Hans Erdmenger

Hans Otto Erdmenger
NascitaGersthofen, 29 ottobre 1903
MorteGolfo di Biscaglia, 28 dicembre 1943
Cause della morteMorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Repubblica di Weimar
Germania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Reichsmarine
Kriegsmarine
Anni di servizio1922-1943
Gradokapitän zur see
GuerreGuerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
CampagneBattaglia dell'Atlantico (1939-1945)
BattaglieOperazione Weserübung
Prima battaglia navale di Narvik
Battaglia del Golfo di Biscaglia
Decorazionivedi qui
Pubblicazionivedi qui
dati tratti da Die Ritterkreuzträger der Kriegsmarine[1]
voci di militari presenti su Wikipedia

Hans Otto Erdmenger (Gersthofen, 29 ottobre 1903 – Golfo di Biscaglia, 28 dicembre 1943) è stato un militare e marinaio tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, e delle due classi della Croce di Ferro nel corso della seconda guerra mondiale. Citato nel Wehrmachtbericht il 30 dicembre 1943[2][3][4][5].

Biografia

Nacque a Gersthofen il 29 ottobre 1903.[1] Si arruolò nella Reichswehr il 1 aprile 1922, assegnato in forza al 19. (Bayerische) Infanterie-Regiment a Monaco di Baviera. Solo un anno dopo, il 1° maggio 1923, fu trasferito alla II Divisione di Addestramento Navale della Reichsmarine.[4] Ricevette l'addestramento a bordo della nave scuola a vela Niobe e, dal 2 luglio 1924, sull'incrociatore leggero Berlin.[4] Durante questo periodo, fu promosso a gefreiter di prima classe (candidato ufficiale di Marina) il 1° ottobre 1923.[4] Dal 30 marzo 1924 al 31 marzo 1925, completò il corso avanzato per alfieri presso l'Accademia navale di Mürwik e il 1° aprile 1924 fu promosso alfiere.[4] Dal 1° novembre 1925 prestò servizio sull'incrociatore leggero Berlin, dove fu promosso sottotenente il 1° ottobre 1926.[6] Il 20 novembre successivo fu trasferito sull'incrociatore leggero Emden, dove prestò servizio fino al 31 dicembre 1929 e con il quale partecipò alla sua prima lunga crociera oltremare (14 novembre 1926-14 marzo 1928: Oceano Atlantico, Città del Capo, Isole Cocos, Giappone, Alaska, Capo Horn, Rio de Janeiro, Azzorre, Spagna).[4][6]

Durante questo periodo, il 1° luglio 1928, fu promosso tenente.[4] Dal 1° gennaio 1929, prestò servizio sulla torpediniera Kondor nella 2ª Flottiglia torpediniere.[4] Il 5 novembre 1930, fu trasferito allo staff del Comandante delle navi da battaglia. Dal 4 novembre 1932, fu istruttore e ufficiale di compagnia presso la Scuola siluristi di Flensburg-Mürwik.[4] Il 1° giugno 1934 fu promosso kapitänleutnant.[4]

Transitato nella Kriegsmarine, i1° novembre 1935 divenne comandante della torpediniera Jaguar e un anno dopo, il 1° novembre 1936, comandante della nave gemella Wolf.[4] Durante la guerra civile spagnola, con la Wolf fu assegnato a compiti di sicurezza nelle acque costiere spagnole . Dall'aprile all'ottobre 1937, comandò la torpediniera Albatros.[4] Il 1° novembre 1937 fu trasferito al Comando sperimentazione siluri come consigliere, dove fu promosso a korvettenkapitän il 1° gennaio 1938.[4] Dal 14 marzo al 9 giugno 1939, partecipò al briefing sulla costruzione del cacciatorpediniere Wilhelm Heidkamp, diventandone il primo comandante dopo il varo il 10 giugno 1939.[4][6]

