Joan Champernowne

Joan Champernowne (coniugata Denny; Modbury, prima del 1513 – 1553) è stata una nobildonna inglese, amica della regina consorte Caterina Parr.

Biografia

Joan Champernowne nacque a Modbury, nel Devon, in una data sconosciuta non più tardi del 1513, figlia di Sir Philip Champernowne e di sua moglie, Katherine (o Catherine) Carew, nipote di Katherine Ashley, una governante di Elisabetta I. Considerata fin dalla nascita bella e intelligente[1], fu iniziata alla corte inglese in giovane età, tanto che il suo primo incarico importante prima delle sue nozze con Sir Anthony Denny, servitore fidato di Enrico VIII e fervente protestante[1], avvenute nel 1525[2], fu quello di damigella d'onore di Caterina d'Aragona[3].

Nell'agosto del 1539, lei e altre dame di corte, visitarono Portsmouth per vedere una nave appena costruita. Inviarono a Enrico VIII una lettera congiunta firmata da lei, Mabel, Lady Southampton, Margaret Tallebois, Margaret Howard, sorella della regina consorte Catherine Howard, Alice Browne, Anne Knyvett, figlia di Thomas Knyvett, Jane Meutas, Anne Bassett, Elizabeth Tyrwhitt ed Elizabeth Harvey[4].

Dal suo matrimonio con Sir Denny, Joanna ebbe 12 figli, tra cui Sir Edward Denny, soldato, corsaro ed avventuriero sotto la regina Elisabetta I[5].

La Champernowne del Devon morì nel 1553.

Note

  1. 1 2 Kelly Ann Hart, The mistresses of Henry VIII, History, 2009, ISBN 978-0-7524-4835-0.
  2. ↑ John Coleman, The Last Days of Henry VIII, in European Business Review, vol. 17, n. 5, 1º ottobre 2005, DOI:10.1108/ebr.2005.05417eab.009. URL consultato il 22 novembre 2025.
  3. ↑ (EN) Alison Weir, Six Tudor Queens: Jane Seymour, The Haunted Queen: Six Tudor Queens 3, 2019, ISBN 978-1472227713.
  4. ↑ Henry Ellis, Original Letters, Illustrative of English History, Vol. 2 of 4: Including Numerous Royal Letters, From Autographs in the British Museum, and One or Two Other Collections (Classic Reprint), 2018, ISBN 978-0282601805.
  5. ↑ Burke’s Peerage, Baronetage & Knightage, Burke's Peerage, 2003, ISBN 978-0-9711966-2-9. URL consultato il 22 novembre 2025.

Voci correlate