John Copnall

John Bainbridge Copnall (Horsham (Slinfold), 16 febbraio 1928 – Londra, 9 giugno 2007) è stato un artista inglese noto soprattutto per la sua pittura espressionista astratta, caratterizzata da un realismo stilizzato dai colori intensi, spesso su grande scala. Ha inoltre insegnato pittura per vent’anni alla Central School of Art and Design di Londra.

Biografia

Copnall nacque a Slinfold, un villaggio vicino a Horsham, nel West Sussex. Suo padre era l’eminente scultore Edward Bainbridge Copnall (1903–1970),[1] mentre sua madre Muriel era un’appassionata artista dilettante. Suo zio e sua zia, Frank e Teresa Copnall, erano entrambi artisti professionisti,[2] così come un altro suo zio, Hubert Picton Copnall (1918–1997),[3] che per oltre trent’anni si dedicò anche all’agricoltura nel Sussex. Suo nonno paterno, Edward White Copnall,[4] fu uno dei primi fotografi e artisti.

Copnall mostrò fin da giovane un talento promettente nel disegno e all’età di diciotto anni iniziò a studiare presso l’Architectural Association di Londra. Questa si rivelò una scelta professionale infelice, poiché Copnall non possedeva le capacità matematiche richieste e utilizzò la scusa del servizio militare obbligatorio per abbandonare definitivamente l’architettura e diventare un artista professionista.[5]

Carriera in Spagna

Inizialmente Copnall iniziò i suoi studi di pittura sotto la guida del padre alla Sir John Cass School of Art[6] nella City di Londra e, dal giugno 1950 al giugno 1955, sotto la guida dell’artista Sir Henry Rushbury[7] alla Royal Academy School.[8] Le sue prime opere erano prevalentemente figurative e nel 1954, nel suo penultimo anno di studi, vinse la Turner Gold Medal per la pittura paesaggistica.[5]

Nel 1954 Copnall e il suo amico artista Bert Flugelman[9] si recarono in Spagna per quella che doveva essere una breve visita, ma lui si innamorò del paesaggio iberico e vi rimase per quattordici anni. Durante il soggiorno a Ibiza sposò la sua prima moglie, Madeleine Chardon, dalla quale ebbe una figlia; quando il matrimonio finì, si trasferì sulla terraferma per vivere in un’hacienda sulle montagne sopra Malaga, dove si guadagnava da vivere come pittore, a volte utilizzando il nome di Juan de Retamá. La luce intensa della Spagna e la natura viscerale della sua gente cambiarono radicalmente la sua arte, mentre sperimentava colori intensi e terrosi, orientandosi sempre più verso l’astrazione. Nel corso della sua carriera Copnall si interessò all’uso di colori intensi e la luce spagnola accrebbe indubbiamente la sua sensibilità artistica.[10]

Con l’avanzare degli anni ’60, Copnall divenne di moda e iniziò a vendere i suoi dipinti a collezionisti privati, tra cui l’attore americano Melvyn Douglas.[11] Tenne diverse mostre personali in Spagna e in Catalogna, oltre a esposizioni in Germania, dove era molto apprezzato, e una meno importante a Newcastle, in Inghilterra. A proposito della sua vita negli anni ’60 disse: «Niente Beatles, ma tanta corrida, flamenco e Rioja!»[10]

Ritorno in Inghilterra

Nel 1968 Copnall tornò in Inghilterra e l’anno successivo tenne una mostra personale alla Bear Lane Gallery di Oxford. Le sue opere di quel periodo mostravano l’influenza degli espressionisti astratti americani come Barnett Newman, Morris Louis e Mark Rothko; utilizzava vernice acrilica su tela di cotone, su superfici sempre più ampie. Il suo uso del colore era esuberante. Copnall affermava che «la pittura è colore e il colore è pittura».[10] Nel 1970 vinse la borsa di studio Edwin Austin Abbey[12] e seguirono ulteriori riconoscimenti con i premi dell’Arts Council nel 1973 e un premio del British Council nel 1979. Nel corso degli anni ’70 tenne una serie di mostre personali, ma in seguito divenne una figura sempre più marginale nel panorama dell’arte inglese mainstream, man mano che l’arte astratta cominciava a perdere influenza con l’affermarsi dei nuovi stili «pop».[13] Ciononostante fu una figura determinante per la generazione successiva di artisti britannici grazie al ventennale periodo, dal 1973 al 1993, in cui Copnall lavorò come docente presso la Canterbury School of Art e la Central School of Art and Design.[10]

Gli ultimi anni a Londra

Copnall si sposò in seconde nozze nel 1976 con Caroline Brown, dalla quale ebbe un figlio e una figlia. Nel 1982 lavorava in una colonia di artisti nell’East End di Londra, presso il dismesso magazzino di biscotti per cani Spratt’s[14] a Bow,[10] pur continuando a svolgere la sua attività di insegnante. Nel 1996 la sua mostra personale Reflections, Orbits and Radiances[15] al De La Warr Pavilion di Bexhill-on-Sea, nel Sussex, attingeva principalmente alle opere realizzate nel periodo 1992-96. Nel catalogo, Christopher Lloyd, ispettore delle opere d’arte della Regina,[16] riteneva che fosse «difficile immaginare una cornice più appropriata per i dipinti di John Copnall» di questo esempio di architettura pionieristica della metà degli anni ’30, inondato di luce.[5][17]

