Guardiola (botanica)

Guardiola
Guardiola tulocarpus
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi II
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùMillerieae
SottotribùGuardiolinae
H. Rob., 1978
GenereGuardiola
Cerv. ex Bonpl., 1807
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùHeliantheae
SottotribùGuardiolinae
GenereGuardiola
Sinonimi

Tulocarpus
Hook. & Arn.

Specie

Guardiola Cerv. ex Bonpl., 1807 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteracee.[1] È l'unico genere della sottotribù Guardiolinae H. Rob., 1978.[2]

Etimologia

Il nome del genere (Guardiola) è stato dato in onore del marchesato messicano de Santa Fe de Guardiola.[3] Il nome scientifico è stato proposto dal botanico, naturalista ed esploratore francese Aimé Jacques Alexandre Bonpland (1773-1858) e dal medico e botanico spagnolo Vicente de Cervantes (1755-1829) nella pubblicazione "Plantes équinoxiales recueillies au Mexique. Paris - 1: 143, t. 41. 1807" del 1807.[4] Il nome della sottotribù è stato proposto dal botanico contemporaneo Harold Ernest Robinson (1932-) nella pubblicazione "Phytologia; Designed to Expedite Botanical Publication. New York - 41(1): 41 (1978)" del 1978.[5]

Descrizione

Il portamento
Guardiola rosei
Le foglie
Guardiola arguta
Infiorescenza
Guardiola platyphylla

Le specie di questo genere sono delle erbe a ciclo biologico annuale o perenne, alcune specie sono arbustive di tipo rupestre. Queste piante possono arrivare fino a 100 cm di altezza (minimo 30 cm - massimo 200 cm) con fusti eretti e ramificati.[3][6]

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto e sono picciolate. La lamina ha una forma da strettamente lanceolata a deltata; in alcune specie è debolmente da astata a suborbicolare; i bordi sono dentati e l'apice è da acuminato a ottuso; la faccia abassiale talvolta è glauca; la consistenza può essere semisucculenta o membranacea e in genere sono glabre.

Le infiorescenze sono composte da capolini radiati terminali, solitari su lunghi peduncoli oppure raccolti in cime corimbose. I capolini sono formati da un involucro a forma da strettamente cilindrica a campanulata composto da diverse squame (o brattee) al cui interno un ricettacolo da piatto a convesso, e provvisto di pagliette, fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le squame sono disposte su una (o due) serie e sono dimorfiche: quelle esterne sono tipicamente 3 e sono più ampie a forma navicolare, quelle interne sono 2 - 3 più piccole simili alle pagliette del ricettacolo e sono scariose. Le pagliette del ricettacolo sono simili alle squame, sono membranose e avvolgono il fiorellino. Diametro dell'involucro: 2 – 3 mm.

Formula fiorale:

* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[7]

I fiori sono tetraciclici (a cinque verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori del raggio (da 1 a 5) sono femminili e fertili con corolle colorate di bianco; la forma è più spesso vicina ad un tubo che ad una lamina; gli apici sono da debolmente a moderatamente bilobati o trilobati. I fiori del disco da 3 a 20 (tubulosi) sono funzionalmente maschili, anche questi con corolle bianche e con lunghi tubi (approssimativamente 3 - 6 volte più lungo della gola e dei lobi messi insieme), la gola è campanulata mentre i lobi (5) a forma lanceolata o lanceolato-lineare sono due volte più lunghi della gola; la corolla è essenzialmente glabra. Il calice è ridotto ad una coroncina di squame.

L'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi, pelosi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le antere, verdastre, sono provviste di appendici a forma ovata con grandi tricomi ghiandolosi alla base.

Il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli. Gli stigmi dello stilo dei fiori del disco sono allungati, molto sottili a forma subulata, quelli dei fiori del raggio sono corti e ampi.

I frutti sono degli acheni generalmente senza pappo. L'achenio è obcompresso con una forma da ovale a oblunga, leggermente obovata. La superficie è colorata da marrone a nero (raramente è grigio-nera), è essenzialmente glabra, in alcune specie è striata con larghe, troncate e piatte protuberanze di elaisomi. Il pappo se presente è formato da alcune (5 - 6) scaglie piuttosto lignificate ed erose.

Biologia

Queste specie si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite nel Messico e nella parte sud occidentale degli USA (Arizona).[1]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie in 1720 generi.[8] La sottofamiglia Asteroideae è una delle 16 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae, mentre Millerieae è una delle 21 tribù della sottofamiglia. La tribù Millerieae a sua volta è suddivisa in 8 sottotribù (Guardiolinae è una di queste).

Specie

Il genere Guardiola comprende le seguenti specie:[1]

  • Guardiola arguta B.L.Rob.[9]
  • Guardiola carinata B.L.Rob.
  • Guardiola mexicana Humb. & Bonpl.
  • Guardiola odontophylla B.L.Rob.
  • Guardiola palmeri B.L.Rob.
  • Guardiola pappifera Paul G.Wilson
  • Guardiola platyphylla A.Gray
  • Guardiola rosei B.L.Rob.
  • Guardiola rotundifolia B.L.Rob.
  • Guardiola stenodonta S.F.Blake
  • Guardiola thompsonii P.Van Faasen
  • Guardiola tulocarpus A.Gray

Filogenesi

La sottotribù Guardiolinae, con il suo unico genere, appartiene alla tribù Millerieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). Da un punto di vista filogenetico, la tribù all'interno della sottofamiglia, fa parte del gruppo "Helianthodae Alliance" (o anche “Helianthodae-Phytomelanic cipsela clade”) caratterizzato dalla presenza nella cipsela/achenio di uno strato di fitomelanina.[10][11] I caratteri principali di Millerieae sono: la disposizione opposta delle foglie, la presenza di erbe ghiandolose, le pagliette del ricettacolo scariose e le corolle dei fiori del raggio trilobate.

La sottoribù Guardiolinae, all'interno della tribù da un punto di vista filogenetico, occupa una posizione isolata ed è inclusa più o meno provvisoriamente nel gruppo delle Millerieae sulla base di considerazioni per lo più storiche, inoltre la delimitazione in gruppi monofiletici a livello di sottotribù è ancora provvisoria in quanto si basa unicamente sui risultati delle analisi del DNA dei cloroplasti (altre analisi, sempre di tipo filogenetico, sui nuclei dei ribosomi presentano delle incongruenze rispetto a quelle sui cloroplasti).[6][12]

Alcuni caratteri distintivi delle specie di questo genere:[6]

  • il portamento a volte è di tipo xilopodio;
  • le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto;
  • i filamenti delle antere sono pubescenti.

Il numero cromosomico delle specie della sottotribù è: 2n = 24.[6]

Note

  1. 1 2 3 (EN) Guardiola, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato l'11 marzo 2026.
  2. ↑ (EN) Robinson H., A Revision of the Tribal and Subtribal Limits of the Heliantheae (Asteraceae) (PDF), in Smithsonian Contributions to Botany, vol. 51, 1981, pp. 1–102.
  3. 1 2 eFloras, su Flora of North America. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  6. 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 486.
  7. ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
  8. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  9. ↑ (EN) Guardiola arguta B.L.Rob., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato l'11 luglio 2026 (archiviato l'11 luglio 2026).
  10. ↑ Mandel et al. 2019
  11. ↑ Zhang et al. 2021
  12. ↑ Funk & Susanna 2009, pag. 705.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni