Governo Meksi I
| Governo Meksi I | |
|---|---|
| Stato | |
| Capo del governo | Aleksandër Meksi (PDSh) |
| Coalizione | PDSh, PR,[N 1] PSD[N 2] |
| Giuramento | 13 aprile 1992 |
| Dimissioni | 10 luglio 1996 |
| Governo successivo | 11 luglio 1996 |
Il governo Meksi I è stato il 55º governo dell'Albania, in carica dal 13 aprile 1992 all'11 luglio 1996, per un totale di 4 anni, 2 mesi e 28 giorni.[1]
Dopo la vittoria del Partito Democratico d'Albania, guidato da Sali Berisha, alle elezioni del 1992, per la prima volta dal 1945 il Partito Socialista d'Albania (erede del vecchio Partito del Lavoro) si trovò a guidare l'opposizione.
Storia
Formazione
Il 6 dicembre 1991 il Primo ministro Ylli Bufi fu costretto alle dimissioni, dopo che il leader del Partito Democratico Sali Berisha aveva ritirato i suoi ministri dal governo; il Presidente della Repubblica Ramiz Alia incaricò allora Vilson Ahmeti di formare un nuovo governo tecnico che organizzasse le elezioni del 22 marzo successivo.
Con una percentuale di voto del 57,61%, i democratici uscirono vittoriosi dalla tornata elettorale, grazie anche al supporto degli statunitensi, guidati dall'ambasciatore William Rierson:[2] il neo-eletto Presidente Berisha affidò allora l'incarico di formare un nuovo esecutivo ad Aleksandër Meksi, uno dei fondatori del PDSh. Nacque così il primo governo di centro-destra della storia albanese post-bellica, grazie anche all'appoggio del Partito Repubblicano e del Partito Socialdemocratico: fin da subito Meksi si propose come fautore di una trasformazione radicale della società albanese, che stava faticosamente passando da un sistema totalitario e centralizzato a una democrazia liberale basata sull'economia di mercato e che ponesse l'uomo, e non più lo Stato o il Partito, come fulcro delle politiche di governo.[3]
Politiche economiche
Uno dei temi centrali dell'operato del governo di Meksi fu la transizione dall'economia pianificata comunista al libero mercato, in primis in campo agrario: oltre all'implementazione della legge n.7501, introdotta dal governo Bufi, venne emanata la legge n.7699 del 22 giugno 1994, che cercava di bilanciare i diritti di chi aveva perso le terre sotto il regime con la nuova realtà delle piccole proprietà contadine.
Il governo inoltre avviò numerose politiche di privatizzazione, che portarono alla vendita di piccole e media imprese, negozi e servizi ai cittadini. Tra il 1995 e il 1996 venne inoltre introdotto il Lek moderno,[4][5] assieme a politiche fiscali più rigide per contenere l'inflazione; tuttavia il governo non fu in grado di regolare adeguatamente le numerose società finanziare piramidali che cominciarono a proliferare nel Paese, dove ancora erano rari gli istituti bancari privati attraverso i quali la popolazione poteva investire il proprio denaro e quello inviato dagli emigrati all'estero, e questo avrebbe portato poi alla crisi del 1997.[6]
Politica interna
Nell'ambito delle riforme istituzionali, il governo tentò di varare una nuova Costituzione, che trasformasse definitivamente il Paese, vissuto per anni sotto la dittatura comunista, in uno Stato di diritto: nonostante l'approvazione di alcune leggi costituzionali che garantivano la separazione dei poteri e i diritti fondamentali, il 6 ottobre 1994 il risultato del referendum costituzionale vide la netta vittoria dei contrari all'approvazione della nuova Costituzione, che avrebbe conferito maggiori poteri al Presidente della Repubblica.[7]
Il 22 settembre 1995 venne inoltre approvata la legge n.8001, denominata "Sul genocidio e i crimini contro l'umanità commessi in Albania durante il regime comunista per motivi politici, ideologici e religiosi", la quale escludeva da ogni incarico pubblico fino al 31 dicembre 2001 tutti coloro che, prima del 31 marzo 1991, avessero ricoperto una carica politica o un ruolo di rilievo nell'amministrazione comunista, nel Politburo o semplicemente fossero agenti segreti o informatori.[8][9] Per effetto di questa legge, molti leader del regime vennero processati e condannati, come l'ex Presidente Ramiz Alia, l'ex Primo ministro Fatos Nano e la vedova di Enver Hoxha, Nexhmije Hoxha.