Durante l'operazione Weserübung, il Wilhelm Heidkamp, al comando di Erdmenger, apparteneva al "Kriegsschiffsgruppe 1" del commodoro Friedrich Bonte e trasportò 200 appartenenti alle truppe da montagna a Narvik il 9 aprile 1940. Durante il primo contrattacco britannico al porto di Narvik, il 10 aprile 1940, il Wilhelm Heidkamp fu affondata da un siluro di un cacciatorpediniere britannico.[4] Ottantuno uomini a bordo morirono nel precedente duello di artiglieria, tra cui il commodoro Bonte. Lui e il resto del suo equipaggio formarono il "Battaglione Marine Erdmenger" (due compagnie) e occuparono il tratto portuale dal "Malmkai" (molo del minerale) al porto mercantile di Fagernes.[4] Dal 14 aprile, quando l'ultimo dei dieci cacciatorpediniere tedeschi fu distrutto a Narvik, tutti i circa 2 600 membri rimanenti del personale navale furono chiamati a difendere il porto e la ferrovia mineraria che collegava la Svezia a Narvik, la maggior parte dei quali inquadrata nel Marineregiment Berger.[6] Ancor prima della fine dei combattimenti intorno a Narvik, fu trasferito alla Stazione navale del Mare del Nord il 31 maggio 1940. Il 2 giugno divenne consigliere presso l'Ufficio Armi Siluri dell'Oberkommando der Marine. Il 3 novembre, fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro per il suo servizio per terra e per mare nel corso della prima battaglia navale di Narvik.[2][3]

Dal 22 luglio 1941 partecipò al briefing sulla costruzione del cacciatorpediniere Z28, di cui divenne comandante il 9 agosto 1941.[4] Operò con lo Z28 nel Mare del Nord settentrionale e al largo della Norvegia.[6] Il 1° marzo 1942 fu promosso fregattenkapitän.[4] Il 18 marzo 1943 divenne comandante dell'8ª Flottiglia cacciatorpediniere e fu promosso kapitän zur see il 1º giugno 1943.[4] Il 28 dicembre dello stesso anno era a bordo del cacciatorpediniere Z27 che navigava in formazione con altri quattro cacciatorpediniere della sua flottiglia e sei torpediniere, scortando il violatore di blocco Alsterufer nel Golfo di Biscaglia.[2] La formazione navale tedesca fu avvistata dagli incrociatori britannici Glasgow ed Enterprise e ne seguì uno scontro a fuoco.[2][6] Lo Z27 e le due torpediniere T25 e T26 furono affondate. Egli fu tra i morti.[4]

Onorificenze

Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria
«Il capitano di corvetta Ermenger ha partecipato a numerose operazioni contro le coste inglesi come capitano di un cacciatorpediniere, in particolare il cacciatorpediniere nave di bandiera del Commodoro Bonte, ed è stato fortemente coinvolto nei successi ottenuti durante queste operazioni. In seguito, durante l'operazione dei nostri cacciatorpediniere contro Narvik, la sua eccezionale competenza nautica e navale ha garantito che le nostre navi raggiungessero il porto di Narvik prima delle forze navali inglesi, nonostante le difficilissime condizioni del mare. Dopo la perdita del suo cacciatorpediniere, avrebbe continuato a servire come comandante di battaglione e di compagnia durante i combattimenti intorno a Narvik, e in questa veste si distinse particolarmente. Il generale delle truppe da montagna Dietl avrebbe in seguito attribuito la rapida transizione degli equipaggi dei cacciatorpediniere in unità capaci di operazioni in montagna all'energia e alla prudenza del capitano di corvetta Erdmenger. Lui e i suoi distaccamenti di marinai si sarebbero dimostrati molto abili durante le marce attraverso le montagne innevate dell'Artico, così come nei combattimenti che si dovettero svolgere in condizioni difficili. Solo la sua personale dedizione al dovere fu responsabile della resistenza dei suoi soldati, nonostante il loro equipaggiamento insufficiente e le scorte limitate.»
— 3 novembre 1940.[4][3]
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 15 novembre 1939.[3]
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 28 ottobre 1939.[3]
Scudo di Narvik in oro - nastrino per uniforme ordinaria
— 6 giugno 1939.[3]
Zerstörer Kriegsabzeichen - nastrino per uniforme ordinaria
Zerstörer Kriegsabzeichen
— 1940.

Onorificenze estere

Pubblicazioni

  • Die weltreise der neuen "Emden" (1926-28), Verlag "Offene worte", Berlin, 1929.

Note

Bibliografia

  • (DE) Karl Dönitz, Zehn Jahre und zwanzig Tage, Koblenz, Bernard & Graefe, 1985.
  • (DE) Manfred Dörr, Die Ritterkreuzträger der Überwasserstreitkräfte der Kriegsmarine; Band 1: A–K, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1996.
  • (DE) Clemens Range, Die Ritterkreuzträger der Kriegsmarine, Stuttgart, Motorbuch Verlag, 1974, ISBN 978-3-87943-355-1.
  • (DE) Walter Lohmann e Hans H. Hildebrand, Die deutsche Kriegsmarine, 1939–1945. Band 3, Friedberg, Podzun, 1956, ISBN 978-3-7648-1153-2.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945 Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 69917548 · ISNI (EN) 0000 0004 1031 920X · GND (DE) 1318209854