Giacomo Coltrino
Giacomo Coltrino (1450 ca. – Cefalonia o Corfù, 26 febbraio 1501) è stato un architetto e pittore italiano al servizio della Repubblica di Venezia, attivo nella seconda metà del Quattrocento.
Biografia
Noto anche come Jacomo o Jacobo Coltrin o Coltrini e con altre varianti grafiche del cognome, è documentato a Brescia almeno dal 1486, quando il suo nome compare in alcune polizze cittadine. Oltre all'attività pittorica, esercitò quella di ingegnere e architetto al servizio della Repubblica di Venezia. Nel 1491 fu incaricato insieme ad Apollonio Bona di predisporre interventi per porre rimedio ai danni causati dalle esondazioni del Mella.[1]
Nel 1492 lavorò alla costruzione di una torre del Castello di Rovereto, ancora esistente.[2] Nello stesso periodo il governo veneziano gli affidò anche la soprintendenza ai lavori di regolazione delle acque del Brenta. Nel 1493 ricevette l'incarico di restaurare la torre presso San Pietro in Castello, recentemente crollata e successivamente nota come Torre Coltrina; gli fu inoltre affidato il restauro del forte di San Nazaro.[1]
Secondo Nicoli Cristiani avrebbe dipinto la cripta della chiesa dei Santi Faustino e Giovita, pitture oggi perdute e di attribuzione incerta, più spesso riferite a Bartolino Testorino.[1][3][4]
Fu attivo anche nei domini veneziani d'oltremare. A Corfù si occupò del restauro delle fortificazioni e nel novembre 1492 ricevette pubblici elogi dalla Repubblica di Venezia per la solerzia dimostrata nella manutenzione delle opere difensive.[1] Secondo Elia Capriolo costruì inoltre diverse fortezze in Grecia, ottenendo un «buonissimo salario» per la sua attività.[1]
Morì il 26 febbraio 1501 mentre era impegnato come ingegnere militare a Cefalonia o a Corfù.[5]
Lo zio paterno di Tiziano, Gregorio Vecellio, visse nella casa veneziana di Giacomo Coltrino.[6]
Note
Bibliografia
- Filippo de' Boni, Biografia degli artisti ovvero dizionario della vita e delle opere dei pittori, degli scultori, degli intagliatori, dei tipografi e dei musici di ogni nazione che fiorirono da'tempi più remoti sino á nostri giorni. Seconda edizione, Venezia, Presso Andrea Santini e Figlio, 1852.
- Giuseppe Gerola, Per la storia delle fortificazioni venete di Rovereto, in Atti della I.R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti degli Agiati in Rovereto, vol. 12, 1906.
- Rinaldo Fulin, Federico Stefani, Niccolò Barozzi, Guglielmo Berchet e Marco Allegri, I Diarii di Marino Sanuto, Venezia, Stabilimento Visentini cav. Federico, 1879-1902.
- (EN) James Northcote, The Life of Titian: With Anecdotes of the Distinguished Persons, vol. 2, London, 1830.
- Alberto Pérez Negrete, Jacopo de Rota detto Coltrino al servizio della Repubblica di Venezia in Terraferma e in Adriatico (PDF), in Ars Adriatica, vol. 14, 2024, pp. 165-186.
Collegamenti esterni
- Coltrino Giacomo, su enciclopediabresciana.it. URL consultato il 16 dicembre 2022.
- Coltrino Giacomo, su dizionariopittoribresciani.com. URL consultato il 1º giugno 2026.
| Controllo di autorità | Europeana agent/base/47076 |
|---|