Klemens Behler
| Klemens Behler | |
|---|---|
| Nascita | Bochum, 6 dicembre 1921 |
| Morte | Bonn, 10 ottobre 1998 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Waffen-SS |
| Arma | Artiglieria Fanteria |
| Unità | "Leibstandarte SS Adolf Hitler" 23. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nederland" |
| Anni di servizio | 1941-1945 |
| Grado | SS-Obersturmführer |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte orientale (1941-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Halbe |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Buchbesprechung: „Obersturmführer Klemens Behler – vorgeschobener Beobachter mit Ritterkreuz“[1] | |
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Klemens Behler (Bochum, 6 dicembre 1921 – Bonn, 10 ottobre 1998) è stato un militare tedesco, insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro nel corso della seconda guerra mondiale[2][3][4].
Biografia
Nacque a Bochum il 6 dicembre 1921.[3] Dopo aver completato gli studi, durante i quali prestò servizio come capo dei giovani nella gioventù di Scharnhorst e successivamente nella gioventù hitleriana, si arruolò nel Battaglione d'artiglieria della "Leibstandarte SS Adolf Hitler" (LAH) a Berlino-Lichterfelde il 1° agosto 1940.[1][3] Presso l'ex accademia prussiana dei cadetti, ricevette l'addestramento di base di fanteria e artiglieria.[3] Durante l'addestramento reclute, fu scelto dal professor Ottomar Anton come modello per un famoso manifesto di reclutamento delle Waffen-SS, "Entrare nelle Waffen-SS a partire dai 17 anni".[1] Il manifesto finito fu esposto al pubblico per la prima volta l'estate successiva, dopo l'inizio della guerra contro l'Unione Sovietica.[1]
Dal giugno 1941, prestò servizio nel Reggimento d'artiglieria della Leibstandarte nell'Ucraina centrale e meridionale.[1] Il 16 settembre fu ferito nella steppa di Nogai vicino a Gromowka e trasferito in un ospedale da campo e poi in un ospedale in Patria.[3] Dopo la guarigione, fu assegnato alla batteria di riserva della I Scuola d'artiglieria SS a Glau-Trebbin.[3] Nel maggio 1942 fu promosso a Unterscharführer.[3]
Poco dopo insieme a Ernst Günther Krätschmer, fu assegnato all'8° Corso di addestramento per ufficiali attivi delle SS presso la SS-Junkerschule di Bad Tölz, dove rimase fino al dicembre 1942.[3] Dopo la sua promozione a Standartenjunker nel settembre 1942, il suo corso si recò allo Sportpalast per assistere a un discorso di Adolf Hitler, cui assistettero anche Göring, Goebbels e Keitel.[3]
In qualità di Untersturmführer, in servizio presso al SS-Polizei-Artillerieregiments 4, partecipò ai combattimenti sui fronti marittimi di Leningrado e Oranienbaum, all'interno del settore presidiato dalla SS-Polizeidivision, nella parte settentrionale del fronte orientale, come osservatore avanzato, ufficiale osservatore e aiutante di battaglione.[3] Nel febbraio 1944, fu trasferito alla 23. SS-Freiwilligen-Panzergrenadier-Division "Nederland", III. SS-Panzerkorps, come comandante di batteria.[3] In questo ruolo, partecipò ai combattimenti nella testa di ponte di Narva e alla successiva ritirata verso l'istmo di Narva.[1] In ottobre, la divisione si ritirò attraverso l'Estonia e la Lettonia sul fronte di Curlandia.[3]
