Cortona

Cortona
comune
Cortona – Stemma
Cortona – Bandiera
Cortona – Veduta
Cortona – Veduta
Panorama di Cortona
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Toscana
Provincia Arezzo
Amministrazione
SindacoLuciano Meoni (Futuro per Cortona, centro-destra) dal 10-06-2019
Territorio
Coordinate43°16′32″N 11°59′17″E
Altitudine494[1] m s.l.m.
Superficie342,97[2] km²
Abitanti20 725[3] (31-12-2025)
Densità60,43 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiArezzo, Castiglion Fiorentino, Castiglione del Lago (PG), Città di Castello (PG), Foiano della Chiana, Lisciano Niccone (PG), Montepulciano (SI), Sinalunga (SI), Torrita di Siena (SI), Tuoro sul Trasimeno (PG), Umbertide (PG)
Altre informazioni
Cod. postale52044
Prefisso0575
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT051017
Cod. catastaleD077
TargaAR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Cl. climaticazona E, 2 282 GG[5]
Nome abitanticortonesi
Patronosanta Margherita da Cortona, san Marco Evangelista
Giorno festivo22 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cortona
Cortona
Cortona – Mappa
Cortona – Mappa
Posizione del comune di Cortona all'interno della provincia di Arezzo
Sito istituzionale

Cortona ([korˈtoːna]) è un comune italiano di 20 725 abitanti della provincia di Arezzo in Toscana.

Antica lucumonia facente parte della dodecapoli etrusca, è situata a sud della provincia di Arezzo vicino al confine con la regione Umbria.

Geografia fisica

Territorio

Veduta aerea di Cortona

Cortona si trova su una collina a quasi 500 metri sul livello del mare.

Confini

Il comune di Cortona presenta confini amministrativi distinti:

Morfologia e altimetria

Il territorio comunale può essere suddiviso in tre macroaree principali caratterizzate da specificità geomorfologiche ben definite:

  • area montuosa preappenninica (ca. 159 km²): questa zona occupa la porzione settentrionale del territorio comunale ed è caratterizzata da rilievi rilevanti quali il monte Sant'Egidio (1055 m s.l.m.), il monte Castel Giudeo (1037 m s.l.m.) e il monte Ginezzo (928 m s.l.m.). La geologia di questa area è prevalentemente composta da macigno e galestro, con una piccola porzione di calcare compatto (alberese) situata a sud-est del centro storico di Cortona.
  • area collinare intermedia (ca. 95 km²): è posizionata immediatamente al di sotto della zona montuosa e nell'area del chiuso. Le colline del chiuso (o chiucio), che caratterizzano il paesaggio della parte meridionale del comune, sono prevalentemente costituite da terreni pliocenici argillosi e tufacei. La collina di Pietraia, invece, presenta una formazione geologica differente, con galestro di origine eocenica. Nella zona di Farneta, inoltre, sono presenti strati lignitiferi testimoni di antiche sedimentazioni organiche.
  • area pianeggiante della Valdichiana (ca. 114 km²): questa zona rappresenta la parte inferiore e agricola del territorio, ed è costituita principalmente da depositi alluvionali. La pianura della Valdichiana è un esempio emblematico delle bonifiche agricole storiche della Toscana.

Idrografia

Dal punto di vista idrografico, Cortona è attraversata da diversi corsi d’acqua che seguono due principali versanti separati da una catena montuosa. Questa catena si sviluppa a partire dal confine con Castiglion Fiorentino fino alle vicinanze del lago Trasimeno, disegnando una curva concava.

Il versante settentrionale convoglia le proprie acque nel fiume Tevere attraverso corsi d'acqua come il Nestore, la Minimella, la Minima e il Niccone, che penetrano nella regione Umbria prima di confluire nel fiume principale.

Il versante meridionale invece, riversa le proprie acque nel bacino della Chiana e, successivamente, nel fiume Arno. In quest’area, i torrenti principali, tra cui la Mucchia, l’Essolina, il Musarone, l’Esse, il rio di Loreto, il rio di Cegliolo e le reglie di Val di Spera e delle Chianacce, raccolgono le acque di un ampio bacino idrografico esteso per circa 45 km².

Paesaggio e uso del suolo

Dal punto di vista paesaggistico, il territorio di Cortona riassume tre elementi caratteristici tipici della Toscana: il paesaggio montuoso con la fitta copertura boschiva, quello collinare impreziosito da uliveti e cipressi e la vasta pianura agricola della Valdichiana, disseminata di fattorie e case rurali. Al centro di questa varietà territoriale, spicca il borgo storico di Cortona, testimonianza viva della ricca eredità storica e culturale della regione.

Clima

Il territorio cortonese riflette il clima tipico delle zone submediterranee appenniniche, presentando una piovosità minima nei mesi estivi e massima in quelli autunno-invernali. Le precipitazioni annue sono comprese fra i 500 e i 1500 mm. Le temperature nei mesi di luglio e agosto superano i 30 °C, mentre nel mese di gennaio possono arrivare al di sotto di 0 °C[6].

Dati

Origini del nome

Il nome di Cortona (latino Cortōna, greco antico Κόρτων, aggettivo etnico Cortōnensis, -e)[7] è attestato in etrusco nella forma 𐌂𐌖𐌓𐌕𐌖𐌍 (Curtun) in un'iscrizione votiva in bronzo del III secolo a.C. rinvenuta proprio a Cortona.[8]

È utile denotare la metatesi che distanzia il toponimo in questione con l'altro della antica Crotone, che era appunto Κρότων (Krótōn); sostantivo femminile successivamente volgarizzato in un latino *Cōtrona, in cui si evince un ennesimo passaggio metatetico, poi cristallizzatosi nel cognome Cutrona.

Secondo il linguista Helmut Rix, l'etnico in etrusco era 𐌂𐌖𐌓𐌈𐌖𐌕𐌄 (curthute), attestato come gentilizio in un'iscrizione proveniente da Chiusi.[9][10][11]

Storia

«Cortona: mamma di Troia e nonna di Roma.[12]»

Età etrusca

Le tradizioni antiche sulle origini di Cortona non conservano memorie storiche, ma sono costruzioni erudite di età greca e romana. Le fonti indicano come fondatori Nanos-Ulisse o Korythos e ricordano Pelasgi e Umbri fra i primi abitanti; un'altra tradizione, nota a Virgilio, attribuisce la fondazione a Dardano dopo una vittoria sui Pelasgi.[14] Cortona occupa un posto di rilievo nel dossier pelasgico fin dalle prime formulazioni, probabilmente già in Ecateo di Mileto alla fine del VI secolo a.C., ed è con Spina e Caere una delle poche città etrusche per le quali la tradizione pelasgica sia affermata già in età classica.[15]

Il legame con Corythus, diffuso dalla tradizione virgiliana e ancora vivo nel detto cortonese che fa della città la «mamma di Troia e nonna di Roma», è a sua volta un accostamento dotto: sotto la veste ellenizzante del nome sta una forma *Coritus priva di rapporto diretto con Curtun.[16][17] Allo stesso meccanismo risale la localizzazione della tomba di Odisseo nel territorio cortonese, che Licofrone pone sul monte Perge nella Gortynaia, identificato con l'attuale Pergo: il racconto si aggancia verosimilmente a uno dei tumuli orientalizzanti visibili nella piana, come avviene per Porsenna a Poggio Gaiella e per Enea a Lavinio.[18]

