Jules Couppier

Jules Couppier, nato Claude Henri Jules Couppier (1823 circa – Amélie-les-Bains-Palalda, 14 aprile 1860), è stato un chimico e fotografo francese.

Fu uno dei primi fotografi di guerra e fu probabilmente il primo a fotografare i feriti e i morti nei campi di battaglia[1].

Biografia

Ignoto risulta il luogo di nascita mentre in un documento viene citato quale anno di nascita probabile il 1823[2]. Dall'atto di morte risulta che fu sposato con Anne Anna Thierry e che ebbe il figlio Jules Charles[3]. Sono ignoti molti aspetti della sua vita, ciò che è noto viene desunto soprattutto dalla sua attività fotografica.

Nel 1853 pubblicò un volume con vedute stereoscopiche di Parigi e di Versailles mentre l'anno precedente aveva pubblicato un libro di chimica applicato alla fotografia dal titolo "Traité pratique de photographie sur verre, d'après les derniers perfectionnements", dedicato a colui che considerava il suo maestro e il suo ispiratore: Abel Niépce de Saint Victor. Libro nel quale diffuse quanto aveva appreso, cioè ampliare l'uso della negativa su vetro, ricoperta dall'albumina, stampando in questo modo più positivi[4]. Occorre tenere presente che l'anno precedente anche Gustave Le Gray aveva messo a punto un processo per ottenere un'immagine negativa su vetro (o su carta) che utilizzava il collodio umido e che descrisse nel suo libro "Traité pratique de photographie sur papier et sur verre"[5]. Prese parte alla fondazione della Société française de photographie e più volte la rivista La Lumière elogiò i suoi negativi su lastra di vetro e fornì alcune tracce che aiutano a ricostruirne la carriera[6].

Sono noti i suoi viaggi: in Belgio, Algeria e Italia, tra il 1853 e il 1857, in Russia nel 1858. Alcune di queste sue immagini vennero pubblicate dai fratelli Alexis Gaudin, Marc Antoine e Charles nel 1856 nel loro catalogo di bellezze architettoniche, rovine archeologiche e paesaggi realizzati con la stereoscopia[7], edita con ristampa anastatica nel 1993 a cura di Jean-Marie Voignier[8] e riproposto prima da Giovanni Fanelli nel 2020 e succevamente nel 2024 da Emanuele Bennici[9]. Couppier espose le proprie fotografie all'Esposizione universale dei prodotti dell'agricoltura, dell'industria e delle belle arti di Parigi nel 1855 e a Bruxelles l'anno seguente. Espose ancora a Parigi nel 1857 in una mostra promossa e organizzata dalla "Société française de photographie" e fu presente nella prestigiosa Royal Photographic Society di Londra nel 1858. Couppier mise in mostra le sue immagini perfino al Salon di Parigi nel 1859, la prima volta che le sale del Louvre venissero aperte anche ai fotografi[4].

Se Roger Fenton viene ricordato per essere stato il primo reporter presente nel corso della Guerra di Crimea, nel 1855, dove effettuò con la sua camera oscura ambulante, trainata da cavalli, ritratti di soldati al fronte e i luoghi ove si svolsero combattimenti, anche se altri affermano che il primo sia stato il fotografo ungherese Carol Szathmari, anche lui presente nella guerra di Crimea fin dal 1853, a Couppier va senz'altro il merito di essere stato il primo a fotografare scene di guerra con morti e feriti[1].

Accompagnò, infatti, le truppe francesi nel 1859 durante la Seconda guerra d'indipendenza italiana dove si ritiene che compaiono in fotografia i primi morti e feriti in assoluto[1]. A differenza delle foto di Fenton e di Szathmari, nelle immagini di Couppier si vedono scene di vari cadaveri, corpi smembrati e arti amputati ammucchiati[10]. La foto del cimitero di Melegnano "il giorno dopo la battaglia" mostra ben 200 morti ammassati, come anche la foto dei morti della battaglia di Solferino[11]. Le foto di Couppier, come quelle di Felice Beato nel 1860, assieme a resoconti e testimonianze, hanno contribuito a rivedere la tesi secondo cui le guerre nel corso del XIX secolo furono poco più che scaramucce, quando viceversa provocarono migliaia di morti e mutilazioni[12].

