Jacques Joubert des Ouches

Jacques Joubert des Ouches
Targa a Utah Beach, che indica la direzione in cui il suo aereo fu abbattuto il 6 giugno 1944.
NascitaMeudon, 2 maggio 1920
MorteSaint-Vaast-la-Hougue, 6 giugno 1944
Cause della morteMorto in combattimento
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Francia
Francia libera (bandiera) Francia libera
Regno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataArmée de terre
Forces aériennes françaises libres
Royal Air Force
Anni di servizio1930-1940
GradoTenente
GuerreSeconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Francia
Operazione Dynamo
Battaglia di Dakar
Raid di Dieppe
Operazione Overlord
Decorazionivedi qui
dati tratti da Jacques Joubert des Ouches[1]
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Jacques Joubert des Ouches (Meudon, 2 maggio 1920 – Saint-Vaast-la-Hougue, 6 giugno 1944) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Croce di Cavaliere della Legion d'onore, dell'Ordre de la Libération, della Croix de guerre 1939-1945 con cinque palme e della Médaille de la Résistance con rosetta. Mort pour la France[1][2][3].

Biografia

Nacque il 2 maggio 1920 a Meudon (Hauts-de-Seine) in una famiglia di ufficiali di carriera, di antica origine bretone, figlio di Jean Joubert e di Germaine Avice de Mougon de Surimeau.[N 1][4][5] Trascorse parte della sua infanzia in Marocco, dove suo padre era di stanza, dapprima a Casablanca e poi a Meknès, come ufficiale in un reggimento d'artiglieria.[1][5]

Studente a Parigi, il 29 febbraio 1940 si arruolò volontariamente nell'Armée de l'air in qualità di allievo pilota da caccia, incorporato nella 1ª Compagnia del Battaglione aeronautico nº 109 presso la base aerea di Tours.[1][5] Il 10 marzo fu inviato alla Scuola di pilotaggio n. 26 sita sul campo d'aviazione di Pluguffan, a Quimper, nel Finistère.[5] Il 1° maggio 1940, la scuola di pilotaggio di Quimper fu trasferita sull'aeroporto di Morlaix-Ploujean, vicino a Morlaix, in Bretagna.[5] Il 1 giugno, in seguito all'andamento negativo della battaglia di Francia, fu inviato alla Scuola di pilotaggio nº 23 di Le Mans.[5] Il 17 giugno il Maresciallo di Francia Philippe Pétain tenne un discorso radiofonico in cui annunciava l'intenzione di cessare i combattimenti e chiedere un armistizio al nemico.[5] Il giorno dopo Édouard Pinot, comandante della scuola di Le Mans, riuscì a radunare i suoi istruttori e un centinaio di allievi piloti, nonché tutto il suo armamento difensivo, e a trasferire il personale e gli aerei a Quimper, dove arrivarono alle 7:00 in perfetto ordine.[5] Pinot chiese quindi al comando della Marine nationale di Brest di far evacuare via mare il personale a sud della Loira o in Marocco, ma la risposta fu negativa.[5] Anche il prefetto di Quimper non fu di nessun aiuto, così come le varie telefonate ai comandi militari della zona, e quindi il sottotenente Pierre Berthier, vicecomandante della scuola di Le Mans, si recò a Douarnenez, dove riuscì a trovare un passaggio su una nave per la pesca delle aragoste, la Le Trébouliste, diretta in Inghilterra.[1] L'accorso prevedeva l'imbarco di tutta la scuola, di un minimo di bagaglio personale, e cinque giorni di viveri.[5] Dopo aver terminato l'imbarco, alle 01:30 del 19 giugno il peschereccio salpò trasferendo poi in mare il personale francese a un rimorchiatore britannico, che arrivò a Falmouth alle 00:30 del 21 giugno.[5] Alle 14:00, tutto il personale agli ordini del tenente Pinot ricevettero l'ordine di raggiungere in treno il campo di Trentham Park, nei pressi di Stoke-on-Trent, a 500 km da li.[5] Alle 06:00 del 22 giugno, giorno della firma dell'armistizio tra la Francia la Germania, decise di fare tutto il possibile per unirsi a "un paese che avrebbe continuato la lotta", come aveva scritto ai suoi genitori prima di lasciare la Francia.[1] Si arruolò nelle Forces aériennes françaises libres (matricola 30.529), e il 1 agosto fu mandato al campo di addestramento di Aldershot, a ovest di Londra, e da li il 3 agosto a Odiham, dove venne assegnato al Gruppo misto da combattimento n. 1 (Groupe Mixte de Combat nº1, GMC1) il 12 agosto.[1][5] Il 31 agosto tutto il personale si imbarcò sulle navi da trasporto SS Pennland e SS Westerland, che scortate dagli avvisi delle Forces navales françaises libres Savorgnan de Brazza, Commandant Dominé, e Commandant Duboc, e dal pattugliatore Président-Houduce, e dalle navi mercantili Casamance, Fort-Lamy, e Anadyr costituirono un convoglio navale denominato "Force M" che navigò in direzione dell'Africa Occidentale Francese.[5]