Le necropoli monumentali

Fibula in oro a forma di pantera accovacciata dal tumulo II del Sodo, 550-500 a.C. circa

Le testimonianze più antiche del sito risalgono alla prima età del ferro: gli scavi di via Vagnotti hanno restituito una capanna riferibile alla fase villanoviana.[19] Tra la fine del VII e il VI secolo a.C. la piana ai piedi del colle è occupata dai grandi tumuli gentilizi, che documentano la presenza di principes in una fase in cui altrove in Etruria si erano già formati poli urbani, mentre l'area cortonese appare ancora dominata da una struttura sociale gentilizia.[14]

Il cosiddetto «melone» di Camucia, scoperto da Alessandro François nel 1842, presenta una circonferenza di circa 200 m; da esso proviene il prospetto di un letto funebre con due file di donne piangenti, fra i più antichi esempi di scultura arcaica dell'Etruria settentrionale.[14] I due tumuli dell'area del Sodo distano circa 300 m l'uno dall'altro; indagini recenti hanno accertato che il Sodo II raggiungeva un diametro di 60 m e conservava i resti di un altare monumentale a terrazza, delimitato da una balaustra di sculture a palmetta e accessibile mediante sei gradini, ai cui lati sono posti blocchi scolpiti con scene di lotta fra uomini ed esseri mostruosi, fra cui una sfinge che trattiene un guerriero inginocchiato.[14]

I corredi documentano una fitta rete di scambi: frammenti attici, i più antichi dei quali riferibili al Pittore di Lydos attivo ad Atene, e balsamari ionici in alabastro e osso, in rapporto con il vicino deposito di Brolio. Nelle deposizioni si registra una cesura fra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C.; i tumuli furono poi riutilizzati nel IV secolo, secondo una pratica interpretata come tentativo della nuova aristocrazia agraria di legittimarsi identificandosi con quella orientalizzante.[20]

La cinta muraria

Tratto delle mura, con stratificazione fra la base in grandi blocchi e le porzioni superiori in pietrame irregolare

La cinta muraria, realizzata in gran parte in opera pseudoisodoma, si sviluppa per oltre due chilometri come cortina continua priva di torri, seguendo i contorni del colle fino alla fortezza del Girifalco, dove era probabilmente l'acropoli.[14][21] È stata a lungo riferita al V secolo a.C., sia pure dubitativamente; una proposta più recente ne abbassa la costruzione intorno al 310 a.C., leggendola come risposta alla pressione romana.[22] Appena fuori la porta Bifora sono state rinvenute due statuette bronzee di Selvans e Culsans, divinità protettrici di confini e passaggi, dedicate da Velia Cvinti fra la fine del IV e la metà del III secolo a.C.[22]

Bronzi e testimonianze scritte

La Tabula Cortonensis

Il lampadario conservato nel Museo dell'Accademia Etrusca è stato riferito a una produzione bronzistica cortonese, ipotesi già avanzata da Luigi Lanzi e ripresa in tempi recenti;[20] Sybille Haynes lo assegna invece a un'officina di Orvieto nella quale avrebbero operato bronzisti vulcenti.[23] Alla produzione locale sono ricondotte anche alcune statuette votive, fra cui il fanciullo con l'oca del museo di Leida, recante una dedica alla divinità Thufltha.[14]

All'età ellenistica appartiene la Tabula Cortonensis, lamina bronzea recuperata nel 1992 e pubblicata nel 2000, terzo testo etrusco per estensione dopo il Liber linteus e la Tabula Capuana. Vi è registrato un negozio giuridico relativo a terre che coinvolge la famiglia dei Cusu; la direzione della transazione resta discussa, perché il verbo cenu è inteso da alcuni studiosi come cessione e da altri come acquisizione.[22][24][25]

Ai Cusu sono stati attribuiti, per via epigrafica, anche la Tanella Angori e verosimilmente la Tanella di Pitagora, tombe monumentali del II secolo a.C. riconducibili a una tipologia attestata nel perugino e nel chiusino.[14][22] Della città in età ellenistica si sa per contro assai poco, mentre nella pianura gruppi sporadici di tombe indiziano insediamenti agricoli di proprietari di ceto medio.[20]

Età romana

Iscrizioni funerarie romane da sepolcreti dell'area urbana

Nelle fonti latine Cortona emerge soltanto nel 310 a.C., quando, sconfitta insieme ad Arezzo e Perugia dal console Rulliano, chiese e ottenne una tregua trentennale.[14][26]

Nel 217 a.C. il territorio cortonese fu attraversato dall'esercito di Annibale alla vigilia della battaglia del Trasimeno. I toponimi che la tradizione locale collega alla strage hanno in realtà tutt'altra origine: Ossaia compare come Orsaja nei documenti medievali, Sepoltaglia risale a Speltallia e alla coltivazione della spelta, Sanguineto al corniolo (Cornus sanguinea), detto localmente sanguinello. Distinti dalle etimologie popolari sono però i rinvenimenti dell'area, fra cui ustrini, sepolture, frammenti di armi e morsi di cavallo, che potrebbero riferirsi davvero alla battaglia.[27] Cortona non compare nell'elenco liviano delle città che nel 205 a.C. contribuirono all'armamento della flotta di Scipione, assenza spiegata con le difficoltà economiche seguite alle devastazioni del 217.[22]

Alcune iscrizioni di età imperiale attestano lo statuto di municipio; la città fu ascritta alla tribù Stellatina.[14] Schieratasi con Mario nelle guerre civili, fu punita da Silla con la deduzione di una colonia militare.[28] Con la ricostituzione della lega etrusca in età augustea Cortona fu ammessa fra i XV populi Etruriae.[14] In età imperiale i suoi abitanti sono elencati da Plinio il Vecchio fra i popoli della Regio VII Etruria come Cortonenses.[29]

Alla ricchezza della documentazione funeraria si contrappone la scarsità delle testimonianze archeologiche dall'area urbana, che restano limitate a un tratto di mura in opera quadrata con volta a tutto sesto in via Mazzuoli, ai resti di una cisterna in opus incertum presso la chiesa di Sant'Antonio e ad alcuni pavimenti musivi.[14][21] Alle necropoli di età romana appartengono i sepolcreti individuati nelle aree suburbane, fra cui quella del Campaccio.[27]

Età medievale

Le origini paleocristiane e l’incerto vescovado (III–VI secolo)

Le origini cristiane di Cortona risalgono probabilmente al III secolo, quando la città, capoluogo di municipio romano, divenne sede episcopale, seguendo un modello diffuso nella Tuscia annonaria. Secondo il Martirologio geronimiano del V secolo, Cortona celebrava il martire San Vincenzo, vescovo e patrono della città, il cui culto era già consolidato. Sul suo sepolcro fu edificata una basilica paleocristiana, poi definita "bella e ben ornata" dal cronista Sigberto nel 970. Questa struttura, situata nell’area di borgo San Vincenzo, rimase un centro di devozione fino alla soppressione della diocesi. La perdita del vescovado avvenne tra il VI e l’VIII secolo, forse a causa delle guerre gotiche, delle invasioni longobarde o dello spopolamento della Valdichiana, divenuta progressivamente paludosa.

