La stella rossa

La stella rossa
Titolo originaleКрасная звезда
Krasnaja zvezda
Altri titoliStella Rossa
Copertina della prima edizione del 1908
AutoreAleksandr Aleksandrovič Bogdanov
1ª ed. originale1908
1ª ed. italiana1988
Genereromanzo
Sottogenerefantascienza, utopia
Lingua originalerusso
AmbientazioneImpero russo e Marte
ProtagonistiLeonid
Seguito daL'ingegnere Menni

La stella rossa (in russo Красная звезда, traslitterato Krasnaja zvezda; edito in italiano anche come Stella Rossa) è un romanzo utopico di fantascienza di Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov, pubblicato nel 1908.[1][2] Fu la prima opera della narrativa russa a combinare un'utopia tecnologica fondata sulle teorie scientifiche contemporanee con le idee del marxismo rivoluzionario.[3] Dopo la rivoluzione il romanzo divenne molto popolare e fu ristampato più volte nell'Unione Sovietica,[4] venendo poi tradotto in varie lingue.

Il romanzo rappresenta una società socialista sviluppata su Marte, nella quale la cooperazione collettiva si contrappone all'individualismo della società capitalistica terrestre; nel 1913 Bogdanov ne pubblicò il prequel L'ingegnere Menni, ambientato nella fase capitalistica della storia marziana precedente agli eventi del primo romanzo.[5]

Storia editoriale

La prima edizione, intitolata Красная звезда: утопия (Krasnaja zvezda: utopija), fu pubblicata a San Pietroburgo nel 1908 dal Tovariščestvo chudožestvennoj pečati.[1] Il romanzo fu ripubblicato a Pietrogrado e a Mosca nel 1918, a Mosca nel 1922 e, nel 1928, come supplemento della rivista Vokrug sveta.[6]

Nel 1984 la Indiana University Press pubblicò la traduzione inglese di Charles Rougle nel volume Red Star: The First Bolshevik Utopia, curato da Loren R. Graham e Richard Stites e comprendente anche Engineer Menni e il poema A Martian Stranded on Earth.[7]

La prima traduzione italiana, curata da Giovanni Mastroianni, uscì nel 1988; una diversa traduzione di Giovanni Maniscalco Basile fu pubblicata nel 1989, mentre nel 2018 apparve la traduzione del Kollektiv Ulyanov, curata da Stefano Giorgianni.[8][9] L'edizione del 1988 fu pubblicata a Catanzaro da Sinefine e venne riproposta nel 2009 da Abramo a Caraffa di Catanzaro.[10][11]

Trama

Edizione in esperanto del 1929

Durante la Rivoluzione russa del 1905, Leonid, un giovane rivoluzionario russo, si separa dalla compagna Anna Nikolaevna a causa delle loro divergenze politiche e personali. Poco dopo viene avvicinato dall'ingegnere Menni, che gli rivela l'esistenza di una società segreta in possesso della "materia negativa", una sostanza capace di contrastare la gravità e rendere possibile il volo interplanetario. Menni invita Leonid a partecipare a una spedizione su Marte per studiare la civiltà del pianeta e trasmetterne l'esperienza al movimento socialista terrestre.[12]

Leonid parte a bordo dell'eteronef insieme a Menni, Netti, Sterni, Enno e Letta. Poco prima della partenza scopre che i suoi compagni sono marziani giunti sulla Terra alla ricerca di una persona adatta a comprendere la loro società. In seguito a un incidente provocato da un'esplosione, Letta sacrifica la propria vita per chiudere una falla nello scafo e salvare Leonid.[13]

Giunto su Marte, Leonid viene introdotto in una società socialista tecnologicamente avanzata. La produzione viene regolata mediante un sistema statistico centrale, i lavoratori possono cambiare liberamente occupazione e i bambini ricevono un'educazione collettiva. Leonid visita fabbriche, colonie infantili, musei e ospedali, mentre apprende la lingua e le consuetudini marziane. Scopre inoltre che Netti, che aveva inizialmente creduto un uomo, è una donna e un medico; fra i due nasce una relazione.[14]

