Girolamo Mancini
| Girolamo Mancini | |
|---|---|
| Deputato del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 18 novembre 1865 – 2 novembre 1870 |
| Legislatura | IX, X |
Girolamo Mancini (Cortona, 30 novembre 1832 – Firenze, 4 febbraio 1924) è stato uno storico e politico italiano.
Biografia
Nacque a Cortona nel 1832, figlio dei nobili Niccolò Mancini ed Elisabetta Grifoli. Studiò a Siena, e risiedette per lungo tempo a Firenze, anche se la sua residenza prediletta fu Cortona, dove la famiglia possedeva numerose case.[1]
Divenne nel 1854 membro dell'Accademia Etrusca, distinguendosi presto per la sua attività di storico locale indipendente, e venendone eletto presidente nel 1889.[1] Nel 1855 scoppiò a Cortona un focolaio di colera, e Mancini e Antonio Guadagnoli istituirono allora un fondo di beneficenza che servì a fondare la Confraternita della Misericordia di Cortona. Alla morte di Guadagnoli nel 1858, Mancini ne tenne l'orazione funebre.[1] Fervente patriota, disprezzava fortemente lo Stato Pontificio, tanto che dopo le stragi di Perugia compiute dalle truppe papaline prima diede asilo a numerosi profughi umbri, e poi si arruolò volontario per combattere nel 1860 nella campagna piemontese in Italia centrale.[1]
Dopo l'Unità d'Italia e il trasferimento della capitale a Firenze, fu eletto parlamentare nel 1865, rimanendolo fino al 1870, partecipando tuttavia raramente alle attività politiche, complice il suo rientro in servizio militare nel 1866 allo scoppio della terza guerra d'indipendenza italiana.[1] Nel 1869 sposò la nobile pisana Vittoria Papanti, che tuttavia morì tragicamente nove mesi più tardi di parto.[1] Per distrarsi dal lutto Mancini si dedicò a un'intensa attività di riordino dei documenti antichi conservati nella biblioteca di Cortona, fino ad allora non catalogati.[1] Nel 1873 si risposò con Amalia Capponi, cugina della prima moglie, dalla quale ebbe i figli Vittoria e Niccolò.[1]
Nel 1882 pubblicò un'imponente biografia su Leon Battista Alberti, poi ripubblicata nel 1911.[1] Nel 1891 pubblicò una corposa biografia su Lorenzo Valla, mentre nel 1903 una su Luca Signorelli. Nel 1900 era morta anche la seconda moglie, e Mancini le dedicò il lavoro su Signorelli.[1] Nel 1919 fu nominato socio corrispondente dell'Accademia della Crusca. Morì nel 1924 a Firenze, lasciando incompiuto un nuovo lavoro biografico su Gregorio Tifernate.[1]
Note
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Mancini, Girolamo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Guido Mazzoni, MANCINI, Girolamo, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
- Antonio Carrannante, MANCINI, Girolamo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 68, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007.
- Girolamo Mancini, in Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo, Associazione Italiana Biblioteche.
- Girolamo Mancini, su accademicidellacrusca.org, Accademia della Crusca.
- (EN) Opere di Girolamo Mancini, su Open Library, Internet Archive.
- Girolamo Mancini, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 17266757 · ISNI (EN) 0000 0000 8096 2883 · SBN RAVV024748 · BAV 495/116875 · LCCN (EN) n82222477 · GND (DE) 116727276 · BNE (ES) XX1048400 (data) · BNF (FR) cb121836041 (data) |
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