Governo Bajnai
| Governo Bajnai | |
|---|---|
![]() | |
| Stato | |
| Capo del governo | Gordon Bajnai (Indipendente) |
| Coalizione | MSZP con l'appoggio esterno di: SzDSz |
| Giuramento | 16 aprile 2009 |
| Dimissioni | 14 maggio 2010 |
| Governo successivo | 29 maggio 2010 |
Il governo Bajnai è stato il 70º esecutivo dell'Ungheria, in carica dal 16 aprile 2009 al 29 maggio 2010, per un totale di 1 anno, 1 mese e 13 giorni. Si trattava di un governo di transizione, nato in seguito alle dimissioni del Ministro presidente Ferenc Gyurcsány, con lo scopo di portare il Paese alle elezioni dell'aprile 2010.
Al momento della sua formazione, il governo Bajnai era l'unico tra i governi degli Stati membri dell'Unione europea ad essere composto esclusivamente da uomini.[1]
Storia
Il 21 marzo 2009, durante il congresso del suo partito, Gyurcsány annunciò l'intenzione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Ministro presidente e propose di individuare un successore entro due settimane, da eleggere in Parlamento attraverso una mozione di sfiducia costruttiva. Giustificò la decisione spiegando di ritenere che la sua figura fosse diventata un ostacolo all'attuazione delle riforme necessarie e, di conseguenza, al successo politico del suo schieramento.[2]
Alla notizia, il partito Fidesz chiese lo scioglimento dell'Assemblea nazionale e l'indizione di elezioni anticipate, proposta che fu però respinta dalla maggioranza parlamentare, nonostante anche il Presidente della Repubblica, László Sólyom, avesse sollecitato il ricorso alle urne.[3]
Per ottenere la maggioranza necessaria ad approvare la mozione di sfiducia costruttiva, il Partito Socialista Ungherese (MSZP) avviò le trattative con l'Alleanza dei Liberi Democratici (SzDSz) e nel corso della settimana Gyurcsány indicò tre possibili successori: György Surányi, Ferenc Glatz e András Vértes. Tuttavia, sia Surányi che Glatz annunciarono in seguito di non voler accettare la candidatura.[4] Secondo indiscrezioni di stampa, emerse anche il nome di János Takács, rifiutato però dall'SzDSz (così come Vértes). I liberali proposero invece l'ex ministro delle finanze del governo Horn, Lajos Bokros, poiché il terzo candidato per loro accettabile (oltre a Surányi), László Békesi, aveva declinato l'offerta.[5][6] Dal momento che nemmeno Bokros, comunque osteggiato dall'MSZP, accettò l'incarico, i socialisti proposero József Gráf, il quale però rifiutò a sua volta.[7]
Il candidato successivo dell'MSZP fu Gordon Bajnai: nella notte tra il 29 e il 30 marzo, sia l'MSZP che l'SZDSZ accettarono Bajnai come candidato Primo ministro, con l'accordoche avrebbe guidato il governo per circa un anno, fino alle elezioni previste per la primavera del 2010
Il 14 aprile 2009, l'Assemblea nazionale elesse Bajnai Ministro presidente con 204 voti favorevoli, 8 astensioni e nessun voto contrario (i gruppi di Fidesz, del Partito Popolare Cristiano Democratico e parte dell'ex gruppo del Forum Democratico Ungherese non parteciparono alla votazione).
Il 15 aprile, il giorno dopo la designazione di Tamás Vahl a Ministro dello svilupponazionale e dell'economia, il quotidiano Magyar Nemzet rivelò che la società informatica SAP Hungary, sotto la guida di Vahl, era stata sanzionata più volte dall'Autorità per la concorrenza per attività di cartello:[8] nel 2004, IBM, SAP Hungary e ISH Kft. erano state multate per 1,5 miliardi di fiorini per aver manipolato gare d'appalto informatiche nelle università. A seguito dello scandalo, la sezione ungherese di Transparency International chiese al Primo ministro di riconsiderare la nomina e il giorno successivo, poco prima dell'audizione parlamentare, Vahl annunciò il ritiro della propria candidatura.[9][10][11]
Nonostante il parere negativo della commissione parlamentare competente, Bajnai insistette inoltre per la nomina del ventottenne Ádám Ficsor a ministro senza portafoglio per i servizi segreti, dopo che questi aveva precedentemente ricoperto il ruolo di capo di gabinetto di Ferenc Gyurcsány dal febbraio 2008.[12][13][14]
Infine, il 22 aprile il capo del governo scelse l'economista István Varga come Ministro dello sviluppo nazionale e dell'economia, la cui nomina fu approvata dalla commissione economica con 16 voti favorevoli e 11 contrari, con giuramento del ministro il 4 maggio seguente.[15][16]
In seguito alla schiacciante vittoria di Fidesz alle elezioni dell'11 e 25 aprile 2010, il 14 maggio successivo Bajnai rassegnò le proprie dimissioni, permettendo così il ritorno al potere di Viktor Orbán, già Ministro presidente dal 1998 al 2002.
Compagine di governo
Appartenenza politica
L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente:
| Partito | Ministro presidente | Ministri | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| Indipendenti | 1 | 5 | 6 | |
| Partito Socialista Ungherese | - | 8 | 8 | |
| Indipendenti di area MSZP | - | 1 | 1 | |
| Totale | 1 | 14 | 15 | |
L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle dimissioni era la seguente:
| Partito | Ministro presidente | Ministri | Totale | |
|---|---|---|---|---|
| Indipendenti | 1 | 7 | 8 | |
| Partito Socialista Ungherese | - | 8 | 8 | |
| Totale | 1 | 15 | 16 | |
Provenienza geografica
La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere:
| Contea | Ministro presidente | Ministri | Totale |
|---|---|---|---|
| 1 | - | 1 | |
| - | 5 | 5 | |
| - | 2 | 2 | |
| - | 2 | 2 | |
| - | 1 | 1 | |
| - | 1 | 1 | |
| - | 1 | 1 | |
| - | 1 | 1 | |
| - | 1 | 1 |
Situazione parlamentare
| Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
|---|---|---|---|
| Assemblea nazionale | Maggioranza | MSZP (186), SzDSz (18), Somogy (1) | 205 / 386 |
| Opposizione | Fidesz (141), KDNP (23), MDF (11), MSZP-SzDSz (6)[N 1] | 181 / 386 |
Il Governo /ha goduto dell'appoggio parlamentare dei seguenti partiti o formazioni politiche presenti in Parlamento:
Non rappresentati in Consiglio dei Ministri:
- Alleanza dei Liberi Democratici
- Associazione per Somogy
Composizione
Il Governo era inizialmente composto da 14 ministri (escluso il Ministro presidente), poi saliti a 15.[17]
Partito Socialista Ungherese (MSZP)
Indipendente di area MSZP
| Ufficio del Ministro presidente | ||||
|---|---|---|---|---|
| Carica | Titolare | Partito | ||
| Ministro presidente | ![]() |
Gordon Bajnai | Indipendente | |
| Capo dell'Ufficio del Ministro presidente | ![]() |
Csaba Molnár | MSZP | |
| Ministri senza portafoglio | ||||
| Coordinamento delle politiche sociali | Péter Kiss | MSZP | ||
| Servizi segreti civili | ![]() |
Ádám Ficsor Fino al 14/09/2009 | MSZP | |
![]() |
ad interim Csaba Molnár Dal 14/09/2009 al 16/09/2009 | MSZP | ||
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Gábor Juhász Dal 17/09/2009 | MSZP | ||
| Ministeri | ||||
| Ministri | Partito | |||
| Enti locali | ![]() |
Zoltán Varga | MSZP | |
| Affari esteri | ![]() |
Péter Balázs | Indipendente | |
| Finanze | ![]() |
Péter Oszkó | Indipendente | |
| Sviluppo nazionale ed economia | ![]() |
ad interim Péter Hónig Fino al 29/04/2009 | Indipendente | |
![]() |
István Varga Dal 29/04/2009 | Indipendente | ||
| Agricoltura e sviluppo rurale | ![]() |
József Gráf | MSZP | |
| Giustizia e ordine pubblico | ![]() |
Tibor Draskovics Fino al 14/12/2009[18] | Indipendente[N 2] | |
![]() |
Imre Forgács Dal 15/12/2009[19] | Indipendente | ||
| Salute | ![]() |
Tamás Székely | Indipendente | |
| Affari sociali e lavoro | ![]() |
László Herczog | Indipendente | |
| Trasporti, comunicazioni ed energia | ![]() |
Péter Hónig | Indipendente | |
| Istruzione e cultura | ![]() |
István Hiller | MSZP | |
| Difesa | ![]() |
Imre Szekeres | MSZP | |
| Ambiente e acque | Imre Szabó | MSZP | ||
Note
Esplicative
Bibliografiche
- ↑ (HU) Tóth-Szenesi Attila, Antall után Bajnai is férfikormányt vezet, su index.hu, 15 aprile 2009. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (HU) Gyurcsány új kormányt és kormányfőt javasolt, su www.mti.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2010).
- ↑ (HU) 168óra, Nem oszlatta fel magát az Országgyűlés, su www.168ora.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2009).
- ↑ Már Glatz sem akar miniszterelnök-jelölt lenni, in Hirado. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (HU) Bokros az SZDSZ jelöltje, su www.gondola.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2009).
- ↑ (HU) Békesi: Komoly ember nem vállalja a válságkormány vezetését, in inforadio.hu, 26 marzo 2009 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2009).
- ↑ (HU) Gráf József sem vállalja a jelöltséget, su http://www.transindex.ro. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2013).
- ↑ (HU) Vahl kartellező cégei, su www.mno.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2009).
- ↑ Levél Bajnai Gordon miniszterelnöknek, su www.transparency.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2009).
- ↑ (HU) Index, Lehet-e hiteles a kartellező gazdasági miniszter?, su index.hu, 15 aprile 2009. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (HU) Index, Vahl Tamás visszalépett, su index.hu, 16 aprile 2009. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (HU) Nem támogatta Ficsor Ádám kinevezését a nemzetbiztonsági bizottság, su www.inforadio.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2009).
- ↑ (HU) Lesz-e miniszter "Gyurcsány meghosszabbított karjából"?, su www.inforadio.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2009).
- ↑ (HU) Demeter: A volt kormányfő Ficsor Ádámot használja a politikai túléléséhez, su www.inforadio.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 19 aprile 2009).
- ↑ (HU) Varga István Bajnai új jelöltje a gazdasági tárca élére - Inforádió, su www.inforadio.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2013).
- ↑ (HU) A gazdasági bizottság támogatta a gazdasági miniszterjelölt kinevezését - Inforádió, su www.inforadio.hu. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2014).
- ↑ (HU) Országinfó - Kormányok összetétele miniszterek szerint, su orszaginfo.magyarorszag.hu. URL consultato il 27 aprile 2026 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2018).
- ↑ (HU) Index, Draskovics Tibor lemondott, su index.hu, 2 dicembre 2009. URL consultato il 7 maggio 2026.
- ↑ (HU) MTI, Forgács Imre lesz az igazságügyi miniszter, su index.hu, 9 dicembre 2009. URL consultato il 7 maggio 2026.










