John Barth

John Simmons Barth (pronuncia [bɑrθ]; Cambridge, 27 maggio 1930 – Bonita Springs, 2 aprile 2024[1]) è stato uno scrittore statunitense, autore di romanzi e racconti, considerato uno dei principali esponenti della letteratura postmoderna e della metafiction.
Biografia
Nato a Cambridge, nel Maryland, Barth ha inizialmente studiato orchestrazione alla Juilliard School di New York, con l'intenzione di intraprendere una carriera musicale. Ha poi frequentato l'Università Johns Hopkins, dove ha conseguito il Bachelor of Arts nel 1951 e il Master of Arts nel 1952.[2]
Ha insegnato alla Pennsylvania State University dal 1953 al 1965 e alla State University of New York di Buffalo dal 1965 al 1973. Nello stesso anno è tornato alla Johns Hopkins come docente di scrittura creativa, rimanendovi fino al ritiro dall'insegnamento nel 1995.[2]
Barth ha esordito come romanziere nel 1956 con L'opera galleggiante, a cui ha fatto seguito nel 1958 La fine della strada. I due romanzi affrontano temi quali il suicidio, il relativismo morale e l'aborto.[3] Nel 1960 ha pubblicato Il coltivatore del Maryland, romanzo storico epico-satirico ispirato all'omonimo poema del 1708 di Ebenezer Cooke, trasformato da Barth nel protagonista dell'opera. Il romanzo impiega la parodia, la digressione e il racconto nel racconto, rielaborando le convenzioni della narrativa settecentesca.[3]
Il successivo Giles ragazzo-capra, pubblicato nel 1966, ha ottenuto un ampio successo critico e commerciale. Nel 1968 è uscita la raccolta di narrativa breve La casa dell'allegria, nella quale Barth ha sperimentato forme destinate alla lettura, alla registrazione e alla recitazione.[3] Con Chimera si è aggiudicato nel 1973 il National Book Award per la narrativa, ex aequo con Augustus di John Williams.[4]
Poetica e narrativa postmoderna
Barth è stato uno dei principali esponenti della narrativa postmoderna statunitense affermatasi negli anni sessanta, insieme ad autori come William Gaddis, William Gass, Donald Barthelme, Robert Coover e Thomas Pynchon. La sua opera ha messo in discussione le convenzioni della trama e della rappresentazione realistica, impiegando la parodia, il racconto nel racconto e personaggi consapevoli della natura artificiale della narrazione.[5]
Il passaggio dalla prima fase della sua produzione a forme narrative più sperimentali è avvenuto con Il coltivatore del Maryland (1960), ampio romanzo epico-satirico costruito come una parodia della narrativa settecentesca. Ispirandosi all'omonimo poema di Ebenezer Cooke, Barth ha combinato storia e invenzione attraverso digressioni, coincidenze, racconti incastonati e riscritture di generi letterari precedenti. In Giles ragazzo-capra (1966) ha invece trasformato l'università in un'immagine allegorica del mondo contemporaneo, rielaborando modelli mitologici e riferimenti alla guerra fredda.[3]
L'incontro con l'opera di Jorge Luis Borges ha contribuito ad accrescere l'interesse di Barth per la natura artificiale della letteratura e per le possibilità offerte dalle forme narrative brevi.[3] Nella raccolta La casa dell'allegria (Lost in the Funhouse, 1968) i racconti attirano continuamente l'attenzione sui procedimenti impiegati per costruirli. Nel racconto che dà il titolo al volume, per esempio, la vicenda di formazione del giovane Ambrose viene interrotta dalle osservazioni del narratore sulla tecnica narrativa e sulla composizione della storia, diventando così un esempio di metafiction.[6] Il sottotitolo della raccolta, Fiction for Print, Tape, Live Voice, sottolinea inoltre la destinazione dei testi alla stampa, alla registrazione sonora o alla recitazione.[6] Il sottotitolo della raccolta, Fiction for Print, Tape, Live Voice, sottolinea inoltre la destinazione dei testi alla stampa, alla registrazione sonora o alla recitazione.