La società marziana deve tuttavia affrontare l'esaurimento delle risorse energetiche e l'aumento della popolazione. Il congresso del Gruppo coloniale esamina due possibili destinazioni per l'emigrazione di massa: Venere e la Terra. Sterni sostiene che l'insediamento sulla Terra richiederebbe lo sterminio preventivo dell'umanità, mentre Netti difende una collaborazione con il movimento socialista terrestre. L'assemblea approva invece una risoluzione preliminare favorevole alla colonizzazione di Venere.[15]

Leonid ascolta la registrazione segreta del congresso e, sconvolto dalla proposta di Sterni, affronta lo scienziato nel suo osservatorio e lo uccide. Dopo una crisi nervosa viene ricoverato e successivamente ricondotto sulla Terra.[16]

Rientrato in Russia, Leonid viene curato nella clinica del medico Werner e torna gradualmente a seguire gli avvenimenti rivoluzionari. Dopo aver scoperto che Netti si trova sulla Terra, lascia la clinica per unirsi nuovamente alla lotta; ferito durante i combattimenti, viene infine raggiunto da Netti, che lo porta via con sé.[17]

Personaggi

Leonid

Rivoluzionario russo ventisettenne e narratore del romanzo, ha alle spalle sei anni di attività di partito e un anno di carcere; i marziani lo scelgono affinché conosca il loro modo di vita e funga da collegamento fra le società della Terra e di Marte.[18]

Menni

Ingegnere marziano che, insieme a Netti, seleziona Leonid per la missione e lo invita a unirsi al gruppo; pilota l'eteronef verso Marte e, all'arrivo, ospita Leonid nella propria abitazione presso un insediamento industriale.[19]

Netti

Medico marziano che cura Leonid durante la sua malattia e ne segue la guarigione; dopo avergli rivelato di essere una donna, instaura con lui una relazione e nel congresso del Gruppo coloniale si oppone alla proposta di Sterni di sterminare l'umanità, sostenendo una futura alleanza fra Marte e la Terra.[20]

Sterni

Scienziato marziano responsabile dei calcoli astronomici durante il viaggio verso Marte; nel congresso del Gruppo coloniale sostiene che la colonizzazione della Terra debba essere preceduta dallo sterminio dell'intera popolazione terrestre e viene infine ucciso da Leonid, che lo colpisce alla tempia con il treppiede di uno strumento.[21]

Enno

Astronoma marziana e assistente di Sterni, descritta da Leonid come un'astronoma-poetessa, durante il viaggio gli mostra osservazioni e fotografie astronomiche; su Marte diventa sua amica e in seguito instaura con lui una relazione.[22]

Letta

Chimico marziano, assistente di Menni e membro più anziano dell'equipaggio; durante un esperimento chimico un'esplosione perfora lo scafo dell'eteronef e Letta chiude la falla con il proprio corpo, salvando Leonid e morendo sul colpo.[23]

Accoglienza e critica

Nel numero di marzo 1908 una recensione non firmata pubblicata nella rubrica "Nuovi libri" di Russkoe bogatstvo definì la trama abbastanza avvincente, ma la giudicò in larga parte debitrice di Jules Verne e H. G. Wells; ritenne inoltre che la descrizione dell'ordinamento socialista non fosse particolarmente nuova o originale e, pur riconoscendo al testo una buona qualità linguistica, la considerò frammentaria e poco capace di coinvolgere il lettore.[24]

Richard Stites collega l'elaborazione del romanzo all'esperienza di Bogdanov come marxista durante la Rivoluzione russa del 1905, alla popolarità della fantascienza in Russia all'inizio del XX secolo e alla tectologia allora ancora in fase di elaborazione.[25]

Stites definisce l'opera un'utopia fantascientifica e individua nell'organizzazione della società socialista futura il suo tema principale; considera inoltre centrale il contrasto fra la vita unificata, armoniosa, serena e razionale di Marte e i conflitti caotici e autodistruttivi della Terra contemporanea.[26]

Stites riferisce che, all'uscita del romanzo, Anatolij Lunačarskij ne scrisse la recensione da lui considerata più approfondita; secondo la sintesi dello studioso, Lunačarskij apprezzò la componente poetica e profetica delle innovazioni descritte e l'intuizione scientifica della rappresentazione del futuro, difese Bogdanov dalle possibili obiezioni rivolte al suo stile, ravvisò l'articolazione artistica dell'opera nel contrasto fra la razionalità marziana e la vita terrestre e considerò il discorso di Sterni il culmine del romanzo.[4]