Nel 1859 ebbe una breve esperienza con la società fondata nel 1854 da Charles Solier e Athanase Clouzard con lo scopo di dipingere e colorare le stereoscopie. Proprio in quello stesso anno Clouzard abbandonò la ditta vendendo la sua quota a Soulier[13]. Dopo l'uscita del vecchio socio, Solier si associò con Claude-Marie Ferrier[14].

Il 14 aprile 1860, mentre si trovava sui Pirenei nel villaggio di Amélie-les-Bains-Palalda, Couppier morì in seguito ad avvelenamento, probabilmente accidentale o per imprudenza, da cianuro di potassio normalmente usato in fotografia[1]. La vedova chiamò per la stima dell'inventario proprio i soci della ditta con i quali stava da pochi mesi collaborando: Charles Solier e Claude-Marie Ferrier[3].

Pubblicazioni

  • Traité pratique de photographie sur verre, d'après les derniers perfectionnements (edizione originale del 1852), Hachette Livre BNF, 2019 - ISBN 978-2329251820

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Janice G. Schimmelman, Jules Couppier, Glass Stereoviews 1853-1860, in Blurb, 16 luglio 2018. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  2. ↑ (EN) T. K. Treadwell, William C. Darrah (con aggiunte di Wolfgang Sell), Photographers of the World (PDF), in National Stereoscopic Association, 28 novembre 2003, p. 60. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  3. 1 2 (FR) Inventaire après décès de Claude Henri Jules Couppier, dressé dans une maison située 21 bis, rue de la Contrescarpe-Saint-Marcel,..., in Minutes et répertoires du notaire Ismaël Jean Lentaigne, 14 octobre 1852-19 août 1874 (étude LXII), 1860. URL consultato il 21 febbraio 2026.
  4. 1 2 (EN) Kirill Kuzmichev, Jules Couppier, in The Third Dimension: History of stereoscopic views, 2018. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  5. ↑ Alberto Trivero Rivera, Dal dagherrotipo alla foto postale, in Accademia, 2021, p. 10. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  6. ↑ (FR) Janice G. Schimmelman, Jules Couppier, Vues sur verre-1853-1860 (titre original en anglais), in Photographies stéréoscopiques du 19ème siècle. 1850-1871, 2018. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  7. ↑ (ES) Gaudin Frère, Catalogue général des épreuves stéréoscopiques sur plaque et papier de Alexis Gaudin et frère, fabricants de daguerréotypes, in Typog. de Henri Plon, 1856. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  8. ↑ (FR) Jean-Marie Voignier (a cura di), Répertoire des Photographes de France au Dix-Neuvième Siècle, in Le Pont de Pierre, 1993.
  9. ↑ Emanuele Bennici, Le vedute stereoscopiche dell'Italia edite da Alexis e Charles Gaudin (1855-1866 circa) (PDF), settembre 2024. URL consultato il 22 febbraio 2026.
  10. ↑ (DE) Helmut Gernsheim, Geschichte der Photographie. Die ersten hundert Jahre, 1983, p. 326.
  11. ↑ (EN) COMBAT PHOTOGRAPHY DURING THE FRANCO-AUSTRIAN WAR OF 1859 (Revised 2023), in Hold History in Your Hand, 18 febbraio 2012. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  12. ↑ (FR) Laurence Bertrand Dorléac (prefazione), Nineteenth Century Wars at a Distance, testo di Sylvain Venayre, in Arts & Sociétés, 2023. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  13. ↑ (EN) Kirill Kuzmichev, Athanaze Clouzard, in The Third Dimension: History of stereoscopic views, 2018. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  14. ↑ (EN) Kirill Kuzmichev, Charles Soulier, in The Third Dimension: History of stereoscopic views, 2018. URL consultato il 23 febbraio 2026.

Bibliografia

  • Janice G. Schimmelman, Glass stereoviews - 1853-1860, The Collodion Press, 2018 - ISBN 978-0982945681

Voci correlate

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