John Pouncy

John Pouncy (Dorchester, 16 luglio 1818 – Parigi, marzo 1894) è stato un fotografo britannico, secondo varie cronache e alcuni brevetti sarebbe stato l'inventore della stampa al carbone, otto anni prima di Alphonse Poitevin, cioè il primo ad aver usato la gomma arabica dalla quale poi avrebbe avuto origine l'uso della gomma bicromata[1].

Biografia

Le notizie sul personaggio sono piuttosto scarse, quasi tutte derivate dalle pubblicazioni sui giornali di Dorchester e da qualche indagine storica. Figlio di William, un operaio di Piddletrenthide, e di Mary. Sposò Mary Ann Sprackley nel 1843 da cui nacque il figlio Walter, colui che seguirà le orme paterne. La madre morì nel 1846. Pouncy, quattro anni dopo, si sposò di nuovo con Mary Catherine Mills da cui ebbe cinque figli, un maschio e quattro femmine, ma secondo le cronache nessuno di loro raggiunse la maggiore età[2].

Per gran parte della sua vita, fino al 1854, Pouncy fece varie professioni, pittura, decorazione di case, vetratura, doratura e intaglio, anche se il Dorset County Chronicle nel 1859 scriveva che: "...la vera professione del signor Pouncy è quella di imbianchino", nonostante che tre anni prima avesse fatto pubblicare l'annuncio sul medesimo giornale della sua intenzione di dare alle stampe un atlante della contea del Dorset, illustrato con fotografie, corredate da didascalie e commenti storici[1].

Non è noto perché abbia deciso di dedicarsi alla fotografia e come abbia appreso il mestiere, ma sicuramente avvenne dopo il 1854, alternandolo con gli altri mestieri. Sembra che ambisse a risolvere uno degli inconvenienti che la fotografia degli albori aveva: quello che col tempo le immagini perdessero il tono, in una parola, sbiadissero fino a diventare poco leggibili. Il principale "colpevole" poteva essere attribuito al processo ai sali d'argento, cioè a una emulsione che all'epoca era noto fosse soggetta a mutazione. Pare che ciò fosse alla base per Pouncy del progetto di realizzare una testimonianza della contea del Dorset, che questa sua ricerca rimanesse permanente nel tempo[2].

Panorama del Melbury House, 1857

Nel 1857 pubblicò il volume intitolato Dorsetshire Photographically Illustrated, il primo volume in assoluto in inglese con immagini fotolitografiche[1], cioè la riproduzione su foglio metallico delle matrici di immagini e scritti tramite la trasposizione fotografica su uno strato di gelatina sensibile alla luce[3]. Il volume mostrava 80 illustrazioni, ognuna con due o più pagine di narrazione storica, della misura di 20x28 cm. I testi vennero corredati anche con citazioni classiche di poeti come William Cowper, James Thomson, William Wordsworth[2].

Il volume ebbe una notevole eco, ma Pouncy era ancora poco soddisfatto della qualità delle foto. Grazie al premio messo in palio dalla londinese "Photographic Society", quella che anni dopo diverrà la Royal Photographic Society, per chi fosse riuscito a risolvere il problema dello sbiadimento, egli iniziò le sue ricerche chimiche partendo da quelle effettuate dal chimico scozzese Mungo Ponton nel 1839, il quale aveva intuito l'utilizzo del bicromato di potassio al posto del cloruro d'argento che veniva comunemente usato sia nella dagherrotipia che nella calotipia. Pouncy, dunque, dopo aver rivestito il foglio con il bicromato vi aggiunse della gomma arabica e del carbone vegetale.
I risultati furono assai convincenti tanto che nel 1858 presentò la sua ricerca alla Photographic Society[2], presieduta da Roger Fenton, brevettandone il processo chimico (n. 780) Negli anni successivi proseguì le ricerche al fine di perfezionare l'invenzione, aggiungendo altri brevetti: nel 1863 (n. 267) e nel 1868 (n. 3849). Arthur T. Gill rivelò con una serie di articoli, pubblicati nel 1865, che probabilmente la presentazione e il conseguente interrogatorio alla Photographic Society nei confronti di Pouncy fosse stato poco cortese ed anzi, si chiede, se non fosse sfociato in una specie di rissa[4].

