Józef Hofmann

Josef Casimir Hofmann (nato Józef Kazimierz Hofmann; 20 gennaio 1876 – 16 febbraio 1957) è stato un pianista, compositore e inventore polacco naturalizzato statunitense.

È considerato uno dei maggiori pianisti del suo tempo, nonché tra i più grandi pianisti di sempre, avendo contribuito a riscrivere le capacità dello strumento e le sue possibilità interpretative.[1]

Infanzia

Josef Hofmann nacque a Podgórze (oggi parte di Cracovia), nella Galizia austro-ungarica (l'odierna Polonia ), nel 1876. Suo padre era il compositore, direttore d'orchestra e pianista Kazimierz Mikołaj Hofmann e sua madre la cantante lirica Matylda Franciszka Pindelska. Aveva una sorella maggiore, Zofia Wanda (nata l'11 giugno 1874, anch'essa a Cracovia). Durante la loro infanzia, il padre Kazimierz fu sposato con Aniela Teofila nata Kwiecińska (nata il 3 gennaio 1843 a Varsavia ),[2] la quale, dopo essersi trasferita a Varsavia nel 1878 con il marito, morì il 12 ottobre 1885.[3] Kazimierz Hofmann risposò il 17 giugno 1886 Matylda Pindelska - la madre dei suoi figli - a Varsavia.[4]

Per assicurare una degna istruzione musicale a loro figlio Jòzef, la famiglia si trasferì a Berlino nel 1886. Jozef Hofmann, che presto si rivelò in prodigio del pianoforte, tenne il suo recital di debutto a Varsavia alla tenera età di cinque anni. Seguì una lunga serie di concerti per tutta l'Europa occidentale e la Scandinavia, fino ad arrivare in America per alcune esibizioni tra il 1887 e il 1888 che destarono l'attenzione della critica e del pubblico. Per le sue precoci abilità fu spesso paragonato al giovani Mozart e Mendelssohn[5]. Una volta raggiunta una discreta fama, Hofmann, ancora bambino, prese lezioni di composizione da Heinrich Urban e di pianoforte da Moritz Moszkowski.

Carriera da bambino prodigio

Hofmann da giovane alla tastiera

Anton Rubinstein sentì Hofmann, che all'epoca aveva sette anni, suonare il Concerto per pianoforte in do minore di Beethoven a Varsavia e lo dichiarò un talento senza precedenti.[6] Su suggerimento di Rubinstein, l'impresario tedesco Hermann Wolff gli offrì la gestione della sua carriera e finanziò una tournée europea al ragazzo, ma il padre di Hofmann si rifiutò di lasciarlo viaggiare prima che compisse nove anni. Raggiunta quell'età, Hofmann tenne concerti in Germania, Francia, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca, Svezia e Gran Bretagna.[6]

All'età di 12 anni, il giovane Josef Hofmann fu probabilmente il primo pianista di rilievo a registrare sul fonografo di Edison; Hans von Bülow registrò una Mazurka di Chopin sul fonografo migliorato di Edison nello stesso anno, ovvero il 1888.[7]

Nel 1887, fu organizzato un tour americano, con tre mesi di spettacoli che includevano cinquanta recital, diciassette dei quali al Metropolitan Opera House. Poco dopo, tuttavia, la Società per la Prevenzione della Crudeltà verso i Bambini intervenne, attenzionando la fragile salute del ragazzo. Ciononostante, secondo il contratto che aveva pagato a Hofmann 10.000 dollari, egli era legalmente obbligato a completare il tour. Il contratto fu annullato da Alfred Corning Clark, che donò 50.000 dollari e, a sua volta, proibì legalmente a Hofmann di esibirsi in pubblico fino al compimento dei 18 anni. L'ultima parte del tour fu cancellata e la famiglia tornò a Potsdam, vicino a Berlino. Questo segnò la fine degli anni del bambino prodigio Hofmann. (Vedi [8] e [6] per i dettagli.)

