Hypericophyllum

Hypericophyllum
Immagine di Hypericophyllum mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùBahieae
GenereHypericophyllum
Steetz, 1848
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
GenereHypericophyllum
Specie

Hypericophyllum Steetz, 1848 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Bahieae.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere è formato da alcune antiche: "Hypericum" è il nome di un genere botanico (erba di San Giovanni) e deriva dal latino hypericon, prestito dal greco antico ὑπερικόν?, hyperikón, forma collaterale di ὑπέρεικος hypéreikos, a sua volta da υπο-, ypo-, «sotto», ed ἐρείκη, eréikē, «erica»[3], e "phyllum" (= foglia).[4] Il signficato completo è "simile alle foglie di Hypericum".

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Joachim Steetz (1804-1862) nella pubblicazione " Naturwissenschaftliche Reise nach Mossambique: auf Befehl Seiner Majestät des Königs Friedrich Wilhelm IV, in den Jahren 1842 bis 1848 ausgeführt von Wilhelm C.H. Peters ... Berlin" (Naturw. Reise Mossambique [Peters] 6(Bot., 2): 498, t. 50) del 1864.[5]

Descrizione

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo con cicli biologici perenni; sono inoltre piante prive di lattice.[6][7][8][9][10][11]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta, semplice o ramosa. Quella interrata è un rizoma legnoso.

Foglie. Le foglie lungo il caule hanno una disposizione opposta. La lamina è intera con forme ovate, oblunghe o obovate; i margini sono debolmente seghettati o scabri. La superficie si presenta ghiandolosa.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini solitari o scioltamente raggruppati a forma discoide. Il capolino, come in tutte le Asteraceae, è formato da un involucro, ampiamente campanulato, composto da diverse brattee al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori centrali del disco (quelli periferici del raggio sono assenti). Le brattee sono disposte in 3-5 serie in modo embricato. Le dimensioni delle brattee tra di loro sono sub-uguali o anche di varie lunghezze scalate. Il ricettacolo è convesso ed è privo di pagliette a protezione della base dei fiori.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): sono assenti;
  • fiori del disco (centrali): sono numerosi con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi o (raramente) funzionalmente maschili.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[12]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: (solo fiori del disco) la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi profondamente incisi; i fiori sono pentameri (5 lobi), raramente tetrameri; i lobi, patenti o eretti, con forme deltate o più o meno lanceolate, a volte sono uguali e a volte sono di lunghezza differente; il colore è giallo, arancio o rosso; la gola delle corolle è lunga quanto o più dei rispettivi lobi.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. L'appendice apicale delle antere è strettamente ovata, senza tricomi ghiandolari sulla superficie abassiale. Le teche non sono calcarate (sono cioè prive di speroni) e sono senza coda. La cavità delle antere (endotecio) può essere formato da celle quadrate o fusiformi con 1 – 4 ispessimenti polari. Il polline è del tipo echinato (con punte sporgenti) a forma sferica.
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è snello, bifido con apici deltati e acuti. È pubescente per peli corti o papilloso alla base, mentre al di sotto alla biforcazione può essere glabro. Gli stigmi sono provvisti di superfici stigmatiche ampie (talvolta si toccano), ma non confluenti all'apice (in genere sono marginali).

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo persistente. La forma dell'achenio può essere da obconica a obovata con 4 – 5 lati. L'achenio di solito è striato con strati di fitomelanina (le Bahieae appartengono al clade Phytomelanic cipsela[13]) Il pappo è formato da setole capillari o scaglie con una venatura centrale prominente; raramente può essere formato con alternanza di piccole scaglie e setole; l'apice delle setole è uncinato.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[7][8]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in Africa centrale.[2]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[14] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][9][10]

Filogenesi

Il genere fa parte della tribù Bahieae caratterizzata da ricettacoli privi di pagliette, da antere pallide o rossastre e da acheni con pareti striate.

All'interno della tribù il genere Hypericophyllum, da un punto di vista filogenetico, si trova in una posizione più o meno centrale e fa parte del clade Chaetymenia caratterizzato da brattee involucrali con margini ialini e una dispersione transatlantica dal Messico verso l'Africa. Il genere Hypericophyllum è vicino al genere Chaetymenia e insieme formano un "gruppo fratello".[9]

I caratteri distintivi del genere sono:[10]

  • il pappo è formato da setole capillari o scaglie con una venatura centrale prominente;
  • la gola delle corolle è lunga quanto o più dei rispettivi lobi;
  • la distribuzione di queste piante è relativa all'Africa tropicale.

Specie

Questo genere comprende 13 specie:[2]

  • Hypericophyllum altissimum (Klatt) J.-P.Lebrun & Stork
  • Hypericophyllum angolense (O.Hoffm.) N.E.Br.
  • Hypericophyllum brevipapposum Gilli
  • Hypericophyllum chevalieri (O.Hoffm.) D.J.N.Hind
  • Hypericophyllum compositarum Steetz
  • Hypericophyllum congense (O.Hoffm.) N.E.Br.
  • Hypericophyllum elatum (O.Hoffm.) N.E.Br.
  • Hypericophyllum gossweileri S.Moore
  • Hypericophyllum hessii (Merxm.) D.J.N.Hind
  • Hypericophyllum multicaule Hutch.
  • Hypericophyllum nyassicum Gilli
  • Hypericophyllum rotundifolium (Mattf.) D.J.N.Hind
  • Hypericophyllum tessmannii (Mattf.) G.V.Pope

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 20 novembre 2025.
  3. ↑ Carlo Battisti e Giovanni Alessio, Dizionario etimologico italiano, Firenze, Barbera, 1950-57, p. III, 2094, SBN LIA0963830.
  4. ↑ David Gledhill 2008, pag. 302
  5. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 20 novembre 2025.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860
  8. 1 2 Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 696.
  10. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 437.
  11. ↑ JSTOR Global Plants, su plants.jstor.org, p. Hypericophyllum. URL consultato il 20 novembre 2025.
  12. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  13. ↑ (EN) Panero J.L., Phytomelanic Cypsela Clade, su The Tree of Life Web Project. URL consultato il 28 aprile 2011.
  14. ↑ Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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