Hermann Priess

Hermann Prieß
Hermann Priess con i gradi di SS-Brigadeführer
NascitaMarnitz, 24 maggio 1901
MorteAhrensburg, 2 marzo 1985
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Repubblica di Weimar
Germania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Reichswehr
Waffen-SS
Anni di servizio1919 - 1931
1934 - 1945
GradoSS-Gruppenführer
ComandantiTheodor Eicke
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneCampagna di Polonia
Campagna di Francia
Operazione Barbarossa
Offensiva delle Ardenne
Operazione Frühlingserwachen
BattaglieSacca di Demjansk
Battaglia di Kursk
Comandante diXIII SS-Armeekorps
I SS-Panzerkorps
3. SS-Panzerdivision "Totenkopf"
DecorazioniCroce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia e Spade
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Hermann August Friedrich Prieß (Marnitz, 24 maggio 1901 – Ahrensburg, 2 marzo 1985) è stato un criminale di guerra e generale tedesco, fu ufficiale delle Waffen-SS durante la seconda guerra mondiale.

Biografia

Prieß nacque a Marnitz nel Meclemburgo, nel 1901, figlio di un fattore. Dopo aver completato gli studi, seguì le orme paterne arruolandosi volontario nell'esercito nel 1919; abbandonò temporaneamente il servizio regolare per entrare nel Freikorps Von Brandis che operò a Riga.[1][2][3] Durante tale periodo rimase ferito e per la sua condotta venne decorato con la Croce di Ferro di seconda classe.[4]

Dopo essere entrato nella Reichswehr, nel 1934 si trasferì nelle SS-Verfügungstruppe, ottenendo il comando della 13ª Compagnia (fucilieri di fanteria) della SS-Standarte Germania,[1][2][3] dislocata a Wismar; in seguito venne destinato alla formazione di una nuova unità di artiglieria. Allo scoppio della guerra venne impegnato, con la sua unità nella Prussia Orientale, venendo anche decorato con la Croce di Ferro di prima classe. Al termine della Campagna di Polonia, fu trasferito alla nuova divisione Totenkopf di Theodor Eicke, all'epoca in corso di formazione, per organizzarne il comparto di artiglieria, ottenendo il comando del II. Abteilung (secondo battaglione).[2][3]

Dopo aver partecipato alla Campagna di Francia, ottenne il comando dell'intero reggimento di artiglieria della divisione, alla testa del quale partecipò alle prime fasi dell'Operazione Barbarossa, distinguendosi nei combattimenti nella sacca di Demyansk.[2] Al termine delle operazioni, Eicke elogiò pubblicamente il ruolo di Prieß nella gestione della crisi della sacca.[5]

Dopo la morte Eicke, nel febbraio 1943, Prieß ottenne il comando della Totenkopf,[2] alla cui guida venne subito impegnato in cruenti combattimenti contro la 3ª Armata corazzata sovietica. Il 28 aprile 1943, per il ruolo svolto al comando del Reggimento di Artiglieria, venne decorato con la Croce di Cavaliere. Nella successiva battaglia di Char'kov la divisione operò a Tschugalew, bloccando il ripiegamento sovietico. A partire dal 5 luglio 1943, la Totenkopf, aggregata al II SS-Panzerkorps, prese parte alla battaglia di Kursk, dove fu pesantemente impegnata a Prokhorovka. A seguito dell'offensiva sovietica sul Mius, le operazioni nella zona di Kursk vennero sospese e la divisione fu trasferita a sud, dove a partire dal 30 luglio fu impegnata in una serie di operazioni difensive.[6]

Il 9 settembre 1943 Prieß, per le operazioni condotte a Kolontajew e Oleinikoff, dove la divisione si trovò impegnata contro ingenti forze sovietiche, venne insignito delle Fronde di Quercia della Croce di Cavaliere.[1][3] Ritiratasi a Kremenchuk, la Totenkopf venne in seguito impegnata in due sanguinose battaglie a Kriwoi Rog, e di lì a Paschtana, Giderim, Birsula e Lisawetkowka, fino a Dubossary sopra il Dniepr. Per queste azioni Prieß ricevette, il 24 aprile 1944, le Spade della Croce di Cavaliere.[1][3]