Le testimonianze relative a Cortona in epoca imperiale e tardo-antica sono estremamente esigue, tanto che, a lungo, si è ritenuto che mancassero del tutto fonti su una possibile presenza cristiana già in età paleocristiana. Tuttavia, il cosiddetto Martirologio geronimiano (V secolo), pur tramandatoci in modo frammentario e con diverse lacune, menziona la venerazione di San Vincenzo a Cortona nelle date del 16 e 25 maggio. La presenza del nome “Cortona” (trascritto come Civitate Cortuna) e di un martire di riferimento, identificato con un vescovo locale, suggerisce che la città potrebbe essere stata sede di una diocesi paleocristiana già nella prima metà del V secolo.

La tradizione cortonese riconosce infatti in San Vincenzo il patrono della città, con un culto attestato anche da antiche raffigurazioni e dalla monetazione medievale. È dunque ipotizzabile che, come altre città della Tuscia annonaria (Arezzo, Chiusi, Firenze, ecc.), anche Cortona avesse assunto lo status di sede vescovile tra III e IV secolo, forse soppressa in seguito alle devastazioni causate dalle guerre gotiche (535–553) o dalle invasioni longobarde (fine VI secolo). Dopo questa scomparsa, il territorio cortonese passò progressivamente sotto la giurisdizione ecclesiastica del vescovo di Arezzo.

L’Alto Medioevo (VII–XI secolo)

Con l’avvento dei Longobardi, verosimilmente intorno alla fine del VI secolo, Cortona perse definitivamente il ruolo di sede episcopale, rimanendo sottoposta all’autorità vescovile aretina. Le fonti di questi secoli sono assai scarse; la città pare in parte spopolata, ma non del tutto abbandonata: il racconto del diarista Sigberto (970) la descrive in rovina e a lungo «diruta», pur segnalando la presenza di un monastero nei pressi della tomba di San Vincenzo, venerata da numerosi pellegrini.

Per comprendere la storia cortonese altomedievale, si deve ricorrere allo studio di toponimi, dedicazioni ecclesiastiche e insediamenti monastici, spesso indizi significativi della commistione fra elementi bizantini (più evidenti nell’aretino) e longobardi (ad esempio, le frequenti chiese intitolate a San Michele Arcangelo, caro ai Longobardi). I pochi reperti artistici rimasti – come frammenti di sculture religiose e l’arco di ciborio della distrutta chiesa di San Vincenzo, conservato nel Museo dell’Accademia Etrusca – mostrano influenze ravennati-emiliane e romano-laziali, testimoniando la vitalità del luogo.

Malgrado le ripetute guerre, il fenomeno dell’impaludamento della Valdichiana e il generale declino demografico, Cortona non fu mai del tutto deserta. Dal IX all’XI secolo, la città, pur avvolta dall’oscurità documentaria, rimase uno snodo strategico conteso da vari poteri, fra cui i marchesi del Monte Santa Maria e i vescovi-conti di Arezzo.

La nascita del Comune

Il Palazzo Comunale (XII secolo)

Nel XII secolo, con il consolidarsi del sistema comunale, Cortona iniziò a strutturarsi come libero comune, pur continuando a far parte del comitato aretino. Le prime istituzioni consiliari e la magistratura del podestà sorsero probabilmente già nella seconda metà del secolo. A quel tempo, la città era suddivisa in porte (San Cristoforo, Santa Maria, Berarda, San Vincenzo, Colonia e Peccioverardi), divisione funzionale sia alla leva militare sia alla partecipazione popolare alle decisioni comunali.

Le lotte tra guelfi e ghibellini

Il XIII secolo fu un periodo cruciale per Cortona. La città affrontò violenti conflitti interni e contro i vicini. Nel 1232, alleata con Firenze, Cortona riuscì a occupare Arezzo, ma nel 1258 subì una devastante controffensiva. L’esercito aretino, supportato dai ghibellini cortonesi, saccheggiò la città, causando l’esilio dei guelfi. Solo nel 1261, grazie all’alleanza con Siena, i guelfi riconquistarono il controllo e avviarono la ricostruzione delle mura cittadine, che furono rafforzate con l’aiuto dei senesi e dei perugini. La città continuò a espandere il proprio territorio, sottomettendo vari signori feudali e monasteri circostanti.

In questo contesto travagliato si colloca la figura di Santa Margherita da Cortona, simbolo di carità e spiritualità. Trasferitasi a Cortona nel 1277, dedicò la sua vita ai poveri, agli emarginati e ai malati, fondando l’Ospedale della Misericordia. La sua figura fu centrale nella vita religiosa e sociale della città, contribuendo a elevare il prestigio di Cortona in Toscana.

Dal vescovado cortonese alla signoria dei Casali (XIV secolo – inizi XV secolo)

Nel 1325, con bolla pontificia di Giovanni XXII (Vigili spectatoris), Cortona ottenne nuovamente un proprio vescovo, separandosi definitivamente dalla curia aretina. La scelta del Pontefice aveva un chiaro risvolto politico: rafforzare la città e indebolire l’autorità dei Tarlati, signori di Arezzo, i quali per lungo tempo avevano preteso diritti tanto spirituali quanto temporali su Cortona.

Nello stesso anno, la città passò sotto la signoria di Ranieri Casali (figlio di Guglielmino di Uguccio e di una nobildonna della famiglia Ghinori conti di Fasciano), il primo di una dinastia destinata a governare Cortona per oltre ottant’anni:

  • Ranieri Casali (1325–1351). Primogenito di Guglielmino, guidò la famiglia in un periodo di forti tensioni interne ed esterne, segnate dalle rivalità con Perugia e con i Tarlati (in particolare Pier Saccone e il vescovo Guido), nonché da tentativi di congiura orditi anche all’interno dello stesso casato (come quella del fratello Uguccio). Accorto nel tessere alleanze (fra cui quelle con Firenze e con Perugia a fasi alterne), consolidò la propria posizione promulgando nuovi statuti cittadini e rafforzando l’assetto difensivo di Cortona.
  • Bartolomeo Casali (1351–1363). Succeduto al padre Ranieri, Bartolomeo continuò la politica di alleanze, avvicinandosi ai Visconti di Milano per contenere l'influenza di Perugia. Il suo governo affrontò sfide militari, come il fallito tentativo di conquistare Arezzo. Sostenne Cortona in una delicata fase di espansione e consolidamento territoriale, ma senza successi duraturi.
  • Francesco Casali (1363–1375). Succeduto a Bartolomeo, mantenne inalterata l’alleanza con Milano e con Siena, destreggiandosi tra le continue lotte tra i potentati toscani e umbri. Nonostante la scarsità di fonti specifiche sul suo principato, il periodo è ricordato come complessivamente stabile rispetto alle continue minacce esterne.
  • Niccolò Giovanni Casali (1375–1384). Figlio di Francesco, divenne signore in giovane età. Il suo regno fu caratterizzato da conflitti interni e devastazioni causate dalle compagnie di ventura. Tentò di mantenere un equilibrio diplomatico con Firenze, Siena e Perugia, ma morì prematuramente durante un’epidemia di peste, lasciando il potere instabile.
  • Uguccio Urbano Casali (1384–1400). Zio di Niccolò Giovanni, prese il potere con un colpo di mano. La sua signoria fu contrassegnata da episodi di violenza e controversie, sia contro avversari interni sia in politica estera, dovendo districarsi tra la continua espansione di Firenze e le mire di Perugia. Proprio la sua vicinanza strategica a Firenze, benché oscillante, non gli impedì di macchiarsi di misfatti che gli alienarono il favore di gran parte dei Cortonesi.
  • Francesco Senese Casali (1400–1407). Nipote di Uguccio Urbano, ereditò una situazione particolarmente complessa. Cercò di mantenere la città indipendente e di tessere rapporti pacifici con i Comuni vicini, compresa Firenze. Nonostante l’iniziale fiducia guadagnata tra i Cortonesi, fu assassinato nel 1407 per mano del nipote Aloigi Battista Casali, in un nuovo episodio di congiure interne che minarono le fondamenta della dinastia.
  • Aloigi Battista Casali (1407–1409). Salito al potere dopo aver eliminato lo zio, governò con durezza e incontrò presto l’ostilità della popolazione, esasperata sia dalle violenze interne sia dai passaggi degli eserciti che devastavano il territorio. L’odio popolare crebbe al punto da spingere i Cortonesi a consegnarsi a Ladislao, re di Napoli, in transito con le sue truppe attraverso la Valdichiana.
  • La fine della signoria (1409). Con la sottomissione a Ladislao, terminò la parabola della dinastia dei Casali su Cortona. Aloigi Battista fu catturato e condotto a Napoli, dove rimase a lungo prigioniero.