Politica estera
Per rimediare ai decenni di isolamento autarchico voluti da Hoxha, Meksi puntò tutto sull'integrazione euro-atlantica, diventando uno degli alleati più stretti degli Stati Uniti d'America nei Balcani: a partire dal 1992 l'Albania cominciò a intrattenere relazioni formali con l'Unione europea e con la NATO, entrando prima nel Partenariato Euro-Atlantico nel 1992, poi nelPartenariato per la pace nel 1994 e infine nel Consiglio d'Europa l'anno successivo.
Ciononostante, le relazioni con i Paesi vicini continuarono ad essere tese: da una parte infatti c'era la questione irrisolta della Ciamuria con il governo greco, riguardante l'espulsione delle popolazioni ciam albanesi dal territorio greco nella prima metà del XX secolo, dall'altra l'acceso nazionalismo serbo di Slobodan Milošević stava gettando le basi per la guerra in Kosovo a danno della popolazione albanese residente nella zona.
Dimissioni
Dopo la vittoria schiacciante vittoria del PDSh, sempre guidato da Sali Berisha, alle elezioni parlamentari del 1996 (alle quali il partito ottenne oltre l'80% dei seggi), Meksi venne nuovamente incaricato di formare un governo, nonostante le forti critiche di brogli elettorali da parte dell'opposizione socialiste e degli osservatori internazionali come l'OSCE e l'ODIHR:[10] il nuovo governo tuttavia ebbe vita breve e dopo meno di un anno fu costretto alle dimissioni, in seguito alla situazione di caos che si era creata con il collasso degli schemi piramidali.
Compagine di governo
Appartenenza politica
L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente:
| Partito | Primo ministro | Vice primo ministro | Ministri | Altre cariche | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Partito Democratico d'Albania | 1 | 2[N 3] | 11 | 2 | 16 | |
| Partito Repubblicano d'Albania | - | - | 1 | - | 1 | |
| Indipendente di area PDSh | - | - | 1 | - | 1 | |
| Indipendente | - | - | 1 | - | 1 | |
| Totale | 1 | 2 | 14 | 2 | 19 | |
L'appartenenza politica dei membri del Governo al momento delle dimissioni era la seguente:
| Partito | Primo ministro | Vice primo ministro | Ministri | Segretari di Stato | Altre cariche | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Partito Democratico d'Albania | 1 | 2[N 3] | 8 | 2 | 2 | 15 | |
| Partito Socialdemocratico d'Albania | - | - | 1 | - | - | 1 | |
| Partito Repubblicano d'Albania | - | - | 1 | - | - | 1 | |
| Indipendente di area PDSh | - | - | 1 | - | - | 1 | |
| Totale | 1 | 2 | 11 | 2 | 2 | 18 | |
Provenienza geografica
La provenienza geografica dei membri del Governo alla sua formazione si può così riassumere:
| Prefetture | Primo ministro | Vice primo ministro | Ministri | Altre cariche | Totale |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | 1[N 4] | 6 | 1 | 9 | |
| - | 1[N 4] | 1 | - | 2 | |
| - | - | 2 | 1 | 3 | |
| - | - | 2 | - | 2 | |
| - | - | 1 | - | 1 | |
| - | - | 1 | - | 1 | |
| Estero[N 5] | - | - | 1 | - | 1 |
Sostegno parlamentare
Sulla base delle dichiarazioni di voto espresse dai gruppi parlamentari in occasione del voto di fiducia del 13 aprile 1992, l'appoggio parlamentare al governo si poteva riassumere come segue:[11]
| Camera | Collocazione | Gruppi parlamentari | Seggi |
|---|---|---|---|
| Parlamento | Favorevoli | PDSh (92), PSD (2), PBDNJ (1), PR (1) | 96 / 140 |
| Contrari | PSSh (26) | 26 / 140 | |
| Astenuti o assenti | PPSh (12), PSD (5), PBDNJ (1) | 18 / 140 | |
Composizione
Partito Democratico d'Albania (PDSh)
Partito Repubblicano d'Albania (PR)
Partito Socialdemocratico d'Albania (PSD)
Indipendente di area PDSh
| Ufficio del Primo ministro | ||||
