Giuseppe Pulvirenti

Foto segnaletica di Giuseppe Pulvirenti

Giuseppe Pulvirenti, detto Pippo u' Malpassotu (Belpasso, 30 luglio 1933 – Cerveteri, 2 febbraio 2009), è stato un mafioso e collaboratore di giustizia italiano, in passato membro di Cosa nostra, che ha raggiunto la notorietà all'interno della famiglia mafiosa di Catania ed è stato uno stretto collaboratore e fidato luogotenente di Benedetto Santapaola, uno dei più influenti capi mafiosi della provincia di Catania e della Sicilia.[1][2][3][4]

Biografia

Giuseppe Pulvirenti, detto "Pippo u' malpassotu", era il capo del clan di Belpasso, che estendeva la sua influenza su molti comuni dell'hinterland catanese, soprattutto su Misterbianco, dove imponeva il pagamento del pizzo a diversi commercianti e professionisti e costituiva il braccio armato dell'organizzazione di Santapaola[5][6]. In tale veste, alla fine degli anni '80 partecipò alla faida contro il clan Pillera-Cappello che provocò oltre cinquecento omicidi in circa cinque anni e vide coinvolti anche il clan dei Cursoti e i Laudani[7]. Nel 1991 un'indagine fece emergere che Pulvirenti controllava interi pacchetti di voti in occasione delle elezioni regionali siciliane e, tra i politici coinvolti, figurarono anche il deputato repubblicano Aristide Gunnella, il candidato DC Giovanni Rapisarda e il parlamentare regionale del PRI Alfio Pulvirenti[8][9]; secondo il decreto del 22 ottobre 1991 che disponeva la sospensione del consiglio comunale di Misterbianco, Pulvirenti ''avrebbe condizionato pesantemente'' la vita economica e politica di quel comune[6].

Pulvirenti venne arrestato il 2 giugno 1993, nascosto in un bunker sotterraneo nelle campagne di Belpasso, dopo 11 anni di latitanza e 15 giorni dopo la cattura di Santapaola[10]. Un anno dopo l’arresto decise di collaborare con la giustizia, lanciando un appello ai suoi ex compagni mafiosi: "Fratelli, ho deciso di collaborare con la giustizia perché per me è finita, ha vinto lo Stato, ho perduto la mia battaglia. Lo Stato è più forte di me. Deponete le armi, non dovete avere vergogna di arrendervi"[11]. Pulvirenti venne "ripudiato" dalla moglie e dai figli per la sua scelta ed iniziò a rendere dichiarazioni su asseriti legami dell'ex ministro socialista Salvo Andò con il clan Santapaola (peraltro non provati) e sul ruolo della mafia catanese nelle stragi di Capaci e via d'Amelio nonché nella campagna stragista del '93[12][13]. Diversi gregari del clan Pulvirenti seguirono l'esempio del loro capo, come Filippo Malvagna, Orazio Pino, Alfio Licciardello e Giuseppe Scavo[14].

È morto il 2 febbraio 2009, all'età di 76 anni, in un incidente stradale a Cerveteri (RM), dove viveva e lavorava da anni con un'altra identità.[15]

Note

  1. ↑ E' morto Giuseppe Pulvirenti, detto u Malpassotu, su misterbianco.com.
  2. ↑ PENTITI Pulvirenti e la guerra di mafia, su ilmanifesto.it.
  3. ↑ Il boss Giuseppe Pulvirenti morto a Cerveteri, su civonline.it.
  4. ↑ Morto "U malpassotu", alias Giuseppe Pulvirenti, su agoravox.it.
  5. ↑ Copia archiviata, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  6. 1 2 PULVIRENTI: BOSS DI CATANIA E DINTORNI, su www1.adnkronos.com, 2 giugno 1993. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  7. ↑ A CATANIA UN ARSENALE DELLE COSCHE - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 19 novembre 1992. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 13 aprile 2021).
  8. ↑ 'GUNNELLA PROMISE DENARO IN CAMBIO DI VOTI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 19 luglio 1991. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  9. ↑ CATANIA, IL GIUDICE FRUGA NELL' URNA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 25 giugno 1991. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  10. ↑ CATANIA, PRESO L'EREDE DI SANTAPAOLA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 3 giugno 1993. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 18 febbraio 2009).
  11. ↑ PULVIRENTI AI BOSS ' PENTITEVI TUTTI' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 7 ottobre 1994. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  12. ↑ ' COSA NOSTRA È FINITA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 24 novembre 1994. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  13. ↑ ' ERA COSTANZO IL VERO OBIETTIVO DELL' AUTOBOMBA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 25 novembre 1994. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  14. ↑ PULVIRENTI RIVELA ' SANTAPAOLA SI PENTIRA' PRESTO' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 22 ottobre 1994. URL consultato il 31 marzo 2021 (archiviato il 1º giugno 2021).
  15. ↑ Morto "U malpassotu", alias Giuseppe Pulvirenti, su AgoraVox Italia, 14 febbraio 2009. URL consultato il 3 marzo 2026.