Injo di Joseon
| Injo 인조 仁祖 | |
|---|---|
| Re di Joseon | |
| In carica | 11 aprile 1623 – 17 giugno 1649 |
| Predecessore | Gwanghaegun |
| Successore | Hyojong |
| Nome templare | Injo (인조?, 仁祖?) |
| Nomi postumi | Re Heonmun Yeolmu Myeongsuk Sunhyo il Grande (헌문열무명숙순효대왕?, 憲文烈武明肅純孝大王?) |
| Nascita | Palazzo del principe Jeongwon, Haeju, 7 dicembre 1595 |
| Morte | Palazzo Daejojeon, Changdeokgung, 17 giugno 1649 (53 anni) |
| Luogo di sepoltura | Jangneung, Paju |
| Casa reale | Yi |
| Dinastia | Jeonju Yi |
| Padre | Jeongwon |
| Madre | Regina Inheon di Joseon |
| Consorte |
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| Figli | tra gli altri:
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| Religione | Confucianesimo coreano |
Injo (인조?, 仁祖?, InjoMR), nome personale Yi Jong (이종?, 李倧?, I ChongMR), (Haeju, 7 dicembre 1595 – Changdeokgung, 17 giugno 1649) è stato il sedicesimo re di Joseon.
Nipote di re Seonjo e figlio maggiore del principe Jeongwon, salì al trono nel 1623 dopo aver guidato un colpo di stato contro suo zio, Gwanghaegun. Injo è ricordato come un re debole e incompetente, poiché durante il suo regno il Paese vide la rivolta di Yi Gwal, l'invasione della dinastia Jin posteriore, l'invasione della dinastia Qing e una recessione economica, il tutto durante un periodo caratterizzato da un governo corrotto e inefficace.
Biografia
Nascita e origini
Injo nacque nel 1595, figlio del principe Jeongwon, a sua volta figlio del re Seonjo. Nel 1607 gli fu conferito il titolo di signore Neungyang (능양도정?, 綾陽都正?) e successivamente quello di principe Neungyang (능양군?, 綾陽君?). Visse come membro della famiglia reale senza il sostegno di alcuna delle fazioni politiche che all'epoca controllavano la politica coreana.
Nel 1608 re Seonjo morì e al trono gli succedette il figlio, Gwanghaegun. All'epoca il governo era diviso in varie fazioni politiche e la fazione liberale degli Orientali era uscita rafforzata dopo le invasioni giapponesi del 1582-1598, poiché era quella che aveva combattuto più attivamente contro gli invasori. Durante gli ultimi giorni del regno di Seonjo la fazione orientale si divise nelle fazioni politiche dei Settentrionali e dei Meridionali: i primi volevano riforme radicali, i secondi erano favorevoli a misure più moderate. Alla morte di Seonjo, la fazione settentrionale, che aveva assunto il controllo del governo, si divise in due correnti: i Grandi Settentrionali, più radicali, e i Piccoli Settentrionali, più moderati. Quando Gwanghaegun ereditò il trono, la fazione politica dei Grandi Settenrionali, che lo aveva sostenuto come erede al trono, divenne la principale fazione politica alla corte reale. La fazione politica conservatrice degli Occidentali, nel frattempo, si dimostrava incapace di conquistare il potere, anche se molti suoi membri continuavano a cercare opportunità per tornare al governo.
Il colpo di stato del 1623
Pur dimostrando di essere un amministratore eccezionale e un grande diplomatico, re Gwanghaegun non godeva del sostegno di molti politici, studiosi e aristocratici, perché non era il primogenito ed era figlio di una concubina. I Grandi Settentrionali cercarono di reprimere tali opinioni, sopprimendo i Piccoli Settentrionali e uccidendo il principe Imhae, figlio maggiore di Seonjo, e il gran principe Yeongchang, figlio della regina. Gwanghaegun non era intenzionato a mantenere il trono e infatti cercò di coinvolgere nel governo le fazioni minori; fu però ostacolato dall'opposizione dei Grandi Settentrionali, come Chŏng Inhong e Yi Ich'ŏm. Con le sue azioni Gwanghaegun si rese sempre più impopolare tra i ricchi aristocratici, che alla fine iniziarono a complottare contro di lui.