Dopo la rivoluzione il romanzo divenne molto popolare, fu ristampato almeno cinque volte nell'Unione Sovietica, anche come supplemento di Vokrug sveta, e fu accolto favorevolmente negli ambienti del partito; negli anni Venti le opere di Bogdanov circolarono in centinaia di migliaia di copie, comprese diverse nuove edizioni di La stella rossa e L'ingegnere Menni stampate in alte tirature.[27]

Loren R. Graham considera La stella rossa e L'ingegnere Menni illustrazioni popolari delle teorie politiche e filosofiche di Bogdanov; nella sua descrizione della società marziana, i mezzi di produzione sono proprietà comune, l'educazione è fondata su principi collettivistici, l'economia è pianificata scientificamente e centralmente e i lavoratori possono cambiare volontariamente occupazione.[28]

Graham osserva tuttavia che il modello socialista marziano contiene elementi distopici: la crescita della popolazione minaccia carestie, le risorse naturali e la materia radioattiva impiegata come fonte energetica si stanno esaurendo, lo sfruttamento dei minerali comporta la distruzione delle foreste e il degrado dell'ambiente, il prolungamento della vita pone il problema di stabilire quando terminarla, il cambiamento frequente di occupazione accresce gli incidenti nelle fabbriche e i disturbi nervosi restano fra le malattie più comuni; lo studioso interpreta questi aspetti come anticipazioni di problemi delle società postindustriali, fra i quali i pericoli dell'energia atomica, la conservazione dell'ambiente, i dilemmi della bioetica e la scarsità di risorse naturali e alimentari.[29]

Graham mette in relazione La stella rossa con l'empiriomonismo e L'ingegnere Menni con la tectologia, osservando che il primo sistema era in corso di elaborazione durante la stesura del primo romanzo e il secondo durante quella del seguito e che i principi di entrambi compaiono nelle due opere; descrive inoltre la tectologia come una potenziale metascienza della natura e della società e come un concetto unificante destinato a fornire un linguaggio comune agli esseri umani divisi dai conflitti.[30]

Stefanos Despotis individua nel dibattito marziano sulla colonizzazione tre aspetti di una "utopia in pericolo": Marte è rappresentato come una società in difficoltà; lo sviluppo tecnologico, la razionalizzazione della produzione e della vita pubblica e la scarsità di risorse formano una combinazione instabile; la deliberazione mostra inoltre la contingenza dell'utopia e del processo democratico.[31]

Tatiana Drobot interpreta La stella rossa come un romanzo d'apprendimento nel quale la trasformazione della visione del mondo di Leonid determina lo sviluppo dell'intreccio; osserva inoltre che le digressioni esplicative, i dialoghi impiegati come occasioni di insegnamento e la direzione assiologica univoca avvicinano l'opera al romanzo a tesi e che l'apprendimento di Leonid procede attraverso spiegazioni, letture e confronto diretto con l'ambiente marziano, mentre la crisi del protagonista mostra i limiti della trasmissione e dell'assimilazione di una visione del mondo fondata su esperienze differenti.[32]

Opere derivate

Nel 1920 il teatro del Proletkult realizzò una versione scenica del romanzo.[6]

Edizione in lingua ceca del 1921

Edizioni

(elenco parziale)

