Flying Shark
| Flying Shark videogioco | |
|---|---|
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| Titolo originale | 飛翔鮫 |
| Piattaforma | Arcade, Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, FM Towns, MS-DOS, Nintendo Entertainment System, Sharp X68000, ZX Spectrum |
| Data di pubblicazione | Arcade: 1987 Computer: 1987-1988 DOS, NES: 1989 X68000: 1991 FM Towns: 1993 |
| Genere | Sparatutto a scorrimento |
| Tema | Guerra |
| Origine | Giappone |
| Sviluppo | Toaplan (arcade), Graftgold (CPC, Spectrum), Banana Development (DOS), Images Software (Amiga), Catalyst Coders (C64 europea, ST), Software Creations (C64 USA, NES) |
| Pubblicazione | Taito (arcade, DOS, NES, C64 USA), Romstar (arcade USA), Firebird (Amiga, ST, C64 Europa, CPC, Spectrum), Ving (FM), Kaneko (X68000) |
| Design | Koetsu Iwabuchi[1] |
| Programmazione | Masahiro Yuge e Tatsuya Uemura (arcade), Robert Hylands e Rob Brooks (Amiga), Karl Jeffrey e Henry Clark (ST), Steve Turner (CPC), Dominic Robinson (Spectrum), Andrew Parton (C64 europea), Martin Howarth (C64 USA), Stephen Ruddy (NES), William Rieder (DOS) |
| Grafica | Koetsu Iwabuchi (arcade), Jason Lihou (Amiga), Robert Hemphill (ST), John Cumming (CPC, Spectrum), Fred ? (C64 europea), Andrew Threlfall (C64 USA, NES) |
| Musiche | Masahiro Yuge e Tatsuya Uemura (arcade), Jason Smart (Amiga), Jason Brooke (ST), Jim Evans (C64 europea), Tim Follin (C64 USA, NES) |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo, due alternati |
| Periferiche di input | Joystick, tastiera, gamepad, mouse (DOS) |
| Supporto | Cassetta, floppy disk, cartuccia (NES), CD-ROM (FM Towns) |
| Requisiti di sistema | |
| Seguito da | Fighting Hawk |
| Specifiche arcade | |
| CPU | Motorola 68000 a 7 MHz |
| Processore audio | Zilog Z80 a 3,5 MHz |
| Schermo | Raster verticale |
| Risoluzione | 320 x 240 |
| Periferica di input | Joystick 8 direzioni, 2 pulsanti |
Flying Shark (飛翔鮫?, Hishōzame, lett. "squalo volante") è un videogioco arcade sparatutto a scorrimento del 1987 sviluppato da Toaplan e pubblicato da Taito. In Nordamerica venne pubblicato da Romstar con il titolo Sky Shark. Ha avuto numerose conversioni: in Europa per gli home computer Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64 e ZX Spectrum edito da Firebird, in Nordamerica come Sky Shark per Commodore 64 (versione differente dall'altra, sviluppata indipendentemente), MS-DOS e Nintendo Entertainment System edito da Taito, e infine per i computer giapponesi FM Towns e Sharp X68000. Il giocatore pilota un biplano con visuale dall'alto, contro nemici d'aria, terra e mare.
Flying Shark ha avuto due seguiti, entrambi nel 1989, Fighting Hawk (solo arcade) e Fire Shark (arcade e Mega Drive)[2]. Nel 2023 Bitwave Games ha pubblicato emulazioni ufficiali degli arcade Flying Shark e Fire Shark per piattaforme aggiornate.
Trama
Flying Shark generalmente non ha un'ambientazione esplicita. Si svolge in una guerra imprecisata con aerei a elica, carri armati e navi cannoniere, che può ricordare le guerre mondiali.
Nel manuale della conversione americana Sky Shark per NES viene detto che il gioco è ambientato nella seconda guerra mondiale e il protagonista controlla un P-40 Tiger Shark Fighter in cerca di prigionieri di guerra statunitensi[3]. In effetti in questa conversione, come nelle altre per il mercato americano (DOS e C64), l'aereo del giocatore non ha l'aspetto di un biplano, ma di un monoplano come il P-40.
Modalità di gioco
Il gameplay è simile ad altri sparatutto quali Xevious e Tiger-Heli[4]. Il giocatore pilota il biplano visto dall'alto sopra scenari a scorrimento verticale continuo. Il biplano può volare in tutte le direzioni e sparare sempre rivolto verso l'alto dello schermo. Nel gioco arcade c'è anche un piccolo scorrimento orizzontale, che segue i movimenti laterali dell'aereo (una novità negli sparatutto verticali della Toaplan); la larghezza totale degli scenari è 4/3 di quella visibile su schermo[5]. Lo scorrimento orizzontale fu riprodotto anche nella conversione europea per Commodore 64 e nelle più fedeli conversioni per X68000 e FM Towns, mentre nelle altre è puramente verticale[6].
