Gonzalezia

Gonzalezia
Immagine di Gonzalezia mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùHelianthinae
GenereGonzalezia
E.E.Schill & Panero, 2011
Classificazione Cronquist
taxon non contemplato
Specie

Gonzalezia E.E.Schill & Panero, 2011[1] è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Heliantheae, sottotribù Helianthinae.[2][3]

Etimologia

Il nome del genere è un omaggio alla botanica messicana María del Socorro González Elizondo, specializzata nella tassonomia e nella sistematica della famiglia delle Cyperaceae.[4]

Il nome scientifico del genere è stato definito dai botanici Edward E. Schilling (1953-) e José L. Panero (1959-) nella pubblicazione "Botanical Journal of the Linnean Society" (Bot. J. Linn. Soc. 167(3): 326) del 2011.[5]

Descrizione

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus arbustivo o suffruticoso (o erbaceo) perenne.[4][6][7][8][9]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, robusta, semplice o ramosa. I rami sono generalmente strigosi (con peli o setole ruvide) o pubescenti, con indumento piuttosto uniforme. Altezza massima: 2 metri.

Foglie. Le foglie in genere sono cauline. La disposizione delle foglie lungo il caule è alterna e possono essere sia picciolate che sessili (in una specie il picciolo è decorrente). La lamina ha delle forme da ovate o lanceolate, spesso con apice acuto. Il margine è intero o debolmente dentato. La superficie fogliare ha una pubescenza appressata (strigosa), talvolta più densa e morbida sulla pagina inferiore.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da grandi capolini terminali e solitari di tipo radiato. I capolini sono formati da un involucro, con forme soprattutto campanulate, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio ligulati e fiori del disco tubulosi. Le brattee, spesso strigose o con peli appressati, sono disposte in modo più o meno embricato su 3-5 serie. Il ricettacolo è variabile da piatto a convesso. Le pagliette (a protezione della base dei fiori) sono sempre presenti.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla:
    • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula può terminare con alcuni denti; il colore varia da giallo a rosso;
    • fiori del disco: la gola del tubo è tubulosa e si apre gradualmente o improvvisamente all'infuori in 5 lobi terminali; i lobi, patenti o eretti, hanno una forma deltata o più o meno lanceolata; i colori sono più o meno come quelli dei fiori del raggio.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; i filamenti sono glabri, raramente papillosi. Le antere sono connate e formano un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono per lo più ovate. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: il gineceo è composto da due carpelli (sincarpici) formanti un ovario infero uniloculare. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale; possiede inoltre due fasci vascolari. Le superfici stigmatiche degli stigmi sono fuse; gli stigmi sono deltati o talvolta con lunghi e affusolati apici o con strette, cilindriche appendici; possono inoltre essere papillosi.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono compressi, con superficie glabra o leggermente pubescente. Il pappo è formato da setole rigide, spesso 2–3 più sviluppate e altre più brevi. Le setole principali sono persistenti e talvolta leggermente barbate.

Biologia

Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama).

Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Messico.[3]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][8][9]

Specie

Il genere comprende 3 specie:[3]

  • Gonzalezia decurrens (A.Gray) E.E.Schill. & Panero[12]
  • Gonzalezia hypargyrea (Greenm.) E.E.Schill. & Panero
  • Gonzalezia rosei (Greenm.) E.E.Schill. & Panero

Filogenesi

La sottoribù Helianthinae, all'interno della tribù, da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione più o meno centrale. Caratteristiche principali della sottotribù sono la sterilità dei fiori del raggio e la persistenza delle pagliette del ricettacolo.[9]

All'interno della sottotribù Gonzalezia occupa una posizione più o meno centrale. Il genere di questa voce è uno dei cinque nuovi generi (Davilanthus, Dendroviguiera, Gonzalezia, Heiseria e Sidneya) che sono stati costituiti dal genere parafiletico Viguiera. In particolare le tre specie di Gonzalezia derivano due da Viguiera (sezione Hypargyrea) e una dal genere Tithonia. Questo nuovo genere è ben supportato dalle analisi filogenetiche.[4]

I caratteri distintivi del genere sono:[4][9]

  • l'habitus delle piante è quello di robuste erbacee perenni con pochi grandi capolini (diametro maggiore di 2,5 cm);
  • gli involucri sono formati da 3 - 5 serie di brattee;
  • le foglie sono sessili.

Note

  1. ↑ (EN) Gonzalezia E.E.Schill. & Panero, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 30 luglio 2026 (archiviato il 30 luglio 2026).
  2. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  3. 1 2 3 (EN) Gonzalezia E.E.Schill. & Panero, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 20 marzo 2026.
  4. 1 2 3 4 Panero et al. 2011.
  5. ↑ (EN) Gonzalezia E.E.Schill. & Panero, su The International Plant Names Index. URL consultato il 20 marzo 2026.
  6. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  7. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 703.
  9. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 464.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
  12. ↑ (EN) Gonzalezia decurrens (A.Gray) E.E.Schill. & Panero, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 30 luglio 2026 (archiviato il 30 luglio 2026).

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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