|---|---|---|---|---|
| Carica | Titolare | |||
| Primo ministro | ![]() |
Aleksandër Meksi (PDSh) | ||
| Vice primo ministro | ![]() |
Dashamir Shehi (PDSh) Dal 04/12/1994 | ||
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Dylber Vrioni (PDSh) Dal 04/12/1994 | |||
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Bashkim Kopliku (PDSh) Fino al 03/12/1994 Delega agli affari economici[N 6] | |||
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Rexhep Uka (PDSh) Fino al 06/08/1993 | |||
| Ministro Segretario generale del Consiglio dei ministri | ![]() |
Vullnet Admi (PDSh) | ||
| Ministeri | ||||
| Ministri | Segretari di Stato | |||
| Finanze[N 7] | ![]() |
Dylber Vrioni (PDSh) Dal 04/12/1994 |
carica non assegnata | |
| Affari esteri | ![]() |
Alfred Serreqi (PDSh) |
| |
| Giustizia | ![]() |
Kudret Çela (Indipendente) Fino al 03/12/1994 |
carica non assegnata | |
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Hektor Frashëri (PDSh) Dal 04/12/1994 | |||
| Industria, trasporti e commercio[N 8] | ![]() |
Albert Brojka (PDSh) Dal 04/12/1994 al 16/08/1995 | ||
![]() |
Suzana Panariti (PR) Dal 16/08/1995 | |||
| Difesa | ![]() |
Safet Zhulali (PDSh) | ||
| Ordine pubblico | ![]() |
Bashkim Kopliku (PDSh) Fino al 06/08/1993 |
| |
![]() |
Agron Musaraj (PDSh) Dal 07/08/1993 | |||
| Edilizia[N 9] | ![]() |
Ilir Manushi (PDSh) Fino al 03/12/1994 |
carica non assegnata | |
![]() |
Dashamir Shehi (PDSh) Dal 04/12/1994 | |||
| Agricoltura e alimentazione[N 10] | ![]() |
Rexhep Uka (PDSh) Fino al 05/04/1993 | ||
![]() |
Petrit Kalakula (PDSh) Dal 06/04/1993 al 23/08/1993 | |||
![]() |
Hasan Halili (PDSh) Dal 06/04/1993 al 23/08/1993 | |||
| Salute e ambiente | ![]() |
Tritan Shehu (PDSh) Fino al 14/01/1994 | ||
![]() |
Maksim Cikuli (PDSh) Dal 14/01/1994 | |||
| Istruzione | ![]() |
Ylli Vejsiu (PDSh) Fino al 06/04/1993 | ||
![]() |
Xhezair Teliti (Indipendente)[N 11] Dal 06/04/1993 | |||
| Cultura, gioventù e sport | ![]() |
Dhimitër Anagnosti (Indipendente)[N 11] Fino al 03/12/1994 | ||
![]() |
Teodor Laço (PSD) Dal 04/12/1994 | |||
| Lavoro, emigrazione, assistenza sociale ed ex perseguitati politici | ![]() |
Dashamir Shehi (PDSH) Fino al 03/12/1994 | ||
![]() |
Engjëll Dakli (PDSh) Dal 09/12/1994 | |||
| Commissioni | ||||
| Segretari | ||||
| Scienza e tecnica | ![]() |
Maksim Konomi (PDSh) | ||
| Ex perseguitati[N 12] | ![]() |
Eduartd Ypi (PDSh) Dal 15/06/1993 | ||
| Fonte:[12][13][14][15] | ||||
Organi soppressi
| Ufficio del Primo ministro | |||
|---|---|---|---|
| Ministri senza portafoglio | |||
| Governo locale[N 13] | ![]() |
Rexhep Uka (PDSh) Dal 06/04/1993 al 03/12/1994 | |
| Ministri | |||
| Economia e finanze[N 14] | ![]() |
Genc Ruli (PDSh) Fino al 23/11/1993 | |
![]() |
Piro Dishnica (PDSh) Dal 23/11/1993 al 03/12/1994 | ||
| Commercio e cooperazione estera[N 14] | ![]() |
Artan Hoxha (PDSh) Fino al 23/11/1993 | |
| Vacante Dal 23/11/1993 al 03/12/1994 | |||
| Industria, risorse minerarie ed energetiche[N 14] | ![]() |
Abdyl Xhaja (PDSh) Fino al 23/11/1993 | |
| Vacante Dal 23/11/1993 al 03/12/1994 | |||
| Trasporti e comunicazioni[N 14] | ![]() |
Fatos Bitincka (PR) Fino al 03/12/1994 | |
| Turismo[N 14] | ![]() |
Osman Shehu (PDSh) Fino al 06/04/1993 | |
![]() |
Edmond Spaho (PDSh) Dal 06/04/1993 al 03/12/1994 | ||
| Commissioni | |||
| Segretari | |||
| Controllo dello Stato[N 15] | ![]() |
Blerim Çela (PDSh) Fino al 06/08/1993 | |
Note
Esplicative
- ↑ Assente in Consiglio dei ministri dal 04/12/1994 al 16/08/1995
- ↑ Dal 04/12/1994
- 1 2 Entrambi ricoprono anche la carica di ministro.