Nel 1623 alcuni membri dell'ultraconservatrice fazione Occidentale, Kim Chajŏm, Kim Ryu, Yi Kwi e Yi Kwal, organizzarono un colpo di stato che portò alla destituzione di Gwanghaegun, che fu mandato in esilio sull'isola di Jeju[1]. Chŏng Inhong e Yi Ich'ŏm furono uccisi, e quella Occidentale divenne la fazione politica dominante. Gli Occidentali incoronarono re di Joseon Injo, che nei fatti era privo di una vera autorità, poiché quasi tutto il potere era detenuto dalla fazione occidentale.
La rivolta di Yi Kwal
Yi Kwal riteneva di essere stato trattato ingiustamente e di aver ricevuto una ricompensa troppo esigua per il ruolo svolto nel colpo di stato. Dopo essere stato inviato sul fronte settentrionale come comandante militare di Pyongyang per combattere l'espansione dei Manciù (mentre altri importanti leader del colpo di stato erano stati ricompensati con incarichi alla corte del re), nel 1624 Yi Kwal si ribellò contro Injo. Guidò 12.000 soldati, tra cui 100 giapponesi (che avevano disertato durante le invasioni giapponesi della Corea), verso la capitale, Hansŏng. Dopo aver sconfitto l'esercito regolare comandato dal generale Chang Man (장만?), Yi Kwal circondò Hansŏng. Injo fuggì a Gongju e Hansŏng cadde nelle mani dei ribelli.
L'11 febbraio 1624, Yi Kwal incoronò re il principe Heungan (흥안군?, 興安君?). Il generale Chang Man riuscì però a sconfiggere le forze di Yi Kwal e l'esercito coreano riconquistò presto la capitale. Yi Kwal fu assassinato dalla sua guardia del corpo e la ribellione ebbe termine. Anche se Injo mantenne il trono, la rivolta mise in luce le debolezze dell'autorità reale, riaffermando al contempo il potere degli aristocratici, che avevano acquisito ancora più potere combattendo contro la ribellione. L'economia, che stava vivendo una leggera ripresa durante il regno di Gwanghaegun, fu nuovamente distrutta e la Corea rimase in condizioni economiche precarie per alcuni secoli.
Guerra contro i Jin posteriori e i Qing
Re Gwanghaegun, che era considerato un abile diplomatico, mantenne una politica di neutralità nei confronti della dinastia Ming, tradizionale alleata di Joseon, e degli i Jurchen (in seguito Manciù e poi dinastia Qing). Dopo la caduta di Gwanghaegun, i conservatori Occidentali adottarono invece una politica intransigente nei confronti della dinastia Jin posteriore guidata dai Jurchen, mantenendo invece l'alleanza con la dinastia Ming. I Jin posteriori, che fino a quel momento erano rimasti per lo più amichevoli nei confronti di Joseon, iniziarono a considerarlo un nemico. Han Yun, che aveva partecipato alla ribellione di Yi Kwal, fuggì in Manciuria e sollecitò il sovrano della dinastia Jin posteriore, Nurhaci, ad attaccare Joseon.
Nel 1627, 30 000 cavalieri manciù al comando del generale Amin e dell'ex generale coreano Gang Hong-rip invasero Joseon, chiedendo la restaurazione di Gwanghaegun e l'esecuzione dei leader degli Occidentali, tra cui Kim Chajŏm. Il generale Chang Man affrontò le truppe dei Jin posteriori, ma non riuscì a respingere l'invasione. Injo si rifugiò sull'isola di Ganghwa. L'obiettivo principale della dinastia Jin posteriore era però la guerra contro la dinastia Ming, e presto ritirò le proprie truppe dalla Corea. Anche se la maggior parte degli Occidentali mantenne la propria politica intransigente, Nurhaci, che aveva una buona opinione della Corea, non invase nuovamente il Paese.
Quando Nurhaci morì e gli succedette Huang Taiji, la dinastia Jin posteriore cambiò politica nei confronti di Joseon e cercò un'occasione per entrare in guerra. Injo aveva offerto rifugio al generale ming Mao Wenlong, che insieme alle sue truppe era fuggito dai Jin posteriori ed era giunto in Corea: questa fu la motivazione che provocò una nuova invasione della Corea da parte dei Jin posteriori.