Educazione musicale

La donazione di Clark permise a Hofmann di proseguire gli studi individuali in scienze e matematica, e continuò a prendere lezioni di musica da Heinrich Urban (composizione) e da Moritz Moszkowski. Nel 1892, Rubinstein accettò Hofmann come suo unico allievo privato, e i due si incontrarono per 42 lezioni all'Hotel d'Europe di Dresda. Le prime lezioni, a distanza di una settimana l'una dall'altra, includevano dieci Preludi e Fughe di Bach e due sonate di Beethoven, eseguite a memoria. A Hofmann non fu mai permesso di portare la stessa composizione due volte, poiché Rubinstein disse che, in quanto insegnante, avrebbe probabilmente dimenticato ciò che aveva spiegato all'allievo durante la lezione precedente. Rubinstein non suonò mai per Hofmann, ma diede ampia dimostrazione della sua visione pianistica durante i numerosi recital ai quali il ragazzo assistette. Nell'arco di soli tre giorni, Hofmann ascoltò nella nuova Bechstein Hall di Berlino recital di Hans von Bülow, Johannes Brahms e Rubinstein, e descrisse lo stile interpretativo dei tre come radicalmente opposto l'uno dagli altro. Rubinstein organizzò il debutto da adulto di Hofmann il 14 marzo 1894, nella Sala dell'Assemblea Sinfonica di Amburgo, con l'esecuzione del Concerto per pianoforte n. 4 in re minore di Rubinstein, con il compositore alla direzione d'orchestra. Dopo il concerto, Rubinstein disse a Hofmann che non ci sarebbero state altre lezioni e non si videro mai più. Rubinstein tornò in Russia e morì più tardi quello stesso anno. Negli anni successivi Hofmann si riferì al suo rapporto col celeberrimo maestro russo come "l'evento più importante della mia vita".[6]

Carriera musicale in età adulta

Hofmann nel 1916

Come compositore, Hofmann pubblicò oltre cento opere, molte delle quali con lo pseudonimo di Michel Dvorsky, tra cui due concerti per pianoforte e musiche per balletto. Durante la prima guerra mondiale si stabilì negli Stati Uniti, dove ottenne la cittadinanza americana nel 1926. Nel 1924 divenne il primo direttore del dipartimento di pianoforte del Curtis Institute of Music di Filadelfia, di cui divenne direttore nel 1927. mantenendo la carica fino al 1938. Nel 1913 gli furono consegnate le chiavi della città di San Pietroburgo.

Fu una figura determinante nella formazione di musicisti illustri come Efrem Zimbalist, Fritz Reiner, Marcella Sembrich, Isabella Vengerova, Moriz Rosenthal, Wilhelm Backhaus, Benno Moiseiwitsch, Abram Chasins, David Saperton, Wanda Landowska e Leopold Auer nella facoltà del Curtis. Tra gli allievi di Hofmann figuravano Jacques Abram, Jeanne Behrend, Abram Chasins, Shura Cherkassky, William Harms, Harry Kaufman, Angelica Morales von Sauer,[9] Ezra Rachlin, Nadia Reisenberg (vedi [10] ), Abbey Simon, Lucie Stern e Ruth Slenczynska. Pur non essendo un suo allievo, Jorge Bolet beneficiò dell'interesse di Hofmann. Nel 1937, il 50° anniversario del suo debutto a New York fu celebrato con spettacoli di gala, tra cui un recital del "Giubileo d'oro" al Metropolitan Opera di New York.[11]

