Lacio
Lacio (in greco antico Λάκιος?, Lakios; fl. VII secolo a.C.) è stato un nobile greco antico. Di origine argiva[1] o lindia[2], è noto per essere stato ecista di Faselide, in Panfilia, nel 690 a.C. circa insieme a una spedizione di coloni da Rodi.[3]
Secondo la tradizione fu fratello di Antifemo[2]. L'oracolo di Delfi aveva ordinato a entrambi di fondare ciascuno una città, rispettivamente uno a oriente e l'altro a occidente: Antifemo si recò in Sicilia e vi fondò Gela; Lacio invece raggiunse l'Asia Minore e acquistò dal pastore Cilabra, in cambio di pesce salato, un’estensione di terreno sulla quale fondò la città di Faselide.[4]
Pausania, nel suo viaggio in Attica, ricorda il suo temenos costruito nei pressi di Laciade, un demo così chiamato dagli abitanti in suo onore.[5]
Note
- ↑ Ateneo di Naucrati, 51, in Deipnosofisti, vol. 7.«Filostefano, nel primo libro del suo trattato sulle città dell’Asia, scrive che Lacio l’argivo [...] che secondo alcuni era un lindiano, fratello di Antifemo che fondò Gela, venne inviato a Faselide da Mopso [...]»
- 1 2 Roberto Capel Badino, Filostefano di Cirene: testimonianze e frammenti (PDF).«Fornendo notizie sull’argivo Lacio, Filostefano aggiunge una serie di informazioni, esplicitamente tratte da un altro ordine di fonti, che attribuiscono all’ecista di Faselide un’origine lindia e che fanno di Lacio il fratello di Antifemo, fondatore di Gela.»
- ↑ Massimo Beretta Liverani, Il decreto ateniese per i Faseliti e le multe di 10.000 dracme nel V sec..«Faselide fu fondata dai Rodii di Lindo guidati dall’ecista Lacio (forse addirittura di origine argiva) nel 690 a.C. sulla costa della Licia, nei pressi dell’odierna Tekirova.»
- ↑ Aristeneto, BNJ 771 F 1, in Su Faselide.«Lacio e Antifemo, fratelli, dopo essere giunti a Delfi interrogarono l’oracolo, ma la Pizia – che non diceva nulla riguardo alle cose richieste47 – ordinò a Lacio di salpare verso il sorgere del sole. Poiché Antifemo era scoppiato a ridere, la Pizia aggiunse: «(E tu) verso il tramonto del sole!». E costui fondò Gela.»
- ↑ Pausania, 37.2 (PDF), in Periegesi della Grecia, vol. 1.«Andando più oltre si trova il sacro recinto dell’eroe Lacio, ed il borgo, che dal suo nome Laciade appellano.»
Bibliografia
- Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Greca e Latina, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 2018, p. 407, ISBN 978-88-511-3507-2.