Garudapterus

Garudapterus

Mandibola olotipica
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
Ordine†Pterosauria
Sottordine†Pterodactyloidea
Famiglia†Ctenochasmatidae
Sottofamiglia†Gnathosaurinae
Genere†Garudapterus
Manitkoon et al., 2025
Nomenclatura binomiale
†Garudapterus buffetauti
Manitkoon et al., 2025

Garudapterus (il cui nome significa "ala di Garuda") è un genere estinto di pterosauro pterodactyloide ctenochasmatide vissuto nel Cretaceo inferiore (Hauteriviano–Barremiano), in quella che oggi è la Thailandia. Il genere contiene una singola specie, la specie tipo G. buffetauti, che prende il nome dal paleontologo Éric Buffetaut per i suoi lunghi contributi alla paleontologia thailandese. Garudapterus è noto per un rostro parziale e frammenti di denti associati scoperti nel 2023 e nominati nel 2025, rendendolo la prima specie di pterosauro a essere nominata dal Sud-est asiatico. Garudapterus appartiene alla sottofamiglia Gnathosaurinae, pterosauri dotati di un rostro spatolato e denti allungati, e si distingue per la forma carenata e la punta a forma di diamante della mascella. I suoi resti si sono conservati in un antico canale fluviale nella località di Phra Pong, in rocce del Gruppo Khorat, che all'epoca era una pianura alluvionale d'acqua dolce abitata da dinosauri e altri animali del Cretaceo inferiore.

Scoperta e denominazione

Garuda, l'uccello divino che da il nome al genere

La località geologica di Phra Prong nella catena montuosa di Phanom Dong Rak nella Provincia di Sa Kaeo, nella Thailandia orientale, ha attirato per la prima volta l'interesse dei paleontologi per i suoi fossili nel 2002, quando furono segnalati dei resti di sauropodi dal sito. Da allora, vari resti di vertebrati sono stati scoperti dal sito. Nel 2023, parte del cranio di uno pterosauro venne scoperta insieme a cinque denti. Questo cranio parziale costituiva i primi resti cranici di uno pterosauro dalla Thailandia, che in precedenza aveva restituito solo vari resti del corpo. La località non è assegnata ad alcuna formazione geologica specifica, ma si pensa che abbia un'età equivalente alle rocce della Formazione Sao Khua; entrambe fanno parte del più ampio Gruppo Khorat.[1] Uno studio precedente del 2019 ha descritto un dente simile dalla stessa Formazione Sao Khua.[1][2]

Nel 2025, questo esemplare fu descritto da Sita Manitkoon e colleghi sulla rivista Cretaceous Research e nominato come il nuovo genere e specie Garudapterus buffetauti, che rappresenta il primo pterosauro ad essere nominato sia dalla Thailandia che dall'Asia sudorientale. L'esemplare è catalogato nelle collezioni del Paleontological Research and Education Centre presso la Mahasarakham University come PRC 185-190, ed è costituito da una porzione del rostro che include gli alveoli dal terzo al tredicesimo dente, così come cinque denti parziali associati. Il nome del genere Garudapterus deriva da Garuda, un uccello divino nella fede indù e buddista, e pteron, la parola greca latinizzata per "ala", un suffisso comune per i nomi degli pterosauri. Il nome della specie, buffetauti, rende omaggio a Éric Buffetaut, un paleontologo francese, per il suo ruolo di lunga data nel lavoro paleontologico collaborativo tra Francia e Thailandia.[1]

Descrizione

Ricostruzione artistica speculativa di G. buffetauti

In quanto pterosauro gnatosaurino, Garudapterus era un rettile volante con un muso allungato che terminava con la punta della mascella a spatola con alveoli dentari sporgenti che contenevano molti denti allungati. La presenza di due distintivi solchi lungo il palato è un tratto chiave che lo identifica come membro del gruppo. Rispetto ad altri gnatosaurini, si distingue per la forma del muso; mentre tutte le altre specie possiedono rostri appiattiti, quello del Garudapterus è carenato, formando una sezione trasversale triangolare con un centro rialzato. Anche la forma della punta del muso spatolato è unica; è più larga al centro, creando una forma a diamante, piuttosto che essere arrotondata come in Plataleorhynchus o più larga all'estremità come in Gnathosaurus e Tacuadactylus.[1]

