Franz Eckerle

Franz Eckerle
NascitaBaden-Baden, 24 aprile 1912
MorteVelikie Luki, 14 febbraio 1942
Cause della morteMorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania
Forza armata Luftwaffe
Specialitàcaccia
Anni di servizio1939-1941
GradoOberleutnant
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Fronte occidentale (1939-1945)
Fronte orientale (1941-1945)
BattaglieBattaglia di Francia
Battaglia di Dunkerque
Battaglia d'Inghilterra
Operazione Marita
Operazione Barbarossa
Assedio di Leningrado
Decorazionivedi qui
dati tratti da Eckerle, Franz (Jagdgeschwader 54)[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Franz Eckerle (Baden-Baden, 24 aprile 1912 – Velikie Luki, 14 febbraio 1942) è stato un militare e aviatore tedesco, asso dell'aviazione della Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale, dove conseguì 59 vittorie aeree, di cui 4 sul fronte occidentale e 55 su quello orientale prestando servizio nello Jagdgeschwader 76 e nello Jagdgeschwader 54.[2] Insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con fronde di quercia, e della due classi della Croce di Ferro[2].

Biografia

Nacque il 24 aprile 1912 a Baden-Baden, all'epoca nel Granducato di Baden dell'Impero tedesco.[3] Già addestrato come pilota, il 1 aprile 1935 si arruolò nel servizio militare della Luftwaffe, e il 1 aprile 1937 fu promosso sottotenente e assegnato al I. Gruppe dello Jagdgeschwader 135 (JG 135) con sede a Bad Aibling.[4] Il Gruppe era stato appena creato il 15 marzo ed era comandato dal maggiore Max Ibel.[5]

Nel 1938, volando su un Klemm Kl 35, ottenne il quarto posto al 10° Concorso Nazionale dell'Aeronautica Tedesca a Norimberga.[1] L'anno seguente, volando su un Bücker Bü 133 Jungmeister, ottenne il secondo posto all'11° Concorso Nazionale dell'Aeronautica Tedesca a Francoforte sul Meno.[6] Dopo l'Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania nazista avvenuta il 12 marzo 1938, fu assegnato al I. Gruppe dello Jagdgeschwader 138 (JG 138) di stanza sull' aeroporto di Vienna-Schwechat, noto anche come "Wiener-Jagdgruppe". Lì, nel 1939, fu nominato Staffelkapitän (capo squadriglia) del 3.Staffelm dello JG 138.[4] Il 1° maggio 1939, la sua unità I./JG 138 fu ridesignata I. Gruppe dello Jagdgeschwader 76 (I./JG 76).[7]

La seconda guerra mondiale in Europa iniziò venerdì 1 settembre 1939, quando le forze tedesche invasero la Polonia. In preparazione dell'invasione, il I. Gruppe dello JG 76 era stato trasferito in un aeroporto a Stubendorf a metà agosto 1939 e supportò l'avanzata tedesca sui settori centrale e meridionale del fronte.[8] Il 14 settembre, il I. Gruppe fu ritirato dalle operazioni di combattimento e tornò al suo aeroporto di origine a Vienna-Aspern, dove arrivò il 26 settembre.[8]

Il 26 ottobre, il Gruppenstab (unità di comando) e la 1. Staffel furono inviati sull'aeroporto di Francoforte sul Meno, dove furono nuovamente riuniti con la 2. e la 3. Staffel il 2 novembre. Da Francoforte sul Reno-Meno, il Gruppe volò in missioni di protezione aerea durante la "Strana guerra" per la regione di Francoforte, sul fiume del Reno e sul territorio del bacino della Saar. Nell'aprile del 1940, il I. Gruppe si trasferì sull'aeroporto di Magonza-Finthen, originariamente chiamato Fliegerhorst Ober-Olm. Il Gruppe rimase a Ober-Olm fino all'inizio della battaglia di Francia.[9] Supportando l'attraversamento tedesco della Mosa, rivendicò la sua prima e unica vittoria aerea su un caccia Supermarine Spitfire il 15 maggio durante la battaglia di Sedan.[10][11]

