Facciamo paradiso
| Facciamo paradiso | |
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| Lingua originale | italiano |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 1995 |
| Durata | 108 min |
| Genere | commedia |
| Regia | Mario Monicelli |
| Soggetto | Giuseppe Pontiggia (racconto) |
| Sceneggiatura | Suso Cecchi D'Amico, Piero De Bernardi, Mario Monicelli, Leonardo Benvenuti |
| Produttore | Giovanni Di Clemente |
| Casa di produzione | Clemi Cinematografica |
| Distribuzione in italiano | Medusa Film |
| Fotografia | Tonino Delli Colli |
| Montaggio | Ruggero Mastroianni |
| Scenografia | Franco Velchi, aiuto-scenografo Ruggero Moncada di Paternò |
| Costumi | Beatrice Bordone |
| Trucco | Gino Zamprioli |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Facciamo paradiso è un film del 1995 diretto da Mario Monicelli, liberamente tratto da uno dei racconti della raccolta Vite di uomini non illustri di Giuseppe Pontiggia.
L'opera delinea un ritratto della società italiana a partire dal secondo dopoguerra, anche immaginandone gli sviluppi fino al 2011, nel raccontare la vita della protagonista, attraverso gli eventi che hanno fortemente caratterizzato e modificato i rapporti sociali nell'ultima metà del XX secolo, visti e vissuti in un'ottica femminile.
Il film ebbe valutazioni poco favorevoli da parte della critica cinematografica che sottolineò la superficiale trattazione dei temi politici, particolarmente del 1968 e del femminismo, e la scarsa identificazione con il personaggio da parte di Margherita Buy.
Trama
Claudia (Margherita Buy) nasce nel 1949 a Milano all'interno di famiglia benestante dell'alta borghesia laica e progressista. Fin da bambina mostra una personalità anticonformista e aperta. Dopo essere stata espulsa da un college inglese, Claudia torna a Milano e si unisce ai movimenti studenteschi e alla cultura hippy, abbracciando le idee del libero amore senza però comprenderne a fondo il pensiero politico insito in essi.
Rimane incinta dopo una breve relazione con Pino detto "Calabrone" (Lello Arena) e nel 1972 dà alla luce un bambino di colore. Rifiutando sia i soldi che lo stile di vita borghese dei propri genitori, decide di trasferirsi in una casa popolare. Pochi anni dopo, nel 1975, incontra Adamo (Moni Ovadia), un burattinaio che con la sua essere tra il filosofo e lo spirituale affascina Claudia. I due si sposano, hanno una figlia di nome Eleonora e Claudia ripiega per qualche tempo su una vita più tradizionale. Il matrimonio naufraga all'inizio degli anni novanta quando Claudia si accorge del vuoto esistenziale che circonda il marito. Alla morte del padre Claudia ottiene una cospicua eredità che le permette di finanziare un progetto umanitario in Africa in cui coinvolge il vecchio compagno Pino, che, in seguito, muore a causa di un virus. Trascorrono gli anni, divenuta anziana, Claudia si ritira a vivere in una comune spirituale isolandosi progressivamente dai figli e dalle loro famiglie. [1] [2]
Note
- ↑ Facciamo paradiso (1995), in L'archivio del Cinema Italiano dell'ANICA.
- ↑ Facciamo paradiso, in Cinematografo.
Collegamenti esterni
- Facciamo paradiso, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Facciamo paradiso, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Facciamo paradiso, su AllMovie, All Media Network.
- (EN, ES) Facciamo paradiso, su FilmAffinity.
- (EN) Facciamo paradiso, su Box Office Mojo, IMDb.com.