Gli alveoli dentari sono orientati verso il lato del muso, simili a quelli dello gnatosaurino Lusognathus ma in contrasto con i denti sporgenti in avanti di altri parenti. I denti si orientano gradualmente verso il basso mentre procedono verso la parte posteriore del muso, a differenza di Lusognathus, e assomigliando invece alla condizione osservata in Gnathosaurus. Gli alveoli sono leggermente ellittici, essendo più larghi che alti, così come i denti, che sono di forma più ovale, a differenza dei denti più circolari di Lusognathus. Ogni dente presenta smalto liscio, simile a Lusognathus e diverso dalla superficie decorata osservata in Tacuadactylus.[1]

Classificazione

Ricostruzione artistica di Lusognathus, ritenuto un parente molto stretto di Garudapterus

Nella loro descrizione di Garudapterus, Manitkoon e colleghi (2025) hanno eseguito un'analisi filogenetica basata su una matrice modificata da uno studio di Rodrigo V. Pêgas (2024), coautore della descrizione di Garudapterus. Le loro analisi hanno rilevato che il genere è annidato all'interno del gruppo dei ctenochasmatidi Gnathosaurinae, il che è supportato anche dall'anatomia del fossile. Nello specifico, è stato scoperto che Garudapterus è più strettamente imparentato a Lusognathus dal Portogallo, che condivide i suoi alveoli dentari orientati lateralmente. I risultati della loro analisi filogenetica sono visibili nel cladogramma sottostante:[1]

Ctenochasmatidae
 
 
 

Huanhepterus

 
 
 

Aurorazhdarcho

 
 

Ardeadactylus

 
 
 
 
 
 

Elanodactylus

 
 

Forfexopterus

 
 
 
 

Gladocephaloideus

 
 
 

Feilongus

 
 

Moganopterus

 
 
 
 
 
 
 
 

Liaodactylus

 
 
 

Pterofiltrus

 
 

Cathayopterus

 
 
 
 
Gnathosaurinae
 

Plataleorhynchus

 
 
 
 

Lusognathus

 
 

Garudapterus

 
 
 
 

Gnathosaurus

 
 

Tacuadactylus

 
 
 
 
 
 
 

Pterodaustro

 
 
 

Gegepterus

 
 

Beipiaopterus

 
 
 
 

Ctenochasma

 
 
 
 
 

Paleoecologia

Ricostruzione ambientale della fauna e della flora della località di Phra Prong, incluso Garudapterus

L'unico esemplare noto di Garudapterus proviene dalla località di Phra Prong del Gruppo Khorat. Questa località è costituita da tre strati di arenaria e siltite intercalati, con fossili rinvenuti nella regione superiore del secondo strato, dominata dall'arenaria. Lo studio geologico della località è stato limitato, ma i fossili guida dei bivalvi indicano che risale probabilmente all'età Hauteriviana o Barremiana del Cretaceo inferiore. In particolare, la località è provvisoriamente considerata equivalente per età alla vicina Formazione Sao Khua, nota per i suoi dinosauri e altri fossili di vertebrati. Il sito in cui è stato ritrovato l'esemplare olotipo di Garudapterus era probabilmente un canale d'acqua a flusso lento, parte di una corrente più ampia ad alta energia in un ecosistema di pianure alluvionali interne. Lo stesso sito ha restituito i resti di molti altri animali, tra cui quelli di dinosauri sauropodi, spinosauridi e allosauroidi, e altri animali d'acqua dolce come hybodonti, pesci actinopterigi, rettili crocodyloformi e tartarughe tryonicoidi, carettochelidi e adocidi. Ognuno di essi è noto da resti frammentari o isolati, in particolare denti, pertanto non è possibile identificare generi o specie specifici che vissero insieme a Garudapterus.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 Sita Manitkoon, Rodrigo V. Pêgas, Thanit Nonsrirach, Prapasiri Warapeang, Komsorn Lauprasert, Uthumporn Deesri, Sakboworn Tumpeesuwan, Kamonlak Wongko e Xuanyu Zhou, First gnathosaurine (Pterosauria, Pterodactyloidea) from the Early Cretaceous of eastern Thailand, in Cretaceous Research, 2025, DOI:10.1016/j.cretres.2025.106135.
  2. ↑ Haiyan Tong, Eric Buffetaut, Varavudh Suteethorn, Suravech Suteethorn, Gilles Cuny, Lionel Cavin, Uthumporn Deesri, Jeremy E. Martin, Kamonrak Wongko, Wilailuck Naksri e Julien Claude, Phu Din Daeng, a new Early Cretaceous vertebrate locality on the Khorat Plateau, NE Thailand, in Annales de Paléontologie, vol. 105, n. 3, 2019, pp. 223–237, DOI:10.1016/j.annpal.2019.04.004.

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