Graftgold

Graftgold
Logo
Logo
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Forma societariaLimited
Fondazione1983 (come ST Software)
Fondata daSteve Turner
Chiusura1998
Sede principaleWitham
Persone chiaveSteve Turner e Andrew Braybrook
SettoreInformatico
ProdottiVideogiochi
Dipendentiquasi 30 (picco[1])
Sito webwww.graftgold.com/

Graftgold Ltd., nata come ST Software e a volte nel logo chiamata Graftgold Creative Software, era un'azienda britannica di videogiochi, attiva tra il 1983 e il 1998 nel solo sviluppo, inizialmente per home computer e poi anche per console. Fu caratterizzata da originalità dei giochi, design elaborati, e adattabilità allo sviluppo per molte piattaforme diverse[2].

Storia

Le principali persone dietro alla Graftgold sono Steve Turner e Andrew Braybrook. Dopo la scuola, Turner era entrato nel Servizio civile del Regno Unito e Braybrook lavorava come programmatore nella contabilità della GEC Marconi. Turner iniziò l'attività videoludica fondando la ST Software nel 1983, costituita soltanto da lui come sviluppatore[3]. ST stava appunto per le iniziali di Steve Turner[1]. Braybrook, che aveva conosciuto Turner al pub, si unì un paio di mesi dopo[3].

All'epoca molti giochi d'azione erano bidimensionali e Turner pensò di realizzare una grafica tridimensionale, questo per ora era il suo unico punto di forza. Sviluppò 3D Space Wars per ZX Spectrum, uno sparatutto in prima persona semplice, ma tecnicamente notevole[3]. Dopo aver preso per poco in considerazione la pubblicazione autonoma, Turner decise di collaborare con un editore e contattò la Hewson. Quell'azienda gli piaceva perché faceva tutto da sé, inclusa la duplicazione dei supporti con un proprio impianto[3].

Braybrook desiderava realizzare giochi per Dragon 32, il computer che aveva suo padre. Convertì per Dragon 3D Space Wars, per dimostrare a Turner le proprie capacità. Non aveva neppure un assembler e lavorò direttamente in linguaggio macchina[3].

Dopo 3D Space Wars, nel 1984 furono realizzati allo stesso modo i seguiti 3D Lunattack e 3D Seiddab Attack, che formano la trilogia detta Seiddab. Tutti furono convertiti anche per Dragon da Braybrook e pubblicati dalla Hewson[4]. All'epoca Turner programmava per lo Spectrum con 16k di RAM e il Dragon 32 ha il doppio della memoria; Braybrook spesso la sfruttava aggiungendo più grafica nelle conversioni. Sul Dragon disponeva anche di strumenti di sviluppo professionali e di una tastiera decente[4].

Dopo aver fatto una buona impressione sull'editore grazie ai giochi di Seiddab, Turner sviluppò il geniale Avalon, un'avventura dinamica che rimase il gioco più complesso di Turner[3].

La ST Software iniziava a guadagnare cifre importanti e divenne inadeguato continuare a gestirla come ditta individuale. Turner aveva una casa a Witham e i due lavoravano in sala da pranzo, con scrivanie improvvisate. Avevano bisogno di più spazio, inoltre Turner capì che sarebbe stato vessato dalle tasse. Era tempo di istituire un'azienda, di cui risultare come impiegati, e nacque la Graftgold[4].

Il Dragon non ebbe molto successo, e i due attesero di vedere quale altra macchina avrebbe dominato il mercato accanto allo Spectrum, per potervisi dedicare. Un amico di Braybrook aveva il Commodore 64 e a loro apparve perfetto per i giochi, grazie al suo hardware per scorrimento, sprite e sonoro. Inoltre il suo microprocessore aveva somiglianze con quello del Dragon[4]. Il primo prodotto Graftgold per Commodore 64 fu Gribbly's Day Out (1985), programmato da Braybrook. I giochi per C64 andavano progettati per sfruttare l'hardware, per questo Braybrook sostiene che il gioco era diverso da tutto quello che aveva fatto finora[4].