Epilogo medievale

Con la cacciata dei Casali nel 1409 e il passaggio sotto altre entità politiche (dapprima il Regno di Napoli, poi Firenze), Cortona si avviò verso un nuovo corso della propria storia. Se da un lato la città vide la fine di un’epoca segnata da lotte intestine e intrighi familiari, dall’altro la perdita dell’indipendenza comunale segnò l’inserimento sempre più stabile nell’orbita degli Stati toscani.

Ciononostante, il periodo medievale in cui Cortona fu libero Comune e poi signoria dei Casali lasciò un’impronta profonda nella topografia urbana, nella cultura e nella memoria cittadina. Gli edifici gotici, i resti degli antichi palazzi comunali e le numerose chiese – molte delle quali rimaneggiate nei secoli successivi – testimoniano ancora oggi quel passato dinamico e a tratti turbolento. La grande fioritura spirituale culminata nella figura di Santa Margherita, insieme alla rinnovata dignità vescovile e all’operato degli Ordini religiosi, conferma il ruolo centrale di Cortona nel panorama umbro-toscano del Medioevo.

Dalle Signorie all’Unità d’Italia

Dal passaggio a Firenze all’età medicea (1411–1531)

Nel 1411 Cortona entrò stabilmente nell’orbita fiorentina dopo che la Repubblica di Firenze l’acquistò da Ladislao re di Napoli, il quale se ne era impadronito due anni prima. L’annessione comportò il pagamento di una consistente somma (60mila fiorini d’oro) e l’istituzione di un Capitanato. Di fatto, la politica fiorentina si rivelò da subito gravosa: per rientrare delle ingenti spese di acquisto, furono confiscati i beni dei Casali e furono imposte nuove e severe tassazioni alla cittadinanza. Le conseguenti proteste fecero emergere un malcontento che, pur senza esplodere in aperte rivolte come accadde invece più volte ad Arezzo, influenzò la vita politica e sociale cortonese.

Nel corso del Quattrocento, il territorio cortonese subì ripetute incursioni o passaggi di eserciti: dalle truppe milanesi (1429) a quelle di Niccolò Piccinino (1440), fino al transito, nel 1452, dell’armata di Alfonso d’Aragona. Ciò nonostante, Cortona rimase nel complesso fedele alla propria nuova dominante, anche quando, nel 1502, Vitellozzo Vitelli sobillò una rivolta contro Firenze e ottenne l’appoggio dei Medici temporaneamente esiliati. Nel giro di pochi anni, tuttavia, il potere dei Medici tornò saldo (1512), rafforzandosi ulteriormente con l’elezione al soglio pontificio di Leone X (Giovanni de’ Medici).

Dall’ascesa di Cosimo I all’affermazione del principato (1531–1600 ca.)

Il 1531 segnò la definitiva imposizione del principato mediceo: con l’appoggio dell’imperatore Carlo V e di papa Clemente VII (anch’egli Medici), si pose fine all’ultimo governo repubblicano di Firenze. Cortona, per la sua posizione strategica, ricoprì un ruolo decisivo nei piani di difesa di Cosimo I contro i possibili tentativi di riconquista senese e contro le incursioni dello Stato Pontificio. A tal fine, il granduca ordinò la ricostruzione e l’ampliamento delle opere fortificate: nel 1549 sorse la nuova Fortezza del Girifalco sulle fondamenta di una rocca preesistente, mentre si procedette all’abbattimento di diversi borghi e mura medievali per adeguare le difese alle armi da fuoco e alle esigenze di controllo sul territorio.

Nel frattempo, le vicende artistiche conobbero a Cortona un momento di grande splendore: già nella prima metà del XV secolo il Beato Angelico soggiornò in città, lasciando capolavori per la chiesa di San Domenico (oggi conservati al Museo Diocesano). Successivamente nacque a Cortona (1450 ca.) Luca Signorelli, tra i maggiori pittori del Rinascimento: sebbene egli non abbia realizzato in patria grandi cicli decorativi, la sua presenza costituì un importante stimolo per la scena artistica locale, cui contribuirono anche maestri quali Bartolomeo della Gatta e Guillaume de Marcillat.

Trasformazioni urbane e nuove Accademie (XVI–XVII secolo)

Durante il Cinquecento, la fedeltà alla dinastia medicea garantì al territorio cortonese un periodo di relativa stabilità, benché non mancassero tassazioni straordinarie per finanziare le fortificazioni. La città perse quasi del tutto l’originario aspetto medievale, a causa degli abbattimenti di borghi e torri e della costruzione di nuove strutture difensive; tuttavia, questo periodo di quiete favorì anche iniziative culturali: sorsero diverse Accademie (degli Emendati, dei Pellegrini, degli Umorosi, degli Uniti, dei Topisti) e si rafforzarono le istituzioni religiose, in parte influenzate dalle direttive del Concilio di Trento (1545–1563).

Con il progressivo affermarsi del granducato mediceo, Cortona continuò a distinguersi anche per l’attività architettonica, in particolare nella seconda metà del Cinquecento: ne sono esempio l’ampliamento del Palazzo Comunale, la costruzione del campanile della Cattedrale e di vari palazzi signorili (Laparelli, Alticozzi) e chiese a impianto rinascimentale (Santa Maria Nuova, terminata nel Seicento).

Dal declino mediceo alla fondazione dell’Accademia Etrusca (XVII–XVIII secolo)

Sul finire del XVI secolo, e ancor più nel Seicento, lo Stato toscano — come gran parte d’Italia — attraversò fasi di grave crisi economica e demografica: l’aggravarsi delle tassazioni e la stagnazione delle attività agricole e manifatturiere pesarono anche su Cortona. Nonostante la situazione difficile, la città diede i natali a grandi personalità: Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona, fu uno dei massimi protagonisti dell’arte barocca, attivo a Roma come architetto e pittore di fama internazionale; inoltre, la tradizione artigiana dell’intaglio in pietra, del legno e dell’arte organaria continuò a fiorire.

