Frontone di Talamone
| Frontone di Talamone | |
|---|---|
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| Autore | sconosciuto |
| Data | II secolo a.C., seconda metà |
| Materiale | terracotta |
| Ubicazione | tempio etrusco di Talamonaccio, Talamone |
Il frontone di Talamone è un raro esempio di frontone in terracotta di epoca etrusco-ellenistica, venuto alla luce sul poggio Talamonaccio, nei pressi di Talamone. Decorava il tempio etrusco di Talamonaccio, santuario della città etrusca di Telamon.
Descrizione
Il Frontone di Talamone costituisce l'iconografia artisticamente più importante che ci sia pervenuta del mito della Tebaide o dei Sette contro Tebe, in quanto viene raffigurata la scena del combattimento finale tra i fratelli Eteocle e Polinice, figli di Edipo e Giocasta, durante l'assedio di Tebe. Al centro della scena il combattimento, mentre alla base Edipo disperato alza le mani al cielo, mentre i corpi morti dei suoi due figli vengono portati via dai soldati. Intorno è raffigurata la fine degli altri eroi della spedizione, tra cui l'empio Capaneo e l'indovino Anfiarao che le Vanth o le Erinni trasportano agli Inferi attraverso un foro apertosi nel terreno, dove precipita con tutto il suo carro da battaglia.[1]
Il rilievo è stato tradizionalmente riferito alla fronte del tempio. Sulla base delle annotazioni di Giuseppe Sordini, che nel 1892 segnalava i frammenti figurati in posizione di caduta dietro le fondazioni, von Vacano ha invece concluso che il frontone ornava il lato settentrionale, cioè posteriore, dell'edificio: nella nuova ricostruzione Anfiarao sprofonda verso ovest, la direzione in cui secondo la disciplina etrusca abitavano gli dèi dell'oltretomba e i morti.[2] Anche il frontone anteriore era decorato, con un soggetto forse marino di cui restano pochi frammenti: la decorazione di entrambi i lati è un fatto insolito nell'architettura templare etrusca e resta senza spiegazione certa.[2]
La datazione non è unanime. La proposta corrente colloca il rifacimento della decorazione poco dopo la metà del II secolo a.C., mentre Françoise-Hélène Pairault Massa lo abbassa fra l'età dei Gracchi e quella di Silla, sulla base delle urne volterrane con i motivi dell'Edipo e dei carri di Anfiarao e Adrasto, uscite da botteghe attive fra il 130-120 e il 90 a.C. circa.[3]
Rinvenuto alla fine dell'Ottocento, il frontone fu trasportato a Firenze e ricomposto in una sala del Museo archeologico, dove rimase esposto fino all'alluvione del 1966; dopo gli scavi degli anni Sessanta si procedette a una nuova ricomposizione, con la correzione di imprecisioni e l'integrazione di frammenti rinvenuti in seguito. È oggi conservato a Orbetello, dove è stato ricollocato nel contesto territoriale di provenienza ed è esposto in una mostra permanente.[4]
Note
- ↑ A. Montesanti, TALAMON/TELAMONE. Il tempio e la battaglia – Parte IV. "InStoria, rivista di storia e informazione", n. 13, giugno 2006. Consultato il 14/04/2023., su instoria.it.
- 1 2 Otto Wilhelm von Vacano, Osservazioni riguardanti la storia edilizia del tempio di Talamonaccio, in Guglielmo Maetzke (a cura di), La coroplastica templare etrusca fra il IV e il II secolo a.C. Atti del XVI Convegno di studi etruschi e italici, Orbetello, 25-29 aprile 1988, Firenze, Leo S. Olschki, 1992, pp. 61-62.
- ↑ Françoise-Hélène Pairault Massa, Iconologia e politica nell'Italia antica. Roma, Lazio, Etruria dal VII al I secolo a.C., Milano, Longanesi, 1992, pp. 240-243, ISBN 88-304-1112-4.
- ↑ Mostra permanente frontone di Talamone, su Ministero della cultura. URL consultato il 5 agosto 2026.
Bibliografia
- Otto Wilhelm von Vacano e Bettina von Freytag Löringhoff, Il frontone di Talamone e il mito dei "Sette a Tebe", in Talamone. Il mito dei Sette a Tebe, Firenze, 1982, pp. 179-287.
- (DE) Bettina von Freytag Löringhoff, Das Giebelrelief von Telamon und seine Stellung innerhalb der Ikonographie der Sieben gegen Theben, Mainz, 1986.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Il Frontone sul sito del comune di Orbetello, su comune.orbetello.gr.it. URL consultato il 17 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 21 agosto 2009).
