Forte San Jachiddu
| Forte San Jachiddu Forti Umbertini | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato | Regno d'Italia, |
| Stato attuale | |
| Regione | Sicilia |
| Città | Messina |
| Indirizzo | Via S. Jachiddu |
| Coordinate | 38°13′23.88″N 15°32′22.51″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Forte, Batteria |
| Costruzione | 19 Luglio 1889-intorno al 1910 |
| Materiale | Roccia sedimentaria, calcestruzzo, mattoni pieni in terracotta, roccia vulcanica. |
| Primo proprietario | Militari |
| Condizione attuale | Restaurato |
| Visitabile | Si |
| Informazioni militari | |
| Utilizzatore | Regno d'Italia, Germania Nazista, Italia |
| Funzione strategica | Difendere la parte nord dello stretto |
| Termine funzione strategica | Dopo la Seconda guerra mondiale |
| Armamento | Obice da 280 mm |
| Presidio | Scirin Cooperativa sociale |
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Il Forte San Jachiddu, il cui nome deriva sia dalla zona in cui sorge sia da un eremita basiliano vissuto in epoca bizantina San Jachiddu, si trova nella zona centro-nord di Messina, su un promontorio elevato che offre una vista panoramica sullo Stretto.Sotto il forte si estende un ripido dirupo che lo collega al Forte Ogliastri, situato a un'altitudine inferiore. Questi due forti facevano parte delle sei batterie Umbertine progettate per controllare e difendere il porto e la città di Messina.Al di sotto del forte passa la Galleria San Jachiddu, che collega il rione Giostra con l'Annunziata Alta e il polo universitario dell'Annunziata dell'Università di Messina.[1][2][3]
Il Forte San Jachiddu presenta una somiglianza evidente con altre strutture difensive della zona, come il Forte Serra La Croce, il Forte Giulitta/Schiaffino, e il Forte Monte Gallo/Cavalli, quest'ultimo di dimensioni significativamente maggiori. Sul terrapieno di combattimento sono ancora visibili sei piattaforme circolari destinate agli obici da 280 mm, complete dei perni di fissaggio originali.[1]
Storia
Nonostante il devastante terremoto del 1908 e i due conflitti mondiali, la struttura è sopravvissuta in buone condizioni. Tuttavia, dopo la guerra, il forte fu abbandonato e, per anni, si trovò in uno stato di grave degrado.[1]
Nel 1997 , la Scirin Cooperativa Sociale avviò un progetto di recupero e riqualificazione del sito, trasformandolo in un parco ecologico che offre un ambiente naturale e spirituale per la città di Messina. Collaborando con enti pubblici e privati, tra cui l'Orto Botanico Pietro Castelli di Messina, il forte è diventato un'oasi di pace.[4][5]
Dal 2017 , il sito è un luogo rinnovato che propone percorsi didattici, laboratori artigianali, orti con essenze tipiche del Mediterraneo e installazioni artistiche contemporanee. Inoltre, rappresenta il punto di partenza di numerosi sentieri di trekking che conducono attraverso i Monti Peloritani.[6]
Oggi
Oggi, il forte è un'area verde accessibile liberamente durante il giorno, ideale per passeggiate in famiglia. Inserito nell'elenco dei beni architettonici tutelati (DA 5070 del 20/01/99), il sito si è affermato come un importante patrimonio culturale e ambientale della città.[3]

Note
- 1 2 3 Administrator, Forte San Jachiddu, su www.messinafortificata.it. URL consultato il 24 dicembre 2024.
- ↑ Parco-Museo "Forte Cavalli" - Messina, su www.fortecavalli.it. URL consultato il 24 dicembre 2024.
- 1 2 Forte San Jachiddu (Forte Umbertino), su Sicilia in Rete. URL consultato il 24 dicembre 2024.
- ↑ Scirin Cooperativa Sociale (02031490838), Gratis fatturato e dettagli aziendali | ReportAziende.it, su Report Aziende, l'archivio delle aziende italiane. URL consultato il 24 dicembre 2024.
- ↑ Forte San Jachiddu – Orto Botanico Pietro Castelli, su www.ortobotanico.messina.it. URL consultato il 24 dicembre 2024.
- ↑ Dove passeggiare a Messina, scopriamo Forte San Jachiddu, su Guide Turistiche Messina, 2 maggio 2021. URL consultato il 24 dicembre 2024.
Altri progetti
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