Si perde una vita se colpiti da proiettili o da altri velivoli. I nemici comuni sono aerei piccoli in formazione, aerei grandi e meno agili, carri armati, postazioni di artiglieria, e navi di varie dimensioni, da barche a cannone singolo fino a grandi navi da battaglia che ospitano più postazioni di cannone. Le squadriglie di aerei arrivano da davanti, mente gli altri mezzi possono apparire anche dai lati e da dietro[7]. I carri armati escono anche da luoghi chiusi e a volte sono ammassati dentro bunker; se si distrugge il tetto dell'edificio si potranno attaccare i mezzi all'interno prima che escano[2]. I carri armati e le piccole navi sono caratterizzati da una torretta distruttibile al primo colpo; poi il mezzo continua la marcia innocuo e può essere distrutto del tutto con un altro colpo.
Sono presenti cinque livelli di gioco[3][8][9] (quattro nelle versioni ZX Spectrum[10] e Amstrad CPC[11]), che iniziano con un decollo e terminano con un atterraggio in aeroporti. Ogni livello ha un boss, ma non in posizione finale. Questi comprendono grandi veicoli blindati, anche su rotaie, una nave più grande dello schermo e un enorme aeroplano[12]. Non è strettamente necessario distruggerli, in quanto col tempo vengono superati come gli altri nemici[13].
Il biplano può sparare illimitatamente ed è dotato anche di bombe in quantità limitata, che colpiscono tutto su un'ampia area. Alcune squadriglie di aerei di certi tipi, se distrutte completamente, cedono punti bonus oppure power-up da raccogliere: potenziamenti cumulabili dell'arma o vite extra. Le bombe extra si ottengono invece da bersagli di terra[2]. L'arma ha sempre lo stesso tipo di proiettili, ma si può aumentare progressivamente dai doppi colpi iniziali fino a 12 colpi a ventaglio (versione arcade)[13].
Due giocatori possono fare solo partite indipendenti a turni alterni.
Accoglienza
Flying Shark fu un successo sia nelle sale giochi, sia nelle successive conversioni domestiche[13]. L'arcade è un'evoluzione dei precedenti Tiger-Heli e Slap Fight della stessa Toaplan, ed è probabilmente il fiore all'occhiello tra i vari notevoli sparatutto dell'azienda[13]. Il gioco arcade, fin dalla sua precoce presentazione a febbraio 1987 alla fiera dell'Amusement Operators' Union a Tokio, fece tipicamente un'impressione molto positiva alla critica[12].
Le conversioni per sistemi domestici, almeno nel caso di Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64 e NES, ottennero giudizi variabili dalla critica, prevalentemente sopra la sufficienza, con medie dei voti che si aggirano intorno al 7 su 10[14]. Spesso le riviste apprezzarono Flying Shark pur notando come fosse uno sparatutto molto tipico e poco originale[15][8][7]. Secondo MCmicrocomputer (versione Atari ST), all'epoca era una delle migliori conversioni di arcade in assoluto[16].
Particolarmente buona fu la critica della versione ZX Spectrum (sistema con basse capacità), che ricevette voti con media anche superiore all'8 su 10[17], grazie soprattutto alla sua grande giocabilità, nonostante fosse probabilmente la versione meno di bell'aspetto, monocromatica e priva dell'ultimo livello[6].
Anche la riedizione emulata per Windows ottenne alcuni ottimi giudizi[18].
Eredità
Oltre ad avere i propri due seguiti, Flying Shark fu d'ispirazione per altri arcade simili che ne sfruttarono il successo. La stessa Toaplan produsse Twin Cobra, che pur essendo un seguito di Tiger-Heli è basato sull'hardware di Flying Shark ed è praticamente una sua versione con elicotteri; poi produsse Twin Hawk, che torna al tema degli aerei e introduce il multigiocatore cooperativo[12].
Secondo un manga (Truth Story Batsugun, 1993) di Jun'ya Inoue, designer del videogioco Batsugun, il protagonista di Flying Shark, chiamato Schneider, ritorna in Batsugun dopo essere stato ibernato; ciò compare solo nel manga e non nei due videogiochi[19].
Un clone di Flying Shark per Atari 8-bit 64k, intitolato Tiger Attack, fu pubblicato dall'Atari britannica nel 1988[20].