Il 23 settembre 1940 la Force M partecipò all'operazione su Dakar (Operazione Menace) e poi, dopo il suo fallimento, sbarcò a Douala in Camerun dove venne rapidamente promosso, nell'ottobre del 1940, al grado di caporale.[1] Partecipò alla campagna del Gabon.[5] Il 13 novembre lasciò Douala per la Gran Bretagna, imbarcato sul Calabar, dove il 27 gennaio 1941 riprese l'addestramento a Camberley prima di essere ammesso, il 22 maggio, al No.1 ITW di Scarborough.[1][2] Il 22 luglio fu trasferito al No.6 ETFS di Sywell, dove volò sui Miles Magister Mk.I, il 6 settembre al No.17 ETFS di Peterborough, e il 3 ottobre al No.5 STFS a Ternhill, dove volò sui Miles Master Mk.I/II e poi sui caccia Hawker Hurricane Mk.I.[5]

Promosso successivamente sergente il 15 febbraio 1942 e poi aspirante il 22 dello stesso mese, il 28 febbraio ottenne il brevetto di pilota militare da caccia.[5] Il 3 marzo fu assegnato alla No.61 Operational Training Unit (No.61 OTU) a Heston, dove volò sui Miles Master Mk.III e i Supermarine Spitfire Mk.II.[1] L'11 maggio 1942 fu assegnato al No.87 Squadron della Royal Air Force, di stanza a Charmy Down, 15 km a est di Bristol, la comando dello Squadron Leader Denis Smallwood ed equipaggiato con gli Hurricane Mk.IIc.[5] Il 16 giugno fu trasferito al No.232 Squadron RAF di stanza a Llanbedr, nel Galles, dotato degli Spitfire Mk.Vb, che il 3 agosto si riposizionò a Turnhouse, a ovest di Edimburgo, e il 14 successivo a Gravesend, sulla rive del Tamigi, a ovest della Capitale.[5]

Il 19 agosto 1942 prese parte alla battaglia di Dieppe (Operazione Jubilee).[2] Il 4 settembre si unì al No.616 Squadron di stanza vicino a Ringwood, dotato degli Spitfire Mk,VI e al comando dello Squadron Leader H.L.I Brown.[5] Promosso sottotenente nel dicembre 1942, durante le sue missioni danneggiò due Focke-Wulf Fw 190 sul canale della Manica.[1][2] Il 18 novembre 1943 fu promosso tenente a titolo definitivo, e assegnato come istruttore alla Scuola caccia di Meknès, in Marocco, ma vi rimase solo poco tempo, determinato a tornare a combattere il prima possibile.[1] Nel gennaio del 1944, inviato in licenza ad Algeri, ebbe l'opportunità di rivedere i suoi genitori, poiché suo padre era membro dell'ufficio del comandante in capo generale.[1] Il 12 dello stesso mese riuscì a farsi assegnare come capo pattuglia al Gruppo de chasse II/2 "Berry", che all'epoca si stava addestrando a Casablanca.[1] Il 29 gennaio 1944, il gruppo "Berry", che divenne il No.345 Squadron della RAF, tornò in Gran Bretagna sul piroscafo Strathmore il 12 febbraio, sbarcando a Liverpool, e successivamente si stabilì ad Ayr, in Scozia.[2] Dopo un periodo di sei settimane presso la No.53 Operational Training Unit (No.53 OTU) a Llandow, si riunì al gruppo "Berry", allora al comando del capitano Jean Accart, il 28 marzo 1944, e pilotando i Supermarine Spitfire Mk.V, prese parte allo sbarco in Normandia.[1] All'epoca aveva accumulato 220 ore di volo in tempo di guerra e partecipato a 160 missioni offensive.[2] Il 6 giugno 1944 decollò con il suo Spitfire Mk.V (W3843) dalla base di Shoreham-by-Sea, nel Sussex, nelle prime ore dell'Operazione Overlord in direzione della Pointe du Contentin per fornire copertura aerea a Utah Beach.[N 2][2]

