Jean de Sibour
| Jean Jacques Henri Blaise de Sibour | |
|---|---|
| Nascita | Londra, 29 gennaio 1922 |
| Morte | El'nja, 10 settembre 1943 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Arma | |
| Reparto | GC 3 Normandie-Niémen |
| Anni di servizio | 1940-1943 |
| Grado | Sottotenente Aspirante |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte orientale (1941-1945) |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Jean de Sibour[1] | |
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Jean Jacques Henri Blaise de Sibour (Londra, 29 gennaio 1922 – El'nja, 10 settembre 1943) è stato un militare e aviatore francese, che durante la seconda guerra mondiale fu pilota del GC 3 GC 3 Normandie-Niémen sul fronte orientale.[2] Mort pour la France[3].
Biografia
Nacque a Londra il 29 gennaio 1922, figlio di Jacques Gabriel Osmond e Violette Buckingham Selfridge.[4] Nel 1938 andò a lavorare presso la ditta De Havilland Aircraft Company, specializzandosi in eliche a passo variabile in volo.[4] Si trovava a Londra quando, nel settembre 1939, Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania nazista.[4] Cercò di arruolarsi in Francia, ma non poté farlo e quindi fece domanda per entrare nella Royal Air Force, cosa che gli fu impedita per via della sua nazionalità francese.[4] Durante la battaglia d'Inghilterra partecipò ad un programma per il miglioramento delle prestazioni dei caccia Supermarine Spitfire.[4] Inviato in Egitto, fu presente con la RAF durante la prima campagna di Libia contro le forze italo-tedesche venendo promosso sottotenente.[4] Si arruolò nella Forces aériennes françaises libres Il Cairo (matricola 31.118) il 1 marzo 1942.[4] Aspirante allievo pilota venne inviato in Rhodesia per seguire il necessario addestramento ottenendo il brevetto di pilota da caccia nel luglio 1942.[4] Nel marzo del 1943 e si offrì subito volontario per combattere in Russia con il Groupe de Chasse 3 Normandie-Niémen. Dalla base aerea di Rayak in Libano, lui, insieme ad altri cinque piloti, Louis Astier, Henry Foucaud, Jean Rey, Yves Fauroux e Roger Denis andò a Mosca.[1]
Il 2 agosto 1943 si uni al GC 3 Normandie-Niémen sull'aeroporto di Khatenki, situato 150 km a nord di Orel e 200 km a sud-ovest di Mosca.[1][4] Il Groupe de chasse era allora al comando di Pierre Pouyade ed è assegnato alla , assegnato alla 303ª Divisione aerea del generale Georgij Nefiodovič Zakharov.[4] Egli venne assegnato alla 1emé Escadrille sotto il comando del tenente Gérald Leon.[1] Iniziò subito l'addestramento sul caccia russo Yakovlev Yak-9. La battaglia di Yelnia iniziò il 27 agosto 1943.[1] I russi avevano preparato un attacco su larga scala per respingere i tedeschi e riprendere l'iniziativa sul fronte orientale.[1] Il 31 agosto 1943 prese parte alla sua 22ª missione di guerra.[1]
La sua ultima missione
Martedì 31 agosto 1943 il GC 3 Normandie-Niémen effettuò 39 sortite durante la giornata.[1] Al mattino, Roland de La Poype e Léo Barbier abbatterono un cacciabombardiere Junkers Ju 87 Stuka ciascuno, mentre un terzo è abbattuto da Marcel Lefevre in collaborazione con Joseph Risso, altri due sono danneggiati da Didier Béguin e Jacques Mathis.[1] Lefevre abbatté anche un aereo da caccia Focke-Wulf Fw 190.[1] Nel pomeriggio, il "GC3 Normandie" venne designato ad accompagnare gli aerei russi in una nuova missione di copertura delle truppe sovietiche nel settore di Ielnia.[1]
Arrivato sopra Ielnia, 75 chilometri a sud-est di Smolensk, il GC3 Normandie-Niémen avvistò aerei nemici ed entrò in combattimento sopra la ferrovia Smolensk-Orël contro un centinaio di bombardieri scortati dai caccia.[1] Nonostante la superiorità numerica avversaria, un bombardiere Heinkel He 111 venne abbattuto da Albert Durand, mentre Henry Foucaud e Gérald Léon abbatterono ciascuno un caccia Focke-Wulf Fw190.[1] Un terzo fu abbattuto congiuntamente da Joseph RissoI e Jacques Mathis, e un quarto fu probabilmente abbattuto da Yves Fauroux.[1] Terminate le munizioni, il combattimento cessò.[1] Rientrati alla base, quattro aerei del GC3 Normandie-Niémen risultarono dispersi.[1] Si trattava di quelli pilotati da Paul de Forges, Alexandre Laurent, Yves Fauroux e Jean de Sibour, che quel giorno volava su uno Yakovlev Yak-1.[1] In serata fu comunicato che Fauroux, ferito, era atterrato in emergenza in un aeroporto vicino a Viazma.[1] Per quanto riguarda de Sibour, nessuno dei piloti che presero parte all'azione riuscì a dare informazioni sulla sua sorte, mentre Laurent fu ritrovato morto il giorno successivo.[1] I corpi di de Sibour e di de Forges non furono mai ritrovati.[1] Essendo uno dei 123 membri della FAFL dispersi senza ricevere alcuna sepoltura, il suo nome figura sulla stele commemorativa di Tréport inaugurata nel giugno 2022.[4]
Onorificenze
Note
Bibliografia
- (EN) John D. Clarke, French Eagles Soviet Heroes - The "Normandie - Niemen" squadrons on the Eastern Front, Stroud - UK, The History Press, 2015, ISBN 978-0-7524-9574-3.
- (FR) Yves Courrière, Normandie-Niémen, Paris, Presses de la Cité, 1979, ISBN 2-258-03559-7.
- (FR) Bernard Marck, Dictionnaire universel de l'aviation, Paris, Tallandier, 2005, ISBN 2-84734-060-2.
- (FR) Henry Lafont, Aviateurs de la liberté: Mémorial des Forces Aériennes Françaises Libres, Vincennes, SHAA, 2002, ISBN 2-904521-46-1.
- (FR) Roland De La Poype e Jean-Charles Stasi, L'épopée du Normandie-Niémen : mémoires, Paris, Perrin, 2007, ISBN 978-2-262-02655-4.
Voci correlate
- Joseph Pouliquen
- Didier Beguin (aviatore)
Collegamenti esterni
- (FR) Jean de Sibour, su Fondation de la France Libre. URL consultato il 28 gennaio 2024.
- (EN) Jean Jacques Henri Blaise “Blaise” de Sibour, su Findagrave. URL consultato il 28 gennaio 2024.
- (FR) Jean Jacques Henri Blaise de Sibour, su Francais Libres. URL consultato il 28 gennaio 2024.
- (FR) Les pilotes, de chasse et de liaison, du Régiment «Normandie-Niémen», su Memorial Normandie Niemen. URL consultato il 28 gennaio 2024.
- (FR) De Sibour, Jean, su Ciel de Gloire. URL consultato il 28 gennaio 2024.