Un falso seguito per Commodore 64, Flying Shark II, è in realtà un gioco non commerciale realizzato con SEUCK[21][22].
Note
- ↑ Crediti dell'arcade originale tratti dalla versione emulata per Windows, cfr. Sky Shark (Windows) screenshot: Credits arcade version, su mobygames.com.
- 1 2 3 Banca dati MAME.
- 1 2 (EN) Brett Alan Weiss, Sky Shark, su AllGame (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2014).
- ↑ Weiss.
- ↑ Sito ufficiale Toaplangames.co.jp.
- 1 2 Retro Gamer 176, p. 39.
- 1 2 Commodore Gazette 1.
- 1 2 Videogame & Computer World 2.
- ↑ Zzap! 20.
- ↑ Mappa su ZXDB.
- ↑ CPC-Power.
- 1 2 3 Retro Gamer 176, p. 40.
- 1 2 3 4 Retro Gamer 176, p. 36.
- ↑ Riviste in Bibliografia ed elenchi di recensioni su MobyGames, Hall of Light, Lemon64, CPC-Power.
- ↑ The Games Machine 5.
- ↑ MCmicrocomputer 82.
- ↑ Elenchi di recensioni su ZXDB, MobyGames.
- ↑ Elenco di recensioni su MobyGames.
- ↑ (EN) Nick Zverloff, Flying Shark, su Hardcore Gaming 101, 9 luglio 2012.
- ↑ (EN) Flying Shark, su Atarimania.com - 400 800 XL XE.
- ↑ Flying Shark II (JPG), in Radio Elettronica & Computer, anno 17, n. 8, Cinisello Balsamo, Gruppo Editoriale JCE, ottobre 1988, pp. 24-25.
- ↑ (EN) Flying Shark II, su gb64.com.
Bibliografia
- (EN, FR, DE, NL, IT, DA) Flying Shark (manuale per Amstrad CPC), Firebird.
- (EN) Sky Shark Instruction Manual (manuale dell'arcade americano), Romstar, 1987.
- (EN) Sky Shark (PDF) (manuale per NES), Taito, 1988.
- Flying Shark (JPG), in Commodore Gazette, anno 3, n. 1, Milano, IHT, gennaio/febbraio 1988, pp. 24-25, OCLC 955306596.
- Flying Shark (JPG), in Zzap!, anno 3, n. 20, Milano, Edizioni Hobby, febbraio 1988, p. 19, OCLC 955306919.
- Flying Shark (JPG), in MCmicrocomputer, n. 82, Roma, Technimedia, febbraio 1989, pp. 127-128, ISSN 1123-2714.
- Flying Shark (JPG), in Amiga Byte, n. 11, Milano, Arcadia/Elettronica 2000, aprile 1989, p. 24, OCLC 955729050.
- Flying Shark (JPG), in Videogame & Computer World, anno 2, n. 2, Rho (MI), Derby, marzo 1989, pp. 33-35.
- Flying Shark (JPG), in The Games Machine, n. 5, Milano, Edizioni Hobby, gennaio 1989, p. 52, OCLC 955708482.
- (EN) Flying Shark, in Retro Gamer, n. 176, Bournemouth, Imagine Publishing, giugno 2012, pp. 36-41, ISSN 1742-3155.
- (EN) Brett Weiss, Sky Shark, in Classic Home Video Games, 1985-1988: A Complete Reference Guide, McFarland & Company, 2009, p. 172, ISBN 978-0-7864-3660-6.
Collegamenti esterni
- (JA) Sito ufficiale, su toaplangames.co.jp.
- (EN) Sito ufficiale, su toaplangames.co.jp.
- (EN) Sito ufficiale, su bitwavegames.com (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2023).
- (EN) Sky Shark, su MobyGames, Blue Flame Labs.
- (EN) Sky Shark, su GameFAQs, Red Ventures.
- Flying Shark, su Arcade Database.
- (EN) Flying Shark / Sky Shark / Hishou Same 飛翔鮫, su Killer List of Videogames, The International Arcade Museum.
- Roberto Nicoletti, Flying Shark / Sky Shark (versione USA), su Ready64.org.
- (EN) Kim Lemon, Flying Shark / Sky Shark, su Lemon64.com.
- (EN) Flying Shark, su SpectrumComputing.co.uk.
- (FR) Flying Shark, su CPC-power.com.
- (EN) Flying Shark, su Hall of Light - The database of Amiga games - abime.net.
- (EN) Flying Shark, su Atarimania.com.
- (EN) Sky Shark (album musicali), su VGMdb.net.