All'inizio degli anni '30, Hofmann era diventato alcolista, ma mantenne un'eccezionale padronanza pianistica per tutto il decennio; Rudolf Serkin e un giovane Glenn Gould hanno raccontato le magiche impressioni suscitate in loro dai concerti di Hofmann tra la metà e la fine degli anni '30.[12] Dopo la sua partenza dal Curtis Institute nel 1938, una combinazione di alcolismo, problemi coniugali e perdita di interesse per le esibizioni causò un rapido deterioramento delle sue capacità artistiche. Commentando il brusco declino di Hofmann, Sergei Rachmaninoff disse: "Hofmann è ancora alle stelle... il più grande pianista vivente quando è sobrio e in forma. Altrimenti, è impossibile riconoscere l'Hofmann di un tempo". Oscar Levant scrisse: "Una delle terribili tragedie della musica fu la disintegrazione di Josef Hofmann come artista. Nei suoi ultimi giorni, divenne alcolizzato. Il suo ultimo concerto pubblico fu un calvario per tutti noi".[13] Nel 1946 tenne il suo ultimo recital alla Carnegie Hall, sede delle sue 151 esibizioni, e si ritirò definitivamente dai riflettori nel 1948.

Tecnica e stile

Josef Hofmann si esibisce come solista al gala del Metropolitan Opera House il 28 novembre 1937, in occasione del 50° anniversario del suo debutto americano.

Le opinioni di Hofmann sulla tecnica e sulla musicalità sono spiegate nel suo libro "Piano Playing with Questions Answered " [14] . Aveva mani piccole ma eccezionalmente forti. Steinway costruì per lui tastiere personalizzate con tasti leggermente più stretti (il pianista/critico Stephen Hough ha commentato come la comprensione di Hofmann della meccanica del pianoforte Steinway lo distinguesse fra tutti gli altri pianisti [15] ). I suoi strumenti da concerto avevano sottili modifiche alla meccanica per una ripetizione più veloce, due pedali anziché tre (gli piaceva la vecchia geometria della meccanica Steinway), una regolazione impeccabile ed erano accompagnati in tournée dalla sua sedia da recital personale, costruita con uno schienale pieghevole corto e un'inclinazione di 1½" dalla parte posteriore a quella anteriore . Dopo aver suonato lo speciale strumento da concerto di Hofmann nel seminterrato della Steinway di New York, Gunnar Johansen riferì che il pianoforte aveva la sonorità più grande di qualsiasi altro avesse mai provato.

A differenza di Rubinstein, Hofmann aveva una postura rilassata al pianoforte, premeva i tasti con un movimento impastante. Il suo staccato con le dita era all'epoca ineguagliabile, così come la sua sonorità orchestrale. Secondo la sua allieva Nadia Reisenberg, utilizzava continuamente una combinazione di risonanza di tipo digitale e mediante pedale.[10] Il critico del New York Times Harold C. Schonberg affermò che Hofmann possedeva tutta la tecnica di Leopold Godowski,[5] un'affermazione approvata dallo stesso Godowski[16]. Per sua stessa ammissione, Sergei Rachmaninoff, ormai raggiunta l'età di quarant'anni, dovette studiare per oltre 15 ore al giorno con l'obiettivo di raggiungere il livello della tecnica di Hofmann.[16] Quando al pianista Ralph Berkowitz fu chiesto se Vladimir Horowitz avesse la tecnica migliore tra tutti i pianisti che avesse mai sentito, Berkowitz rispose che Horowitz era effettivamente il maestro supremo delle parti tecniche dell'esecuzione, ma un pianista di un'epoca precedente era suo pari: Hofmann.

