Marc Antoine Gaudin

Marc Antoine Gaudin, autore e data ignoti (forse un autoritratto)

Marc Antoine Gaudin, nato Marc Antoine Augustin Gaudin (Saintes, 5 aprile 1804 – Parigi, 2 agosto 1880), è stato un chimico e fotografo francese.

Biografia

Figlio di Pierre Dominique e di Félicité Fortunée[1], ebbe due fratelli: Alexis e Charles (1825-1905).

Fin dagli anni Trenta si dedicò alla chimica ed in particolare ai gas. Anticipando Stanislao Cannizzaro, mise ordine e introdusse una netta distinzione tra atomi, determinandone il peso atomico corretto, e molecole[2], un aspetto che aveva provocato confusione tra i principali scienziati dell'epoca Amedeo Avogadro, André-Marie Ampère e Jean-Baptiste Dumas, pubblicando l'importante volume L'architecture du monde des atomes nel 1873[3], sulla cui Tavola periodica degli elementi proprio Gaudin ebbe una visione non secondaria[4].

Gli studi da lui condotti sul quarzo puro rivestirono particolare importanza nel 1837 con la realizzazione della prima produzione del vetro dal quarzo. Infatti, il vetro di quarzo puro, prodotto da Gaudin, si caratterizzò per alcune proprietà particolarmente vantaggiose: estrema resistenza al calore, bassa dilatazione termica e una elevata trasmittanza ai raggi UVC, cioè favorendo una maggiore esposizione alla vitamina D dei raggi solari e alla caratteristica germicida dei raggi UVC, come sarà ampiamente utilizzato in futuro per i solarium e per le lampade germicide[5]. Fu il primo a sintetizzare zaffiri e rubini artificiali[6].

Marc Antoine aveva autocostruito nel 1839 un dagherrotipo, che successivamente avrebbe venduto come "Daguerréotype Gaudin". Assieme al fratello Alexis si dedicò alla fotografia dal 1842, mentre nel 1844 i tre fratelli fondarono un laboratorio col nome "Maison Gaudin Frères" e che "nei due decenni successivi era diventata la principale casa editrice di vedute stereoscopiche del paese". Un vasto archivio di vedute d'Europa e del vicino Oriente, realizzato anche da un nutrito gruppo di fotografi tra i quali Claude Grillet, Claude-Marie Ferrier, Alexandre Bertrand, Henri-Charles Plaut, Jules Couppier e altri rimasti ignoti[7].

Funerali del duca Ferdinando Filippo d'Orléans. Sullo sfondo la Cattedrale di Notre-Dame, 1842

Tra le pochissime immagini pervenute di Marc Antoine Gaudin assume particolare rilievo quella dei funerali del duca Ferdinando Filippo d'Orléans avvenuti il 30 luglio 1842. Il giorno 13 di quello stesso mese il duca Ferdinando, molto amato per le sue idee liberali, viaggiava in direzione di Neuilly con lo scopo di salutare i suoi familiari prima di partire per una missione militare. Per motivi rimasti ignoti, i cavalli della sua carrozza si imbizzarrirono e il giovane principe cadde a terra, morendo. I solenni funerali si tennero nella Cattedrale di Notre-Dame, mentre Gaudin si sistemò in una casa di fronte alla Cattedrale.
L'incredibile tempo di posa molto breve, perfezionato con l'ottico Noël Paymal Lerebours, richiedeva soltanto un tempo di posa di 1/10 di secondo, impensabile per quel tempo, tanto che la foto presenta solo un leggero "mosso", rendendo ben visibili una notevole quantità di dettagli, dove sembra di scorgere perfino la bara del defunto duca. Questa immagine costituisce una rarità non solo sul piano tecnico ma anche quale testimonianza di un avvenimento storico. La foto è stata acquisita dal Museo d'Orsay nel 1996[8].

Nel 1843 Alexis aprì un atelier a Parigi sotto la direzione del fratello maggiore anche con lo scopo non solo di fare della ritrattistica ma anche di vendere apparecchiature fotografiche, ma ben presto si dedicarono unicamente alla vendita di articoli per la fotografia[9]. Nel 1851 Marc Antoine acquistò da Benito R. de Monfort (1800-1871), dopo che erano usciti già 38 numeri, il giornale La Lumière imprimendo però fin da subito una svolta ed indicando già nel sottotitolo "Rassegna di fotografia, belle arti, eliografia e scienza" quale fossero le sue intenzioni. Diretto e caporedattore da Alexis Gaudin, dopo la breve parentesi del fisico italiano Gilberto Govi (1826-1889), cui succedette come caporedattore il giornalista, critico d'arte e fotografo Ernest Lacan[10]. Marc Antoine divenne caporedattore nel 1961 quando Lacan lasciò per divergenze con la proprietà e lo mantenne fino alla chiusura della rivista nel 1867. I suoi ultimi due articoli sulla fotografia furono pubblicati il 15 luglio 1867 sulla rivista diretta da Lacan "Moniteur de la photographie"[6].

La Lumière fu l'organo della Société héliographique, fondata proprio nel gennaio 1851 e disciolta due anni dopo, il cui membro fondatore fu Benito R. de Monfort con lo scopo eminente di "accelerare il miglioramento della fotografia". La rivista rappresentò un importante punto di riferimento per i fotografi, gestito dai fratelli Gaudin[10].

