Henri-Fernand Dentz

Henri-Fernand Dentz

Alto commissario nel Levante
Durata mandato29 dicembre 1940 –
14 luglio 1941
PredecessoreJean Chiappe
SuccessoreGeorges Catroux

Dati generali
ProfessioneMilitare
Henri-Fernand Dentz
NascitaRoanne, 16 dicembre 1881
MorteFresnes, 13 dicembre 1945
Cause della morteinfarto del miocardio
Luogo di sepolturaCimitero di Neuilly-sur-Seine
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Terza Repubblica francese
Francia di Vichy (bandiera) Francia di Vichy
Forza armataEsercito francese
ArmaFanteria
SpecialitàZuavi
Anni di servizio1900-1943
GradoGenerale d'armata
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
CampagneConquista francese del Marocco
Fronte occidentale (1914-1918)
Fronte occidentale (1939-1945)
Campagna di Siria (1941)
BattaglieBattaglia di Francia
Comandante di54ª Brigata fanteria
XV Corpo d'armata
XII Corpo d'armata
Armée du Levant
Decorazionivedi qui
Studi militariÉcole spéciale militaire de Saint-Cyr
dati tratti da "Dentz, Henri Fernand"[1]
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Henri-Fernand Dentz (Roanne, 16 dicembre 1881 – Fresnes, 13 dicembre 1945) è stato un generale francese, particolarmente distintosi come ufficiale nel corso della prima guerra mondiale. Tra i due conflitti ricoprì vari incarichi all'estero, fu presso la missione militare francese a Praga (1919), presso l'Alta commissione francese dei territori renani a Mayence, presso l'Alto commissariato della Repubblica francese a Costantinopoli, e fu capo del servizio informazioni dell'Armée du Levant a Damasco, in Siria. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale fu comandante del XV Corpo d'armata (16 ottobre-15 novembre 1939) , del XII Corpo d'armata (15 novembre 1939-5 giugno 1940) e governatore militare di Parigi (13-14 giugno 1940). Tra il dicembre 1940 e il luglio 1941 ricoprì l'incarico di Alto commissario nel Levante, guidando le truppe al suo comando nel corso della campagna di Siria. Dopo la firma dell'armistizio di San Giovanni d'Acri ritornò in Francia, ma non ricoprì più alcun incarico militare. Arrestato dalle FFI il 4 settembre 1944, fu successivamente sottoposto a processo il 4 aprile 1945, durante l'Épuration légale, venendo condannato alla pena di morte, alla degradazione militare, alla confisca dei beni e alla cancellazione dall'albo della Legion d'onore. Graziato dal generale Charles de Gaulle, la pena fu tramutata nell'ergastolo.

Biografia

Nacque a Roanne il 16 dicembre 1881, figlio di Antoine Dentz (1853-1929) e di Éléonore Paccard (1862-1930).[N 1][2][3] Intrapresa la carriera militare, il 29 ottobre 1900 entrò all'École spéciale militaire de Saint-Cyr (Promotion du Tchad), uscendone due anni dopo primo classificato su 514 allievi.[3][4] Il 26 settembre 1902 fu promosso sottotenente in servizio al 4° Reggimento zuavi, e il 1 ottobre 1904 tenente.[3] Nel 1907 partecipò alla spedizione sul massiccio del Béni-Snassen, in Marocco. Nel 1908 prese parte all'inizio della campagna del Marocco in forza alle colonne dei generali Albert d'Amade e Antoine Drude.[4] Venne assegnato al 58° Reggimento fanteria il 14 ottobre 1908; frequentò il corso presso la École supérieure de guerre dal 4 novembre dello stesso anno al 1 novembre 1910 (34ª Promozione).[3][5] Trasferito al 27º Reggimento fanteria il 25 settembre 1909, ottenne il brevetto di ufficiale di stato maggiore nel 1910. Il 10 ottobre 1910 entrò a far parte dello stato maggiore dell'VIII Corpo d'armata, e il 27 marzo 1913 fu promosso capitano in forza al 39° Reggimento fanteria. Dal 2 agosto 1914, quando la Francia entrò nella prima guerra mondiale, si distinse sul fronte occidentale la comando di un battaglione.[3][4] Si distinse sul Il 30 settembre 1917 fu promosso maggiore in forza al 31° Reggimento fanteria, e il 24 febbraio 1918 nominato capo di stato maggiore della 51ª Divisione fanteria.[6][4] Il 5 ottobre venne assegnato al Grand Quartier général, e il 15 dello stesso mese assegnato alla Direzione dei trasporti militari dell'esercito.[4]