Sperava che gli fosse riconosciuto, nonostante le sue resistenze, "il merito di una delle più grandi scoperte che la fotografia abbia mai conosciuto" come venne pubblicato sul "Photographic Journal" l'11 dicembre 1858 a pag. 91[4]. Pouncy ricevette il riconoscimento per i suoi sforzi da Thomas Sutton, direttore della rivista "Photographic Notes". Nel 1859 gli fu finalmente conferita la medaglia d'argento del Duca di Luynes, onorificenza che otto anni dopo fu assegnata anche ad Alphonse Poitevin. Pouncy ricevette altri importanti riconoscimenti: medaglie dalla Scozia (1863), dalla Prussia (1865), da Parigi (1867) e da Edimburgo (1876), inoltre, la sua ricerca ottenne il patrocinio del Principe consorte Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha e del Principe di Galles[2].

In ogni caso, il libro Photographs Exhibited in Britain 1839-65 di Roger Taylor, elencava nove opere esposte da John Pouncy. Otto di queste furono inviate alle mostre di Edimburgo del 1858 e del 1864. Inoltre, egli partecipò alla Grande esposizione di Londra del 1862 con una stampa al carbone. Peraltro una sua immagine, intitolata Paesaggi - Esemplari di stampa al carbone, fu presentata alla terza mostra della "Photographic Society of Scotland" nel 1858[5].

In diverse circostanze pubbliche, egli dimostrò la capacità di produrre stampe al carbone, ma non volle rivelarne il processo. Le singole stampe erano molto convincenti, anche se forse era consapevole dell'impossibilità che divenissero una produzione di massa. In ogni caso, il Victoria and Albert Museum conserva una stampa che dimostra quanto ricche di sfumature tonali potessero essere le immagini di Pouncy, per quanto il suo metodo, forse, si rivelasse meno efficace di quello di Paul Pretsch (1808–1873) e Poitevin. Negli anni Settanta, se non altro, seppe che il suo metodo, sia pure con alcune varianti, ebbe il successo industriale grazie a fotografi come Adolphe Braun e ad aziende quali la London Stereoscopic and Photographic Company[4].

Nonostante tutto, fu un pioniere indipendente. In un cartello fuori dal suo negozio scrisse: "John Pouncy Inventor of Photographs in Carbon and Oil Colours on Canvas Panels. Inspection invited. To be only obtained from John Pouncy (John Pouncy, inventore di fotografie a carbone e colori ad olio su pannelli di tela. Ispezione su invito. Da ottenere solo da John Pouncy)[4]. Oltre alla disputa sulla paternità dell'invenzione, già dopo il 1863 il suo entusiasmo era molto diminuito, probabilmente anche a causa della morte prematura dei figli avuti dalla seconda moglie. Nel 1872, lasciò al figlio Walter l'eredità della sua attività fotografica. John Pouncy morì dopo aver contratto un raffreddore che si trasformò in bronchite[2].

Walter Pouncy

Ritratto dello scrittore e docente Reginald Bosworth Smith, 1909

Nacque nel 1844 a Fordington nella contea del Dorsetshire. Il censimento del 1871 lo pone già alla guida dello studio del padre, dove aveva assunto i tre lavoranti che già lavoravano per il padre. Assieme a Walter risulta che fosse presente anche la sorellastra Annie, nata nel 1854, incaricata di occuparsi della casa[1] e che probabilmente morirà dopo poco tempo.

Nel 1881 sposò Eliza Rudduck, nata nel 1850, ed ebbe una figlia Florence M. Pouncy, nata nel 1885 che risultava ancora in vita nel censimento del 1911, della quale poi si son perse le tracce. Il censimento del 1891 registra la sua professione come "artista fotografo". In seguitò cambiò nome allo studio del padre, sostituendolo con "W. Pouncy's Photographic Institution".
Tra i suoi amici figurava il poeta Thomas Hardy al quale fece un ritratto. Nel 1914 il "Dorset County Chronicle" pubblicò un grande panorama del paesaggio del Maiden Castle, scattato da Walter che venne definto "il decano dei fotografi di Dorchester". Walter morì nel 1918[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 (EN) Michael Russell, The Pouncy Family, in Dorset Online Parish Clerks, marzo 2019. URL consultato il 23 marzo 2026.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) John Pouncy, in Dorset Ancestors, 23 marzo 2010. URL consultato il 23 marzo 2026.
  3. ↑ Fotolitografia, in Treccani. URL consultato il 23 marzo 2026.
  4. 1 2 3 4 (EN) Ian Leith, POUNCY, JOHN (C. 1808–1894), in Encyclopedia of Nineteenth-Century Photography, Routledge, Londra, 2008, p. 1168-1169.
  5. ↑ (EN) Peter Stubbs, John Pouncy, in Edinphoto. URL consultato il 23 marzo 2026.

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