Pubblicità della traduzione francese pubblicata a puntate nel 1936
Russo
  • (RU) Aleksandr Aleksandrovič Bogdanov, Красная звезда: утопия, San Pietroburgo, Т-во худож. печати, 1908.
  • (RU) Красная звезда: роман-утопия, Petrogrado, Издание Петроградского Совета рабочих и красноармейских депутатов, 1918.
  • (RU) Красная звезда: роман-утопия, Mosca, Т-во писателей в Москве, 1918.
  • (RU) Красная звезда: роман-утопия, Mosca, Московский рабочий, 1922.
  • (RU) Красная звезда: роман-утопия, Mosca, Московский рабочий, 1923.
  • (RU) Красная звезда: роман-утопия, 2ª ed., Leningrado-Mosca, Книга, 1924.
  • (RU) Красная звезда: роман-утопия, collana Приложение к журналу «Вокруг света», Leningrado, Красная газета, 1929.
Ceco
Esperanto
Francese
  • (FR) L'Étoile rouge, in Le Populaire, agosto-settembre 1936.
  • (FR) L'Étoile rouge suivie de L'Ingénieur Menni, traduzione di Colette Peignot, Losanna, L'Âge d'Homme, 1985.
Inglese
Italiano
  • La stella rossa ; L'ingegnere Menni, collana Gli altri, traduzione di Giovanni Mastroianni, n. 1, Catanzaro, Sinefine, 1988, SBN CFI0271729.
  • La stella rossa: romanzo-utopia, collana La memoria, traduzione di Giovanni Maniscalco Basile, n. 193, Palermo, Sellerio, 1989, ISBN 9788838905377, SBN CFI0207475.
  • La stella rossa ; L'ingegnere Menni: romanzi, collana I pavoni, traduzione di Giovanni Mastroianni, n. 30, Caraffa di Catanzaro, Abramo, 2009, ISBN 8883241266, SBN UBO3614482.
  • Stella rossa: romanzo-utopia, collana Solaris, traduzione di Kollektiv Ulyanov, n. 2, Milano, Agenzia Alcatraz, 2018, ISBN 9788885772113, SBN LIA0973960.
  • Stella rossa: romanzo-utopia, collana Solaris, traduzione di Kollektiv Ulyanov, n. 2, Edizione con copertina speciale, Milano, Agenzia Alcatraz, 2019, ISBN 9788885772151, SBN PIA0004350.
Portoghese
  • (PT) Estrela vermelha, traduzione di Ekaterina Vólkova Américo e Paula Vaz de Almeida, San Paolo, Boitempo, 2020, ISBN 9788575597606.
Spagnolo
  • (ES) Estrella roja, Madrid, Nevsky Prospects, 2010, ISBN 9788493746636.
Tedesco
  • (DE) Der rote Planet. Ingenieur Menni: Utopische Romane, traduzione di Reinhard Fischer e Aljonna Möckel, Berlino, Verlag Volk und Welt, 1989, ISBN 9783353005229.

Note

  1. 1 2 (RU) Красная звезда: утопия, su rusneb.ru, Национальная электронная библиотека, 1908. URL consultato il 28 luglio 2026.
  2. ↑ Stella Rossa: romanzo-utopia, su sol.unibo.it, SBN UBO - Catalogo online del Polo Bolognese, 2018. URL consultato il 28 luglio 2026.
  3. ↑ Stites, 1984, p. 1
  4. 1 2 Stites, 1984, p. 13
  5. ↑ Graham, 1984, p. 241
  6. 1 2 Graham e Stites, 1984, p. ix
  7. ↑ (EN) Red Star: The First Bolshevik Utopia, su iupress.org, Indiana University Press, 1984. URL consultato il 31 luglio 2026.
  8. ↑ Cifariello, 2023, p. 130
  9. ↑ Noemi Ghetti, Gramsci e la prima traduzione italiana di Stella Rossa di Bogdanov, su academia.edu, 15 novembre 2018. URL consultato il 31 luglio 2026.
  10. ↑ Bogdanov, 1988
  11. ↑ Bogdanov, 2009
  12. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 24–35
  13. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 34–50
  14. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 47–55, 57–81 e 87–94
  15. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 79–80 e 109–120
  16. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 106–126
  17. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 125–140
  18. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 23–24 e 35
  19. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 29, 42–43, 57 e 59
  20. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 92–94 e 116–120
  21. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 39, 116 e 124
  22. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 48–49 e 100–102
  23. ↑ Bogdanov, 1984, pp. 45 e 49–50
  24. ↑ Russkoe bogatstvo, 1908, pp. 148–149
  25. ↑ Stites, 1984, p. 2
  26. ↑ Stites, 1984, p. 6
  27. ↑ Stites, 1984, pp. 13 e 15
  28. ↑ Graham, 1984, pp. 241–242
  29. ↑ Graham, 1984, pp. 242–243
  30. ↑ Graham, 1984, pp. 244–245
  31. ↑ Despotis, 2021, p. 47
  32. ↑ Drobot, 2024, parr. 6–8, 10 e 22

Bibliografia

Voci correlate

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