L'approccio e lo stile di Hofmann possono essere riassunti dal suo motto "un aristocratico non ha mai fretta". Affermava spesso che Rubinstein e Moriz Rosenthal erano gli unici pianisti che avevano influenzato la sua arte, e ammirava i cantanti Mattia Battistini e Marcella Sembrich .[12] Adottò uno stile più spettacolare nelle esibizioni dal vivo, ma uno stile sottile e misurato per le sue registrazioni in studio; in entrambi i casi, si attenne perlopiù alla trascrizione in partitura stampata, raddoppiando occasionalmente le ottave della mano sinistra, evitando inoltre il sentimentalismo.[5] Dava priorità alla spontaneità piuttosto che alla struttura e ammise a Rachmaninoff che "non so come costruire una composizione... a volte, capita semplicemente che suoni bene".[5] Schonberg scrisse che tra i contemporanei di Hofmann, solo Godowski aveva la sua stessa finezza e raffinatezza, ma gli mancavano il colore, il fuoco e il "sangue rosso", mentre solo Ferruccio Busoni e Rachmaninoff venivano menzionati dai contemporanei come pari di Hofmann.[5] Dopo aver ascoltato un'esecuzione della Sonata in si minore di Chopin da parte di Hofmann, Rachmaninoff eliminò quel pezzo dal suo repertorio per timore di non reggere il confronro, affermando: "Dai tempi di Anton Rubinstein non ho sentito un'esecuzione così titanica".[16]

Esempi suggeriti per illustrare lo stile di Hofmann:

  • Le contradanze di Rubinstein[17]
  • Andante Spianato e Grande Polonaise Op.22 di Chopin[18]
  • Ballata op. 23 di Chopin[19]
  • Secondo movimento dalla Sonata Op. 31 n. 3 di Beethoven[20]
  • Preludio Op. 23 n. 5 di Rachmaninoff[21]
  • Rapsodia ungherese n. 2 di Liszt[22]
  • Capriccio Orientale di Stojowski (dedicatogli da Sigismond Stojowski)[23].

Repertorio, orecchio musicale e memoria

Il repertorio di Hofmann era perlopiù limitato alla musica scritta prima dell'inizio del XX secolo. Proprio come i sette recital storici di Rubinstein del 1885, tenne 21 concerti consecutivi a San Pietroburgo senza ripetere un singolo brano, suonando a memoria 255 opere diverse durante quel ciclo maratona del 1912. Nel diario che sua moglie tenne durante il suo tour russo del 1909, menziona il suo stupore quando vide le Variazioni su Handel di Brahms in un programma, un brano che non suonava né leggeva da due anni e mezzo. Suonò il pezzo al concerto senza esitazione. Sebbene non fosse un bravo lettore a prima vista, si diceva che possedesse la capacità di Franz Liszt e Camille Saint-Saëns di ascoltare una composizione una volta e riprodurla correttamente senza vedere la partitura. Rosina Lhévinne ricordò che Hofmann sentì suo marito Josef Lhévinne suonare Lorelei di Liszt, un pezzo che Hofmann non aveva mai sentito, ma che poi suonò "proprio come il mio Josef (Lhevinne)" come bis al suo concerto più tardi quel giorno. Maurice Aronson, che fu assistente di Leopold Godowski, ricordò come Hofmann apprese la trascrizione di Fledermaus di Godowski. Godowski e Hofmann si incontrarono a Berlino nel 1900, diventando amici fino alla morte di Godowski nel 1938. Hofmann andava a trovare l'amico nel suo studio e lo ascoltò mentre componeva la trascrizione . Una settimana dopo Hofmann andò di nuovo a trovare Godowski e suonò l'intero brano, pur non avevendo mai visto la musica. Godowski, infatti, non l'aveva ancora messa per iscritto. Schonberg ha aggiunto che Fledermaus di Godowski è uno dei pezzi più ingegnosi e complicati mai scritti per pianoforte.