Nel 1636 Hong Taiji ribattezzò ufficialmente la sua dinastia con il nome Qing e procedette personalmente all'invasione del Joseon. Le forze Qing evitarono intenzionalmente lo scontro con il generale Im Gyeong-eop, un importante comandante dell'esercito Joseon che all'epoca difendeva la fortezza di Uiju. Un esercito Qing di 128.000 uomini marciò direttamente su Hansŏng prima che Injo potesse fuggire sull'isola di Ganghwa, costringendo quest'ultimo a rifugiarsi nella fortezza del Monte Namhan. A corto di cibo e provviste, Injo alla fine si arrese alla dinastia Qing: si inchinò cerimoniosamente nove volte davanti a Hong Taiji come suo servitore e accettò il trattato di Samjeondo, che prevedeva che il primo e il secondo figlio di Injo fossero portati in Cina come prigionieri. Joseon divenne così uno stato tributario della dinastia Qing.
Morte del principe ereditario
Dopo la conquista di Pechino da parte della dinastia Qing nel 1644[2], i due figli di Injo tornarono in Corea. Il primogenito, il principe ereditario Sohyeon, portò molte novità dal mondo occidentale, tra cui il cristianesimo, e sollecitò il padre ad attuare delle riforme. Injo non si oppose alle idee del principe ereditario e lo perseguitò per aver tentato di introdurre in Corea il cristianesimo e la scienza occidentale.
Il principe ereditario fu trovato morto nella stanza del re, con una grave emorragia alla testa. La leggenda narra che Injo uccise suo figlio con una pietra per inchiostro che Sohyeon aveva portato dalla Cina[3]; tuttavia alcuni storici suggeriscono che il principe ereditario sia stato avvelenato, poiché il cadavere presentava macchie nere e si decompose rapidamente. Molti, compresa sua moglie di Sohyeon, la principessa ereditaria Minhoe, cercarono di scoprire cosa fosse successo, ma Injo ordinò la sepoltura immediata e limitò notevolmente la grandiosità delle esequie del principe. Injo abbreviò persino il periodo di lutto per suo figlio[4].
Injo nominò principe ereditario il gran principe Bongrim (che in seguito divenne re Hyojong) anziché il figlio maggiore del principe Sohyeon, il principe Gyeongseon. Poco dopo Injo ordinò l'esilio dei tre figli del principe Sohyeon sull'isola di Jeju (da cui solo il figlio minore, il principe Gyeongan, tornò vivo) e l'esecuzione della principessa Minhoe, che aveva cercato di scoprire la vera ragione della morte del marito[3].
Injo morì nel 1649 e la sua tomba si trova a Paju.
Nella memoria
Injo è ricordato come un sovrano debole, indeciso e instabile, poiché causò la ribellione di Yi Kwal, due guerre con la dinastia Jin posteriore e la devastazione dell'economia coreana. Viene spesso paragonato, per contrasto, con il suo predecessore, Gwanghaegun, che fu detronizzato e non ebbe mai un nome tempalare. Injo non ottenne quasi nessun risultato durante il suo regno e gli fu comunque assegnato un nome templare. Molti hanno criticato Injo per non essersi preso cura del suo regno, ma alcuni gli riconoscono il merito di aver riformato l'esercito e potenziato la difesa del Paese, che dal 1592 al 1636 fu teatro di numerosi conflitti militari.
Famiglia
Genitori
Consorti e figli
- regina Inyeol del clan Cheongju Han (인렬왕후 한씨?; 16 agosto 1594 – 16 gennaio 1636)
- Yi Wang, principe erediatario Sohyeon (소현세자 이왕?; 5 febbraio 1612 – 21 maggio 1645), primo figlio
- Yi Ho, gran principe Bongrim (봉림대군 이호?; 1619 – 1659), secondo figlio
- Yi Yo, gran principe Inpyeong (인평대군 이요?; 10 dicembre 1622 – 13 maggio 1658), terzo figlio
- Yi Gon, gran principe Yongseong (용성대군 이곤?; 24 ottobre 1624 – 22 dicembre 1629), quarto figlio
- prima figlia (1626–1626)
- quinto figlio (1629–1629)
- sesto figlio (12 gennaio 1636 – 16 gennaio 1636)
- regina Jangnyeol del clan Yangju Jo(장렬왕후 조씨?; 16 dicembre 1624 – 20 settembre 1688)
- consorte reale Gwi-in del clan Okcheon Jo (귀인 조씨?; 1619 – 24 gennaio 1652)
- consorte reale Gwi-in del clan Deoksu Jang (귀인 장씨?; 1630–1671)
- consorte reale Suk-ui del clan Na (숙의 나씨?; 1631–?)