- 1 2 Ricopre anche la carica di ministro.
- ↑ Safet Zhulali è nato nell'odierna Macedonia del Nord, all'epoca territorio del Regno d'Albania.
- ↑ Dal 6 aprile 1993.
- ↑ Ministero istitutito il 4 dicembre 1994, a seguito dello scorporo delle competenze del Ministero dell'economia e delle finanze.
- ↑ Ministero creato il 4 dicembre 1994, a seguito dello scorporo e della fusione del Ministero dell'industria, delle risorse minerare ed energetiche, del Ministero del commercio e della cooperazione estera e del Ministero dei trasporti e delle comunicazioni.
- ↑ Edilizia, alloggi e sistemazione del territorio fino al 3 dicembre 1994.
- ↑ Agricoltura fino al 5 aprile 1993.
- 1 2 Di area PDSh.
- ↑ Commissione creata il 6 aprile 1993.
- ↑ Deleghe accorpate al Ministero dell'ordine pubblico il 3 dicembre 1994.
- 1 2 3 4 5 Ministero abolito il 3 dicembre 1994.
- ↑ Siede nel Consiglio dei ministri fino al 6 agosto 1993.
Bibliografiche
- ↑ (SQ) Udhëheqja e Shqipërisë, 100 vjet shtet, mbi 70 qeveri - Shqiptarja.com, su shqiptarja.com. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ (EN) U.S. Gives Albania's Democrats a Helping Hand : Election: Americans, convinced Communist rule will hinder reforms, put their weight behind the opposition., su Los Angeles Times, 9 marzo 1992. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ admin, Programi i Qeverisë Aleksandër Meksi (1992 - 1996), su ShtetiWeb, 13 settembre 2015. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ (SQ) Banka e Shqipërisë, Kartëmonedha të qarkullimit, su www.bankofalbania.org. URL consultato il 16 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2013).
- ↑ (SQ) Banka e Shqipërisë, Monedha te qarkullimit, su www.bankofalbania.org. URL consultato il 16 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2013).
- ↑ Albanian, Columbian, Phillipino Ponzi Scheme Pyramid Scandals, su www.crimes-of-persuasion.com. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ (DE) Albanien, 6. November 1994: Verfassung, su www.sudd.ch. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ OMRI Daily Digest II, No. 186, 25 September 1995, su www.hri.org. URL consultato il 16 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2022).
- ↑ Ian Jeffries, Eastern Europe at the Turn of the Twenty-First Century: A Guide to the Economies in Transition, 2002, p. 72, ISBN 0-415-23671-1.
- ↑ ALBANIA: parliamentary elections Kuvendi Popullor, 1996, su archive.ipu.org. URL consultato il 16 febbraio 2026.
- ↑ Risoluzione n.13 dell'Assemblea popolare del 13 aprile 1992.
- ↑ admin, Qeveria e re e Aleksandër Meksit (1992 – 1996), su ShtetiWeb, 31 gennaio 2013. URL consultato il 5 febbraio 2026.
- ↑ admin, Qeveria e dytë e Aleksandër Meksit (7 gusht 1993 – 3 dhjetor 1994), su ShtetiWeb, 31 gennaio 2013. URL consultato il 5 febbraio 2026.
- ↑ admin, Qeveria e tretë e Aleksandër Meksit (4 dhjetor 1994 – 10 korrik 1996), su ShtetiWeb, 31 gennaio 2013. URL consultato il 5 febbraio 2026.
- ↑ Albanian ministries, etc., su rulers.org. URL consultato il 2 febbraio 2026.
Bibliografia
- (SQ) Kastriot Dervishi, Kryeministrat dhe ministrat e shtetit shqiptar në 100 vjet: Anëtarët a Këshillit të Ministrave në vitet 1912–2012, jetëshkrimet e tyre dhe veprimtaria e ekzekutivit shqiptar, Tirana, Shtëpia Botuese 55, 2012, ISBN 9789994356225.
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- (EN) Robert Elsie, A Biographical Dictionary of Albanian History, I.B. Tauris, 2013, ISBN 9781780764313.
- (SQ) Roland Qafoku, Historia e 33 kryeministrave të Shqipërisë nga Ismail Qemali te Edi Rama, Tirana, Onufri, 2017, ISBN 978-9928-226-63-1.




