Hedy Lamarr

Foto pubblicitaria per Corrispondente X (1940) di King Vidor

Hedy Lamarr, pseudonimo di Hedwig Eva Maria Kiesler (Vienna, 9 novembre 1914 – Altamonte Springs, 19 gennaio 2000), è stata un'attrice e inventrice austriaca naturalizzata statunitense.

Dopo l'esordio nel cinema austriaco dei primi anni '30, suscitò scalpore recitando senza veli nel film cecoslovacco Estasi. Trasferitasi ad Hollywood per allontanarsi, essendo ebrea, dalla Germania nazista, divenne una delle dive più popolari e di successo del cinema statunitense. Impiegata spesso dalla MGM nel ruolo della classica bellezza esotica e straniera, girò con alcuni tra i maggiori registi dell'epoca e a fianco di famosi attori, fra cui Spencer Tracy, William Powell, Clark Gable e James Stewart. È stata spesso definita la donna più bella del mondo e del cinema.[1][2]

Solo agli inizi del ventunesimo secolo si è conosciuto il ruolo di Lamarr, ex studentessa di ingegneria a Vienna, come inventrice; desiderosa di contribuire alla lotta contro il nazismo non solo partecipando alla vendita di obbligazioni del governo federale americano (come fecero altre star hollywoodiane), sviluppò col compositore George Antheil un sistema di guida a distanza per siluri, un sistema di modulazione per la codifica di informazioni su frequenze radio verso un apparato che li riceveva nello stesso ordine con il quale erano state trasmesse. Praticamente ignorato durante la seconda guerra mondiale dalla Marina statunitense, fu alla base della tecnologia di trasmissione segnale a spettro espanso, usata nella telefonia e nelle reti wireless. Nel 2014 fu inserita nel National Inventors Hall of Fame statunitense per il suo brevetto (brevetto US numero 2.292.387).[3]

Biografia

Infanzia e adolescenza

Hedwig Kiesler nacque nel quartiere Döbling a Vienna nel 1914 da genitori dell'alta borghesia austriaca: il padre, Emil Kiesler, originario di Leopoli in Polonia (poi diventata parte dell'Ucraina), era un ebreo non praticante e direttore di banca; la madre, Gertrud Lichtwitz, una pianista originaria di Budapest, convertitasi al cattolicesimo. In seguito Hedwig aggiunse altri due nomi, Eva e Maria, a quello ricevuto dai genitori.[4]

Döbling negli anni d'anteguerra era abitato da circa 4 000 ebrei e circondato dal Wienerwald. Kiesler frequentò la Döblinger Mädchenmittelschule dove avevano studiato anche le figlie di Sigmund Freud, Sophie e Anna; quest'ultima vi insegnò fino al 1920.[5] In età matura Lamarr parlò di anaffettività nel rapporto con i genitori, senza riuscire a evitare di riprodurre lo stesso schema con i propri figli.[6]

Una delle prime fiamme di Kiesler fu un giovane attore emergente, Wolf Albach-Retty, futuro padre di Romy Schneider.[7] Lei seguì un corso di recitazione con Ernst Arndt,[8] iniziando quindi a frequentare i Sascha Film Studios; nel 1930, a sedici anni, ottenne la sua prima scrittura come attrice nel lungometraggio Geld auf der Straße di Georg Jacoby, il primo film sonoro della casa di produzione. Lamarr non sembrò ricordare il suo primo film; in una sua autobiografia del 1966, più tardi rivelatasi romanzata da un ghostwriter e da lei bollata come falsa,[9] affermò di avere recitato per la prima volta come comparsa nel ruolo di una segretaria in Die Blumenfrau von Lindenau dello stesso regista, girato in realtà l'anno successivo.[10]

Gli esordi

Hedy Kiesler sulla copertina della rivista argentina AD

Sul numero di marzo 1931 della rivista Lichtbild-Bühne, nel quale si esaltano gli occhi "graziosi come un dipinto" dell'attrice che aveva interpretato la segretaria di Die Blumenfrau, apparve una foto di Hedy Kiesler scattata dalla fotografa Trude Fleischmann: un top in bianco e nero nella cui didascalia l'attrice sedicenne fu definita "una giovane donna di società che ha terminato gli studi e aspira a una carriera cinematografica".[11] Hedy rinunciò ai corsi di laurea in ingegneria che aveva intrapreso e per i quali era ritenuta di un'intelligenza eccezionale. Lo stesso anno fu selezionata dal regista Max Reinhardt, a Vienna per alcune audizioni destinate alla commedia Il sesso debole di Édouard Bourdet, che la portò con sé a Berlino facendola lavorare in teatro. Secondo lo scrittore George Weller, che faceva parte del cast, Reinhardt fu il primo a definire Hedy Kiesler "la ragazza più bella del mondo".[12]

Nell'agosto 1931, dopo la prima di Il sesso debole al Theater in der Josefstadt di Vienna, Lamarr si trasferì a Berlino e iniziò a lavorare con Alexis Granowsky, un ebreo fuggito dall'Unione Sovietica dove dirigeva il GOSET, il Teatro Nazionale Ebraico di Mosca. A quel tempo la metropoli tedesca attirava la gente del cinema e dello spettacolo, come Joséphine Baker, Marlene Dietrich e Greta Garbo. Lamarr recitò una piccola parte nel primo film tedesco di Granowsky, una commedia sull'ambiente della sinistra tedesca intitolata Die Koffer des Herrn O.F.; il film fu rimesso in circolazione nel febbraio 1932 con il titolo Bauen und Heiraten, con eliminazione di tutti i nomi ebrei dai titoli e il taglio di quasi metà delle scene; quelle in cui compariva Hedy Kiesler non furono eliminate: quasi certamente i censori ignoravano che fosse ebrea.[13] Nello stesso anno ebbe un ruolo secondario in un film di enorme successo, Man braucht kein Geld (Non c'è bisogno di denaro) di Carl Boese: la recensione su Lichtbild-Bühne diceva che Hedy Kiesler era così carina che "te la saresti mangiata".[14]

Estasi

Nel luglio 1932 Hedy Kiesler si recò in Boemia per girare come attrice protagonista il film Estasi, del regista cecoslovacco Gustav Machatý, già noto per il lungometraggio Erotikon (1929). La partecipazione al film condizionò per anni la sua carriera, in particolare nei suoi primi anni hollywoodiani. Per quel ruolo, la giovanissima Kiesler, non ancora diciottenne, imparò in poche settimane anche la lingua ceca, poiché la pellicola era girata in varie lingue oltre al tedesco, come era in uso al tempo. In ogni caso, le battute di dialogo si riducevano a una quindicina di frasi e lei venne comunque doppiata.[15] Ne fu girata anche una versione in lingua francese dal titolo L'Extase con una troupe e un cast leggermente diversi.