- consorte reale Suk-ui del clan Park (숙의 박씨?)
- consorte reale Suk-won del clan Jang (숙원 장씨?)
- dama di corte Yi (승은 상궁 이씨?; 1605–1643)
Ascendenza
| Genitori | Nonni | Bisnonni | Trisnonni | ||||||||||
| gran principe interno Deokheung (덕흥대원군?) |
re Jungjong (조선 중종?) |
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| nobile consorte reale Chang del clan Ansan Ahn (창빈 안씨?) |
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| re Seonjo (조선 선조?) |
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| grande principessa interna Hadong del clan Hadong Jeong (하동부대부인 정씨?) |
Jeong Se-ho, principe interno Hadong (하동부원군 정세호?) |
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| Yi del clan Gwangju Yi (광주 이씨?) |
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| principe Wonjong di Joseon (조선 원종?) |
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| In del clan Suwon Kim (인빈 김씨?) |
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| Injo di Joseon | |||||||||||||
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| regina Inheon del clan Neungseong Gu (인헌왕후 구씨?) |
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Nella cultura popolare
- Interpretato da Kim Dong-hoon nella serie TV KBS1 Daemyeong (1981)
- Interpretato da Yu In-chon nella serie TV MBC 500 Years of Joseon: Namhan Mountain Fortress (1986–1987)
- Interpretato da Ahn Dae-yong nella serie TV KBS West Palace (1995)
- Interpretato da Lee Byung-joon nella serie TV MBC Tamra, the Island (2000–2002)
- Interpretato da Kim Chang-wan nella serie TV SBS Iljimae (2008)
- Interpretato da Choi Jung-woo nella serie TV KBS2 Strongest Chil Woo (2008)
- Interpretato da Kim Kap-soo nella serie TV KBS2 The Slave Hunters (2010)
- Interpretato da Sunwoo Jae-duk nella serie TV MBC The King's Doctor (2012–2013)
- Interpretato da Lee Deok-hwa nella serie TV JTBC Blooded Palace: The War of Flowers (2013)
- Interpretato da Kim Myung-soo nella serie TV tvN The Three Musketeers (2014)
- Interpretato da Kim Jae-won nella serie TV MBC Splendid Politics (2015)
- Interpretato da Park Hae-il nel film The Fortress (2017)
- Interpretato da Kang Tae-oh nella serie TV KBS2 The Tale of Nokdu (2019)
- Interpretato da Lee Min-jae nella serie TV MBN Bossam: Steal the Fate (2021)
- Interpretato da Jo Kwan-woo nella serie TV tvN Secret Royal Inspector & Joy (2021)
- Interpretato da Yoo Hae-jin nel film The Night Owl (2022)
- Interpretato da Kim Jong-tae nella serie TV MBC My Dearest (2023)
Note
Bibliografia
- (EN) Thomas Quartermain, Besieged on a Frozen Mountain Top: Opposing Records from the Qing Invasion of Chosŏn, 1636–1637, in Acta Koreana, vol. 21, n. 1, giugno 2018.
- (EN) James B. Palais, Confucian statecraft and Korean institutions: Yu Hyŏngwŏn and the late Chosŏn dynasty, University of Washington Press, 1995.
- (EN) Yim Seung Hye, [FICTION VS. HISTORY] Mysterious death of Crown Prince Sohyeon reimagined in 'The Owl', in Korea Joongang Daily, 15 gennaio 2023.
- (KO) 이성임, [한국여성인물사전] 155. 귀인 조씨(貴人趙氏), su 이투데이, 17 July 2017.
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