Il 7 febbraio 1919 venne assegnato alla missione militare francese a Praga, in Cecoslovacchia, come aiutante del generale Maurice Pellé, e il 16 marzo 1921 trasferito in servizio allo Stato maggiore dell'esercito per passare, il giorno dopo, allo stato maggiore generale della Alta commissione francese dei territori renani a Mayence.[3][4] Il 1 giugno dello stesso anno fu mandato come ufficiale di collegamento dello stato maggiore presso l'Alto commissariato della Repubblica francese a Costantinopoli.[3] Il 22 aprile 1924 passò al 21° Reggimento fucilieri algerini, e il 22 aprile 1924 fu nominato capo del servizio informazioni dell'Armée du Levant a Damasco, sotto gli ordini del generale Maxime Weygand.[3][5][4] Promosso tenente colonnello il 25 dicembre 1926, in forza al 95° Reggimento fanteria, tra il 1 giugno e il 1º luglio 1927 prestò servizio come istruttore a Versailles.[3][1] Il 1 settembre 1929 fu nominato capo di stato maggiore della 9ª Divisione fanteria, e il 25 giugno 1931 promosso colonnello e distaccato al Centre des hautes études militaires.[4][1] Ritornò al 95° Reggimento fanteria a Bourges il 5 settembre, rimanendovi fino al 1933; fu nominato comandante interinale della 54ª Brigata fanteria a Gap il 18 luglio 1934.[7] Il 3 dicembre dello stesso anno fu promosso generale di brigata.[3][1] Il 22 dicembre 1937 fu promosso generale di divisione e nominato Aiutante generale e responsabile dei teatri operativi esteri.[7][1] Tra il 27 settembre 1937 e il 2 settembre 1939 ricoprì l'incarico di vicecapo di stato maggiore dell'Armée de terre.[1]

La seconda guerra mondiale

Promosso generale di corpo d'armata il 9 settembre 1939, tra il 16 ottobre e il 15 novembre comandò il XV Corpo d'armata nelle Alpi.[1] Passò poi al comando del XII Corpo d'armata schierato in Alsazia, nel settore fortificato di Haguenau, avendo quartier generale a Pfaffenhofen, e mantenendo tale incarico fino al 5 giugno 1940.[3][4] Il 2 giugno 1940 aveva ricevuto l'ordine di raggiungere la Capitale per diventare vice del generale Pierre Héring, governatore militare di Parigi.[3][8] Il 12 giugno, Parigi fu dichiarata "città aperta" e Héring ritirò le sue truppe a sud della Loira.[9] Il 13 giugno 1940 lo sostituì come governatore militare di Parigi e gli fu affidato il compito di consegnare la Capitale al nemico il giorno seguente, il 14 giugno.[3][10] Fatto prigioniero di guerra, dopo un soggiorno a Les Invalides e poi a Maisons-Laffitte, fu liberato grazie all'energico intervento dell'ambasciatore degli Stati Uniti d'America, signor Bullitt, responsabile della salvaguardia degli interessi francesi nella zona occupata.[11] Pochi giorni dopo la firma dell'armistizio di Compiègne, il 27 giugno assunse il comando della 15ª Divisione militare a Marsiglia, incarico che mantenne fino al 28 dicembre 1940.[11]