Al centro della narrativa di Barth è rimasto il rapporto fra chi racconta e chi ascolta. Lo scrittore ha ripreso e trasformato figure e strutture narrative provenienti dalla tradizione, fra cui Omero, Le mille e una notte, Don Chisciotte e il romanzo settecentesco, rappresentando la narrazione come un'attività capace di prolungare o rendere sopportabile l'esistenza.[5] La figura di Shahrazād, che sopravvive raccontando storie, ha assunto in questo contesto un particolare valore personale e poetico.[3] In Chimera (1972) Barth ha rielaborato le vicende di Shahrazād, Perseo e Bellerofonte attraverso tre narrazioni collegate, nelle quali i personaggi mitologici interagiscono con figure di narratori e autori consapevoli del processo di riscrittura.[7]
Riflessione teorica
La riflessione di Barth sulla narrativa si è concentrata sul rapporto fra la tradizione letteraria e la possibilità di produrre opere originali in un'epoca consapevole dell'esaurimento delle forme ricevute. Nel saggio The Literature of Exhaustion, pubblicato nel 1967 su The Atlantic, lo scrittore ha precisato che per «esaurimento» non intendeva una decadenza fisica, morale o intellettuale, ma il logoramento di alcune forme e possibilità artistiche; una condizione che non considerava necessariamente motivo di disperazione.[8]
Nel saggio Barth ha discusso con particolare attenzione l'opera di Jorge Luis Borges, individuando nella sua capacità di riutilizzare forme, generi e testi precedenti un modello per la narrativa contemporanea. L'esempio di Pierre Menard, autore del Chisciotte mostrava come la ripetizione di un testo già esistente potesse assumere un significato nuovo in un diverso contesto storico e autoriale. La consapevolezza che molte possibilità narrative fossero già state esplorate poteva quindi diventare essa stessa materia dell'opera, attraverso la parodia, la riscrittura e il commento sui procedimenti della finzione.[8]
The Literature of Exhaustion ha avuto notevole influenza nel dibattito sulla narrativa statunitense ed è stato spesso interpretato come un manifesto del postmodernismo o come l'annuncio della morte del romanzo.[5] Barth ha tuttavia respinto quest'ultima interpretazione: il suo argomento non riguardava l'esaurimento della narrativa in quanto tale, ma la difficoltà di continuare a impiegare alcune convenzioni come se le innovazioni del modernismo e delle avanguardie non fossero mai avvenute.[9]
Nel 1980 Barth è tornato sull'argomento con The Literature of Replenishment: Postmodernist Fiction. Nel nuovo saggio ha preso le distanze sia dalla semplice imitazione delle forme tradizionali sia da una sperimentazione fondata esclusivamente sul rifiuto del passato. Ha proposto invece una sintesi fra la capacità narrativa degli autori premodernisti e la consapevolezza formale acquisita attraverso il modernismo, indicando come modello una letteratura capace di rivolgersi a un pubblico ampio senza rinunciare alla complessità tecnica e all'autoriflessione.[10]
I due saggi sono stati successivamente raccolti in The Friday Book (1984), primo dei tre volumi nei quali Barth ha riunito la propria produzione critica, le lezioni e gli interventi sulla scrittura. Sono seguiti Further Fridays (1995) e Final Fridays (2012); nel 2022 ha inoltre pubblicato la raccolta di scritti brevi Postscripts (or Just Desserts): Some Final Scribblings.[3]
Opere
Romanzi
- The Floating Opera (1956; edizione riveduta, 1967)
- L'opera galleggiante, traduzione di Henry Furst, Milano, Longanesi, 1968; Milano, Bompiani, 1996.
- L'opera galleggiante, con un saggio dell'autore, traduzione di Martina Testa e Henry Furst, Roma, Minimum fax, 2003; 2018; 2022, ISBN 978-88-3389-350-1.
- The End of the Road (1958; edizione riveduta, 1967)
- La fine della strada, traduzione di Aldo Buzzi, Milano, Rizzoli, 1966; con un'introduzione di Enzo Golino, Milano, BUR-Rizzoli, 1976; Roma, Minimum fax, 2004.
- The Sot-Weed Factor (1960)
- Il coltivatore del Maryland, traduzione di Luciano Bianciardi, Milano, Rizzoli, 1968; Roma, Minimum fax, 2024, ISBN 978-88-3389-589-5.
- Giles Goat-Boy, or, The Revised New Syllabus (1966)
- Giles ragazzo-capra, o Il nuovo programma riveduto, traduzione di Luciano Erba, Milano, Rizzoli, 1972.
- Letters (1979)
- Sabbatical: A Romance (1982)
- The Tidewater Tales (1987)
- The Last Voyage of Somebody the Sailor (1991)
- Once Upon a Time: A Floating Opera (1994)
- Coming Soon!!!: A Narrative (2001)
- Every Third Thought: A Novel in Five Seasons (2011)
Raccolte di racconti e novelle
- Lost in the Funhouse: Fiction for Print, Tape, Live Voice (1968)
- La casa dell'allegria. Storie da stampare, incidere su nastro, recitare, traduzione di Pier Francesco Paolini, Milano, Rizzoli, 1974.