Estasi fu il primo film destinato al grande pubblico in cui la protagonista appare nuda, anche se non integralmente. L'attrice sostenne di essere stata quasi costretta a recitare la scena del bagno nel fiume, perché il regista le aveva ricordato l'impegno contrattuale, e di non sapere che la sceneggiatura comprendesse il nudo. Si era ritrovata nei Carpazi con una troupe interamente maschile, isolata, con la responsabilità di far fallire le riprese.[16] Le testimonianze della troupe, tra cui quella del direttore della fotografia Jan Stallich, sostengono invece che la giovane Lamarr sapeva cosa aspettarsi: «In quanto protagonista del film, sapeva che doveva apparire nuda in alcune scene. Non protestò o strillò durante le riprese, e certo nessuno le tolse i vestiti.»[17]

Secondo le cronache dell'epoca, il giorno della première svoltasi a Praga il 20 gennaio 1933, di fronte alla visione degli insistenti primi piani nelle scene di nudo, la giovane sconvolta lasciò la sala durante la proiezione, credendo la sua carriera compromessa.

«Siamo privi di parole per rendere l'idea delle qualità di Estasi. È un poema pittorico, una sinfonia di stati d'animo e movimenti espressi con le più evanescenti sfumature della visione e dell'ascolto. Vive di un'armonia e di un ritmo che sono i ritmi crescenti e decrescenti della natura.»
Hedy Kiesler in Exstase, dalla rivista argentina AD

Estasi, film d'autore pubblicizzato con vaghe allusioni alla pornografia (per la première a Vienna il 18 febbraio 1933 come "un'erotica rappresentazione di disinibiti impulsi sessuali"), fu accolto con prevedibile disappunto e protesta dagli spettatori in sala e dalla critica. Uno degli aspetti più evidenti di trasgressione rispetto alla moralità dell'epoca è il fatto che la protagonista femminile interpretata da Lamarr, Eva, non viene punita per avere abbandonato il marito e continua a vivere senza colpe la sua sessualità. In Germania il film in un primo tempo fu proibito (Hitler era diventato cancelliere il 30 gennaio), poi uscì nel 1935 con pesanti censure e con il titolo Symphonie der Liebe. Quanto alle posizioni non pubbliche da parte dell'élite nazista, dopo la morte di Goebbels, una copia della pellicola fu rinvenuta nella sua cassaforte personale e pare fosse il film preferito anche di Göring, che pure ne possedeva una copia.[18]

Negli Stati Uniti il film finì sotto processo e il magistrato ordinò la distruzione di una copia sequestrata, ma la casa di distribuzione Eureka Productions vinse in appello. Fu distribuita in 36 copie una versione in cui una voce fuori campo rivela che Eva ha divorziato dal marito ed è quindi libera di risposarsi con Adam.[19] Una nuova versione del film fu giudicata dalla PCA[20] in aperta violazione del production code imposto alla cinematografia nazionale, perché presentava un amore illecito senza valori morali.

Mentre il film, distribuito, destò scandalo, Hedy Kiesler ottenne una parte al Theater an der Wien, nel ruolo della principessa Sissi (Elisabetta di Baviera) dal 23 marzo al 16 maggio 1933; il ruolo fu ripreso da Romy Schneider negli anni Cinquanta, con la regia di Ernst Marischka. Grazie alla fama conquistata sul palcoscenico in questo ruolo, Lamarr conobbe il primo marito, l'industriale delle armi Fritz Mandl.

Il matrimonio e la fuga negli Stati Uniti

Fritz Mandl, più anziano di lei di 14 anni, era nato da padre ebreo convertitosi al cattolicesimo per sposare la cameriera di famiglia. Conosciuto come "il re delle munizioni" o anche "mercante di morte", si sarebbe arricchito enormemente vendendo armi a entrambi i contendenti nella guerra di Spagna. Insieme a von Starhemberg, vicecancelliere di Dollfuss, fu uno dei finanziatori delle milizie fasciste Heimwehr; corteggiò Lamarr per tutto il tempo in cui fu Sissi finché ella acconsentì a sposarlo, il 10 agosto 1933. Al matrimonio seguì un lungo viaggio di nozze che toccò il Lido di Venezia, Capri, il lago di Como e diverse località di villeggiatura della Francia.[21]

Hedy Lamarr negli anni trenta

Al ritorno in patria, Lamarr si trovò reclusa nel palazzo del marito al n. 15 di Schwarzenbergplatz, senz'altra occupazione che shopping e ricevimenti di lavoro. Tra gli ospiti di casa capitò a volte Benito Mussolini,[22] amico personale di Mandl, deciso a tenere l'Austria fuori dalla sfera d'influenza della nascente potenza nazista, e secondo Lamarr anche Adolf Hitler, circostanza molto improbabile. Nell'agosto 1934, Estasi partecipò alla II Festival del cinema di Venezia, dove ebbe gli applausi più lunghi. L'Osservatore Romano lo definì "pellicola pornografica",[23] ma Mussolini brigò per ottenerne una proiezione privata in casa.

Lamarr, che a Venezia sperimentò i primi vantaggi del divismo, si stancò presto della vita da reclusa cui la costringeva il marito. Suo padre Emil Kiesler morì all'inizio del 1935. L'antisemitismo intanto montava in Europa: nel 1936 l'Associazione dei produttori cinematografici austriaci vietò gli ebrei nel cinema. Lei fuggì a Budapest in treno, per continuare a lavorare come attrice, ma Mandl la riportò a casa. La seconda volta, all'inizio del 1937, fuggì da Vienna e riparò in Svizzera. Anche Mandl emigrò quando, dopo l'Anschluss, Hitler nazionalizzò le fabbriche di armi.

Hedy Kiesler trascorse l'inverno 1936-37 a Sankt Moritz, scelta non casuale: qui convergevano in villeggiatura i grandi nomi del cinema europeo, come Billy Wilder e Leni Riefenstahl. Ivi incontrò lo scrittore tedesco Erich Maria Remarque, riparato in Svizzera per sfuggire al nazismo; ebbero una relazione terminata nell'estate 1937, quando lui conobbe Marlene Dietrich, il grande amore della sua vita. Lamarr si trasferì a Londra; l'anno successivo Mandl ottenne, probabilmente a Parigi, l'annullamento del matrimonio per "motivi razziali".[24]

A Londra operava Louis B. Mayer, ebreo di Minsk naturalizzato americano, alla ricerca di talenti cinematografici europei da portare negli Stati Uniti. Lamarr fece in modo di essere presentata, ma egli non celò le sue perplessità commerciali relative a Estasi:

«Con roba del genere a Hollywood non andrai da nessuna parte. Mai. Il culo di una donna è per suo marito, non per gli spettatori. Tu sei carina, ma io devo tenere presente il punto di vista delle famiglie. Non mi piace quello che potrebbe pensare la gente di una ragazza che svolazza per lo schermo a culo nudo.»

Hedy rifiutò un contratto da 150 dollari a settimana, poi s'imbarcò sul Normandie, il transatlantico che nel settembre 1937 riportò Mayer in America insieme agli artisti reclutati. Finalmente durante, il viaggio, riuscì a stuzzicare l'interesse del produttore, che decise d'investire su di lei. Giacché nella situazione politica dell'epoca non era opportuno portare un cognome tedesco a Hollywood, Lamarr dovette cambiare nome: Mayer scelse per lei uno pseudonimo che voleva evocare l'attrice del muto Barbara La Marr, il cui battage pubblicitario l'aveva definita «la donna più bella del mondo».[26]

Hollywood

Hedy Lamarr (a sinistra, seduta) in Un'americana nella Casbah, 1938

Il 4 ottobre 1937, pochi giorni dopo lo sbarco dal Normandie, Hedy Lamarr firmò il contratto con la Lowe's, casa di produzione consociata della MGM. Si sottopose a una rigida dieta che le fece perdere otto chili,[27] perché l'immaginario americano preferiva una figura più snella; dopo di che rimase praticamente inattiva per mesi. Mayer voleva fare di lei la nuova Greta Garbo e aveva in progetto di mettere in produzione il remake di tutti i film dell'attrice svedese.