Il 26 giugno 1940, il I./JG 76 fu trasferito all'aeroporto di Waalhaven nei Paesi Bassi e subordinato allo Jagdgeschwader 54 (JG 54) fu incaricato di fornire protezione aerea sulla zona costiera olandese. Il 5 luglio, il I./JG 76 fu ufficialmente integrato nel JG 54 e fu rinominato II./JG 54 e il 3./JG 76 divenne 6./JG 54.[12] Il 30 luglio abbatté un bombardiere Bristol Blenheim su Flessinga, il 1 agosto un altro Blenheim a 5 km da Haamstede, e il 9 novembre uno Spitfire a 3 km a est di Deal.[13][14] Il 25 agosto, il II./JG 54 era stato posto sotto il comando dell'Hauptmann Dietrich Hrabak.[15]

Dopo la resa dell'Esercito Reale Jugoslavo il 17 aprile 1941, mentre era di stanza presso un aeroporto a Zemun, vicino a Belgrado, il 3 maggio 1941 il Geschwader ricevette l'ordine di consegnare tutti i Messerschmitt Bf 109E affinché potessero ricevere la nuova variante Bf 109F. L'addestramento di transizione fu completato presso l'aeroporto di Stolp-Reitz in Pomerania. Dopo un addestramento intensivo, il Geschwader fu trasferito in aeroporti nella Prussia orientale. Fu promosso capitano il 1° giugno 1941.[16] Il 18 giugno, il II. Gruppe si trasferì a Neukuhren, e poi a Trakehnen, il 20 giugno. La Wehrmacht lanciò l'Operazione Barbarossa, l'invasione dell'Unione Sovietica, il 22 giugno con il II. Gruppe a supporto dello Heeresgruppe Nord nel suo obiettivo strategico verso Leningrado.[17]

Il primo giorno dell'invasione, il II. Gruppe volò in diverse missioni a supporto dei bombardieri tedeschi che attaccavano gli aeroporti sovietici vicino a Kowno, ed egli dichiarò di aver abbattuto un bombardiere Tupolev SB-2.[17][18] Questa fu la sua quinta vittoria aerea in totale, divenendo asso dell'aviazione.[19] Il 25 giugno, il II. Gruppe seguì l'avanzata tedesca e si trasferì in un aeroporto a Kowno, e due giorni dopo a Dünaburg. Il 28 giugno, l'8. Panzer-Division aveva stabilito una testa di ponte attraverso il fiume Daugava. Operando da Dünaburg, il 30 giugno egli dichiarò di aver abbattuto tre bombardieri Ilyushin DB-3 sopra la testa di ponte.[20][21] Il 2 luglio 1941 abbatté 3 bombardieri Tupolev SB-3, il giorno 6 un altro SB-2, e il 7 luglio due bombardieri, un Ilyushin DB-3 e un Tupolev SB-3.[22] Il 17 luglio distrusse un bombardiere SB-2, il 19 luglio altri 2 SB-2, il 22 luglio due caccia Mikoyan-Gurevich MiG-1, il 23 luglio due caccia Polikarpov I-16, e il 25 luglio un altro bombardiere DB-3.[23] Il 12 agosto conseguì la sua venticinquesima vittoria abbattendo un caccia Polikarpov I-153, e il 23 dello stesso mese arrivò alla trentesima distruggendo un caccia I-16.[24] Per questo fatto fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro il 18 settembre, consegnatagli personalmente dal general der Flieger Helmuth Förster, comandante generale del I. Fliegerkorps.[25]

All'inizio di novembre, quando aveva conseguito 38 vittorie, il II. Gruppe fu ritirato dal fronte orientale per un periodo di riposo e riequipaggiamento, venendo basato sull'aeroporti di Döberitz e successivamente su quello di Uetersen.[26] Entro il 20 dicembre, il II. Gruppe aveva ricevuto 40 aerei da caccia Focke-Wulf Fw 190A. L'ordine per la conversione sullo Fw 190 ritirato, e a Jesau, vicino a Königsberg, il II. Gruppe ricevette 40 aerei Bf 109F-4.[27]

Durante questo periodo fu trasferito al Gruppenstab del I. Gruppe dello JG 54, e il comando della 6. Staffel fu trasferito al capitano Carl Sattig.[28] Il 1 gennaio 1942 distrusse tre caccia, du I-16 e uno I-153, e il 5 gennaio fu nominato Gruppenkommandeur (comandante di gruppo) del I. Gruppe dello JG 54, succedendo al capitano Erich von Selle.[29] Il I. Gruppe aveva sede a Krasnogvardeysk e combatté nelle battaglie aeree dell'assedio di Leningrado.[30]