- Chimera (1972)
- On with the Story (1996)
- The Book of Ten Nights and a Night: Eleven Stories (2004)
- Where Three Roads Meet (2005)
- The Development: Nine Stories (2008)
Saggistica
- The Friday Book: Essays and Other Nonfiction (1984)
- Further Fridays: Essays, Lectures, and Other Nonfiction, 1984–1994 (1995)
- Final Fridays: Essays, Lectures, Tributes & Other Nonfiction, 1995–2012 (2012)
- Postscripts (or Just Desserts): Some Final Scribblings (2022)
Premi e riconoscimenti
- 1969 – Finalista al National Book Award per la narrativa con La casa dell'allegria.[11]
- 1973 – National Book Award per la narrativa per Chimera, ex aequo con Augustus di John Williams.[11]
- 1997 – F. Scott Fitzgerald Award for Achievement in American Literature.[12]
- 1998 – Lannan Literary Award alla carriera.[13]
- 1998 – Premio PEN/Malamud per l'eccellenza nella narrativa breve.[3]
Bibliografia
- (EN) David Morrell, John Barth: An Introduction, University Park, Pennsylvania State University Press, 1976.
- (EN) Charles B. Harris, Passionate Virtuosity: The Fiction of John Barth, Urbana, University of Illinois Press, 1983.
- (EN) Stanley Fogel, Understanding John Barth, Columbia, University of South Carolina Press, 1990.
- (EN) Gabrielle Dean e Charles B. Harris (a cura di), John Barth: A Body of Words, Victoria, Dalkey Archive Press, 2016.
Note
- ↑ (EN) John Barth, American postmodernist novelist, dies aged 93, su The Guardian, 3 aprile 2024. URL consultato il 3 aprile 2024.
- 1 2 (EN) Rachel Wallach, John Barth, towering literary figure and revered mentor, dies at 93, su Johns Hopkins University, 2 aprile 2024. URL consultato il 22 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Michael Carlson, John Barth obituary, in The Guardian, 12 aprile 2024. URL consultato il 22 luglio 2026.
- ↑ (EN) National Book Awards 1973, su National Book Foundation. URL consultato il 22 luglio 2026.
- 1 2 3 (EN) John Barth, innovative postmodernist novelist, dies at 93, in Associated Press, 3 aprile 2024. URL consultato il 22 luglio 2026.
- 1 2 (EN) Introduction: Lost & Found in the Funhouse, su Johns Hopkins University Libraries. URL consultato il 22 luglio 2026.
- ↑ (EN) Chimera by John Barth, su EBSCO Research Starters. URL consultato il 22 luglio 2026.
- 1 2 (EN) John Barth, The Literature of Exhaustion, in The Atlantic, agosto 1967. URL consultato il 22 luglio 2026.
- ↑ (EN) Charlie Reilly, An Interview with John Barth, in Contemporary Literature, vol. 41, n. 4, 2000, pp. 589-617, DOI:10.2307/1209004. URL consultato il 22 luglio 2026.
- ↑ (EN) John Barth, The Literature of Replenishment: Postmodernist Fiction, in The Atlantic, gennaio 1980. URL consultato il 22 luglio 2026.
- 1 2 (EN) John Barth, su National Book Foundation. URL consultato il 22 luglio 2026.
- ↑ (EN) Past Honorees, su F. Scott Fitzgerald Literary Conference. URL consultato il 22 luglio 2026.
- ↑ (EN) John Barth, su Lannan Foundation. URL consultato il 22 luglio 2026.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Barth, John Simmons, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Barth, John, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) John Barth, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) John Barth, su The Encyclopedia of Science Fiction.
- (EN) Opere di John Barth, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Bibliografia di John Barth, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) John Barth, su Goodreads.
- Bibliografia italiana di John Barth, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
- (EN) John Barth, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 85932912 · ISNI (EN) 0000 0001 2282 6047 · SBN RAVV041372 · Europeana agent/base/63058 · LCCN (EN) n50018099 · GND (DE) 11850679X · BNE (ES) XX1088133 (data) · BNF (FR) cb118903967 (data) · J9U (EN, HE) 987007462899605171 · NSK (HR) 981005683109309366 · NDL (EN, JA) 00432435 |
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