Agli inizi del 1938 Lamarr riuscì ad arrivare tramite l'attore inglese Reginald Gardiner, con il quale ebbe una breve relazione, al regista John Cromwell che stava per girare una versione americana di Il bandito della Casbah (1937), grandissimo successo con Jean Gabin. Impossibile portare sul grande schermo la sensualità e la libertà morale dell'originale francese, a meno di scontrarsi con il production code, per cui Un'americana nella Casbah risultò alla fine un film decisamente differente. Se il remake risulta deludente, con Charles Boyer poco convincente nel ruolo di Pépé le Moko creato da Jean Gabin e Lamarr pressoché inerte sullo schermo, risulta interessante la componente visuale che anticipò l'estetica del film noir.[28]

A partire da questo suo primo film americano si precisarono le caratteristiche del personaggio Hedy Lamarr: una recitazione statica che già si era prefigurata a partire da Estasi, con l'attrice che si offriva alla macchina da presa lasciando che fosse l'obiettivo a fare il suo lavoro, e un look che per vent'anni diventò il suo marchio di fabbrica:[29] capelli lunghi fino alle spalle, pettinati a onda, separati da una scriminatura centrale, e un viso di simmetria perfetta, le sopracciglia a formare due archi sulla carnagione chiara. Il fotografo George Hurrell si lamentò di non riuscire a tirare fuori da lei ciò che avrebbe voluto a causa della sua staticità, che definì incapacità di immedesimazione.[30]

Hedy Lamarr (dx) con Charles Boyer e Sigrid Gurie nel film Un'americana nella Casbah

Mayer e il sistema di Hollywood decretarono che quella di Hedy Lamarr era una bellezza esotica, massima icona della vecchia Europa con sfumature persino mediorientali; il suo fascino agiva non solo sugli uomini, che rimanevano senza fiato in sua presenza, ma anche come modello che faceva sentire più a loro agio le donne nel ruolo femminile: l'emancipazione della donna americana infatti, si sviluppò fino agli anni trenta all'inseguimento di un'eguaglianza all'epoca impossibile; Hedy Lamarr, rappresentò quindi il ritorno del fascino femminile, mediato dall'ambientazione di decadenza fantastica di Un'americana nella Casbah.[31]

Louis B. Mayer e i suoi decisero che Hedy Lamarr aveva un'aria esotica e di conseguenza, per il film successivo, che nelle intenzioni avrebbe dovuto avere più successo, la vollero in una scenografia insolita, "in Cina o in qualche posto del genere". Venne scritturato il regista austriaco Josef von Sternberg con una sceneggiatura raffazzonata intitolata New York Cinderella e un cast che comprendeva Spencer Tracy; poco dopo l'inizio dei lavori la Germania invase l'Austria annettendola. Gli austriaci di Hollywood erano naturalmente preoccupati. Come se non bastasse, il 4 marzo 1939 Hedy Lamarr sposò in Messico lo sceneggiatore Gene Markey con il quale acquistò una casa a Beverly Hills.[32] New York Cinderella finì nel dimenticatoio.

In La signora dei tropici, 1939

Fallito il progetto, gli uomini della MGM pensarono ad altro, sempre partendo dall'idea di un'ambientazione esotica che già cominciava a caratterizzare il personaggio. Lo sceneggiatore Ben Hecht propose un adattamento della Manon Lescaut di Giacomo Puccini in ambientazione orientaleggiante, che prevedeva la trasformazione di una Hedy Lamarr dall'immagine aristocratica della vecchia Europa:

«C'era una scena in una radura, dopo una marcia nella giungla, in cui i miei vestiti erano piuttosto succinti; anche questo mi attirava. Ero stata una "signora" già abbastanza a lungo. Volevo un po' di sex appeal»

In La signora dei tropici (1939) di Jack Conway, Hedy Lamarr interpretò il ruolo di Manon de Vargnes, una bellezza meticcia che a Saigon sogna di sposare un uomo che la porti a Parigi. Il production code imponeva che una storia d'amore inter-razziale non potesse finire bene; Manon spara a un uomo per salvarne un altro, quindi si toglie la vita.

Improvvisamente venne riesumato il progetto di New York Cinderella, che dopo l'abbandono di von Sternberg per il contrasto con Lamarr diventò Questa donna è mia (1940) di W. S. Van Dyke, melodramma noioso e pesante che nemmeno gli attori (il protagonista maschile è Spencer Tracy) riuscirono a riscattare.[28] Quando il film fu distribuito nelle sale, il 2 febbraio 1940, la guerra in Europa era già da sei mesi una realtà. L'imperativo per Hedy Lamarr era quello di non apparire troppo straniera, specialmente perché veniva dal paese in cui era nato Hitler. Seguendo le indicazioni della produzione, esaltò le abitudini imparate negli Stati Uniti, come portare i capelli lunghi e senza cappello, indossare meno gioielli, mangiare gelati e fare lunghe conversazioni telefoniche.[34] Nella primavera 1940 apparve la prima edizione del fumetto Batman che presentò come antagonista il personaggio di Selina Kyle, conosciuta come Cat, in seguito Catwoman; il suo autore Bob Kane era un ammiratore della bellezza "felina" di Lamarr, e il personaggio era chiaramente ispirato all'attrice austriaca e a Jean Harlow.[35] Anne Hathaway, che ha interpretato Catwoman nel film Il cavaliere oscuro - Il ritorno (The Dark Knight Rises, 2012, di Christopher Nolan), ha ammesso di essersi ispirata a Hedy Lamarr per entrare nella parte.[36]

La pubblicità di Corrispondente X

Il 4 settembre 1940 Lamarr presentò istanza di divorzio da Gene Markey per "crudeltà mentale".[37] Rimase con lei il figlio adottivo James, che nel 1961 sosterrà di aver scoperto di essere il figlio naturale di Lamarr e del terzo marito John Loder.

Gli anni trenta si chiusero per l'attrice con due film: La febbre del petrolio (1940) ancora di Jack Conway, e Corrispondente X (1940) di King Vidor. Il primo era uno dei preferiti di Hedy Lamarr; Mayer volle girarlo in bianco e nero dopo il colossale sforzo economico in technicolor di Via col vento (1939). Si tratta di una delle prove di recitazione più brillanti dell'attrice, alla quale furono affidate le battute migliori e che, insieme a Clark Gable e Spencer Tracy, riesce a mantenere l'attenzione dello spettatore.[28] Corrispondente X fu invece un vero e proprio inciampo nella brillante carriera di regista di King Vidor, pieno dei peggiori luoghi comuni sull'Unione Sovietica (che al tempo aveva stretto con la Germania il patto Molotov-Ribbentrop).[28] Ideato come esplicito richiamo a Ninotchka, il successo di Ernst Lubitsch dell'anno precedente che fu un grande esempio di recitazione di Greta Garbo, venne affidato alla scrittura dello stesso sceneggiatore, Walter Reisch, giunto negli Stati Uniti sulla medesima nave di Lamarr, il Normandie. Ambientato totalmente in Unione Sovietica, vede l'attrice nel ruolo di una guidatrice di tram che si fa passare per uomo in modo da aggirare le regole del sindacato. Suo padre propone a un giornalista occidentale, interpretato da Clark Gable, di portarla via dal paese.