Il 7 gennaio, il fronte sovietico di Volkhov attaccò le forze tedesche sul fiume Volkhov, mentre il fronte nordoccidentale sovietico attaccò a sud del lago Il'men', in quella che divenne nota come la battaglia di Lyuban. Quel giorno, i bombardieri sovietici attaccarono l'aeroporto di Siverskij, e durante il seguente combattimento colse una nuova vittoria contro un caccia I-16.[29][31]

Nel corso dei dieci giorni, il I.Gruppe volò di nuovo in missioni a supporto dell'Heer lungo il Volkhov nell'area di combattimento a sud-est di Leningrado vicino a Tosno. Il 13 gennaio abbatté un bombardiere SB-2, e il giorno 19 due caccia I-16.[32][33] Il 26 gennaio distrusse un cacia MiG-1, e il giorno 28 gennaio 3 caccia MiG-1.[29] Il 2 febbraio 1942 abbatté un caccia I-16 a 10 km a sud-sud-ovest di Narva, il 3 febbraio 2 caccia MiG-1, e il 7 febbraio arrivò a 58 vittorie abbattendo nello stesso giorno un caccia I-16, un ricognitore Polikarpov Po-2 e un cacciabombardiere Ilyushin Il-2.[34]

Il 14 febbraio, dopo aver abbattuto un caccia I-153 vicino a Woronovo, fu costretto a effettuare un atterraggio di emergenza sul suo Messerschmitt Bf 109F-4 (Werknummer 9728) dietro le linee sovietiche, a sud-est di Šlissel'burg.[35] Fu dichiarato disperso in azione e presumibilmente ucciso. Fu onorato postumo con la concessione delle Foglie di Quercia sulla sua Croce di Cavaliere della Croce di Ferro il 12 marzo 1942 per aver conseguito 59 vittorie aeree.[36] Al suo posto, come comandante della I. Gruppe, fu nominato il capitano Hans Philipp.[37]

Secondo fonti sovietiche, Eckerle fu abbattuto vicino a Turyshkino, situato a circa 12 chilometri (7,5 miglia) a sud-est di Mga. Probabilmente fu abbattuto da Mladshiy Leytenant Petrukhin, dal Mladshiy Leytenant Markov e dal Serzhant Savosin del 71 IAP (Istrebitelny Aviatsionny Polk) della KBF (Krasnoznamyonnyy Baltiyskiy Flot), l'aeronautica della flotta baltica della bandiera rossa.[38] Secondo l'autore Neil Page l'abbattimento avvenne nelle vicinanze di vicino a Velikie Luki.[39]

Onorificenze

Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria
— 18 settembre 1941.[40][42]
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 11 agosto 1940.[43]
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 13 settembre 1939.
Coppa d'onore della Luftwaffe - nastrino per uniforme ordinaria
— 19 dicembre 1940.
Distintivo da pilota in oro - nastrino per uniforme ordinaria
— 4 luglio 1935.

Note

  1. 1 2 Traces of War.
  2. 1 2 Zabecki 2014, p.1618.
  3. ↑ Obermaier 1989, p.49.
  4. 1 2 Stockert 2012, p.384.
  5. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2000a, p.270.
  6. ↑ Rößler 2000, p.208.
  7. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2000a, p.263.
  8. 1 2 Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2000a, p.445.
  9. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2001, p.438.
  10. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2000b, p.370.
  11. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2000b, p.376.
  12. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2002, p.304.
  13. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2002, p.313.
  14. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2002, p.316.
  15. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2002, p.310.
  16. ↑ Stockert 2012, p.385.
  17. 1 2 Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.212.
  18. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.228.
  19. ↑ Weal 2007, p.7-8.
  20. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.212-214.
  21. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.229.
  22. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.231.
  23. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.233.
  24. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.235.
  25. ↑ Held, Trautloft, Bob 1994, p.97.
  26. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2003, p.237-239.
  27. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.209.
  28. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.216.
  29. 1 2 3 Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.199.
  30. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.195.
  31. ↑ Bergström, Mikhailov 2001, p.61.
  32. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.180.
  33. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.189.
  34. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.200.
  35. ↑ Prien, Stemmer, Rodeike, Bock 2005, p.203.
  36. ↑ Weal 2007, p.14.
  37. ↑ Weal 2001, p.118.
  38. ↑ Bergström, Mikhailov 2001, p.67.
  39. ↑ Page 2020, p.100.
  40. 1 2 Scherzer 2007, p.287.
  41. ↑ Fellgiebel 2000, p.59.
  42. ↑ Fellgiebel 2000, p.168.
  43. ↑ Thomas 1997, p.139.