Registrazioni

Hofmann iniziò a registrare negli studi negli anni 1880, ma non fu mai soddisfatto della tecnologia disponibile e realizzò solo incisioni di prova dopo il 1923; considerava soltanto le incisoni realizzate per His Master's Voice nel novembre 1935 una rappresentazione valida della sua arte.[24] Negli anni '40 registrò per i programmi radiofonici Bell Telephone Hour, di cui rimangono alcune rari filmati che lo ritraggono nell'esecuzione di pilastri del repertorio virtuosistico, tra cui il Preludio in do diesis minore, op. 3 n. 2 di Rachmaninoff e il Concerto in mi bemolle maggiore, "Imperatore" di Beethoven. Gregor Benko ha osservato che Hofmann non avrebbe dovuto apparire in molte delle trasmissioni del Bell Telephone Hour poiché, a quel tempo, il suo controllo pianistico si era notevolmente deteriorato, sebbene la tavolozza tonale fosse ancora immensa e il fraseggio provocatorio (vedi [24] e [5] ). Jeanne Behrend, allieva di Hofmann, dopo aver ascoltato per la prima volta le registrazioni risalenti al periodo tra il 1940 e il 1946, affermò: "Beh, è sì il suo modo di suonare, ma non ha nulla a che vedere con quello che abbiamo sentito negli anni '20".

I rulli registrati intorno al 1890 per Thomas Edison furono tra le prime registrazioni di musica classica e andarono perduti durante la Prima guerra mondiale. Quattro rulli realizzati in Russia nel 1895-1896, con musiche di Mendelssohn, Louis Brassin e Rubinstein, sono stati recentemente scoperti e pubblicati su CD.[25] Incise due serie di rulli per pianoforte, tra cui nel 1913 23 pezzi per Welte-Mignon, ma non si fidava dei rulli come rappresentazione accurata del suo modo di suonare. Hofmann registrò dischi acustici dal 1912 al 1923 per Columbia e Brunswick, ma riteneva che la rappresentazione della sua tavolozza tonale casta e prismatica non fosse stata catturata. Hofmann sperimentò con brevi registrazioni di prova in studio per la RCA Victor nel 1935 (che furono pubblicate su LP dalla RCA nel 1970) e, in pensione in California, sperimentò con pickup elettrici per le corde del pianoforte e progettò una tavola armonica aggiuntiva in abete sotto il coperchio del pianoforte. La RCA Victor registrò privatamente il concerto per il 50° anniversario del debutto newyorkese di Hofmann al Metropolitan Opera House, il 28 novembre 1937. Almeno altri due suoi concerti degli anni '30 furono registrati dal vivo. Queste registrazioni mostrano un Hofmann più anziano (60-62 anni) in pubblico, poco prima del netto declino della sua abilità pianistica, e includono interpretazioni sensazionali della Ballata in sol minore, dell'Andante Spianato e della Grand Polonaise, del Valzer in la bemolle maggiore (Op. 42) e della Ballata in fa minore di Chopin . Tutte queste registrazioni sono state pubblicate su compact disc sotto la supervisione di Gregor Benko e dello specialista del restauro audio Ward Marston .

Invenzioni

Come inventore, Hofmann aveva oltre 70 brevetti e la sua invenzione degli ammortizzatori pneumatici per auto e aerei ebbe successo commerciale dal 1905 al 1928. Altre invenzioni includevano un tergicristallo,[26] una fornace che bruciava petrolio greggio, una casa che ruotava con il sole, un dispositivo per registrare le dinamiche (brevetto statunitense numero 1614984 [27] ) nella riproduzione di rulli per pianoforte che perfezionò proprio quando le aziende produttrici di rulli fallirono e miglioramenti alla meccanica del pianoforte adottati dalla Steinway Company (brevetto statunitense numero 2263088 [28]).

Vita privata e morte

Hofmann trascorse l'ultimo decennio della sua vita a Los Angeles, dove si era trasferito nel 1939 e visse in relativa oscurità, lavorando alle sue invenzioni e mantenendo una costante corrispondenza con i suoi collaboratori.[29] Morì lì di polmonite il 16 febbraio 1957, in una casa di cura.[1] Ebbe quattro figli: una figlia e tre figli maschi.[30] Nel 1928, divenne di dominio pubblico che Hofmann aveva divorziato dalla sua prima moglie, Marie Eustis, con la quale aveva avuto una figlia, nel 1924 e aveva sposato la sua seconda moglie, Betty Short, che inizialmente era stata una delle sue studentesse, poco dopo.[31] Il figlio maggiore, Josef Anton Hofmann, divenne un noto ingegnere del suono .[32]

Influenza

L'articolo del 1917 del New York Times di James Huneker colloca i pianisti contemporanei, tra cui Hofmann, nel contesto delle leggende del passato.

