Gela (fiume)

Gela
Il fiume che separa la collina dell'Acropoli da quella di Bitalemi
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioniSicilia (bandiera) Sicilia
Province  Caltanissetta
  Enna
Lunghezza62 km
Portata media0,8 m³/s
Bacino idrografico567,95 km²
Altitudine sorgente867,5 m s.l.m.
NasceCozzo Bannata Restivo, monti Erei
37°26′10.68″N 14°22′44.04″E
AffluentiMaroglio
SfociaGolfo di Gela, mar Mediterraneo
37°03′29.11″N 14°15′38.3″E
(latino)
«[...] immanisque Gela fluvii cognomine dicta.»
(italiano)
«[...] Gela, che il nome mutuò dal suo fiume impetuoso.»

Il Gela (in greco antico Γέλας?, Ghelas) è un fiume della Sicilia centro-meridionale; si estende per circa 62 chilometri dalla sua sorgente a Cozzo Bannata Restivo, nella provincia di Enna, e sfocia nel Mar Mediterraneo a sud-est dell’acropoli di Gela.

Il nome

Personificazione del fiume Gela come toro androprosopo in un tetradramma del V secolo a.C.

Lo storico Tucidide racconta che al momento della fondazione di Gela, nel 689 a.C., quest'ultima prese nome dal fiume che scorreva ai piedi della collina dove si erano stabiliti i coloni rodio-cretesi[1]; la sua etimologia esatta rimane però un mistero ed è forse riconducibile a un qualche tipo di linguaggio locale.[2] Dalla città era identificato come un dio fluviale ed era frequentemente raffigurato nelle monete locali come un toro con testa umana o come un fanciullo dalle corna taurine.[3]

Il fiume mantenne lo stesso nome in epoca romana, come testimoniato da un verso dell'Eneide[4], ed era considerato ostile da navigare a causa dei suoi gorghi.[5] Sotto la dominazione islamica dell'isola venne chiamato wâdi âs sawârî ("fiume delle colonne") in riferimento alle rovine dl tempio di Atena sull'acropoli greca, ancora visibili.[6]

Descrizione

Il corso

Grotticelle, la più antica diga di Sicilia

Il fiume nasce sui monti Erei, dalla sorgente di Cozzo Bannata Restivo, a un'altitudine di circa 868 metri sul livello del mare. Si sviluppa per circa 59 chilometri assumendo diverse denominazioni a seconda delle zone toccate: "Santa Caterina" dalla sopracitata fonte nel territorio ennese, "Nociara" quando a nord del centro abitato di Piazza Armerina e "Porcheria" in contrada Minolto, nel territorio comunale di Mazzarino.[7] Nella porzione centrale del suo bacino, dove è noto come "dei Cassari" fino alla confluenza con il torrente Paparella, riceve le acque dal Maroglio, suo principale affluente, e sfocia nella diga Grotticelle[8]. Scendendo a valle, dopo essere convogliato da bacini artificiali quali il lago Disueri e il lago Cimia[9], prosegue appunto come "Disueri" e assume la denominazione definitiva di "Gela" alla confluenza con il Lavinaro Tredenari, ad una quota di circa 68 metri sul livello del mare; attraversa tutta la piana di Gela e infine sfocia nel mar Mediterraneo attraverso il golfo di Gela.

Note

  1. ↑ Tucidide, 4, 3, in La guerra del Peloponneso, vol. 6.
  2. ↑ (EN) Carol Dougherty, Linguistic Colonialism in Aeschylus' Aetnaeae, 1991, p. 125.
  3. ↑ Pietro Griffo e Leonard Von Matt, Gela: destino di una città greca di Sicilia, Stringa, 1963, p. 121.
  4. ↑ Virgilio, Eneide, III, v. 702.
  5. ↑ Ovidio, Fasti, IV, v. 470.
    «Et te, verticibus non adeunde Gela (E tu, Gela, con i tuoi gorghi da evitare)»
  6. ↑ Muhammad al-Idrisi, Libro del Re Ruggero, traduzione di Michele Amari, Celestino Schiaparelli, Roma Coi Tipi del Salviucci, 1883, p. 65.
  7. ↑ Regione Siciliana, Assessorato Territorio e Ambiente, Idrografia del fiume Gela, in Piano di gestione del Rischio di Alluvioni (PGRA), 2015.
  8. ↑ Origini nobiliari e progetto architettonico, la struttura tecnica più antica della Sicilia a Caltanissetta, su Quotidiano di Gela, 13 agosto 2025. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  9. ↑ Regione Siciliana, Diga Cimia: progetto di gestione del serbatoio (PDF), su regione.sicilia.it.

Voci correlate

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