Bibliografia

  • (DE) Christer Bergström e Andrey Mikhailov, Black Cross/Red Star-The Air War Over the Eastern Front, Volume II, Resurgence January–June 1942, Pacifica, California, Pacifica Military History, 2001, ISBN 978-0-935553-51-2.
  • (EN) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939–1945 — Die Inhaber der höchsten Auszeichnung des Zweiten Weltkrieges aller Wehrmachtteile, Friedberg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 978-3-7909-0284-6.
  • (DE) Werner Held, Hannes Trautloft e Hans-Ekkehard Bob, JG 54: A Photographic History of the Grünherzjäger, Atglen, Schiffer Publishing, 1994, ISBN 978-0-88740-690-4.
  • (EN) Andrew Johannes Mathews e John Foreman, Luftwaffe Aces — Biographies and Victory Claims Volume 1 A–F, Walton on Thames, Red Kite S–Z, 2014, ISBN 978-1-906592-18-9.
  • (DE) Ernst Obermaier, Die Ritterkreuzträger der Luftwaffe Jagdflieger 1939 – 1945, Mainz, Verlag Dieter Hoffmann, 1989, ISBN 978-3-87341-065-7.
  • (EN) Neil Page, Day Fighter Aces of the Luftwaffe 1939–42, Philadelphia, Casemate Publishers, 2020, ISBN 978-1-61200-849-3.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 1—Vorkriegszeit und Einsatz über Polen—1934 bis 1939, Eutin, Struve-Druck, 2000, ISBN 978-3-923457-54-0.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 2—Der "Sitzkrieg"—1.9.1939 bis 9.5.1941, Eutin, Struve-Druck, 2001, ISBN 978-3-923457-59-5.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945 Teil 3—Einsatz in Dänemark und Norwegen 9.4. bis 30.11.1940—Der Feldzug im Westen 10.5. bis 25.6.1940, Eutin, Struve-Druck, 2001, ISBN 978-3-923457-61-8.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 4/II—Einsatz am Kanal und über England—26.6.1940 bis 21.6.1941, Eutin, Struve-Druck, 2002, ISBN 978-3-923457-64-9.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 6/II—Unternehmen "BARBAROSSA"—Einsatz im Osten—22.6. bis 5.12.1941, Eutin, Struve-Druck, 2003, ISBN 978-3-923457-70-0.
  • (DE) Jochen Prien, Gerhard Stemmer, Peter Rodeike e Winfried Bock, Die Jagdfliegerverbände der Deutschen Luftwaffe 1934 bis 1945—Teil 9/I—Winterkampf im Osten—6.12.1941 bis 30.4.1942, Eutin, Struve-Druck, 2005, ISBN 978-3-923457-76-2.
  • (DE) Rolf Rößler, Baden-Baden unter dem Hakenkreuz, Verlag Rößler, 2002, ISBN 978-3-8311-0288-4.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2010, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (EN) Mike Spike, Luftwaffe Fighter Aces, New York, Ivy Books, 1996, ISBN 978-0-8041-1696-1.
  • (EN) Peter Stockert, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 1, Bad Friedrichshall, Friedrichshaller Rundblick, 2012, ISBN 978-3-9802222-7-3.
  • (EN) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945 Band 1: A–K, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1997, ISBN 978-3-7648-2299-6.
  • (EN) John Weal, Jagdgeschwader 54 "Grünherz", Oxford, Osprey Publishing, 1999, ISBN 978-1-84176-286-9..
  • (EN) anno2007 John Weal, More Bf 109 Aces of the Russian Front, Oxford, Osprey Publishing, 2007, ISBN 978-1-84603-177-9.
  • (EN) David T. Zabecki, Germany at War: 400 Years of Military History, Oxford, ABC-CLIO, 2014, ISBN 978-1-59884-981-3.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 59703888 · GND (DE) 1064471277