Il 27 novembre 1940 Jean Chiappe, appena nominato Alto commissario nel Levante, scomparve nel Mediterraneo durante il suo volo verso il Libano.[3][5] Il suo aereo, pilotato da Henri Guillaumet e Marcel Reine, fu abbattuto per errore da un aereo italiano. Un mese dopo, il 29 dicembre fu distaccato e assegnato al Ministro Segretario di Stato per gli Affari Esteri per servire come Alto Commissario di Francia per il Levante, e contemporaneamente nominato comandante supremo delle truppe francesi in Siria e Libano.[5][11] Su ordine dell'ammiraglio François Darlan, fece entrare clandestinamente in Iraq due treni di armi francesi, destinati ai sostenitori del primo ministro iracheno Rashid Ali al-Kaylani, che si era ribellato agli inglesi durante la guerra anglo-irachena.[N 2][2] Inoltre, circa 70 aerei militari tedeschi, alcuni dei quali recanti la coccarda tricolore, furono autorizzati a transitare attraverso la Siria mandataria e il Libano.[2] Tentò tuttavia di limitare la presenza tedesca alla sola regione di Aleppo.[5] L'utilizzo dell'aeroporto di Damasco come base per l'aviazione tedesca, fornì a Winston Churchill il motivo per intervenire in Iraq e sedare la ribellione. Dall'8 giugno al 14 luglio 1941, come generale d'armata, comandò le truppe francesi fedeli al governo di Vichy durante la campagna di Siria, e si oppose ferocemente alle forze Alleate, comandate dal generale Henry Maitland Wilson che includevano le forze della Francia Libera al comando del generale Georges Catroux, coadiuvato da Paul Legentilhomme.[3][5] Non avendo ricevuto né rinforzi dalla Francia né gli aerei tedeschi Junkers Ju 87 Stuka della Luftwaffe richiesti per bombardare le forze navali britanniche e francesi libere, il 9 luglio chiese agli inglesi i termini dell'armistizio, che fu firmato il 14 luglio 1941 a San Giovanni d'Acri da lui e Wilson.[2][3] La firma dell'armistizio fu duramente criticata dall'ammiraglio Darlan, il quale telegrafò a tutti gli uffici di censura al fine di evitare che la notizia fosse pubblicata sui giornali, tanto che l'opinione pubblica la ignorò per lungo tempo.[12]

Questo accordo di armistizio, firmato dagli inglesi da una parte e dalle truppe fedeli al regime di Vichy dall'altra, stabiliva che l'esercito siriano non potesse essere processato.[3] Il generale Charles de Gaulle disse successivamente che Dentz aveva commesso una leggerezza a non trattare con le forze della Francia Libera, in quanto essa non si riteneva vincolata da un accordo che non aveva firmato.[3]

Dal 29 settembre 1941 al 1942 fu incaricato dell'ispezione generale delle truppe rimpatriate dal Levante; dal 1942 al 1943 fu presidente della Commissione per l'assegnazione delle ricompense di guerra per il 1939-1940.[N 3][12] Nel maggio 1942 fu sollecitato da Pierre Laval ad intervenire presso il generale Henri Giraud al fine di convincerlo a rientrare alla fortezza di Königstein da cui era evaso, ma egli rifiutò.[12]

