Labrus mixtus

Tordo fischietto

Esemplare maschile (in alto)
e femminile (in basso)
Stato di conservazione
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseActinopterygii
OrdineLabriformes
SottordineLabroidei
FamigliaLabridae
GenereLabrus
SpecieL. mixtus
Nomenclatura binomiale
Labrus mixtus
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Labrus carneus Ascanius, 1772
Labrus coeruleus Ascanius, 1772
Labrus coquus Gmelin, 1789
Labrus larvatus Lowe, 1852
Labrus lineatus Bonnaterre, 1788
Labrus luvarus Rafinesque, 1810
Labrus microlepidotus
Bloch, 1792
Labrus ossifagus Linnaeus, 1758
Labrus quadrimaculatus
Risso, 1827
Labrus trimaculatus
Bonnaterre, 1788
Labrus variegatus Gmelin, 1789
Labrus varius Linnaeus, 1758
Labrus vetula Bloch, 1792
Sparus formosus Shaw, 1790
[2][3]

Il tordo fischietto[4] (Labrus mixtus Linnaeus, 1758) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Labridae[3]. Viene talora usato il sinonimo Labrus bimaculatus[5][6][3].

Distribuzione e habitat

Il suo areale comprende l'oceano Atlantico orientale dalla Norvegia al Senegal comprese le isole Azzorre e Madera[2] e il mar Mediterraneo occidentale e settentrionale mentre non risulta presente nel mar di Levante[1].

Frequenta fondali scogliosi più profondi dei congeneri, di solito tra 40 e 80 metri ma si può incontrare fino a 200 metri[2], I giovani possono essere incontrati anche a quote inferiori[7]. Nel Mediterraneo si trova spesso nel coralligeno, specie in associazione alle gorgonie[1].

Descrizione

Il corpo di L. mixtus è piuttosto slanciato[7] e compresso lateralmente[8]. Il muso è appuntito[7], le labbra molto carnose; la bocca è armata di forti denti caniniformi in una sola fila, ben visibili[8]. La pinna dorsale è unica, composta da 16-19 raggi spiniformi e 11-14 molli. La pinna anale ha 3 raggi spinosi e 9-12 molli[9].

Questa specie mostra un netto dimorfismo sessuale nella livrea e ha una colorazione molto vivace e inconfondibile:

  • il maschio ha colore rosa salmone vivo con numerose linee blu elettrico che si intersecano su testa e fianchi ma non sulla parte posteriore della pinna dorsale, che è aranciata, e sul ventre. Le pinne sono bordate di azzurro e le pinne ventrali e la pinna anale sono giallo aranciato con bordi blu, alcuni esemplari hanno una vasta area bianca su testa e dorso
  • femmine e giovani sono invece di colore rosa salmone o arancio con tre o quattro macchie nere nella parte posteriore del dorso, talvolta intervallate da macchiette bianche[7].

Può crescere fino a 40 cm ma comunemente raggiunge i 30 cm[2].

Biologia

La longevità massima nota è di 20 anni[2].

Comportamento

È generalmente solitario ma può talvolta vivere in coppie, specie gli individui più giovani[1].

Alimentazione

Si ciba di invertebrati prevalentemente di crostacei bentonici, in minor misura nella dieta entrano anche pesci, molluschi[1][10] e vermi marini[2].

Riproduzione

Avviene in primavera-estate[9], le uova, in numero di circa mille, vengono deposte in un nido di alghe[2], dopo combattimenti tra maschi, che nell'occasione sfoggiano una livrea particolarmente brillante[9]. Come molti labridi è ermafrodita proterogino; impiega 7 mesi a cambiare sesso[2].

Pesca

Si cattura soprattutto per caso, sia con lenze che con reti da posta o nasse. Le sue carni sono mediocri, impiegate perlopiù per zuppe di pesce[8].

Conservazione

L. mixtus è classificato come "a rischio minimo" (LC) dalla lista rossa IUCN perché, nonostante alcune sue popolazioni risentano del degrado degli habitat costieri, è una specie non sottoposta a un significativo sforzo di pesca, il cui ampio areale si sovrappone a diverse aree marine protette e che ha popolazioni stabili[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Pollard, D. & Afonso, P. 2010, Labrus mixtus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 FishBase
  3. 1 2 3 WoRMS
  4. ↑ (Decisione Delegata (UE) 2019/910 della Commissione del 13 marzo 2019 - G.U. dell’Unione europea del 04/06/2019 - L 145 pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana 2a Serie speciale - n. 59 del 01/08/2019)
  5. ↑ Rupert Riedl, p. 650.
  6. ↑ oggi considerato un sinonimo di Cichlasoma bimaculatum (Linnaeus, 1758), la specie originariamente descritta con quel nome
  7. 1 2 3 4 Louisy, 2006, p. 137
  8. 1 2 3 Costa, 1991, pp. 336-337
  9. 1 2 3 Tortonese, 1975, pp. 192-194
  10. ↑ Food items reported for Labrus mixtus - FishBase

Bibliografia

  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Milano, Mursia, 1991, ISBN 8842510033.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Trainito, Egidio, Milano, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Tortonese E., Osteichthyes: pesci ossei. Vol. 1, collana Fauna d'Italia, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.

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