Il 23 gennaio 1945, durante la quarta battaglia di Curlandia, un importante attacco nemico alla principale linea di resistenza nella zona di Preekuln fu sventato dal fuoco di artiglieria da lui diretto (era comandante della 3ª Batteria/Artillerieregiment 54 "Nederland") dal suo posto di osservazione.[3][2] Via radio diresse il fuoco verso le brecce che si erano aperte sul fronte e, nel pomeriggio, dietro esplicito ordine lasciò il suo posto di comando e, entrando in combattimento ravvicinato con il nemico, stabilì il suo posto di comando 1,5 km più indietro, vicino sulle alture di Ozoli.[2] Lì, dalla collina denominata Quota 42.9, fu responsabile della tenuta del fronte infliggendo pesanti perdite agli attaccanti. Gravemente ferito alla nuca da una scheggia di granata creata dall'esplosione di un proiettile perforante, il 25 gennaio, fu evacuato solo dopo che il comandante di battaglione raggiunse la sua postazione.[2] Il 17 marzo 1945 fu insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro che gli fu consegnata nell'ospedale militare in cui era ricoverato.[2]
Nell'aprile 1945 rientrò in servizio nell'Artillerieregiment 54 "Nederland", combattendo nella zona di Francoforte sull'Oder e Fürstenwalde, così come a sud di Berlino, fino allo sfondamento della sacca di Halbe verso il fiume Elba.[2] Poiché la sua ferita non era ancora guarita, ed inizialmente le sue bende dovevano essere cambiate quotidianamente, non poteva indossare un elmetto d'acciaio.[2] Attraversò a nuoto i fiumi Mulde, Saale ed Elba, raggiungendo infine la casa dei suoi genitori a Bochum tre mesi dopo.[3] Lì, fu consegnato alle forze di occupazione britanniche e internato fino al 1947.[3] Dopo la guerra, dal 1962 al 1967, completò 12 esercitazioni di addestramento per la riserva della Bundeswehr.[3] Nel 1967 frequentò un corso per comandanti presso la scuola di artiglieria di Idar-Oberstein, posto definitivamente in riserva con il grado di tenente colonnello nel 1974.[1]
Poco dopo il suo rilascio dall'internamento, cercò di contattare i suoi ex commilitoni, si unì all'HIAG (Associazione Storica degli Ex Membri delle Waffen-SS) e divenne portavoce della sezione HIAG di Bochum e, dal 1991, di quella di Bonn.[3] Nel gennaio 1995, scrisse l'opuscolo "Le Waffen-SS, scritte per i sapienti e gli inconsapevoli".[3] Fu anche invitato a un ricevimento offerto dal presidente estone, Lennart Meri, insieme ad ex commilitoni estoni.[3] Mori a Bonn il 10 ottobre 1998 e fu sepolto con tutti gli onori militari.[3] Durante il funerale, ufficiali del Militärischer Abschirmdienst (MAD) si unirono ai partecipanti e in seguito interrogarono i membri della Bundeswehr presenti.[3]
Onorificenze
Note
Bibliografia
- (EN) Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939-1945, Friedburg, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 3-7909-0284-5.
- (EN) Walther-Peer Fellgiebel, Elite of the Third Reich. The recipients of the Knight's Cross of the Iron Cross 1939-1945: A Reference, Solihull, Helion & Company Limited, 2003, ISBN 1-874622-46-9.
- (DE) Thomas Franz e Günter Wegmann, Die Ritterkreuzträger der Deutschen Wehrmacht 1939-1945, Osnabrück, Biblio-Verlag, 1992.
- (DE) Ralph Tegethoff, Obersturmführer Klemens Behler - Vorgeschobener Beobachter mit Ritterkreuz, Bad Honnef, Balmung Verlag, 2017.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (DE) Buchbesprechung: „Obersturmführer Klemens Behler – vorgeschobener Beobachter mit Ritterkreuz“, su Der Dritte. URL consultato il 15 maggio 2025.
- (DE) Klemens Behler, su Ritterkreuztraeger 1939-45. URL consultato il 15 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2011).
- (EN) Behler, Klemens, su Traces of War. URL consultato il 15 maggio 2025.
- (DE) Behler, Klemens (PDF), su Ritterkreuztraeger. URL consultato il 15 maggio 2025.