Turner prese una nuova casa a Witham, dotata di un fabbricato annesso che fu convertito in ufficio della Graftgold. Qui furono sviluppati alcuni dei più grandi giochi per ZX Spectrum e Commodore 64 di metà anni '80: sul C64 Gribbly's Day Out, Paradroid e Uridium, sullo Spectrum Dragontorc, Quazatron e Astroclone[4].

La Hewson aveva sempre più fiducia nella Graftgold[4]. L'editrice non pagava anticipi, ma solo royalty sulle vendite, per cui non poteva avanzare molte pretese sullo sviluppatore, anche se avesse voluto. Inoltre la Graftgold avrebbe potuto proporre i propri giochi a un altro editore se la Hewson non li avesse voluti pubblicare. Comunque la Hewson non li rifiutò mai[5].

Nel 1986 col progredire dei giochi il tempo di sviluppo si era fatto più lungo, i videogiochi a basso costo imperversavano, e anche la Hewson suggerì alla Graftgold di sviluppare giochi economici. Turner e Braybrook rifiutarono e vollero continuare a lavorare su giochi originali di alta qualità[5]. Secondo Turner i giochi originali stavano perdendo mercato in favore delle conversioni degli arcade, all'epoca ancora pallide imitazioni, ma molto vendute grazie alla fama del nome[5]. La Graftgold ora si impegnava di più in cose come trovare titoli memorabili per i giochi, come nel caso di Ranarama[5].

Verso la fine del decennio, come molti altri editori per computer a 8 bit, la Hewson cominciò a essere in difficoltà, nonostante la sua buona reputazione. Fu poco incline a dedicarsi ai nuovi computer a 16 bit, perlomeno con i giochi della Graftgold. Commissionò la conversione a 16 bit di Ranarama, ma con poco impegno, pubblicandone un adattamento diretto con pochi miglioramenti[5].

Nel tardo 1987 la direttrice del marketing della Hewson fece capire alla Graftgold che non sarebbero più riusciti a pubblicare i loro giochi. Due titoli in preparazione per la Hewson, Magnetron e Morpheus, furono accantonati[1]. La direttrice passò a lavorare per la Telecomsoft, che allora pubblicava con l'etichetta principale Firebird, e la Graftgold la seguì. Magnetron e Morpheus furono ceduti alla Firebird dopo un breve consulto legale. La Telecomsoft, a differenza di Hewson, incoraggiava anche lo sviluppatore a passare ai 16 bit[1]. Tuttavia la Hewson riuscì a riprendersi dalla crisi e volle continuare a essere l'editrice dei due giochi. Ci fu una causa legale e alla fine Magnetron e Morpheus rimasero alla Telecomsoft, ma la perdita di tempo fu dannosa per il successo dei due giochi, che uscirono troppo tardi[1].

Nel 1988[4], mentre la disputa era ancora in corso, la Graftgold cambiò sede e si trasferì in un ufficio vero e proprio, al centro di Witham[1]. John Cumming e Dominic Robinson della Hewson, che avevano lavorato alla conversione di Ranarama, lasciarono l'azienda e si unirono alla Graftgold. Pur essendo interessati ai 16 bit, per ora furono assegnati alla conversione a 8 bit dell'arcade Flying Shark[1]. Quel lavoro infatti era richiesto in sole sei settimane dalla Firebird; la Graftgold accettò e Robinson riuscì a sviluppare rapidamente la versione ZX Spectrum, poi convertita da Turner per l'Amstrad CPC[2]. Flying Shark fu molto apprezzato in queste versioni e la Graftgold si guadagnò anche la reputazione di abile e veloce nelle conversioni[2].

Qualche mese dopo si unirono all'azienda anche Gary Foreman, che già aveva programmato la versione Commodore 64 di Ranarama come esterno, il dublinese David O'Connor, e l'apprendista sedicenne Jason Page, che divenne poi l'esperto di audio della ditta[2].

Nel frattempo Braybrook sviluppò Intensity e Turner sviluppò Bushido, notevole per l'introduzione sul C64 di tecniche come il sonoro dinamico e il multiplexing degli sprite[2]. La fine degli anni '80, quando Braybrook lavorava a Paradroid 90 e Robinson a Simulcra, è ricordata come un periodo d'oro dell'azienda da Turner e Braybrook[6].