Il brevetto numero 2.292.387

La comunità austriaca di Los Angeles si mobilitò contro il nazismo. Come gli altri, anche Hedy Lamarr aveva bisogno di far dimenticare al pubblico cinematografico la propria origine. Lei, che aveva alle spalle studi di ingegneria abbandonati per il cinema, era ossessionata da discorsi ascoltati a casa del primo marito Fritz Mandl, tra mercanti d'armi e grandi acquirenti. Aveva intenzione di sfruttare informazioni che si scambiavano a proposito di un metodo per teleguidare ordigni, ma non sapeva come fare finché non incontrò casualmente George Antheil, compositore d'avanguardia famoso vent'anni prima in Francia per la sua vicinanza con il movimento surrealista. Antheil fu subito colpito da Lamarr, ma non dalle sue qualità intellettuali:

«Le mie pupille sembravano scoppiare, ma non riuscivo a distogliere lo sguardo. Davanti a me c'era indubbiamente la donna più bella della terra. La maggior parte delle dive dello schermo non appaiono così belle quando le vedi in carne e ossa. Ma questa era infinitamente più bella che sullo schermo.»

Lamarr scarabocchiò il suo numero di telefono con il rossetto sul parabrezza di Antheil. Fra i due s'instaurò una profonda amicizia. L'interesse iniziale dell'attrice potrebbe essere dovuto al fatto che lui le rivelò di essere stato ispettore federale per il Ministero dei Rifornimenti e Approvvigionamenti. Lamarr lo portò a casa sua ove Antheil si stupì di trovare quantità di libri "illeggibili" e tavoli pieni di disegni tecnici.[40]

Il brevetto Kiesler/Antheil

Lamarr stva lavorando a un'idea nata come risposta ad esigenze di cui si discuteva nelle lunghe riunioni a casa dell'ex marito: contrastare i segnali trasmessi dal nemico nel tentativo di bloccare i segnali radio per il telecontrollo, ad esempio, di un siluro. Antheil dovrà mantenere i contatti con il National Inventor's Council fondato nell'agosto 1940 su impulso del Presidente Roosevelt nell'ambito della mobilitazione industriale in vista di una possibile guerra; ma intervenne anche sul progetto stesso, proponendo una versione tecnologica della banda perforata che si usava nella pianola meccanica, che permettesse una rapida variazione di frequenza (nella fattispecie, 88 frequenze, come i tasti del pianoforte) in seguito denominata frequency-hopping spread spectrum.

Il 10 giugno 1941 i due presentarono il progetto del Secret Communication System all'approvazione dell'ufficio brevetti. Un membro dell'Inventor's Council lasciò trapelare la notizia alla stampa, per sfruttare a fini propagandistici il nome di Hedy Lamarr. Il 7 dicembre dello stesso anno l'Impero giapponese, con l'attacco di Pearl Harbor, distrusse buona parte della Flotta del Pacifico americana (si salvano però le portaerei, in quella circostanza non in rada); gli Stati Uniti entrarono quindi in guerra contro le potenze dell'Asse.

L'11 agosto 1942 venne concesso il brevetto n. 2.292.387 a Hedy Kiesler Markey e George Antheil; ma l'Inventor's Council non sembrava propenso ad accettare un dispositivo bellico inventato da una diva del cinema, per di più austriaca, e da un compositore non più sulla cresta dell'onda. Era ancora il tempo delle valvole termoioniche (i transistor sarebbero arrivati solo diversi anni dopo), così il progetto non suscitò grandi entusiasmi e venne bocciato dalla marina militare statunitense, che ritenne impraticabile la sua installazione a bordo di un siluro. L'invenzione cadde nel dimenticatoio.

I due presentarono un secondo progetto per un missile antiaereo che, per ovviare al fatto che spesso il bersaglio veniva mancato, sarebbe esploso automaticamente in prossimità dell'obiettivo, non solo quando lo avesse colpito. L'invenzione destò nell'Inventor's Council un interesse ancora minore del Secret Communication System.[41]

Gli anni quaranta

Vieni a vivere con me (1941)

Mentre lavorava con Antheil, Lamarr continuò a girare film: Vieni a vivere con me (1941), di Clarence Brown con James Stewart, commedia dai risvolti prevedibili ma piacevolmente congegnata;[28] Le fanciulle delle follie (1941), di Robert Z. Leonard, fantasmagorica esplosione dello «stile Metro-Goldwyn-Mayer» che fa passare la trama in secondo piano;[28] ambientato dietro le quinte di un musical, vede Lamarr impegnata nel ruolo di una violinista, scoperta dai cacciatori di talenti quando accompagna il fidanzato a un'audizione: «Guarda quella» dice un personaggio «sembra meglio lei tutta vestita che le altre spogliate!».

L'anno successivo, senza saperlo, Hedy Lamarr perse una della grandi occasioni della sua vita, quando la sua casa di produzione rifiutò di prestarla alla Warner Bros., che l'avrebbe voluta protagonista di Casablanca, film considerato di secondo piano per il quale venne invece scritturata Ingrid Bergman. Lamarr ottenne invece la parte della bella Marvin Myles in quello che è forse uno dei film migliori di King Vidor: Il molto onorevole Mr. Pulham (1941), intelligente e malinconica elegia del tempo perduto.[28] La scelta di Lamarr per questo ruolo fu contestata. Marvin Myles, nel romanzo di John P. Marquand dal quale il film è tratto è una ragazza «americana al 100%»: di conseguenza la parte non avrebbe dovuto essere sua.[42]

Dal trailer di Il molto onorevole Mr. Pulham

Marvin Myles è il tipico personaggio femminile uscito dal clima della guerra, che aspira alla propria indipendenza dagli uomini. A Hedy Lamarr non viene più chiesto di offrirsi alla macchina da presa come un oggetto d'arte, per farsi ammirare dagli spettatori, ma si appropria dello sviluppo narrativo. Questi spazi di emancipazione femminile si richiuderanno negli anni successivi, quando lo star system tornerà a propagandare le responsabilità domestiche.[43]

Nel febbraio 1942 la madre di Lamarr, Trude Lichtwitz, riuscì ad arrivare in California e a ricongiungersi con la figlia. Giunse a Los Angeles anche Erich Maria Remarque; l'amicizia tra i due si riallacciò. Il giorno di Natale dello stesso anno Lamarr incontrò all'Hollywood Canteen, dove lavorava come volontaria insieme a molte altre star del cinema per lo svago dei soldati, l'inglese John Loder, ex ufficiale che recitava in ruoli secondari. Lamarr apprezzò, a confronto con gli uomini americani, la sua discrezione e il suo fair play.

