Governo Lukanov II

Governo Lukanov II
StatoBulgaria (bandiera) Bulgaria
Capo del governoAndrej Lukanov
(BSP)
Giuramento21 settembre 1990
Dimissioni30 novembre 1990
Governo successivo22 dicembre 1990
Lukanov I

Il governo Lukanov II è stato l'80º esecutivo della Bulgaria, in carica dal 21 settembre al 22 dicembre 1990, per un totale di 3 mesi e 1 giorno.[1][2] Si tratta dell'ultimo esecutivo della Repubblica Popolare di Bulgaria, dopo che a giugno si tennero le prime elezioni multipartitiche dal 1939 e dopo che il 15 novembre la Grande Assemblea nazionale cambiò ufficialmente il nome del Paese in Repubblica di Bulgaria e rimosse il simbolo comunista dalla bandiera.[3]

Storia

In seguito alla moratoria sui pagamenti del debito estero della fine di marzo 1990, la Bulgaria dovette dichiarare bancarotta dal punto di vista del mercato mondiale: ciò significò la fine del commercio con i paesi occidentali, poiché non era possibile effettuare né importazioni né esportazioni di merci a casua del mancato funzionamento dei pagamenti bancari. Questo si ripercossoe immediatamente sull'economia: i negozi si svuotarono rapidamente e vennero a mancare i beni alimentari di prima necessità, dando così inizio al periodo rimasto nella storia come l'"Inverno affamato di Lukanov" (in bulgaro Гладната Луканова зима?, Gladnata Lukanova zima).

All'inizio di novembre, l'Unione delle Forze Democratiche (SDS) espresse la disponibilità a prendere le redini del governo, ammettendo la partecipazione di rappresentanti del Partito Socialista Bulgaro (BSP) nel gabinetto, nonostante già a settembre il Primo ministro dimissionario Andrej Lukanov avesse tentato, senza successo, di formare un nuovo governo di unità nazionale che prevedesse la partecipazione dell'SDS. Contemporaneamente, presso l'Università di Sofia fu proclamato uno sciopero con occupazione, affinché venissero nazionalizzati i beni del BSP e perseguiti penalmente i responsabili della situazione catastrofica della Bulgaria; lo sciopero si diffuse anche in altri istituti scolastici e ricevette il sostegno dei docenti, portando all'interruzione delle lezioni.

A metà novembre, l'SDS cominciò a indire manifestazioni di protesta contro il governo, chiedendo contestualmente un voto di sfiducia, mentre il sindacato KT Podkrepa proclamà uno sciopero politico generale per il 26 novembre. Vista la situazione di paralisi in cui versava il Paese, il 29 novembre 1990 Lukanov fu costretto a rassegnare le dimissioni, votate dalla Grande Assemblea nazionale il giorno seguente. Dopo quasi un mese di negoziati tra le forze politiche rappresentate nella Grande assemblea nazionale, il 22 dicembre venne nominato Primo ministro il giurista Dimităr Popov.

Compagine di governo

Appartenenza politica

L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente:

Partito Presidente Vicepresidenti Ministri Totale
Partito Socialista Bulgaro 1 3[N 1] 12 16
Indipendenti - - 2 2
Indipendenti di area BSP - - 1 1
Totale 1 3 15 19

Provenienza geografica

La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere:

Distretto Presidente Vicepresidenti Ministri Totale
Estero 1[N 2] 1[N 3] - 2
Gabrovo - 1[N 4] - 1
Loveč - 1 - 1
Sofia Città - - 4 4
Blagoevgrad - - 2 2
Burgas - - 2 2
Jambol - - 2 2
Haskovo - - 1 1
Kjustendil - - 1 1
Montana - - 1 1
Pleven - - 1 1
Stara Zagora - - 1 1

Composizione

Il Governo era inizialmente composto da 19 ministri (compreso il Presidente e i vice).[2]

     Partito Socialista Bulgaro (BSP)

     Indipendente di area BSP

     Indipendente

Ufficio del Presidente del Consiglio dei ministri
Carica Titolare Partito
Presidente del Consiglio Andrej Lukanov BSP
Vicepresidente del Consiglio Georgi Pirinski BSP
Belčo Belčev BSP
Nora Ananieva BSP
Ministeri
Ministri Partito
Finanze Belčo Belčev BSP
Relazioni economiche estere Atanas Paparizov BSP
Industria, commercio e servizi Valeri Cekov BSP
Cultura Dimo Dimov Indipendente
Scienza e istruzione superiore Ilija Konev BSP
Edilizia, architettura e urbanistica Ivan Krăstev BSP
Trasporti e comunicazioni Atanas Popov BSP
Agricoltura e industria alimentare Todor Pandov BSP
Ambiente Aleksandăr Aleksandrov BSP
Affari esteri Ljuben Gocev BSP
Difesa Jordan Mutafčiev Indipendente[N 5]
Affari interni Penčo Penev BSP
Lavoro e previdenza sociale Emilija Maslarova BSP
Sanità Ivan Černozemski Indipendente
Pubblica istruzione Matej Mateev BSP
Giustizia ad interim Angel Džambazov BSP

Note

Esplicative

  1. ↑ Di cui uno ricopre anche la carica di ministro.
  2. ↑ Il Presidente del Consiglio Andrej Lukanov è nato nell'allora Unione Sovietica.
  3. ↑ Georgi Pirinski è nato negli Stati Uniti d'America.
  4. ↑ Ricopre anche la carica di ministro.
  5. ↑ Di area BSP.

Bibliografiche

  1. ↑ Decreto della Grande Assmblea nazionale del 22 settembre 1990. Promulgato in Gazzetta Ufficiale n.77 del 25 settembre 1990.
  2. 1 2 (BG) Angel Curakov, Енциклопедия на правителствата, народните събрания и атентатите в България [Enciclopedia dei governi, delle Assemblee nazionali e degli attentati in Bulgaria], Trud, 2008, pp. 347-350, ISBN 954-528-790-X.
  3. ↑ (EN) UK Home Office Immigration and Nationality Directorate Country Assessment - Bulgaria, su Refworld. URL consultato il 16 aprile 2026.

Bibliografia

  • Bălgarskite političeski voditeli 1879 - 1994, Heraklit A & N, 1994, ISBN 954-573-005-6
  • Tašo Tašev, Ministrite na Bălgarija 1879 - 1999, Sofia, Prof. Marin Drinov/Casa editrice del Ministero della difesa, 1999, ISBN 978-954-430-603-8/ISBN 978-954-509-191-9