Harold C. Schonberg ha sostenuto che Hofmann fu il pianista più impeccabile e forse il più grande del XX secolo. La sua Master's Voice e la RCA tentarono senza successo di realizzare progetti di registrazione con Hofmann negli anni '30. Sergei Rachmaninoff dedicò il suo Concerto per pianoforte n. 3 in re minore (1909) a Hofmann, sebbene Hofmann non lo gradisse e non lo eseguì mai. Critici della vecchia generazione come James Huneker definirono Hofmann il "re dei pianisti", e Samuel Chotzinoff lo chiamò il "più grande pianista del nostro tempo". Contemporanei come Rachmaninoff, Ignaz Friedman, Josef Lhévinne e Godowsky considerarono Hofmann, nel complesso, il più grande pianista della loro generazione, ma il plauso non fu così universale da parte della generazione successiva di pianisti.[33] Nella sua autobiografia Arthur Rubinstein criticò Hofmann come qualcuno che si interessava solo alla meccanica della musica e non al suo cuore o alla sua spiritualità, e commentò che alla fine della carriera di Hofmann "non gli era rimasto nulla dopo che la sua tecnica lo aveva abbandonato". Claudio Arrau liquidò Hofmann (insieme a Paderewski ) come qualcuno che era solo capitato di essere molto famoso e disse "Non sapevo cosa farne". Sviatoslav Richter, dopo aver ascoltato una stampa di prova RCA di Hofmann dello Scherzo dalla Sonata in mi bemolle maggiore, op. 31, n. 3, considerava il pianista più anziano tecnicamente "sbalorditivo", ma notava che Hofmann ignorava le indicazioni di sforzando del compositore; mentre György Sándor lo ha definito il più grande di tutti i pianisti del XX secolo in termini di musica, interpretazione e tecnica. Lo stesso allievo di Hofmann, Shura Cherkassky, paragonò Horowitz favorevolmente a Hofmann come segue: "Hofmann era forse la mente musicale più grande. Ma, penso, Horowitz era il pianista più grande, il virtuoso più grande: in qualche modo si rivolgeva al mondo intero. Hofmann non riusciva a comunicare a quel livello".[33]

Per completezza, Earl Wild ha riconosciuto che lo stile di Hofmann è stato la maggiore influenza sul suo percorso verso una tecnica fluida e flessibile: "Le sue interpretazioni erano sempre caratterizzate da grande logica e bellezza". Si narra che Jorge Bolet abbia affermato che ogni volta che ascoltava Rachmaninoff o Hofmann, pensava sempre: "Ogni nota che suonano, è proprio quella che vorrei suonare".

Il concorso pianistico Josef Hofmann, sponsorizzato congiuntamente dall'American Council for Polish Culture e dall'Università della Carolina del Sud Aiken, è stato istituito in suo onore nel 1994.

Pubblicazioni

I libri di Hofmann erano basati sui suoi frequenti articoli pubblicati sul Ladies' Home Journal :

  • Suonare il pianoforte: un piccolo libro di semplici suggerimenti (1907) — testo elettronico
  • Domande e risposte sul pianoforte (1909)
  • Suonare il pianoforte: con risposte alle domande sul pianoforte (1920, raccolta dei primi due libri) — testo elettronico

