedesca media composto tra il 1060 e il 1065 da Ezzo, studioso e sacerdote di Bamberga. Costituisce il primo testo poetico dell'Alto Medioevo a fondere la lingua vernacolare tedesca con la cultura latina.[1]

Descrizione

La Vita Altmanni episcopi Pataviensis ("Vita di Sant'Altmanno di Passavia"), una composizione agiografica realizzata due generazioni dopo la stesura dell'Ezzolied, riferisce che nel 1065, mentre si diffondevano voci sull'imminente fine del mondo, molte persone intrapresero un grande pellegrinaggio a Gerusalemme sotto la guida del vescovo Guntero di Bamberga, e che Ezzo compose il poema poco prima di tale occasione.[2] La strofa iniziale del manoscritto di Vorau non menziona però il pellegrinaggio, limitandosi ad affermare che il vescovo ordinò a Ezzo di scrivere il canto.

L'opera è sopravvissuta in due redazioni, associate rispettivamente a Strasburgo e a Vorau. Il poema fu scoperto da Barack in un manoscritto di Strasburgo della fine dell'XI secolo; tuttavia ne sono sopravvissute soltanto sette strofe. La versione rinvenuta a Vorau è invece completa e comprende trentaquattro strofe (poiché, come ricorda il testo stesso, Cristo «visse fra noi trentatré anni [...] e metà del trentaquattresimo»).[3] Essa è inoltre ampliata: la settima strofa della versione di Strasburgo corrisponde all'undicesima del manoscritto di Vorau. Le due redazioni differiscono anche per il genere letterario, poiché la versione di Strasburgo, caratterizzata da strofe di uguale lunghezza, sembra essere stata destinata al canto, mentre quella più tarda probabilmente no.[4]

In base alle sue origini a Bamberga, il componimento dovette probabilmente essere redatto nel dialetto francone orientale; tuttavia le due recensioni conservate, quella di Strasburgo e quella di Vorau, sono scritte rispettivamente in alemanno e in bavarese. Il poema narra con tono solenne la creazione, la caduta e la redenzione dell'umanità.

Contenuto

L'argomento del poema ruota attorno alla vita di Gesù Cristo. Il dogma della Trinità costituisce un Leitmotiv di raccordo tra l'inizio, la parte centrale e la conclusione dell'opera: all'inizio la Trinità si manifesta nella creazione dell'uomo, al centro nel battesimo di Gesù e alla fine nella salvezza dell'umanità.[5]

Rispetto alla più tarda versione di Vorau (1120 circa), la redazione di Strasburgo non contiene una sezione dedicata all'infanzia di Cristo, a testimonianza del crescente interesse per questa fase della sua vita nel corso del XII secolo.[6]

Rilevanza storica

Molto popolare durante il tardo Medioevo, l'Ezzolied esercitò una notevole influenza sulla poesia della Germania meridionale ed è considerato una preziosa testimonianza della letteratura poetica del suo tempo.[7] Insieme ad altre opere della letteratura tedesca coeva, come l'Annolied, esso rivela una crescente consapevolezza e un crescente orgoglio di appartenere a una più ampia comunità dei Tedeschi.[8]

L'opera fu pubblicata da P. Piper e Steinmeyer nei Denkmäler deutscher Poesie und Prosa aus dem VIII–XII Jahrhundert di Müllenhoff e Scherer (Berlino, 1892).[9]

Note

Bibliografia