Nel XVIII secolo, in un contesto generale di declino della dinastia medicea, sorse l’Accademia Etrusca, fondata nel 1726 dai fratelli Venuti (Marcello, Filippo e Ridolfino). L’istituzione, concepita come centro di ricerca pionieristico sulla civiltà etrusca, attirò l’attenzione di studiosi di tutta Europa, fra cui Voltaire, Ludovico Antonio Muratori, Massimo Pallottino e l’archeologo Johann Joachim Winckelmann. L’Accademia si distinse inoltre per la pubblicazione dell’edizione italiana dell'Encyclopédie di Diderot e per la tutela di un ingente patrimonio librario e museale, ancor oggi visitabile.

Il governo degli Asburgo-Lorena (1737–1799) e la bonifica della Valdichiana

Vista topografica della piana di Arezzo e della Valdichiana realizzata da Leonardo da Vinci, XVI secolo

Alla morte di Gian Gastone (1737), ultimo granduca Medici, la Toscana passò per volere delle potenze europee agli Asburgo-Lorena. Con Francesco II (1738–1765) e ancor più con il figlio Pietro Leopoldo (1765–1790), ebbe avvio una stagione di profonde riforme, mirate a svecchiare l’assetto amministrativo e a modernizzare le infrastrutture dello Stato.

In questo contesto assunse una rilevanza particolare la bonifica della Valdichiana, più volte tentata in passato ma mai compiuta in modo risolutivo. L’intervento lorenese puntò su un sistematico piano di canalizzazione e colmata, con l’obiettivo di restituire ampie aree malsane alla produzione agricola. Fu decisivo il contributo di Vittorio Fossombroni, matematico e ingegnere di talento, nonché figura di spicco dell’amministrazione toscana: egli perfezionò le tecniche di regolamentazione idraulica, progettando e dirigendo i lavori che consentirono di trasformare la palude in un bacino agricolo sempre più produttivo.

Non mancarono tuttavia le proteste della popolazione più povera, che vedeva diminuire le tradizionali attività di pesca e raccolta di canne nelle zone palustri; a lungo termine, però, il recupero di terreni coltivabili contribuì notevolmente allo sviluppo economico di Cortona e dei centri limitrofi, modificandone il paesaggio e favorendo un graduale incremento demografico.

Le guerre napoleoniche e i moti risorgimentali (1799–1860)

Nel 1799 le truppe napoleoniche tentarono di occupare Cortona nell’ambito dell’invasione francese della Toscana: la città fu teatro di tensioni e scontri, sia con le stesse forze rivoluzionarie, sia in seguito, quando si ribellò al rientrato governo granducale prendendo parte ai moti risorgimentali. Nel corso dell’Ottocento, la definitiva bonifica della Valdichiana e il progressivo collegamento viario con i territori circostanti favorirono lo sviluppo economico e la crescita demografica.

La partecipazione patriottica dei cortonesi alle rivolte contro il regime granducale culminò con il plebiscito del 1860, attraverso il quale la popolazione si espresse a favore dell’Unità d’Italia, sancendo l’ingresso di Cortona nel nuovo Stato unitario e chiudendo un lungo capitolo di signorie, repubbliche e principati che avevano segnato i secoli precedenti.

Dall’Unità d’Italia agli anni Ottanta

Dal plebiscito all’affermazione del nuovo Stato

Cortona vista da porta Sant'Agostino (xilografia, 1864)
Panorama di Cortona (xilografia, 1893)

Dopo il plebiscito del 1860, che sancì l’annessione di Cortona al Regno di Sardegna, la città partecipò attivamente alla nascita e al consolidamento del nuovo Stato italiano. L’anno seguente (1861) vide la proclamazione del Regno d’Italia, con Vittorio Emanuele II come sovrano, mentre nel 1864 Firenze divenne capitale, sia pure transitoria, della nazione unita. Pur non coinvolta direttamente nelle vicende istituzionali della capitale, Cortona beneficiò del nuovo clima di centralizzazione: l’incremento dei collegamenti infrastrutturali favorì il trasporto di merci e persone tra la stazione di Camucia e il centro storico.

La fine del Granducato e l’inserimento di Cortona nel contesto nazionale comportarono modifiche strutturali nella vita politica e amministrativa cittadina. La classe dirigente locale, in parte erede dei ceti liberali moderati, si confrontò con le correnti radicali e, più tardi, con la nascente componente socialista e con i cattolici, che nel tempo tornarono a partecipare alla vita politica, superando le difficoltà poste dal Non expedit papale. Ciò diede avvio a un dibattito vivace, seppur non privo di tensioni, intorno all’orientamento politico della città.

Nella seconda metà dell’Ottocento si moltiplicarono inoltre gli interventi urbanistici, sostenuti dalla volontà di rendere Cortona più moderna e accessibile: furono realizzati il nuovo cimitero (1891), il santuario di Santa Margherita (rinnovato e inaugurato nel 1897), il Parterre come luogo di passeggio cittadino e, soprattutto, il Teatro Signorelli (1854–1859), che valorizzò Piazza Signorelli quale fulcro della vita culturale cortonese. Nel frattempo, la popolazione comunale aumentò costantemente, confermando una certa vitalità economico-sociale, favorita anche dallo sviluppo dell’agricoltura mezzadrile.

La prima guerra mondiale e il difficile dopoguerra

L’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra (24 maggio 1915) segnò per Cortona, come per l’intero Paese, un periodo di sacrifici e lutti. Numerosi cortonesi furono chiamati alle armi e il tributo di vite umane fu ingente, segnando la società locale in modo duraturo. Il dopoguerra fu segnato da una profonda crisi economica, esacerbata dalla svalutazione della lira, dall’elevata disoccupazione e dai contrasti fra proprietari terrieri e contadini mezzadri, spesso colpiti dalla perdita di manodopera maschile dovuta alla guerra.

A livello politico, la fine del conflitto vide la comparsa dei grandi partiti di massa. Nella Valdichiana, gli scontri sociali, le rivendicazioni contadine e la mobilitazione delle leghe rosse e bianche agitarono l’ambiente rurale, benché a Cortona non si raggiungessero gli estremi livelli di conflittualità registrati in comuni limitrofi come Foiano della Chiana.

Il ventennio fascista

La marcia su Roma (28 ottobre 1922) portò al potere il fascismo, che si consolidò in pochi anni instaurando un regime autoritario. A Cortona, come altrove, il regime si distinse per iniziative volte alla propaganda e all’organizzazione capillare della società: dall’opera nazionale del dopolavoro agli interventi di bonifica agraria, fino alla costruzione di infrastrutture. Se da un lato alcune opere pubbliche furono completate e vennero avviati piani di risanamento urbanistico, dall’altro l’abolizione delle libertà civili e politiche, le persecuzioni degli oppositori e l’imposizione del pensiero unico segnarono negativamente la vita cittadina e rurale, comprimendo il ruolo delle libere associazioni e delle forze politiche democratiche.