Da sinistra: Noël Paymal Lerebours, due uomini ignoti, Frédéric Martens e Marc Antoine Gaudin, 1844

Già all'inizio degli anni Cinquanta, con la nuova moda della stereoscopia, Alexis ed il fratello minore Charles aprirono un nuovo studio dedicato a questo nuovo genere ormai richiestissimo, al quale Marc Antoine collaborò meno frequentemente, anche se un catalogo delle loro immagini, edito nel 1856, riporta il nome dei tre fratelli[11], e della loro Maison, divenuta la principale casa editrice di vedute stereoscopiche del paese. Probabilmente, egli preferì continuare a scrivere saggi su La Lumiere. Con la chiusura del giornale nel 1867, il ritiro dal settore fotografico del fratello Alexis nel 1864, Gaudin si dedicò quasi esclusivamente al settore della chimica[7].

In realtà, il fratello minore Charles, proprio nel 1864, acquistò l'attività di Alexis, compresa anche la rivista La Lumière. Lo stesso anno accettò di distribuire in via esclusiva le fotografie di William England in Europa, mentre l'anno successivo acquisì la collezione di uno dei maggiori produttori di stereografie, Pierre-Henri-Amand Lefort. Nel marzo 1872, dopo la guerra franco-prussiana e la caduta della Comune di Parigi, un tribunale di Parigi ordinò che la sua attività venisse liquidata a causa dei debiti accumulati. Emesso nel 1873 un provedimento penale contro di lui, Charles fuggì a Londra, dove lavorò per circa due anni. Visse in quella città sotto il nome di Belcour fino al 1890 quando fece ritorno in Francia e dove morì nel 1905[12].

Per due volte, nel 1851 e nel 1862, Marc Antoine cercò di ottenere un posto all'Accademia francese delle scienze, ma non ci riuscì[6]. Vinse per quattro volte il prix Trémont, dal 1867 al 1872, un premio per gli scienziati che si trovavano in difficoltà economiche o che non ebbero fortuna nel non vedersi riconosciuti i propri meriti[13]. Oltre a Gaudin figurano tra i premiati Heinrich Daniel Ruhmkorff, Alphonse Poitevin, il compositore Edmond Malherbe (1870-1963) ed altri.

Fu il padre di Félix Gaudin, autore di vetrate artistiche e capostipite di una generazione di artisti vetrai che da lui discese: Jean Gaudin (1851–1930), figlio, Jean Gaudin (1879–1954), nipote, Pierre Gaudin (1908–1973), bisnipote, Sylvie Gaudin (1950–1994), trisnipote.

Note

  1. ↑ (EN) Family tree of Marc Antoine Gaudin, in Geneastar. URL consultato il 16 febbraio 2026.
  2. ↑ Gaudin, Marc Antoine, in Enciclopedia Treccani. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  3. ↑ (FR) Marc-Antoine Gaudin, L'architecture du monde des atomes, in Gauthier-Villars, Parigi, 1873. URL consultato il 16 febbraio 2026.
  4. ↑ (EN) Theron M. Cole Jr., Early Atomic Speculations of Marc Antoine Gaudin: Avogadro's Hypothesis and the Periodic System, in Isis vol. 66 n. 3 - The University of Chicago Press, settembre 1975, pp. 334-360. URL consultato il 16 febbraio 2026.
  5. ↑ (EN) Seymour H. Mauskopf, The Atomic Structural Theories of Ampère and Gaudin: Molecular Speculation and Avogadro's Hypothesis, in Isis. 60. Jahrgang, Nr. 1, 1969, pp. 61-74.
  6. 1 2 3 (FR) Jean-François Luneau, Félix Gaudin, peintre-verrier et mosaïste, 1851-1930, in Presses Universitaires Blaise-Pascal, 2007, p. 38. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  7. 1 2 Laura Di Fede, Visti dagli altri: il patrimonio culturale siciliano fotografato dagli stranieri durante il XIX secolo (PDF), in Università di Palermo, 2021, pp. 284-285. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  8. ↑ (FR) Enterrement de Mgr le duc d'Orléans auquel j'ai assisté. C'est une grande perte pour la France, in Musee d'Orsay, 30 gennaio 2026. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  9. ↑ (FR) Denis Pellerin, Gaudin frères. Pionniers de la photographie, 1839-1872, in Chalons-sur-Saône, Société des amis du musée Nicéphore-Niépce, 1997, pp. 68-79.
  10. 1 2 (EN) André Jammes e Eugenia Parry Janis, The Art of French Calotype: With a Critical Dictionary of Photographers, 1845-1870, in Princeton University Press, 1982.
  11. ↑ (ES) Gaudin Frère, Catalogue général des épreuves stéréoscopiques sur plaque et papier de Alexis Gaudin et frère, fabricants de daguerréotypes, in Typog. de Henri Plon, 1856. URL consultato il 17 febbraio 2026.
  12. ↑ (EN) Kirill Kuzmichev, Charles Gaudin, in The Third Dimension: History of stereoscopic views, 2018. URL consultato il 23 febbraio 2026.
  13. ↑ Gaudin, Alexis, in Musei Civici del Comune di Trieste. URL consultato il 17 febbraio 2026.

Bibliografia

  • Dennis Pellerin, Gaudin Frères: Pionniers de la photographie 1839-1872, Musée Nicéphore Nièpce, 1997 - ISBN 978-2907284172
  • Dennis Pellerin, Gaudin (frères), in Dictionnaire mondial de la photographie: des origines à nos jours, Larousse, Parigi, 2001 - ISBN 978-2035113153

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