Labrus bergylta

Labrus bergylta
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
OrdineLabriformes
SottordineLabroidei
FamigliaLabridae
GenereLabrus
SpecieL. bergylta
Nomenclatura binomiale
Labrus bergylta
Ascanius, 1767
Sinonimi

Crenilabrus multidentatus
Thompson, 1837
Labrus balanus Fleming, 1828
Labrus ballan Bonnaterre, 1788
Labrus berggylta Ascanius, 1767
(errore ortografico)
Labrus comber Bonnaterre, 1788
Labrus donovani Valenciennes, 1839
Labrus maculatus Bloch, 1792
Labrus neustriae Lacepède, 1801
Labrus nubilus Valenciennes, 1843
Labrus reticulatus Lowe, 1839
(sinonimo ambiguo)
Labrus variabilis Thompson, 1837
[2][3]

Labrus bergylta

Labrus bergylta Ascanius, 1767, conosciuto come tordo marvizzo[4], è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Labridae[5].

Distribuzione e habitat

È una specie diffusa nelle acque poco profonde dell'est dell'oceano Atlantico, di solito non oltre i 30 m. Vive in zone ricche di vegetazione acquatica, con fondali rocciosi. Non è certa la sua presenza nel mar di Marmara e nel mar Mediterraneo[1]; le segnalazioni potrebbero essere dovute alla confusione con Labrus merula[6] e Labrus viridis[1][7].

Descrizione

Pur avendo una colorazione molto variabile, il dimorfismo sessuale non è marcato[8]. La colorazione, da marrone a verde, è più chiara sul ventre e spesso presenta aree pallide irregolarmente anche sul dorso[7]. Può raggiungere i 29 anni di età e raramente i 65,9 cm di lunghezza[6].

Biologia

Alimentazione

È prevalentemente carnivoro e la sua dieta è composta soprattutto da invertebrati marini come vermi policheti, ricci di mare (Arbacia lixula, Sphaerechinus granularis, Paracentrotus lividus), granchi (Lophozozymus incisus, Percnon gibbesi), anfipodi, isopodi e molluschi[9] come per esempio Haliotis tuberculata[10].

Riproduzione

Come molti altri labridi è una specie ermafrodita. Gli esemplari maschili costruiscono nidi di alghe dove vengono poi deposte le uova[6].

Conservazione

La lista rossa IUCN lo classifica come "a rischio minimo" (LC) perché è una specie comune e dall'areale piuttosto ampio[1].

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Pollard, D., Labrus bergylta, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ Labrus bergylta, su fishbase.de. URL consultato il 30 giugno 2026.
  3. ↑ Labrus bergylta, su marinespecies.org. URL consultato il 30 giugno 2026.
  4. ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
  5. ↑ (EN) Bailly, N. (2014), Labrus bergylta, in WoRMS (World Register of Marine Species).
  6. 1 2 3 (EN) Labrus bergylta, su FishBase. URL consultato l'11 settembre 2014.
  7. 1 2 Rupert Riedl, p. 648.
  8. ↑ (EN) J.-C. Hureau (ed.), Ballan wrasse (Labrus bergylta), su Fishes of the NE Atlantic and the Mediterranean, Marine Species Identification Portal.
  9. ↑ (EN) Food items reported for Labrus bergylta, su FishBase. URL consultato l'11 settembre 2014.
  10. ↑ (EN) Synopsis of Biological Data on the European Abalone (Ormer), Haliotis tuberculata Linnaeus, 1758 (Gastropoda: Haliotidae) (PDF), Food & Agriculture Org., 1995, p. 28, ISBN 978-92-510-3694-5.

Bibliografia

  • Rupert Riedl, Fauna e flora del Mediterraneo, Padova, Franco Muzzio editore, 2010, ISBN 978-88-7413-224-9.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàJ9U (EN, HE) 987007282438805171