Hydropectis

Hydropectis
Immagine di Hydropectis mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
GenereHydropectis
Rydb., 1916
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
GenereHydropectis
Specie
  • Hydropectis aquatica
  • Hydropectis estradii
  • Hydropectis stevensii

Hydropectis Rydb., 1916 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae.[1][2]

Etimologia

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Per Axel Rydberg (1860-1931) nella pubblicazione "North American Flora. New York Botanical Garden" (N. Amer. Fl. 34(3): 216) del 1916.[3]

Descrizione

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo annuale con portamento acquatico. In genere queste piante sono aromatiche.[4][5][6][7][8]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte sia in modo opposto. La lamina è intera con forme lineari o pennata. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente).

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da capolini terminali o ascellari. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo radiato o discoidi con fiori eterogami. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da spiralate a emisferiche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee sono erbacee o membranose, a volte la superficie è ricoperta da ghiandole di diversi tipi, sono inoltre disposte in modo più o meno embricato su 1-2 serie. Il ricettacolo, con forme da convesse a coniche, è usualmente privo di pagliette ("epaleato").

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio [9]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla:
    • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è brevemente ligulata; il colore è brunastro;
    • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 4 o 5; i colori sono gialli o bruni.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno forme lanceolate; normalmente sono provviste di densi tessuti sclerificati. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25-40 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno forme acute senza appendici. Le superfici stigmatiche sono strette o ampie e sempre parallele e mai confluiscono agli apici.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma da cilindrica a debolmente obpiramidale. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da alcune scaglie; le scaglie normalmente sono divise in più setole. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.[10]

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[5][6]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Messico.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[11] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][7][8]

Filogenesi

Il genere fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae.[12] La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.[8]

I dati molecolari mostrano che Hydropectis è strettamente imparentato con il genere Tagetes. Nella attuale configurazione il genere di questa voce si presenta fortemente monofiletico. In precedenti trattazioni la specie Hydropectis stevensii era descritta all'interno del genere Hydrodyssodia (ora sinonimo di Hydropectis[13]) come Hydrodyssodia stevensii (McVaugh) B.L.Turner.

I caratteri distintivi del genere sono:[8]

  • questo genere è acquatico, un tratto distintivo rispetto ad altri membri della sottotribù;
  • i fusti sono fistolosi (cavi).

Il numero cromosomico delle specie di Hydropectis è: 2n = 18.[8]

Specie

Questo genere comprende 3 specie:[2]

  • Hydropectis aquatica (S.Watson) Rydb.
  • Hydropectis estradii B.L.Turner
  • Hydropectis stevensii McVaugh

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Hydrodyssodia B.L.Turner

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 4 (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 28 settembre 2025.
  3. ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 28 settembre 2025.
  4. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860.
  6. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  7. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 701.
  8. 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 427.
  9. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  10. ↑ (EN) Pandey A.K. & Dhakal M.R, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940.
  11. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  12. ↑ Robinson 1981
  13. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 28 settembre 2025.

Bibliografia

Voci correlate

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