Dai fronti di guerra giunsero notizie sempre più preoccupanti. Lamarr partecipò in maniera attiva alla campagna federale per la vendita di obbligazioni di guerra, diventando una delle principali attrazioni del tour "Stars over America" durante il quale le venne accreditata la vendita di titoli per 25 000 000 di dollari.[44]

Con Walter Pidgeon in La sirena del Congo (1942)

Mentre continuava segretamente il suo lavoro con George Antheil, recitò in La banda Pelletier (1942) di Jack Conway, e Gente allegra (1942) di Victor Fleming, tratto dal romanzo Pian della Tortilla di John Steinbeck; in quest'ultimo interpretò la parte di una giovane immigrata portoghese, Sweets Ramirez. Immediatamente dopo, Louis B. Mayer la volle tra i protagonisti di La sirena del Congo (1942) di Richard Thorpe, in una parte che rischiò di renderla ridicola, non solo perché nel film oltre al suo fascino magnetico non c'è nient'altro da salvare,[28] ma soprattutto perché la fissazione dei ruoli esotici la trasformò in una donna di colore; visto che il production code non approvava relazioni sessuali tra razze diverse, la decisione di assegnare la parte a un'attrice europea sarebbe servita ad attenuare la "scabrosità" della vicenda narrata. Ambientata nel Congo, la vicenda ha tra i protagonisti la bella Tondelayo, indigena fatale che fa perdere la testa agli uomini bianchi.

«Ho pensato che con un po' di trucco che attira l'attenzione, un sarong e qualche oscillazione dei fianchi, avrei creato una memorabile ninfomane.»

L'improbabile trucco da indigena al quale venne sottoposta, lei dalla pelle chiara, fu solo una tappa nella sua degradazione a oggetto sessuale nell'America degli anni quaranta; si decise di riprenderla solo in scene notturne, con un'illuminazione dall'alto a suggerire la luna piena tropicale e la pelle ricoperta d'olio.[44] A proposito della sensualità delle sue danze pseudo-africane, vero punto focale del film, la coreografa Maria Solveg-Matray rivelò che Lamarr avrebbe preferito danzare valzer viennesi.[46]

L'attrice con il marito John Loder

Le riprese di La sirena del Congo terminrono a inizio luglio 1942, poche settimane prima del brevetto Kiesler-Antheil. La relazione con John Loder intanto andava avanti (lui le sconsiglia di accettare il ruolo di Tondelayo): i due si sposarono il 27 maggio 1943. Nel gennaio dell'anno successivo Lamarr recitò nella versione teatrale di Casablanca al Lux Radio Theater, produzione di Cecil B. DeMille; lo stesso anno lavorò in Crepi l'astrologo (1944) di Alexander Hall e Vincente Minnelli e in I cospiratori (1944) di Jean Negulesco, una storia di spionaggio ispirata proprio a Casablanca nella speranza di bissarne il successo: girato tra maggio e giugno 1944, è ambientato in Portogallo. Hedy Lamarr, che aspettava un figlio dal marito, apparve spesso distratta; Negulesco raccontò di aver chiesto aiuto all'attore Paul Henreid per scuoterla: lui le parlò all'orecchio e immediatamente lei offrì un'espressione turbata alla macchina da presa, proprio quella che chiedva il regista. Negulesco chiese spiegazioni a Henreid, che rivelò: «Le ho detto che con le luci da dietro riuscivo a vedere attraverso il negligé, come se fosse nuda.»[47]

Tra luglio e ottobre Lamarr recitò in un film della RKO, su licenza della MGM: Schiava del male (1944) di Jacques Tourneur, un mistery la cui trama ruota intorno alla protagonista femminile, Allida Bederaux. Per aumentare l'ambiguità del mistero, il regista impose a Lamarr una recitazione con una gamma di emozioni il più possibile limitata, insistendo a riprenderla come se fosse un oggetto di bellezza marmorea.[48]

Il dopoguerra

Schiava del male di Jacques Tourneur

Il 29 maggio 1945 nacque Denise, la figlia di Hedy Lamarr e John Loder; Bette Davis le fece da madrina. A ottobre, due mesi dopo la capitolazione del Giappone, uscì sugli schermi negli Stati Uniti il melenso Sua altezza e il cameriere (1945) di Richard Thorpe, nel quale si salvò la brillante recitazione di Lamarr, anche se la sua casa di produzione rifiutò di riconoscere il talento umoristico di una star costruita secondo un ideale di bellezza classica.

Nello stesso mese Lamarr divenne vicepresidente di un gruppo di artisti austriaci con tendenze politiche di sinistra che si riuniscono nell'Actor's Laboratory di Los Angeles, con l'obiettivo di un "teatro austriaco democratico." Il presidente fu Paul Henreid, l'altro vice Peter Lorre. Nel frattempo anche il nuovo matrimonio entrò in crisi; Hedy Lamarr fu in cura da un analista, affermò di sognare di venire picchiata dal padre; il suo medico curante sostenne che ciò fosse un riflesso della paura che provò per il marito. Nel gennaio 1946 Lamarr confermò le voci secondo cui lei e Loder si erano separati per due settimane; tuttavia il divorzio giungerà solo l'anno seguente, qualche mese dopo la nascita del secondo figlio della coppia, Anthony (Tony), avvenuta il 1º marzo 1947. Nello stesso momento Lamarr chiese a Louis B. Mayer di sciogliere il contratto con la Metro-Goldwyn, e garantì di produrre nei cinque anni successivi tre lungometraggi come produttrice indipendente.[49] Hedy aveva infatti fondato la Mars Productions Inc., per realizzare in prima persona i film in cui recitava; il primo fu Venere peccatrice (1946) del cecoslovacco Edgar G. Ulmer, una sua vecchia conoscenza dagli anni trascorsi a Berlino: un B-movie girato in fretta, nel quale impersonificò uno splendido esempio di vedova nera.[28]

Disonorata, 1947

Il successivo film fu Disonorata (1947) di Robert Stevenson, giallo di ordinaria amministrazione che si regge unicamente sulla recitazione di Lamarr.[28] Ancora una volta la PCA non potè approvare la sceneggiatura perché per il production code fu «un racconto di grossolano sesso illecito, con insufficiente compensazione di valori morali e per di più, la storia di un'assassina rimasta impunita.»[50] Disgustato da questo atteggiamento, lo sceneggiatore Ben Hecht chiese di cancellare il proprio nome dai titoli.

Lamarr investì soldi in un ristorante in Park Avenue a New York, il La Rue gestito dal cuoco georgiano George "Gogi" Čičinadze, poi intraprese una causa contro la rivista Look, che insinuò che lei si fosse sottoposta a rinoplastica per rifare il naso.[51] Il successivo film fu uno dei più famosi della sua carriera di attrice. Da tempo DeMille cercava finanziamenti per portare sullo schermo la storia biblica di Sansone e Dalila e finalmente riuscì a mettere in piedi una produzione in technicolor. Lamarr volle assolutamente partecipare per rimettere in sesto una carriera che si stava appannando. Il regista la selezionò dopo avere visionato la sua recitazione in Venere peccatrice, e lei firmò un contratto di 100 000 dollari per dieci settimane di lavoro. Le riprese di Sansone e Dalila (1949), iniziarono il 4 ottobre 1948. A termini di contratto Hedy doveva partecipare alla promozione del film, ma si rifiutò a lungo e concesse un'unica intervista al Los Angeles Times. Irriverente fu il commento di Groucho Marx:

«È l'unico film che ho visto dove le tette del protagonista sono più grandi di quelle della star.»