La seconda guerra mondiale e la Liberazione

L’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale (10 giugno 1940) aprì un quadriennio drammatico anche per Cortona. Sebbene la città non subisse distruzioni belliche di vasta portata, i mesi che precedettero la Liberazione (estate 1944) furono segnati da paure e difficoltà quotidiane: requisizioni, rastrellamenti, presenza tedesca. La data del 3 luglio 1944 segna la liberazione di Cortona da parte delle truppe alleate, a costo di sacrifici e di vite umane, specialmente nelle campagne. La figura del vescovo Giuseppe Franciolini, attivo come defensor civitatis, fu cruciale nel proteggere la popolazione civile e tentare di limitare le violenze. Le vicende di quegli anni sono raccontate in Piccola Patria (1946), volume curato dallo stesso vescovo Franciolini e dallo scrittore Pietro Pancrazi, che riporta testimonianze dirette degli eventi.

Dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta

Terminato il conflitto mondiale, Cortona intraprese un profondo processo di ricostruzione materiale e morale, inserendosi nel più ampio contesto di rinnovamento della neonata Repubblica Italiana. Sul piano amministrativo, la guida della città rimase saldamente nelle mani delle forze di sinistra, in particolare del Partito Comunista Italiano, che detenne a lungo l’egemonia politica locale. Gli anni 1950 registrarono il picco demografico, con oltre 31mila residenti nel 1951; tuttavia, a partire da quel decennio cominciarono a manifestarsi intensi flussi migratori, in parte diretti verso i principali centri industriali del Nord e in parte verso il fondovalle, dove si svilupparono nuovi insediamenti come Camucia, dotati di maggiori opportunità lavorative e di migliori collegamenti.

Nonostante questi mutamenti, Cortona riuscì a preservare intatto il tessuto storico del centro urbano, continuando a valorizzare il proprio patrimonio artistico e archeologico. Nel medesimo periodo, emersero alcune criticità che avrebbero condizionato lo sviluppo locale nei decenni successivi. Il costante calo demografico fu il primo fattore di allarme: la popolazione totale si ridusse gradualmente fino a circa 23mila abitanti negli anni 1980, mentre il numero di residenti all’interno delle mura scese al di sotto delle 4mila unità.

Un secondo elemento di preoccupazione fu la riorganizzazione ecclesiastica imposta dalla Santa Sede nel 1986, quando la storica diocesi di Cortona venne accorpata a quelle di Arezzo e Sansepolcro, con sede vescovile nel capoluogo aretino. Tale provvedimento suscitò un diffuso senso di rammarico, poiché comportava la perdita di un presidio religioso e culturale considerato parte integrante dell’identità cittadina.

Un’ulteriore problematica riguardò il fenomeno dei furti d’arte, che a partire dagli anni 1960 colpì duramente chiese, collezioni private e istituzioni culturali, compresa l’Accademia Etrusca. Il saccheggio di dipinti, oreficerie sacre e reperti archeologici assunse proporzioni rilevanti a livello provinciale, ponendo Cortona ai vertici di una triste graduatoria legata al commercio illecito di beni artistici.

Dalla fine del XX secolo ai giorni nostri

Negli anni 1980, la città mantenne un equilibrio fra modernizzazione e tutela del patrimonio, ma si trovò a fronteggiare problemi strutturali, quali lo spopolamento del centro storico e la chiusura di alcuni uffici pubblici. Nel contempo, la conservazione della fisionomia urbana e il crescente interesse turistico, attratto dalle testimonianze etrusche, medievali e rinascimentali, offrirono nuove opportunità di sviluppo economico e culturale.

A partire dagli anni 1990, tale vocazione turistica si intensificò, favorita anche dalla nascita di eventi e festival dedicati all’arte, alla musica e all’antiquariato. La pubblicazione di romanzi e produzioni cinematografiche ambientate a Cortona, come Sotto il sole della Toscana (2003), ha ulteriormente contribuito a diffondere la notorietà della città nel contesto internazionale.

Dal punto di vista culturale, l’Accademia Etrusca e il Museo dell’Accademia (MAEC, istituito nel 2005) continuano a rappresentare il cuore della vita intellettuale cittadina, promuovendo esposizioni, ricerche archeologiche e conferenze. La scoperta e la valorizzazione di siti archeologici, come quello dei "meloni" del Sodo, hanno arricchito ulteriormente l’offerta culturale. Inoltre, l’apertura di eventi internazionali, come il Cortona On The Move – festival di fotografia contemporanea inaugurato nel 2011 – ha segnato un importante passo verso un’offerta culturale più moderna e diversificata.

Vista da Piazza Garibaldi. Il lago Trasimeno è visibile in lontananza.

Simboli

Lo stemma, il gonfalone e la bandiera della Città di Cortona sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 22 aprile 2014.[30]

«Stemma di rosso, al leone alato, d'argento, allumato di rosso, aureolato d'oro, tenente con entrambe le zampe anteriori, il libro chiuso, di verde, munito di due legacci d'oro e ornato da cinque borchie, poste quattro negli angoli e una centralmente, dello stesso, esso libro con il taglio di testa e quello davanti, visibili, d'oro; il tutto alla bordatura in filetto, dello stesso. Ornamenti esteriori da Città.»

Il gonfalone è un drappo di rosso. La bandiera è un drappo di rosso, caricato dallo stemma sopra descritto con l'iscrizione centrata in oro recante la denominazione della Città.

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«città nobile, legge del Granducato di Toscana»
— 1º ottobre 1750

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili

Architetture militari

Aree archeologiche

Piattaforma d'altare per le cerimonie funebri del tumulo II del Sodo (c.a 600 a.C.)
Tanella di Pitagora

Il parco archeologico di Cortona conta 11 siti. Tra questi spicca il secondo tumulo del Sodo, un'imponente tomba arcaica (VI secolo a.C.) con una monumentale gradinata decorata da grandi gruppi scultorei[31][32]:

  1. Tomba di Mezzavia
  2. Tumulo I del Sodo
  3. Tumulo II del Sodo
  4. Tanella Angori
  5. Tanella di Pitagora[33]
  6. Tumulo di Camucia
  7. Villa di Ossaia
  8. Strada romana del Torreone
  9. Strada romana del monte Maestrino
  10. Strada romana di Teverina Bassa
  11. Cisterna Bagni di Bacco
  12. Tratto murario presso palazzo Cerulli-Diligenti
  13. Tratto murario presso palazzo Casali
  14. Mura etrusche
  15. Porta Bifora
  16. Volta a botte presso via Guelfa
  17. Museo dell'Accademia Etrusca e della città di Cortona
  18. Museo Paleontologico

Architetture religiose

La chiesa più importante della città: il duomo di Cortona
Basilica di Santa Margherita

Porte del Centro Storico

Porta Sant'Agostino
  1. Porta Sant'Agostino (detta anche Porta Guelfa o Porta San Vincenzo)
  2. Porta Berarda
  3. Porta Colonia
  4. Porta Ghibellina (detta anche Porta Bacarelli o Porta San Benedetto)
  5. Porta Santa Maria (detta anche Porta del Calle o Porta Castiglionese)
  6. Porta Montanina
  7. Porta Santa Margherita

Società

Evoluzione demografica

Cortona è attualmente il terzo comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo e Montevarchi.

Abitanti censiti[34]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT, al 1º gennaio 2024 la popolazione straniera residente era di 1 972 persone.