Note

  1. 1 2 "Josef Hofmann, Pianist, 81, Dies. Former Child Prodigy Was Noted as Interpreter. Corrected Conductor Acclaimed Here Final Appearance Here", in New York Times, 18 febbraio 1957.
  2. ↑ Aniela Teofila Kwiecińska, su sejm-wielki.pl.
  3. ↑ Skan - Szukaj w Archiwach, su szukajwarchiwach.pl. URL consultato il 24 agosto 2020.
  4. ↑ Skan - Szukaj w Archiwach, su szukajwarchiwach.pl. URL consultato il 24 agosto 2020.
  5. 1 2 3 4 5 6 Harold Schoenberg. The Greatest Pianist of His Time., in New York Times, 18 april 1976.
  6. 1 2 3 4 Nimbus Records, Grand Piano, NI 8818, Josef Hofmann. Liszt, Beethoven, Scarlatti & Schumann - Booklet Note, su wyastone.co.uk. URL consultato il 28 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2009).
  7. ↑ E. H., Reviewed work: The Oboe: An Outline of Its History, Development and Construction, Philip Bate, in Music & Letters, vol. 37, 1956, pp. 380–382.
  8. ↑ Summers, Josef Hofmann, su naxos.com. URL consultato il 26 July 2013.
  9. ↑ Abbey Simon, Inner Voices, 2017.
  10. 1 2 Nadia Reisenberg: Biography, su nadiareisenberg-clararockmore.org. URL consultato il 19 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2018).
  11. ↑ Rachlin, Josef Hofmann — A Unique Interpreter, su marstonrecords.com. URL consultato il 19 July 2013.
  12. 1 2 Marston Records - the Complete Josef Hofmann, vol. 8: Concerto and Solo Performances 1938-1947, su marstonrecords.com. URL consultato il 27 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2009).
  13. ↑ Oscar Levant. The Unimportance of Being Oscar, Pocket Books 1969 (reprint of G.P. Putnam 1968), p. 124. ISBN 0-671-77104-3.
  14. ↑ Josef Hofmann, Piano Playing with Questions Answered, Theodor Presser, 1920.
  15. ↑ (EN) Why was Josef Hofmann considered the greatest pianist of all?, 17 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2009).
  16. 1 2 3 (EN) Abram Chasins, Speaking of Pianists, Random House, 1957.
  17. ↑ Filmato audio Le contradanze di Rubinstein, su YouTube.
  18. ↑ Filmato audio Andante Spianato e Grande Polonaise Op.22 di Chopin, su YouTube.
  19. ↑ Filmato audio Ballata op. 23 di Chopin, su YouTube.
  20. ↑ Filmato audio Secondo movimento dalla Sonata Op. 31 n. 3 di Beethoven, su YouTube.
  21. ↑ Filmato audio Preludio Op. 23 n. 5 di Rachmaninoff, su YouTube.
  22. ↑ Filmato audio Rapsodia ungherese n. 2 di Liszt, su YouTube.
  23. ↑ Filmato audio Capriccio Orientale di Stojowski, su YouTube.
  24. 1 2 MARSTON - Josef Hofmann:Solo Recordings, su marstonrecords.com. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  25. ↑ (EN) Classical Ghosts, Audible Once Again.
  26. ↑ (EN) A Century of Recorded Music: Listening to Musical History, Yale University Press, 2000, p. 11, ISBN 978-0-300-09401-5.
  27. ↑ Hofmann, Patent 1614984 (PDF), su docs.google.com. URL consultato il 19 July 2013.
  28. ↑ Hofmann, Patent 2263088 (PDF), su docs.google.com. URL consultato il 19 July 2013.
  29. ↑ Filmato audio Józef Hofmann, su YouTube.
  30. ↑ (EN) Josef Hoffman Dies; Thrilled Many as Pianist, in Elmira Advertiser.
  31. ↑ (EN) Josef Hofmann, Pianist Marries Former Pupil, in The Times Herald.
  32. ↑ (EN) Josef Hofmann Obituary, in The Cambridge Chronicle.
  33. 1 2 Marston - the Complete Josef Hofmann, vol. 7, su marstonrecords.com. URL consultato il 27 ottobre 2009.

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