Si arrivò alla dozzina di dipendenti, tutti impiegati su più progetti per diversi editori. Graftgold desiderava sempre sviluppare prodotti originali, ma le conversioni di arcade erano redditizie, infatti nel 1990 l'azienda realizzò le versioni domestiche di Super Off Road e Rainbow Islands[2].

Quando l'editrice Activision fu acquisita da Acclaim, Realms di Turner rimase in sospeso. Anche la Telecomsoft fu acquisita, da MicroProse. Virgin Games subentrò per pubblicare Realms. Turner lo ricorda come un periodo caotico con gli editori, che "cadevano come birilli"[6].

Nel 1992[4], dopo aver sviluppato la conversione per console Sega Mega Drive di Gods per conto della Bitmap Brothers, la Graftgold firmò un accordo con la sua divisione editrice, la Renegade Software[6]. In questa collaborazione, i guadagni si dividevano a metà tra Graftgold e Renegade dopo aver detratto i rispettivi costi; era buono per la Graftgold, che non aveva mai ricevuto prima rimborsi così alti dei costi di sviluppo[6].

L'azienda era ormai stabilmente impegnata nelle piattaforme a 16 bit e pubblicò titoli come Fire and Ice, Uridium 2 e Virocop principalmente per Amiga[6]. Col crescere della squadra e della complessità dei giochi aumentavano anche spese generali e problemi. Mentre a suo tempo Braybrook aveva impiegato sei mesi per programmare Paradroid o Uridium, ora lo sviluppo di un gioco richiedeva uno o due anni[6].

Il periodo d'oro ormai era finito. Ci furono molti cambi di personale e sviluppatori delusi dall'annullamento dei loro lavori[6]. L'Amiga inoltre scomparve come piattaforma redditizia[6].

Nel 1995[4] Turner investì in molti sistemi di sviluppo per la nuova PlayStation. Il primo gioco di Graftgold per la console fu International Moto X, ancora con l'accordo di pubblicazione con la Renegade[6]. Vendette bene, ma la Graftgold non incassò le royalty a causa dell'acquisizione dell'editore da parte della Time Warner, che poi cedette a sua volta l'intera divisione videogiochi. Perciò alla fine del 1996 la Graftgold si ritrovò senza denaro[6].

Fu salvata dalla Perfect Entertainment che, dopo aver contattato l'azienda casualmente in cerca di nuovi giochi da produrre, comprò la maggioranza della Graftgold. Iniziò lo sviluppo di Hardcorps per PlayStation, ma a quanto pare non era l'interesse primario della Perfect[6]. Nel 1996-1998 la Graftgold lavorò praticamente solo a Hardcorps, che alla fine non venne neppure ultimato[4]. Nel 1998 circa la Perfect smise di pagare lo sviluppo. Turner, che, come direttore, nei periodi di crisi era l'ultimo a ricevere lo stipendio, finì al verde[6]. Braybrook era ancora alla Graftgold, ma trovò un altro lavoro in una compagnia assicurativa a Chelmsford, pagato anche un po' meglio. Su suo suggerimento questi assunsero anche Turner, e la Graftgold chiuse[6].

Turner e Braybrook lasciarono definitivamente il settore videogiochi, a parte progetti retrò amatoriali molti anni dopo[5][7].

Nel 2002 la Jester Interactive, all'epoca nota per i suoi software musicali, acquistò i diritti su tutto il catalogo giochi della Graftgold[8]. Negli anni 2020 la Jester possiede ancora la proprietà intellettuale dei giochi, ma non sembra averla mai sfruttata per nuove produzioni[9].

Videogiochi

Secondo Retro Gamer, i titoli più distintivi della Graftgold sono 3D Space Wars (concetto semplice, ma tecnica avanzata), Avalon (avventura dinamica profonda, di massimo livello all'epoca), Rainbow Islands (varie conversioni, notevole in particolare quella per ZX Spectrum)[5], Paradroid, Uridium (due dei più grandi giochi per Commodore 64), Flying Shark (anch'esso notevole in particolare su Spectrum)[1].