Al 31 dicembre 2022, le nazionalità più rappresentate erano:

Lingue e dialetti

Il dialetto più parlato in Cortona e dintorni è il chianino, molto simile al dialetto toscano.

Tradizioni e folclore

La santa patrona di Cortona: santa Margherita
  • Ogni quarta domenica del mese: Mostra scambio del modernariato in Piazza Signorelli[35]
  • 22 febbraio: Festa religiosa di Santa Margherita[36]
  • Inizio giugno: Giostra dell'Archidado[37]
  • Tra fine agosto e inizio settembre: Mostra antiquaria[38]

Cultura

Istruzione

Musei

Il museo riunisce in un unico percorso espositivo lo storico museo dell'Accademia etrusca e il museo della città etrusca e romana di Cortona.

Scuole

Cortona conta quattro asili nido, dieci scuole dell'infanzia, nove scuole primarie, sei scuole secondarie e due istituti d'istruzione superiore (Istituto d'Istruzione Superiore "Luca Signorelli" e Istituto d'Istruzione Superiore “A. Vegni”).

Teatri

  • Teatro Signorelli
Realizzato dall’architetto Carlo Gatteschi nel 1854, rappresenta da oltre centocinquant’anni uno dei principali centri della vita culturale e teatrale di Cortona. La struttura, di proprietà dell’Accademia degli Arditi, sorge in Piazza Signorelli, nello stesso luogo in cui un tempo si ergeva la chiesa di Sant’Andrea. L’edificio, concepito secondo i canoni del neoclassicismo, presenta all’esterno una loggia a sette arcate, mentre all’interno si distingue per le due file di otto colonne che sorreggono volte lunettate.[40]

Radio

  • Radio Incontri InBlu Cortona

Istituzioni culturali

I Quintieri

In principio le Chiese di San Vincenzo, di Santa Maria e di San Marco, che erano anche le sedi delle compagnie laicali, dividevano la città in Terzi. Tale divisione verrà mantenuta fino al tardo medioevo, quando ai tre Rioni sopracitati ne verranno costituiti due nuovi per esigenze amministrative. I due Rioni costituiti prenderanno il nome di Sant'Andrea (dal nome della Chiesa che sorgeva in Piazza Signorelli) e di Peccioverardi (dal nome della porta che sorgeva alla fine di Via Nazionale). Questa ulteriore ripartizione porterà a cinque il numero dei Rioni e da questo il nome di Quintieri.

Film e serie TV girati a Cortona

Eventi

Da luglio a settembre: Cortona On The Move, festival internazionale di visual narrative.

Geografia antropica

Frazioni

  • Adatti
  • Barullo
  • Battifollo
  • Bocena
  • Borgonuovo
  • Cà di Masino
  • Campaccio
  • Camucia
  • Cantalena
  • Capazzano
  • Capezzine
  • Centoia
  • Casale
  • Casorbica
  • Cegliolo
  • Chianacce
  • Cignano
  • Cortoreggio
  • Creti
  • Falzano
  • Farinaio
  • Farneta
  • Fasciano
  • Fossa del Lupo
  • Fratta
  • Fratticciola
  • Gabbiano
  • Innaquatina
  • La Dogana
  • La Mucchia
  • Mencaglia
  • Mengaccini
  • Mercatale
  • Metelliano
  • Mezzavia
  • Monsigliolo
  • Montalla
  • Montanare
  • Montecchio
  • Mucchia
  • Novelle
  • Ossaia
  • Pergo
  • Pierle
  • Pietraia
  • Poggioni
  • Portole
  • Renaia
  • Riccio
  • Ronzano
  • Ruffignano
  • Salcotto
  • San Donnino Val di Pierle
  • San Lorenzo Rinfrena
  • San Marco in Villa
  • San Pietro a Cegliolo
  • San Pietro a Dame
  • Santa Caterina
  • Sant'Andrea di Sorbello
  • Sant'Angelo
  • Scanizza
  • Seano
  • Sodo
  • Tavarnelle
  • Teccognano
  • Terontola
  • Teverina
  • Tornia
  • Torreone
  • Valecchie
  • Vallone

Economia

Artigianato

Per quanto riguarda l'artigianato, è ancora attiva e diffusa l'arte della ceramica del coccio, rinomata per i metodi di lavorazione tradizionali e per i prodotti tipici locali.[41]

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Cortona dispone di due stazioni ferroviarie, entrambe sulla ferrovia Firenze-Roma. La più importante è la stazione di Terontola-Cortona dove fermano anche molti InterCity; l'altra, dove invece fermano solo treni regionali, è la stazione di Camucia-Cortona.

Il collegamento con le due stazioni al capoluogo e con gli altri comuni e frazioni limitrofi è operato dalle autolinee Etruria Mobilità.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1944 1945 Valdarnini Ricciotti Comitato di Liberazione Nazionale
Partito Comunista Italiano
Sindaco
1945 1950 Sem Faralli Partito Socialista Italiano Sindaco
1950 1955 Gino Morelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1955 1960 Gino Morelli Partito Comunista Italiano Sindaco
1960 1965 Italo Petrucci Partito Comunista Italiano Sindaco
1965 1970 Italo Petrucci Partito Comunista Italiano Sindaco
1970 1975 Tito Barbini Partito Comunista Italiano Sindaco
1975 1980 Tito Barbini Partito Comunista Italiano Sindaco
1980 1985 Ferruccio Fabilli Partito Comunista Italiano Sindaco
1985 1990 Italo Monacchini Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Ilio Pasqui Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Ilio Pasqui Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2004 Emanuele Rachini Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Andrea Vignini Democratici di Sinistra Sindaco
2009 2014 Andrea Vignini Partito Democratico Sindaco
2014 2019 Francesca Basanieri Sinistra Ecologia Libertà
Partito Democratico
Cortona città aperta
Sindaco
2019 2024 Luciano Meoni Futuro per Cortona
Fratelli d'Italia-Alleanza Civica
Forza Italia
Lega per Salvini Premier
Sindaco
2024 in carica Luciano Meoni Futuro per Cortona
Centro Destra Meoni Sindaco
Sindaco

Gemellaggi

Sport

Cortona è stata sede di arrivo della 2ª tappa del Giro d'Italia 1982, vinta da Michael Wilson.

