Giorgio Vink

Giorgio Vink, O.Carm.
vescovo della Chiesa cattolica
Sigillo del vescovo Giorgio Vink, tratto dall'altare della parrocchiale di Moena[1]
 
Incarichi ricoperti
 
Nomina a vescovo23 febbraio 1481[2]
Consacrazione a vescovoaprile 1481 dal vescovo Giovanni Hinderbach[2]

Giorgio Vink (in tedesco: Georg Vink; fl. 1481-1489) è stato un religioso carmelitano che fu vescovo suffraganeo nella diocesi di Trento alla fine del Quattrocento[1].

Biografia

Il 23 febbraio 1481 (1480 secondo altre fonti[1]) venne nominato vescovo titolare di Esbo e vescovo suffraganeo di Trento, entrambe cariche ereditate da Albertino da Tridino; l'ordinazione avvenne a Trento probabilmente nell'aprile successivo, celebrata dal principe vescovo di Trento Giovanni Hinderbach, co-consacranti il vescovo di Feltre Angelo Fasolo e il vescovo di Cattaro Pietro Bruto (quest'ultimo luogotenente del vescovo di Vicenza)[2]. Sempre nel 1481 è commissario vescovile al processo contro il canonico Vigilio Negrelli e i suoi complici, accusati di falsificazione di documenti, e l'anno seguente esaudì la richiesta del romito di San Lazzaro a Romallo che chiedeva venissero indicati i beni spettanti all'ospizio, per evitare che venissero usurpati dalla popolazione. Giorgio Vink rimase in carica durante il periodo di sede vacante, tra la morte dell'Hinderbach il 21 settembre 1486, e la presa di possesso del soglio vescovile da parte di Udalrico Frundsberg il 7 agosto 1488; dopo il 1489 non si hanno più sue notizie, e morì probabilmente entro l'anno seguente, dato che il principe vescovo si dovette servire di Corrado Reichard, suffraganeo di Bressanone, anche per la propria diocesi[1].

Tra le consacrazioni officiate da Giorgio Vink si ricordano: nel 1481 la chiesa di San Sisto II a Tavon[1] e gli altari di quella di San Giorgio a Lover (ora scomparsa)[3]; nel 1482 quelle di Santa Maria Assunta a Riva del Garda, con l'annesso cimitero, e San Martino a Lenzima, oltre all'altare maggiore di San Marco a Magras e un laterale in San Nicolò a Proves[1]; il 17 gennaio di quell'anno consacrò anche la chiesa del convento della Madonna del Carmine a San Felice del Benaco[4]; nel 1483 consacrò Santa Maria di Segno[5], San Giacomo di Oltrisarco e la cappella dei Santi Fabiano e Sebastiano nel cimitero di Caldaro; nel 1484 riconciliò l'altare di San Siro a Lasino, che era stato profanato, e la cappella di San Nicolò a Verano, e consacrò un altare laterale in San Sebastiano di Valas; nel 1487 consacrò San Valentino a Verdignes (Chiusa); nel 1489 Santa Maria Assunta di Meltina e l'altar maggiore di San Vigilio a Moena[1].

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 Weber, pp. 68-71.
  2. 1 2 3 (EN) David Cheney, Bishop Georg Vink, O. Carm. †, su Catholic-Hierarchy.org. URL consultato il 23 settembre 2025.
  3. ↑ Chiesa dell′Immacolata <Lover, Campodenno>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 26 settembre 2025.
  4. ↑ Convento della Madonna del Carmine, carmelitani (1460 - 1772), su Lombardia Beni Culturali. URL consultato il 23 settembre 2025.
  5. ↑ Chiesa della Natività di Maria <Segno, Predaia>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 5 novembre 2025.

Bibliografia

  • Simone Weber, I vescovi suffraganei della Chiesa di Trento, Trento, Aor, 1932.

Collegamenti esterni