Elenco probabilmente esaustivo dei videogiochi sviluppati:[10]

  • 3D Lunattack (1984) per C64, Dragon, Spectrum
  • 3D Seiddab Attack (1984) per Dragon, Spectrum
  • 3D Space Wars (1983) per Dragon, Spectrum
  • Alleykat (1986) per C64
  • Astroclone (1986) per Spectrum
  • Avalon (1984) per Spectrum
  • Bushido (1988) per C64
  • Chaos Engine (1993) per Mega Drive (solo audio)
  • Deliverance: Stormlord II (1990) per C64 (solo grafica)
  • Dragontorc (1985) per Amstrad, Spectrum
  • Empire Soccer 94 (1993) per Amiga, Archimedes, DOS
  • Fire and Ice (1990) per Amiga, Archimedes, CD32, DOS, Game Gear, Master System, ST
  • Fire and Ice Christmas Special Edition (1992) per Amiga, allegato alla rivista Amiga Power
  • Flying Shark (1988) per Amstrad, Spectrum
  • Global Gladiators (1993) per Game Gear, Master System (solo grafica)
  • Gods (1992) per Mega Drive
  • Gribbly's Day Out (1985) per C64
  • Head the Ball (1988) per C64
  • International Moto X (1996) per PlayStation, Windows
  • Intensity (1987) per C64, Spectrum
  • Magnetron (1988) per C64, Spectrum
  • Morpheus (1986) per C64
  • Nipper Versus the Kats (1993) per Amiga, allegato alla rivista Amiga Power
  • Orion (1988) per C64
  • Ottifants (1993) per Game Gear, Master System, Mega Drive
  • Outlander (1992) per Mega Drive (solo audio)
  • Paradroid (1985) per C64
  • Paradroid 90 (1990) per Amiga, ST
  • Quazatron (1986) per Spectrum
  • Rainbow Islands (1990) per Amiga, Amstrad, C64, PlayStation, Saturn, ST
  • Ranarama (1986) per Amstrad, C64, Spectrum, ST
  • Realms (1990) per Amiga, DOS, ST
  • Simulcra (1989) per Amiga, ST
  • Soldier of Fortune (1988) per C64, Spectrum
  • Superman: The Man of Steel (1993) per Game Gear, Master System
  • Super Off Road (1990) per Amiga, Amstrad, C64, DOS, Game Gear, Master System, Spectrum, ST
  • Uridium (1985) per C64, NES, Spectrum
  • Uridium+ (1986) per C64, Spectrum
  • Uridium 2 (1993) per Amiga
  • Virocop (1995) per Amiga

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 Retro Gamer 176, p. 69.
  2. 1 2 3 4 5 6 Retro Gamer 176, p. 70.
  3. 1 2 3 4 5 6 Retro Gamer 176, p. 66.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Retro Gamer 176, p. 67.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 Retro Gamer 176, p. 68.
  6. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 Retro Gamer 176, p. 71.
  7. ↑ (EN) Monster Molecules, su uridiumauthor.blogspot.com, luglio 2024.
  8. ↑ (EN) Jester gets Grafting, su eurogamer.net, 19 gennaio 2002.
  9. ↑ (EN) Jester Interactive Publishing Limited, su jesterinteractive.com. URL consultato il 16 settembre 2025.
  10. ↑ Softography sul sito ufficiale e altri collegamenti esterni al 16-9-2025. Date e piattaforme si riferiscono alle sole versioni della Graftgold.

Bibliografia

  • (EN) From the archives: Graftgold Creative Software, in Retro Gamer, n. 176, Bournemouth, Imagine Publishing, dicembre 2017, pp. 66-71, ISSN 1742-3155.
  • (EN) A tribute to Graftgold (panoramica sui giochi), in Retro Gamer, n. 254, Bournemouth, Imagine Publishing, dicembre 2023, pp. 44-51, ISSN 1742-3155.

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 141176384 · BNF (FR) cb156021599 (data)