Il colossal ebbe comunque uno strepitoso successo, collezionò i maggiori incassi del 1950[52] e costrinse il regista a difendersi davanti a una corte di Chicago dall'accusa di blasfemia.[28]

Gli anni cinquanta

Nel 1951 Lamarr recitò con Bob Hope in L'avventuriera di Tangeri, per la regia di Norman Z. McLeod, parodia dei film di spionaggio che voleva richiamare esplicitamente sia Casablanca che Un'americana nella Casbah; resosi conto delle qualità della sua partner, il comico cercò di ridimensionarne il ruolo nella versione finale.[53] L'11 giugno 1951 Lamarr sposò lo svizzero Teddy Stauffer e si trasferì insieme ai tre figli a vivere con lui ad Acapulco, in Messico, dove l'uomo gestiva un famoso night club; qui proclamò l'intenzione di tirarsi fuori dallo star system, poi sembrò ripensarci per tornare alla produzione diretta, una serie televisiva messicana dedicata ai grandi amori nella storia. Ma i figli si adattarono male al clima tropicale, il primogenito James si trasferì a studiare in California e perse i contatti con la madre adottiva.

Sansone e Dalila

Nel marzo 1952 Lamarr avviò la causa di divorzio da Stauffer, quindi tornò con i due figli minori a Los Angeles. Durante una vacanza a Roma nel 1952 si parlò di un suo possibile fidanzamento con Gianni Agnelli. Il progetto degli amori storici diventò un film di tre episodi, concentrati su Elena di Troia, Genoveffa di Brabante e Giuseppina di Beauharnais, con George Ulmer come regista. I fondi provenivano dal magnate texano del petrolio W. Howard Lee, che nel 1953 diventò il quinto marito di Hedy Lamarr. La lavorazione fu tesa, Hedy arrivava sul set accompagnata dallo psichiatra e litigava con il regista, che abbandonò il film, sostituito dal francese Marc Allégret.[54] In Italia venne distribuito con il titolo L'amante di Paride, attribuito alla regia del solo Allégret e limitato all'episodio di Elena di Troia. In Spagna e Francia venne distribuito in versioni differenti, la prima definitiva fu quella uscita negli Stati Uniti.

Nell'agosto del 1955 Lamarr tornò per la prima volta in visita a Vienna, accompagnata dal marito. La comunità ebraica della capitale austriaca era stata deportata e distrutta. Nello stesso anno Lamarr denunciò il furto dei suoi gioielli per un valore di 250 000 dollari, che riappariranno inspiegabilmente in casa dopo tre settimane.[55] La coppia visse a Houston in Texas. Nel 1957 apparve in L'inferno ci accusa di Irwin Allen, in un episodio del quale interpretò Giovanna d'Arco e in cui apparvero per l'ultima volta i tre fratelli Marx. Nello stesso anno recitò in quello che diventerà il suo ultimo film, L'animale femmina (1957), per la regia di Harry Keller, in uno dei ruoli classici che Hollywood affidava alle star che invecchiano: quello di un'attrice sul viale del tramonto.

Da questo momento in poi Hedy Lamarr comparve soltanto in televisione, partecipando a salotti dedicati al pubblico del piccolo schermo. A partire dalla fine degli anni cinquanta, fu sempre più in preda a un disorientamento e a una confusione che attribuiva alla propria condizione di emigrata senza radici.[56] Nell'agosto 1958 si separò dal marito e tornò a Los Angeles, ma nella causa di divorzio ottenne molto meno denaro di quanto sperasse.

Gli anni sessanta

L'amante

Hedy Lamarr ebbe una sua personale rivincita nel 1962, quando la tecnica da lei ideata con Antheil fu adottata dagli Stati Uniti (con il nome di CDMA, Code Division Multiple Access) come sistema di comunicazione a bordo di tutte le navi impegnate nel blocco di Cuba, circa tre anni dopo la scadenza del brevetto.

Il 4 marzo 1963 Hedy Lamarr si sposò per l'ultima volta; il marito era l'avvocato Lewis Bojes Jr. Lontana dagli schermi, l'attrice si mise a dipingere ma, a partire da maggio 1964, si recò due o tre volte la settimana dallo psichiatra Henry Hamilton. Il 10 maggio 1965 avviò l'ultima causa di divorzio della sua vita, ottenendo per gli alimenti una cifra molto limitata che la costrinse a forti ristrettezze economiche.[57] Il suo stato mentale peggiorò, la sua vita diventò una lunga sequenza di cause legali.

Nel 1965 firmò un contratto con la casa editrice Bartolomew House per pubblicare la propria autobiografia in cambio di 200 000 dollari. Registrò 50 ore di interviste per un testo che verrà scritto da Leo Guild, il cui titolo Ecstasy and Me fu già propagandato dall'attrice a partire dal 1959.[58] Ottenne finalmente una scrittura per un nuovo film, La bambola di pezza (1966), per la regia di Bert I. Gordon, al quale si preparò con apprensione. Ma il 27 gennaio 1966 l'equilibrio di Hedy Lamarr si spezza. Profondamente turbata dalla visione del film L'uomo del banco dei pegni (1964) di Sidney Lumet, che racconta la realtà dei sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti, Lamarr accusò vertigini e venne fermata in auto da un poliziotto; più tardi venne scoperta da un detective di un supermercato a trafugare pochi oggetti, un vestito e qualche mutandina, trucchi economici e biglietti d'auguri di carta. Lei si difese sostenendo che pensava avesse pagato l'uomo che era con lei, il manager Earl Mills, ma la direzione del negozio chiamò la polizia. L'attrice finì al carcere femminile e dovette pagare una cauzione di 500 dollari per uscire.[59]

Hedy Lamarr nel 1944

La notizia finì sulle prime pagine di tutti i giornali, Lamarr perse il ruolo nel film e dimostrò una coerenza mentale sempre più labile. Sostenne di aver finto di essere cleptomane come strategia di lancio pubblicitario. Il processo si svolse tra il 19 aprile e l'11 maggio 1966, Lamarr fu assolta e proprio lo stesso giorno il film Exstase venne di nuovo distribuito negli Stati Uniti, con il titolo Ecstasy e i rari dialoghi tradotti in inglese. Nel settembre dello stesso anno l'attrice citò in giudizio la sua casa editrice per la sua autobiografia che giudicò "falsa, scandalosa e volgare".[60] Chiese un risarcimento di 9 600 000 dollari, perché il materiale delle interviste era stato sostanzialmente alterato in senso scandalistico. Alla fine si concordò una transazione, e il libro continuò a uscire senza tagli, nella versione che d'altronde Hedy Lamarr aveva controfirmato in ogni pagina su manoscritto. A fine 1967 Ecstasy and Me raggiunse il primo posto nella classifica best seller del New York Times.

L'elemento significativo nella vita di Hedy Lamarr, così come emerge dalla sua presunta autobiografia, è la straordinaria bellezza che la condizionò profondamente; al tempo stesso, Lamarr aveva bisogno di attrarre gli uomini come conferma alla propria identità, e ricambiò la loro ammirazione avendo rapporti sessuali con loro.[61]

«La capacità, da lei stessa ammessa, di raggiungere rapidamente e felicemente l'orgasmo indica una reazione naturale alla sessualità priva di complicazioni. La sua curiosa ricerca di ambientazioni per i suoi giochi d'amore e l'ingenuo piacere provato in occasione di episodi sessuali inattesi, la pone in una posizione psicologicamente inattaccabile.»