Raggiunse il limite di età, e cessò le sue funzioni il 14 giugno 1943.[12] Si stabilì poi a Grenoble, nella zona occupata dagli italiani, e lì fu arrestato il 4 settembre 1944 da una pattuglia delle Forze francesi dell'Interno (FFI) comandata da un tedesco.[2] Rinchiuso in una caserma di artiglieria fu trasferito a Parigi il 24 ottobre, e rinchiuso nella prigione di Fresnes.[12] Durante l'Épuration légale, il 4 aprile 1945 è stato accusato di collusione con il nemico. Durante il processo fu difeso dagli avvocati René de Vésinne-Larue e Alcide Delmont; la sentenza fu emessa dall'Alta Corte di Giustizia il 20 aprile 1945 ed egli venne condannato alla pena di morte, alla degradazione militare, alla confisca dei beni e alla cancellazione dall'albo della Legion d'onore.[2] Il generale de Gaulle lo graziò per i suoi meriti conseguiti precedentemente, e la sua condanna fu nei lavori forzati a vita il 18 ottobre, e modificata nuovamente nella pena dell'ergastolo il 7 novembre.[2] Essendo la sua salute rapidamente peggiorata, in quanto malnutrito, esposto a un freddo glaciale in un ambiente costantemente umido, morì di infarto nell'infermeria del penitenziario di Fresnes il 13 dicembre 1945.[2][6] Pochi giorni prima era stato reso noto che sarebbe stato trasferito da Fresnes all'L'Île-d'Yeu nell'Atlantico come compagno di prigionia del Maresciallo di Francia Philippe Pétain.[5] La salma fu sepolta nel cimitero di Neuilly-sur-Seine il 19 dicembre 1945. Si era sposato a Tunisi il 15 marzo 1905 con Théa Noetinger (nata nel 1881 a Mustapha (Algeria).

Onorificenze

Onorificenze estere

Note

Annotazioni

  1. ↑ Antoine era figlio di Étienne Dentz (1817-1868), maniscalco nativo di Altorf e di Madeleine Werlé (1815-1870). Era nato a Saverne, nel Basso Reno, e lasciò l'Alsazia nel 1871 in seguito all'annessione dell'Alsazia-Lorena all'Impero tedesco del 1870, per non diventare suddito tedesco. Stabilitosi a Parigi, si arruolò nell'Armée de terre diventando ufficiale amministrativo dell'artiglieria. Fu insignito del titolo di Ufficiale della Legion d'onore e della Médaille militaire. Madeleine Werlé era figlia di gestori di una Caffetteria. La coppia ebbe un altro figlio, André (1888-1969), nato a Tolone, (Var), allievo dell'École spéciale militaire de Saint-Cyr (Promotion du Maroc), comandante di battaglione.
  2. ↑ Le armi consegnate ai ribelli iracheni consistevano in 20.000 fucili, 200 mitragliatrici, 5 milioni di cartucce, ecc.
  3. ↑ Il suo nome fu preso in considerazione per il comando delle truppe francesi di stanza in Nord Africa quando il generale Juin fu nominato Ministro della guerra, ma la cosa non ebbe seguito. Jacques Benoist-Méchin intervenne personalmente con Darlan il quale rispose seccamente: E impossibile. Non c'è due senza tre. Il generale Dentz ha perduto Parigi nel 1940. Ha perduto Beirut nel 1941. Cosa volete che perda la prossima volta?.

Fonti

  1. 1 2 3 4 5 6 7 Generals.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 (FR) Roger Maudhuy, Vichy, les procès de la collaboration, Bruxelles, Ixelles Éditions, 2011, ISBN 978-2-87515-379-1.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 (FR) Jean-Paul Lefebvre-Filleau, Ces Français qui ont collaboré avec le IIIe Reich, Monaco, Éditions du Rocher, 2017, ISBN 978-2-268-09102-0.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Laffargue 1954, p.6.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 New York Times.
  6. 1 2 de Wailly 2016, p. 37.
  7. 1 2 3 4 5 6 7 Musee des etoiles.
  8. ↑ Laffargue 1954, p.7.
  9. ↑ Laffargue 1954, p.9.
  10. ↑ Laffargue 1954, p.10-11.
  11. 1 2 3 Le Monde.
  12. 1 2 3 4 5 (FR) Jean-Claude Streicher, Onze généraux alsaciens et Vichy, Strasbourg, Le Verger Éditeur, 2014, ISBN 978-2-84574-292-5.

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