Copnall fu eletto membro del London Group[18] nel 1988. Negli ultimi anni della sua vita, dopo il divorzio dalla seconda moglie, Copnall dipinse sporadicamente e smise del tutto di dipingere in seguito a un ictus. Morì il 9 giugno 2007 dopo una breve malattia.[5]

Collezioni pubbliche selezionate

Mostre personali selezionate

  • 1955 Piccadilly Gallery, Londra
  • 1956 Sala Vayreda, Barcellona
  • 1956 Piccadilly Gallery, Londra
  • 1957 Galerie Wolfgang Gurlitt, Monaco di Baviera
  • 1957 Univera Haus, Norimberga
  • 1958 Institut für Auslandsbeziehungen, Stoccarda
  • 1958 Piccadilly Gallery, Londra
  • 1960 Stone Gallery, Newcastle
  • 1961 Piccadilly Gallery, Londra
  • 1969 Bear Lane Gallery, Oxford
  • 1972 Institute of Contemporary Arts, Londra
  • 1973 Ikon Gallery, Birmingham
  • 1973 Richard Demarco Gallery, Edimburgo
  • 1974 Prudhoe Gallery, Londra
  • 1974 Aberdeen Art Gallery, Aberdeen
  • 1979 Galerie Morner, Stoccolma
  • 1983 Oxford Gallery, Oxford
  • 1996 Reeds Wharf, Londra
  • 1996 De La Warr Pavilion, Bexhill, East Sussex
  • 2008 Mark Barrow Fine Art, Londra[13]

Note

  1. ↑ (EN) Ian Chilvers e John Glaves-Smith (a cura di), Copnall, Edward Bainbridge, in A Dictionary of Modern and Contemporary Art, Oxford University Press, 2009, p. 156, ISBN 9780199239658.
  2. ↑ (EN) Grant M. Waters, Dictionary of British Artists Working 1900-1950, Eastbourne Fine Art, 1975.
  3. ↑ (EN) Hubert Copnall, British and Irish Artists of the 20th Century, su Artist Biographies, Artist Biographies Ltd. URL consultato il 4 gennaio 2023.
  4. ↑ (EN) Edward White Copnall, Professional Photographers in Horsham (W), su Sussex PhotoHistory. URL consultato il 4 gennaio 2023.
  5. 1 2 3 4 (EN) David Buckman, Obituary of John Copnall, in The Independent, ottobre 2007.
  6. ↑ (EN) Sir John Cass School of Art | Artist Biographies, su artbiogs.co.uk. URL consultato il 23 luglio 2026.
  7. ↑ (EN) Tod Ramos, Julia Rushbury, and Felicity Owen, Henry Rushbury Prints: A Catalogue Raisonné. Published by The Royal Academy (2010)
  8. ↑ (EN) Jerry Knight, All About Horsham Magazine, Article on Bainbridge Copnall, maggio 2013.
  9. ↑ (EN) Peter Pinson: Bert Flugelman, Watermark Press (2008); ISBN 0-949284-82-3
  10. 1 2 3 4 5 (EN) Simon Fenwick. Obituary, theguardian.com, 12 luglio 2007.
  11. ↑ (EN) Douglas, Melvyn e Tom Arthur, See You at the Movies: The Autobiography of Melvyn Douglas, Lanham, MD, University Press of America, 1986, ISBN 0-8191-5390-7.
  12. ↑ (EN) British School Rome, su The Abbey Fellowships incorporating the Edwin Austin Abbey Memorial Scholarships, BSR. URL consultato il 4 gennaio 2023 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2022).
  13. 1 2 (EN) William Packer, John Copnall : Space and Colour, in Mark Barrow Fine Art Exhibition Catalogue, 2008, p. 30.
  14. ↑ (EN) Spratt's, su London Remembers. URL consultato il 23 luglio 2026.
  15. ↑ (EN) John Copnall, Reflections, Orbits and Radiances, Paintings 1992-1996, Exhibition catalogue, Mill Street, London SE1, Reed's Wharf Gallery, 1996.
  16. ↑ (EN) Christopher Lloyd, The Dictionary of Art Historians, su Dictionary of Art Historians. URL consultato il 4 gennaio 2023.
  17. ↑ (EN) John Copnall, John Copnall : recent abstract paintings (1996), su WorldCat, Austin/Desmond Fine Art, London, 1989. URL consultato il 4 gennaio 2023.
  18. ↑ (EN) The London Group, The London Group - John Copnall, su thelondongroup.com. URL consultato il 23 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2005).
  19. ↑ (EN) John Copnall, Green for Cathy (Aberdeen Art Gallery & Museums), su Art UK. URL consultato il 4 ottobre 2023.
  20. ↑ (EN) John Copnall, Pale Blue Abstract 1, su Art UK. URL consultato il 4 ottobre 2023.
  21. ↑ (EN) David Buckman, Artists in Britain Since 1945, Art Dictionary Ltd., (part of Sansom & Co), 2006, pp. 1,888, ISBN 9780953260959.
  22. ↑ (EN) Ateneum Museum, International collection, su Ateneum. URL consultato il 4 ottobre 2023.
  23. ↑ (EN) John Copnall, Radiance II (Chelsea and Westminster Hospital), su Art UK. URL consultato il 4 ottobre 2023.
  24. ↑ (EN) John Copnall, Space and Colour (catalogue), St. Mary College, Twickenham, Mark Barrow Fine Art, 2008, p. 28.

Collegamenti esterni

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