Lega Campana
| Lega Campana | |
|---|---|
| Foedus Neapolitanorum, Amalphitanorum, Surrentinorum Caietanorumque[1][2] | |
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| Tipo | Alleanza militare |
| Fondazione | 846 |
| Scopo | Difesa comune contro gli attacchi saraceni nel mar Tirreno |
| Area di azione | Campania, Lazio, mar Tirreno |
| Membri | |
La Lega Campana[3] fu un'alleanza militare formata nel IX secolo dai ducati di Napoli, Amalfi, Sorrento e Gaeta contro le continue incursioni saracene nel mar Tirreno.
La coalizione militare, a vocazione principalmente navale, ottenne i suoi più grandi successi nella battaglia di Licosa (846) e in quella di Ostia (849), quando salvò la città di Roma da nuove devastazioni dopo il saccheggio saraceno dell'846.[3]
Storia
Nel IX secolo l'Italia meridionale era una zona di frontiera fra l'Impero carolingio, l'Impero bizantino e quella parte di bacino mediterraneo che aveva visto l'espansione musulmana. Resistevano in una situazione di instabile autonomia la Langobardia Minor – destinata a frazionarsi fra Benevento, Salerno e Capua – e le città di Napoli, Amalfi, Sorrento e Gaeta. Queste ultime restarono formalmente parte dell'Impero bizantino, ma essendo rimaste a lungo isolate da esso conseguirono de facto una situazione di indipendenza sotto il governo di locali dinastie che col tempo divennero ducali.
Dopo l'inizio della conquista islamica della Sicilia bizantina (827), i Saraceni iniziarono ad affacciarsi con frequenza sempre maggiore sul mar Tirreno, sia come razziatori che come mercenari, inizialmente arruolati dal duca Andrea II di Napoli per combattere contro il principe Sicardo di Benevento.[4]
Tuttavia la situazione mutò e, da mercenari al soldo dei Duchi di Napoli, i Saraceni divennero predoni e presero a devastare i domini della città, fra cui Miseno. Dopo il saccheggio musulmano di Ponza e Licosa però, Napoli, Gaeta, Amalfi e Sorrento si riunirono nella Lega Campana nell'846, «una lega che fu la prima opposta da città italiane alla prepotenza straniera».[3]
La coalizione militare fu posta sotto il comando di Cesario, figlio del duca di Napoli Sergio I e, nello stesso 846, sconfisse i Saraceni nella Battaglia di Licosa. Tuttavia nell'estate dell'846 ci fu anche il saccheggio di Roma compiuto da truppe provenienti dall'Ifriqiya via mare; queste, dopo aver battuto un esercito condotto dal futuro imperatore carolingio Ludovico II, seguirono la via Appia, devastarono Fondi e Formia e misero sotto assedio Gaeta. Cesario e le forze della Lega Campana riuscirono però ad arrivare in tempo per salvare la città, sconfiggendo ed inseguendo i musulmani.[3]
Nell'849 giunsero le notizie di una nuova flotta saracena in avvicinamento verso Ostia, con lo scopo di risalire il fiume Tevere e colpire ancora Roma. Cesario Console e i soldati e marinai della Lega Campana si presentarono allora in Laterano al cospetto di Papa Leone IV che li accolse e diede loro la benedizione, con una preghiera rimasta nella liturgia, prima di riaccompagnarli alle foci del Tevere. Il mattino dopo la Battaglia di Ostia ebbe inizio: la flotta della Lega Campana si lanciò all'attacco di quella musulmana, affondandone una parte. Le navi saracene rimaste furono invece colpite da una tempesta che lasciò Cesario e i suoi unici vincitori dello scontro. Sette secoli dopo Raffaello avrebbe realizzato un affresco, chiamato appunto la Battaglia di Ostia (in Vaticano), a ricordo delle nuove davastazioni evitate a Roma dalla coalizione militare.[3]
Nella seconda metà del IX secolo gli interessi talvolta divergenti delle città che la costituirono provocarono il dissolvimento della Lega Campana, insieme al venir meno dello scopo stesso per cui l'alleanza era nata: le relazioni di Napoli, Amalfi e Gaeta con i musulmani, con gli Aghlabidi in primis, iniziarono infatti ad essere di pacifico scambio commerciale se non addirittura di supporto militare.[5]
Quasi settant'anni dopo tuttavia, i componenti della coalizione si ritrovarono nuovamente a combattere sotto le stesse insegne nel debellare l'insediamento musulmano, sorto presso il fiume Garigliano, nella battaglia del 915, impresa definita da Ferdinand Gregorovius «l'opera nazionale più onoranda che abbiano compiuto gli Italiani nel secolo decimo», proprio come la battaglia di Ostia «era stata il maggiore loro decoro nel secolo nono».[6]
Note
- ↑ (LA) Bartolomeo Capasso (a cura di), Chronicon ducum et principum Beneventi, Salerni et Capuae et ducum Neapolis, in Monumenta ad Neapolitani ducatus historiam pertinentia, vol. I, Società napoletana di storia patria, Napoli, Tipografia Francesco Giannini, 1881, p. 86.
- ↑ (LA) Louis Duchesne (a cura di), CV. Leo IV (847-855), in Liber pontificalis, vol. II, Parigi, Ernest Thorin éditeur, 1892, p. 117.
- 1 2 3 4 5 Michelangelo Schipa, Campana, Lega - Enciclopedia italiana, su treccani.it. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Alessandro Pratesi, Andrea - Dizionario Biografico degli Italiani, su treccani.it. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Marco Di Branco, 915: la battaglia del Garigliano. Cristiani e musulmani nell'Italia medievale, Bologna, il Mulino, 2019, p. 51, ISBN 978-88-15-28015-2.
- ↑ Ferdinand Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medio Evo, vol. III, Venezia, Giuseppe Antonelli, 1873, p. 333.
Bibliografia
- (LA) Bartolomeo Capasso (a cura di), Chronicon ducum et principum Beneventi, Salerni et Capuae et ducum Neapolis, in Monumenta ad Neapolitani ducatus historiam pertinentia, vol. I, Società napoletana di storia patria, Napoli, Tipografia Francesco Giannini, 1881, p. 86.
- (LA) Louis Duchesne (a cura di), CV. Leo IV (847-855), in Liber pontificalis, vol. II, Parigi, Ernest Thorin éditeur, 1892, p. 117.
- Ferdinand Gregorovius, Storia della città di Roma nel Medio Evo, vol. III, Venezia, Giuseppe Antonelli, 1873, p. 333.
- Michelangelo Schipa, Campana, Lega, in Enciclopedia italiana, vol. VIII, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma, 1930.
- Marco Di Branco, 915: la battaglia del Garigliano. Cristiani e musulmani nell'Italia medievale, Bologna, il Mulino, 2019, p. 51, ISBN 978-88-15-28015-2.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Campana, Lega, su treccani.it. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- Lega campana, su zweilawyer.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