A fine anni sessanta, accorgendosi di perdere l'unica certezza della sua vita, la propria bellezza, Hedy Lamarr fu sempre più spaesata a Hollywood, dove si sentiva una straniera senza radici. I figli non vivevano più con lei: James era a Milwaukee, Denise si era sposata nel 1965 e Tony aveva cominciato a lavorare a Broadway. Nell'agosto 1967 Lamarr denunciò un riparatore di fotocopiatrici di nome Donald Blythe di averla violentata; i due si vedevano da almeno sei mesi, lui sostenne che lei era consenziente. Hedy fu condannata a un risarcimento malgrado avesse ritirato la denuncia.[62]

Hedy Lamarr lasciò definitivamente la California nell'ottobre 1968 e si trasferì a New York; i suoi beni furono venduti all'incanto in un'asta della durata di quattro giorni che fruttò un incasso di 300 000 dollari.

Gli anni settanta e ottanta

Nel 1971 Hedy Lamarr denunciò per violenza sessuale un tecnico dell'aria condizionata che aveva fatto una riparazione nel suo alloggio di New York, ma fu condannata a un risarcimento. Si trasferì al Blackstone Hotel di Manhattan dove restò dal 1972 al 1975. Citò in giudizio Mel Brooks che nel suo film Mezzogiorno e mezzo di fuoco (1974) aveva inserito un personaggio di nome "Hedley Lamarr", interpretato da Harvey Korman; l'attrice chiese 10 000 000 di dollari di risarcimento, ma si accontentò di 1 000 $ e delle scuse del regista.[63] Nel 1975 fu operata di cataratta: l'inizio dei gravi problemi alla vista che la porteranno alla quasi cecità al momento della morte, 25 anni dopo.

Il 3 febbraio 1977 morì la madre, Gertrud Lichtwitz, che viveva a Los Angeles con il nipote Tony; tra madre e figlia non c'era mai stato uno stretto rapporto. Sempre più cieca, Lamarr viveva in un appartamento sporco e trasandato nel palazzo Renoir Arms nel signorile Upper East Side di Manhattan.[64] Nel luglio 1981 si sottopose a un trapianto di cristallino e la sua vista migliorò. Per diversi anni trascorse le vacanze sull'isola di Aruba.

Nel 1985 fu tolta la qualifica di segreto militare al sistema CDMA basato sul brevetto Kiesler/Antheil, nel momento in cui era in pieno sviluppo la telefonia cellulare, che aveva bisogno di standard tecnologici.[65]

Verso la fine del decennio Hedy Lamarr si trasferì in un residence per anziani a Altamonte Springs, in Florida.

Gli anni novanta e la morte

Il luogo in cui sono state sparse le ceneri di Hedy Lamarr nel Wiener Zentralfriedhof (Gruppe 33 G, tomba n. 80)

Nel 1991 fu nuovamente arrestata per furto di oggetti per 21,48 dollari. Si diffuse la notizia relativa al brevetto del progetto da lei realizzato negli anni quaranta, essendo stato rimosso il segreto militare, e cominciarono a moltiplicarsi i riconoscimenti: dalla Lockheed e l'Electronic Frontier Foundation fino all'Inventors Club of America, infine la medaglia Kaplan, la più prestigiosa onorificenza austriaca per un inventore, nell'ottobre 1998. Ma a 84 anni Lamarr non era più in grado di recarsi a Vienna.[66] In suo onore, il 9 novembre (data del suo compleanno) è proclamato Giorno dell'inventore (il Tag der Erfinder) in Germania, Austria e Svizzera.

Nel 1998 Lamarr vinse la causa contro la Corel Corporation che aveva usato senza licenza il suo volto per la pubblicità del software di grafica vettoriale CorelDRAW, e ottenne un risarcimento di 5 000 000 di dollari. Nell'ottobre 1999 si trasferì nella sua ultima abitazione a Casselberry, alla periferia di Orlando, in Florida. Nello stesso anno rispose a un questionario di Proust sottoposto dalla rivista Vanity Fair, una serie di domande per conoscere gusti e aspirazioni personali; vi si deduce che la sua occupazione preferita era giocare a poker, il viaggio preferito era esplorare la vita, il grande amore della sua vita era il padre, il suo più grande successo era stato essere genitore, i periodi più felici quelli tra un matrimonio e l'altro, gli scrittori favoriti Khalil Gibran e Tennessee Williams, il personaggio di fantasia preferito Bart Simpson, che il modo in cui avrebbe preferito morire era dopo un rapporto sessuale.[67]

Hedy Lamarr morì per un attacco cardiaco la notte del 19 gennaio 2000 davanti alla televisione, con una maschera per gli occhi sulla fronte. Assecondandone la volontà, il figlio Anthony Loder portò in Austria le sue ceneri e le disperse nella Selva Viennese.

Vita personale

Lamarr aveva l'abitudine di parlare di sé stessa in terza persona.[68]

Filmografia

Cinema

Televisione

  • Shower of Stars – serie TV, episodio 3x06 (1957)
  • I racconti del West (Dick Powell's Zane Grey Theater) – serie TV, episodio 2x04 (1957)

Film o documentari dove appare Hedy Lamarr

  • The Miracle of Sound - filmati di repertorio (1940)
  • Hollywood: Style Center of the World, regia di Oliver Garver – filmati di repertorio (1940)
  • Screen Snapshots: Hollywood Party, regia di Ralph Staub - filmati di repertorio (1948)
  • Le dee dell'amore (The Love Goddesses) documentario, regia di Saul J. Turell - filmati di repertorio (1965)
  • Instant Karma, regia di Roderick Taylor – filmati di repertorio (1990)
  • The Casting Couch, regia di John Sealey – video con filmati di repertorio (1995)
  • Bombshell: The Hedy Lamarr Story, documentario, regia di Alexandra Dean (2017)

Riconoscimenti

Nella cultura di massa

Chen Qiufan, scrittore di fantascienza, la cita nel suo romanzo del 2013 Marea tossica.[69]

Nel 2019 in Francia esce una graphic novel con la sua biografia La plus belle femme du monde, di William Roy e Sylvain Dorange, edito da La Boite à Bulles, tradotto in italiano nel 2020 dalle Edizioni BD.

Ancora nel 2019 viene pubblicato in Italia il saggio biografico dal titolo Il genio delle donne [70], scritto da Piergiorgio Odifreddi, in cui le viene dedicato un intero capitolo che si concentra in particolare sulla sua dimensione scientifica.

Nel 2022 Johnny Depp le dedicò la canzone This Is a Song for Miss Hedy Lamarr contenuta nell'album album 18 realizzato con l'amico chitarrista Jeff Beck.