Il 21 giugno 1944 lasciò il comando della divisione, sostituito da Hellmuth Becker, venendo trasferito prima allo SS-Führungshauptamt e in seguito al comando del XIII SS-Armeekorps di stanza a Breslavia.[3] Nel settembre dello stesso anno l'unità venne trasferita nella zona di Thionville e di Arry, sul Fronte Occidentale, nel tentativo di contenere l'avanzata della 3ª Armata statunitense verso la Saar. Il 16 novembre 1944, Prieß venne sostituito dall'SS-Gruppenführer Max Simon.[7]

Il 24 ottobre 1944 era stato nominato comandante del I. SS-Panzerkorps Leibstandarte,[1][2] al cui comando, a partire dal 16 dicembre, partecipò all'Offensiva delle Ardenne.[3] Dopo il fallimento dell'operazione, l'unità venne trasferita in Ungheria dove, a partire dal 18 febbraio 1945, prese parte all'Operazione Frühlingserwachen.[8]

Terminata la guerra, Prieß fu processato nel 1946 dal tribunale militare statunitense nell'ambito dei Processi di Dachau per il massacro di Malmédy, in quanto comandante del corpo d'armata da cui dipendeva il gruppo di combattimento di Joachim Peiper. Il 16 luglio 1946 venne condannato a venti anni di carcere.[9][10]

Fu scarcerato nel mese di ottobre del 1954 e morì nel 1985 ad Ahrensburg.[11]

Onorificenze

Croce di Ferro di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 15 ottobre 1939[1]
Croce di Ferro di II Classe - nastrino per uniforme ordinaria
— 22 settembre 1939[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Prieß, Hermann (Waffen SS) - TracesOfWar.com, su www.tracesofwar.com. URL consultato il 22 maggio 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 Hermann Otto Priess, su www.dws-xip.com. URL consultato il 22 maggio 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 7 Lexikon der Wehrmacht, su www.lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 23 maggio 2026.
  4. ↑ Stockert, p. 407.
  5. ↑ Stockert, p. 408.
  6. ↑ Stockert, pp. 408-409.
  7. ↑ Lexikon der Wehrmacht - Die Armeekorps der Waffen-SS, su www.lexikon-der-wehrmacht.de. URL consultato il 23 maggio 2026.
  8. ↑ Stockert, p. 409.
  9. ↑ War Crimes Office, Case Number 6-24 (US vs. Valentin Bersin et al.), su www1.jur.uva.nl, United States Department of War, 1948. URL consultato il 18 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2017).
  10. ↑ Nazi Crimes on Trial 'Dachau Trials' Trials by U.S. Army Courts in Europe 1945 - 1948, su www1.jur.uva.nl. URL consultato il 6 giugno 2024 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2007).
  11. ↑ Stockert, p. 410.

Bibliografia

  • (DE) Florian Berger, Mit Eichenlaub und Schwertern. Die höchstdekorierten Soldaten des Zweiten Weltkrieges, Vienna, Selbstverlag Florian Berger, 1999, ISBN 978-3-9501307-0-6.
  • (DE) Klaus D. Patzwall e Veit Scherzer, Das Deutsche Kreuz 1941–1945. Geschichte und Inhaber, Band II, Norderstedt, Verlag Klaus D. Patzwall, 2001, ISBN 978-3-931533-45-8.
  • (DE) Veit Scherzer, Die Ritterkreuzträger 1939–1945. Die Inhaber des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939 von Heer, Luftwaffe, Kriegsmarine, Waffen-SS, Volkssturm sowie mit Deutschland verbündeter Streitkräfte nach den Unterlagen des Bundesarchives, Jena, Scherzers Militaer-Verlag, 2007, ISBN 978-3-938845-17-2.
  • (DE) Peter Stockert, Die Eichenlaubträger 1939–1945, Band 3, Bad Friedrichshall, Friedrichshaller Rundblick, 1997, ISBN 978-3-932915-01-7.
  • (DE) Franz Thomas, Die Eichenlaubträger 1939–1945, Band 2: L–Z, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1998, ISBN 978-3-7648-2300-9.
  • Jens Westemeier, Himmlers Krieger: Joachim Peiper und die Waffen-SS in Krieg und Nachkriegszeit, Paderborn, Germany, Ferdinand Schöningh, 2013, ISBN 978-3-506-77241-1.

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