Franz Kohlauf

Franz Kohlauf 
NascitaKlosterbeuren, 23 dicembre 1910
Mortebaia di Saint-Malo, 26 aprile 1944
Cause della morteMorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Repubblica di Weimar
Germania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Reichsmarine
Kriegsmarine
Anni di servizio1933-1944
GradoFregattenkapitän
GuerreGuerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
CampagneBattaglia dell'Atlantico (1939-1945)
BattaglieCampagna di Polonia
Operazione Weserübung
Battaglia del Golfo di Biscaglia
Battaglia delle Sept-Îles
Decorazionivedi qui
dati tratti da Kohlauf, Franz[1]
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Franz Kohlauf (Klosterbeuren, 3 dicembre 1910 – Baia di Saint-Malo, 26 aprile 1944) è stato un militare e marinaio tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, e delle due classi della Croce di Ferro nel corso della seconda guerra mondiale[2][3][4].

Biografia

Nacque a Klosterbeuren, distretto di Memmingen, il 3 dicembre 1910.[3] Si arruolò nella Reichsmarine nel gennaio 1933 in qualità di cadetto ufficiale, frequentando poi la Accademia navale di Flensburg-Mürwik.[3] Nel 1934 fu promosso alfiere, e nel 1935 sottotenente.[3] Prestò servizio a bordo dell'incrociatore pesante Admiral Scheer, prestando servizio anche nel corso della guerra civile spagnola. Fu promosso tenente nel 1937, e kapitänleutnant nel 1939.[3] Tra l'aprile e l'ottobre del 1939 fu comandante della torpediniera Jaguar, e nel novembre dello stesso anno assunse il comando della torpediniera Seeadler che mantenne fino al gennaio 1942.[3] Promosso korvettenkapitän, fu nominato comandante della 3ª Flottiglia torpediniere nel giugno 1943, passando al comando della 4ª Flotilla torpediniere nel mese di settembre.[3]

Al comando della 4ª Flotilla torpediniere, nella notte tra il 22 e il 23 novembre 1943 era in mare con le sue unità, le torpediniere T22, T23, T25, T-26 e T27, per scortare il violatore di blocco "Münsterland" salpato da Brest, dove aveva sbarcato un carico di lattice e metalli strategici, e diretto a Cherbourg. Nel tentativo di distruggere la nave tedesca, la Royal Navy fece salpare una formazione navale al comando del captain George Voelcker, composta dall'incrociatore leggero Charybdys, e dai cacciatorpediniere di squadra Grenville e Rocket, e dai cacciatorpediniere di scorta Limbourne, Wenslaydale, Talybont e Stevensone. La formazione britannica iniziò una ricerca radar per trovare le navi nemiche, ma fu a sua volta scoperta dei radar tedeschi posizionati sulla costa, le cui postazioni avvertirono la formazione tedesca.[5]

Ordinato al Münsterland di dirigersi verso Saint-Malo, andò alla ricerca della navi britanniche con le sue torpediniere. Una volta avvistate, alle 01:45 del 23 novembre ordinò un attacco con i siluri contro le navi nemiche che si stagliavano nell'orizzonte debolmente illuminato. Nel seguente combattimento affondarono l'incrociatore leggero Charybdis, centrato da due siluri lanciati dalla torpediniera T23, e il cacciatorpediniere Limbourne, centrato da un siluro della torpediniera T22.[6] Per questo brillante successo, conseguito in condizioni di inferiorità, il Fuhrer, su proposta del grande ammiraglio Karl Dönitz, il 29 ottobre 1943 gli conferì la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro.

Alzando la sua insegna sulla torpediniera T29, il 25 aprile 1944, guidò la sua formazione, composta anche dalle torpediniere T-24 e T-27 nella posa di un campo minato a nord-ovest dell'arcipelago di Sept-Îles.[2] Nella notte tra il 25 e il 26 aprile, intorno alle 2:00 del mattino, mentre erano in rotta verso e navi tedesche furono intercettate dalla Forza 26 a nord-ovest dell'Île de Batz. La Forza 26 faceva parte di una forza incaricata di impedire qualsiasi attività tedesca nel canale della Manica prima del previsto sbarco in Normandia ed era composta dall'incrociatore Black Prince, dal cacciatorpediniere Ashanti e dai cacciatorpediniere canadesi Athabaskan, Haida e Huron.[2] Rendendosi conto di essere state scoperte, le navi tedesche tentarono di tornare a Saint-Malo costeggiando la costa per eludere i radar britannici.[2] I cacciatorpediniere canadesi le inseguirono e colpirono diverse volte la T29 che affondò intorno alle 4:30 del mattino al largo di Port-Blanc, portando con sé 137 uomini, tra cui il suo capitano, il comandante Franz Kohlauf, al comando della 4ª Flottiglia torpediniere, e gran parte del suo stato maggiore.[2] Il suo corpo fu recuperato, e successivamente tumulato nel Cimitero di guerra tedesco di Ploudaniel-Lesneven Lotto 13, Fila 3, Tomba 91.

Fu promosso postumo al grado di fregattenkapitän.[3]

Onorificenze

Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria
«Come capitano di torpediniere, il Korvettenkapitän Kohlauf aveva già dimostrato un coraggio esemplare durante la campagna di Norvegia. Tuttavia, il suo più grande successo avvenne mentre prestava servizio come comandante di flottiglia di una Torpedobootsflottille. Si trattò in particolare dell'affondamento dell'incrociatore britannico "Charybdis" e del cacciatorpediniere "Limbourne". All'inizio dell'operazione notturna, il nemico era riuscito a posizionarsi in una buona posizione per impiegare la sua schiacciante potenza di fuoco. Ciononostante, grazie a un'abile manovra di battaglia, il comandante della flottiglia tedesca riuscì a portare le sue navi in un punto in cui i loro siluri avrebbero sicuramente colpito. Grazie al suo coraggio personale, Kohlauf riuscì così a superare la situazione critica e a ottenere un successo tattico di proporzioni straordinarie.»
— 29 ottobre 1943.[1]
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 20 aprile 1940.[1]
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 6 dicembre 1939.[1]
Zerstörer Kriegsabzeichen - nastrino per uniforme ordinaria
Zerstörer Kriegsabzeichen
— 30 dicembre 1940.[1]

Note

Bibliografia

  • (DE) Karl Dönitz, Zehn Jahre und zwanzig Tage, Koblenz, Bernard & Graefe, 1985.
  • (DE) Manfred Dörr, Die Ritterkreuzträger der Überwasserstreitkräfte der Kriegsmarine; Band 1: A–K, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1996.
  • (EN) Vincent P. O'Hara, The German Fleet at War, 1939–1945, Annapolis, Naval Institute Press, 2004, ISBN 1-59114-651-8.
  • (DE) Clemens Range, Die Ritterkreuzträger der Kriegsmarine, Stuttgart, Motorbuch Verlag, 1974, ISBN 978-3-87943-355-1.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.

Voci correlate

Collegamenti esterni