Doppiatrici italiane

Note

  1. ↑ Hedy Lamarr, una scienziata a Hollywood, su Focus.it. URL consultato il 9 novembre 2019.
  2. ↑ La donna più bella del mondo che inventò il Gsm. Storia magnifica di Hedy Lamarr, su Agi. URL consultato il 9 novembre 2019.
  3. ↑ (EN) Hedy Lamarr - Frequency Hopping Communication System, su invent.org, National Inventors Hall of Fame, 2014. URL consultato il 25 febbraio 2019.
  4. ↑ Barton, pp. 21-22.
  5. ↑ Barton, p. 25.
  6. ↑ Barton, p. 26.
  7. ↑ Barton, p. 28.
  8. ↑ Hedy Lamarr in un'intervista del 1937, Hedy Kiesler soll Jean-Harlow-Rollen übernehmen, citato in Barton, p. 31
  9. ↑ La storia stupenda di Hedy Lamarr, l'attrice che inventò il wireless, in Marie Claire, 10 maggio 2017. URL consultato il 5 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2018).
  10. ↑ (EN) Hedy Lamarr, Ecstasy and me. My life as a woman, Mayflower, 1966.
  11. ↑ Barton, p. 34 Lo scatto sarà una delle immagini simbolo della mostra Recollection: Thirty Years of Photography at the New York Public Library, su nyphotoreview.com, The New York Photo Review, 2010. URL consultato il 16 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 7 maggio 2015).
  12. ↑ George Weller in "The Ecstatic Hedy Lamarr", sulla rivista Ken n. 21, gennaio 1939, citato in Barton, p. 35.
  13. ↑ Barton, p. 41.
  14. ↑ Barton, p. 44.
  15. ↑ Barton, pp. 47-48.
  16. ↑ Lamarr, p. 25 e p. 54.
  17. ↑ J. Horak, High Class Whore: Hedy Lamarr's Star Image in Hollywood, Cine-Action n. 55, 2001.
  18. ↑ (DE) U.Jung, Ekstase, Vienna, Filmarchiv Austria, 2001, pp. 84-93, citato in Ruth Barton, Hedy Lamarr, Ed. Castelvecchi, 2011.
  19. ↑ Lamarr, p. 58.
  20. ↑ La Production Code Administration, il cui direttore era Joseph Breen, doveva garantire che le produzioni di Hollywood fossero conformi a uno standard di moralità definito production code, a proposito di rapporti sessuali prematrimoniali e fra razze diverse.
  21. ↑ Barton, p. 72.
  22. ↑ Barton, p. 76.
  23. ↑ Edoardo Pittalis - Roberto Pugliese, Bella di Notte - agosto 1996 p. 26
  24. ↑ M.T. Arnbom, Friedmann, Guttmann, Lieben, Mandl und Strakosh, ed. Böhlau, Vienna 2002.
  25. ↑ Citato da Hedy Lamarr in Lamarr, pp. 30-31
  26. ↑ Barton, pp. 92-93.
  27. ↑ Barton, p. 94.
  28. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, Baldini & Castoldi, 2000, ISBN 978-88-8089-718-7.
  29. ↑ Barton, p. 105.
  30. ↑ J. Kobal, People Will Talk, Londra 1991, citato in Barton, p. 106
  31. ↑ Barton, pp. 107-108.
  32. ↑ Barton, pp. 115-116.
  33. ↑ Lamarr, p. 56.
  34. ↑ The Los Angeles Times, 3 agosto 1940.
  35. ↑ Barton, p. 137.
  36. ↑ (EN) Geoff Boucher, 'Dark Knight Rises' star Anne Hathaway: 'Gotham City is full of grace', su herocomplex.latimes.com, Hero Complex, 9 dicembre 2011. URL consultato il 6 gennaio 2016.
  37. ↑ Barton, p. 127.
  38. ↑ Immagini del brevetto, su patft.uspto.gov. URL consultato il 22 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2017).
  39. ↑ (EN) George Antheil, Bad Boy of Music, Samuel French Trade, 1990, ISBN 978-0-573-60604-5.
  40. ↑ Barton, p. 165.
  41. ↑ Barton, p. 169.
  42. ↑ Louella Parsons su Pictorial Review, 14 settembre 1941.
  43. ↑ Barton, pp. 149-150.
  44. 1 2 Barton, p. 158.
  45. ↑ Lamarr, p. 97.
  46. ↑ (DE) Helmut G. Asper, Etwas Besseres als den Tod, Arte Edition, 2002, p. 492.
  47. ↑ (EN) Paul Henreid con Julius Fast, Ladies Man, New York, St. Martin's, 1984, p. 160.
  48. ↑ Barton, p. 199.
  49. ↑ Barton, p. 203.
  50. ↑ Joseph Breen, Memo. Dishonored Lady. Archivio Production Code Administration datato 28 luglio 1944, citato in Barton, p. 219
  51. ↑ Barton, pp. 225-227.
  52. ↑ Barton, p. 235.
  53. ↑ Barton, p. 245.
  54. ↑ Barton, pp. 256-257.
  55. ↑ Barton, p. 260.
  56. ↑ Barton, p. 268.
  57. ↑ Barton, p. 272.
  58. ↑ Barton, p. 277.
  59. ↑ Barton, pp. 278-279.
  60. ↑ Barton, p. 285.
  61. ↑ Barton, p. 289.
  62. ↑ Barton, pp. 291-292.
  63. ↑ Barton, pp. 295-296.
  64. ↑ Edoardo Segantini, Hedy Lamarr la donna gatto, Rubbettino, 2011, ISBN 978-88-498-2917-4.
  65. ↑ Il concetto cardine di suddivisione di un campo di frequenze in più canali trova oggi applicazione nella crittografia, in scopi militari, nella telefonia mobile e nei sistemi informatici wireless. Da allora sono stati registrati oltre 1.200 brevetti riguardanti la tecnologia spread spectrum.
  66. ↑ Barton, p. 303.
  67. ↑ (EN) Article: Proust Questionnaire, su hedy-lamarr.org, Hedy Lamarr. Org. URL consultato il 22 gennaio 2016 (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2016).
  68. ↑ Barton, p. 108.
  69. ↑ Chen Qiufan, Marea tossica, Mondadori, 2020, ISBN 9788835700418.
  70. ↑ piergiorgioodifreddi.it, https://www.piergiorgioodifreddi.it/libri/storia-della-scienza/il-genio-delle-donne-2019/.

Bibliografia

  • (EN) Hedy Lamarr, Ecstasy and Me: My Life as a Woman, New York, Bartholomew House-Ishi Press International, 1966-2014, OCLC 904621553.
  • Edoardo Segantini; Giovanni Pau, Hedy Lamarr, la donna gatto: le sette vite di una diva scienziata, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2011, ISBN 978-88-498-2917-4, OCLC 726827776.
  • Ruth Barton, Hedy Lamarr: la vita e le invenzioni della donna più bella della storia del cinema, traduzione di Claudio Mapelli, Roma, Castelvecchi, 2011, ISBN 978-88-7615-614-4, OCLC 998217572.
  • (EN) Ann Gaines, Hedy Lamarr, Vero Beach, Fla, Rourke Pub., 2002, OCLC 46538461.
  • (DE) Peter Körte, Hedy Lamarr: die stumme Sirene, München, Belleville, 2000, OCLC 237363090.
  • Alessandro Barbaglia, L'invenzione di Eva. Vita scordata di Hedy Lamarr, la diva geniale, Milano, Mondadori, 2024, ISBN 978-88-04-76121-1

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