Ginelfite
| Ginelfite | |
|---|---|
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| Classificazione Strunz | solfosali |
| Formula chimica | Ag2(Ag0.5Fe)TlPb23.5(Sb,As)33.5S76 |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | triclino |
| Classe di simmetria | 1 - Pinacoidale |
| Parametri di cella | a = 8.3635(6) Å, b = 27.5481(19) Å, c = 29.199(2) Å
α = 95.335(3)°, β = 94.123(3)°, γ = 94.367(3)° |
| Gruppo spaziale | P1 |
| Proprietà fisiche | |
| Densità calcolata | 5.765 g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 3-3,5 |
| Sfaldatura | non osservata |
| Frattura | concoide |
| Colore | grigio scuro |
| Lucentezza | metallica |
| Opacità | opaca |
| Striscio | nero |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
La ginelfite (simbolo IMA: Glf[1]) è un minerale descritto nel 2022 appartenente alla classe dei solfuri e solfosali, con formula Ag2(Ag0.5Fe)TlPb23.5(Sb,As)33.5S76. È un solfosale di argento, tallio e piombo con organizzazione a reticolo[1]. Prende il nome dalla combinazione dei cognomi di due tecnici di laboratorio del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa, Carlo Gini e Francesco Guelfi; tale scelta è volta anche a riconoscere l'importante ruolo della figura del tecnico di laboratorio nella ricerca mineralogica.[2] Il campione, raccolto da cercatori francesi, fu esaminato con nuove strumentazioni in dotazione all'ateneo pisano (nello specifico, un nuovo tipo di difrattometro a raggi X); le analisi rivelarono che si trattava di una fase già scoperta nel 1974 ma mai studiata in modo approfondito a causa dell'impossibilità di studiarne in dettaglio la struttura. La nuova specie fu quindi descritta e approvata dall'IMA nel gennaio 2023.[3]
Abito cristallino
La ginelfite cristallizza nel sistema triclino nel gruppo spaziale P1 (gruppo nº 1) con i parametri reticolari a = 8,3635(6) Å, b = 27,5481(19) Å, c = 29,199(2) Å, α = 95,335(3)°, β = 94,123(3)° e γ = 94,367(3)°.[2]
Origine e giacitura
La ginelfite è stata rinvenuta in depositi idrotermali ricchi di tallio, associata a barite, quarzo, sfalerite e lopatkaite in una matrice silicizzata.[1]
Forma in cui si presenta in natura
La ginelfite si presenta come cristalli aciculari di colore grigio scuro, con lucentezza metallica e striscio di colore nero. I cristalli non superano gli 0,5 mm di lunghezza. La durezza sulla scala Mohs non è stata misurata a causa delle piccole dimensioni dei cristalli ma i risultati di altre misurazioni sono stati rapportati a valori tra il 3 e il 3½. La sfaldatura non è stata osservata e a causa della limitatissima quantità di minerale disponibile non è stato possibile misurare la densità, che dai calcoli misura 5.765 g/cm³. Il minerale è fragile e con frattura concoide. La ginelfite è opaca e in luce riflessa presenta una colorazione grigio chiara.[1]
Luoghi di ritrovamento
Il minerale è stato rinvenuto in località Jas Roux, nel comune di La Chapelle-en-Valgaudémar, nel dipartimento delle Alte Alpi appartenente alla regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra in Francia.[2] Dallo stesso luogo provengono anche altri minerali rari come dewitite, écrinsite, jasrouxite, markwelchite, montpelvouxite e vallouiseite.[1]
Note
- 1 2 3 4 5 (EN) Cristian Biagioni et al., Ginelfite, Ag2(Ag0.5Fe0.5)TlPb24.5(Sb,As)32.5S75.5, a new boxwork sulfosalt from Jas Roux, France: occurrence and crystal structure, su ejm.copernicus.org, 21 maggio 2025. URL consultato il 19 agosto 2025.
- 1 2 3 (EN) Ginelfite, su mindat.org. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ Ginelfite, una nuova specie mineralogica dedicata a due ex-tecnici del nostro Dipartimento, su dst.unipi.it. URL consultato il 19 agosto 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Ginelfite su European Journal of Mineralogy, su ejm.copernicus.org.