Durante la sua seconda missione della giornata, a pochi minuti dalla costa francese, vicino alle isole Saint-Marcouf, comunicò via radio che il suo Spitfire aveva problemi al motore e che si sarebbe lanciato con il paracadute.[4] Il suo compagno di volo, il tenente Félix de Bouillane, lo vide aprire la cabina di pilotaggio, sganciarsi le cinghie e saltare dall'aereo, ma poi lo perse di vista intorno alle 11:00, circa 12 miglia a est di Saint-Vaast-la-Hougue nella Manica e 12 miglia a nord di Grandcamp-Maisy nel Calvados.[4] Le squadre di soccorso trovarono solo il suo gommone vuoto al largo della Pointe de Barfleur.[4] Il suo corpo non verrà ritrovato.[N 3][1][4]

Dichiarato disperso in mare e poi Mort pour la France, il 16 ottobre 1945 fu nominato postumo Compagnon dell'Ordre de la Libération.[4] Il 22 aprile 2001, alla presenza dei rappresentanti locali, del sottoprefetto di Guingamp e del generale Jean Claude Delissnyder, delegato nazionale del "Souvenir Français" in Côtes-d'Armor, è stata inaugurata una stele nel piazzale militare del cimitero della Trinità di Guingamp.[4] È stato pronunciato un discorso dal generale Yves-Marie Guéguen, presidente dell'associazione delle FAFL.[4]

Onorificenze

Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria
— 6 giugno 1947.[3]

Note

Annotazioni

  1. ↑ Suo padre, Jean Joubert des Ouches, nato a Guingamp nel 1891, era studente alla École spéciale militaire de Saint-Cyr. Dopo il diploma, nel 1914, fu assegnato al 64° Reggimento fanteria di Ancenis. Nell'agosto del 1914, partecipò alla battaglia di Maissin (Belgio) con l'XI Corpo d'armata. Fu ferito nella battaglia della Marna. Dopo la guerra, trascorse gran parte della sua carriera in Africa. Partecipò in particolare alle operazioni in Marocco. Nel 1940, si unì alla Francia Libera del generale Charles de Gaulle. Fu nominato Direttore tecnico nazionale dei servizi di cifratura. Lasciò il servizio attivo con il grado di generale di brigata. Commendatore della Legion d'onore, morì nel gennaio del 1980.
  2. ↑ Il giorno prima aveva scritto in una lettera ai suoi genitori: "Questo è il grande giorno, pensate a noi. Vi ringrazio per l'istruzione che mi avete dato. Non rimpiango nulla. Dopo la vittoria, non dimenticateci".
  3. ↑ Oltre al tenente Joubert des Ouches e al sottotenente Bernard Canut (26 anni) e ai sergenti Boissieux (22 anni) e Henson (20 anni), altri dodici francesi caddero per la patria il 6 giugno 1944: Émile Bouétard (28 anni, 4° SAS) e, tra il commando Kieffer, Raymond Dumenoir (32 anni), Raymond Flesch (24 anni), Jean Rousseau (23 anni), Émile Renault (22 anni), Paul Rollin (20 anni), Jean Létang (23 anni), Marcel Labas (22 anni), Augustin Hubert (26 anni), Jean Lemoigne (31 anni), Robert Lion (35 anni).

Fonti

Bibliografia

  • (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, SHAA, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
  • (FR) Bernard Marck, Dictionnaire universel de l'aviation, Paris, Tallandier, 2005, ISBN 2-84734-060-2.
  • (FR) Benjamin Massieu, Les Français du Jour J, Éditions Pierre de Taillac, 2019.
  • (FR) Jean-Christophe Notin, 1061 Compagnons: histoire des Compagnons de la Libération, Paris, Éditions Perrin, 2000, ISBN 2-262-01606-2.
  • (FR) Vladimir Trouplin, Dictionnaire des Compagnons de la Libération, Bordeaux, Elytis, 2010, ISBN 2-35639-033-2.
  • (FR) Jean-Jacques Monnier, Résistance et conscience bretonne, Fouesnant, Yoran Embanner, 2007, ISBN 978-2-916579-09-2.
Periodici
  • (FR) Jean-Pierre Touzeau, Les unités françaises dans le débarquement, in Le Fana de l'Aviations, n. 595, Clichy, Éditions Lariviere, juin 2019, pp. 28-33.

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