Note

  1. ↑ Cortona: clima e dati geografici.
  2. ↑ tuttitalia.it.
  3. ↑ Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  4. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ↑ Comune di Cortona - Informazioni per il Turista (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2012).
  7. ↑ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990, p. 94.
  8. ↑ CIE 471, TLE 644, "tinscvil mi unial curtun".
  9. ↑ Helmut Rix, Das etruskische Cognomen, Otto harrassowitz, Wiesbaden, 1963, p. 234.
  10. ↑ CIE 2470 da Chiusi.
  11. ↑ Federica Chiesa, Giulio M. Facchetti, Guida insolita ai luoghi, ai monumenti e alle curiosità degli Etruschi, Newton & Compton, Roma 2002, p. 107.
  12. ↑ Dardano, figlio del re Corito, nato in terra cortonese, lasciata Cortona avrebbe fondato la città di Troia. A sua volta Enea, discendente di Dardano, lasciò Troia per stabilirsi nella bassa Italia, dove, dopo trecento anni dal suo insediamento, Romolo suo discendente avrebbe fondato Roma. Da qui il detto (cfr: Cortona - Guida della città (PDF). URL consultato il 9 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2015).)
  13. ↑ Giovanni Colonna, Virgilio, Cortona e la leggenda etrusca di Dardano, vol. 32, L'Erma di Bretschneider, 1980.
  14. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Della Fina 2004.
  15. ↑ Briquel 1984, pp. 143 e segg.
  16. ↑ Colonna 1980, pp. 1-15.
  17. ↑ Neppi Modona 1977, p. 176.
  18. ↑ Uggeri 2003, pp. 241-247.
  19. ↑ Trotta 1990, pp. 103-108.
  20. 1 2 3 Bocci Pacini 1994, p. 314.
  21. 1 2 Pallottino 1959.
  22. 1 2 3 4 5 van der Meer 2013, pp. 157-182.
  23. ↑ Haynes 2000, p. 322.
  24. ↑ Wylin 2006, pp. 6-7.
  25. ↑ Scarano Ussani-Torelli 2002, pp. 3-53.
  26. ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita, IX, 37, 12.
  27. 1 2 Cherici 1987, pp. 151-213.
  28. ↑ Camporeale 2015, pp. 365-372.
  29. ↑ Plinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 52.
  30. ↑ Cortona (Arezzo) D.P.R. 22.04.2014 concessione di stemma, gonfalone e bandiera, su presidenza.governo.it. URL consultato il 6 agosto 2022.
  31. ↑ Circuito extraurbano, su cortonamaec.org. URL consultato il 15 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2014).
  32. ↑ Circuito urbano, su cortonamaec.org. URL consultato il 15 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2014).
  33. ↑ Francesco Placco, La "tomba" di Pitagora, su Briganteggiando, 25 giugno 2015. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  34. ↑ Dati tratti da:
  35. ↑ Mostra mercato antiquariato e modernariato a Cortona, su FolleRumba Arezzo. URL consultato il 6 gennaio 2025.
  36. ↑ Ufficio Stampa, Cortona celebra Santa Margherita, su ValdichianaOggi, 20 febbraio 2020. URL consultato il 6 gennaio 2025.
  37. ↑ Giostra dell'Archidado - Cortona - Italy, su Giostra dell'Archidado. URL consultato il 6 gennaio 2025.
  38. ↑ Cortonantiquaria, su www.cortonantiquaria.it. URL consultato il 6 gennaio 2025.
  39. ↑ MAEC: Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona.
  40. ↑ Teatro Signorelli - Cortona, su teatrosignorelli.it. URL consultato il 31 agosto 2025.
  41. ↑ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  42. 1 2 3 4 5 Comune di Cortona - Informazioni per il Turista (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2012).
  43. ↑ Paternopoli ricorda ancora Cortona, 37 anni dopo il terremoto in Irpinia, su valdichianaoggi.it, Valdichiana Oggi. URL consultato il 3 giugno 2023.
  44. ↑ Cortona, a 45 anni di distanza si rinnova l’amicizia con la città di Paternopoli, su La Nazione, 25 gennaio 2026. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  45. ↑ Czechowice, la città amica di Cortona in Polonia. Ce la racconta una mostra di Photo Academy, su valdichianaoggi.it, ValdichianaOggi. URL consultato il 31 agosto 2025.
  46. ↑ Exploring Carmel’s Newest Sister City: Cortona, su carmelmonthlymagazine.com, Carmel Monthly Magazine. URL consultato il 13 luglio 2022.
  47. ↑ Niccolò Gramigni, Un gemellaggio tra i Comuni di Cortona e de La Valletta, in La Nazione, 27 agosto 2022. URL consultato il 20 giugno 2026 (archiviato il 17 novembre 2025).
  48. ↑ Sandro Addario, Nave Vespucci a Malta, firmato a bordo gemellaggio tra Valletta e Cortona, in Osservatore Libero.it, 28 agosto 2022. URL consultato il 20 giugno 2026 (archiviato il 22 agosto 2025).

Bibliografia

  • Patrizia Bocci Pacini, Cortona, in Enciclopedia dell'arte antica, classica e orientale. Secondo supplemento 1971-1994, II, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1994, p. 314.
  • (FR) Dominique Briquel, Les Pélasges en Italie. Recherches sur l'histoire de la légende, collana Bibliothèque des Écoles françaises d'Athènes et de Rome, 252, Roma, École française de Rome, 1984.
  • Giovannangelo Camporeale, Gli Etruschi. Storia e civiltà, Torino, UTET, 2015.
  • Giancarlo Cataldi, Armando Cherici, Bruno Gialluca, Enrico Lavagnino, Gianluigi Maffei, Valeria Orgera e Paolo Vaccaro, Cortona. Struttura e storia: materiali per una conoscenza operante della città e del territorio, Cortona, Editrice Grafica L'Etruria, 1987.
  • Armando Cherici, Materiali per una carta archeologica del territorio cortonese, in Cortona. Struttura e storia: materiali per una conoscenza operante della città e del territorio, Cortona, Editrice Grafica L'Etruria, 1987, pp. 151-213.
  • Giovanni Colonna, Virgilio, Cortona e la leggenda etrusca di Dardano, in Archeologia Classica, vol. 32, 1980, pp. 1-15.
  • Giuseppe M. Della Fina, L'Italia preromana. I siti etruschi: Cortona, in Il mondo dell'archeologia, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
  • Michel Gras, Cortona, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, V, 1987, pp. 422-431.
  • (EN) Sybille Haynes, Etruscan Civilization. A Cultural History, Los Angeles, J. Paul Getty Museum, 2000.
  • Girolamo Mancini, Cortona nel Medio Evo, Firenze, Carnesecchi, 1897. (ristampa anastatica, Roma, Multigrafica, 1969)
  • Aldo Neppi Modona, Cortona etrusca e romana nella storia e nell'arte, collana Accademia toscana di scienze e lettere «La Colombaria». Serie Studi, 45, nuova edizione completamente riveduta, Firenze, Olschki, 1977, ISBN 9788822218773.
  • Massimo Pallottino, Cortona, in Enciclopedia dell'arte antica, classica e orientale, II, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1959.
  • Vincenzo Scarano Ussani e Mario Torelli, La Tabula Cortonensis. Un documento giuridico, storico e sociale, in Ostraka, vol. 11, n. 2, 2002, pp. 3-53.
  • Angelo Tafi, Immagine di Cortona. Guida storico-artistica della città e dintorni, 2ª ed., Cortona, Calosci, 2012.
  • Angelo Trotta, Cortona: i rinvenimenti di via Vagnotti, in Gens antiquissima Italiae. Antichità dell'Umbria a Leningrado, Perugia, 1990, pp. 103-108.
  • Paolo Uccelli, Storia di Cortona, Atesa, 1990, ISBN 9788870379822.
  • Giovanni Uggeri, La tomba di Ulisse a Cortona. Nota topografica a Lycophr., Alex. 805-806, in Hommages à Carl Deroux, collana Collection Latomus, 277, IV, Bruxelles, 2003, pp. 241-247.
  • (EN) L. Bouke van der Meer, The Tabula Cortonensis and land transactions, in Studi Etruschi, vol. 76, 2013, pp. 157-182.
  • (EN) Koen Wylin, The first chapter of the Cortona inscription, in Etruscan News, vol. 5, 2006, pp. 6-7.

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