Leibnitzia
| Leibnitzia | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Mutisioideae |
| Tribù | Mutisieae |
| Sottotribù | Gerbera Complex |
| Genere | Leibnitzia Cass., 1822 |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Cichorioideae |
| Tribù | Mutisieae |
| Genere | Leibnitzia Cass. |
| Specie | |
| |
Leibnitzia (Cass., 1822) è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, che comprende 6 specie con areale disgiunto in America e Asia.[1][2]
Etimologia
Il nome del genere è un omaggio a Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716), filosofo e matematico tedesco appassionato di botanica.
Descrizione

Leibnitzia anandria

Leibnitzia anandria
Le specie di questa voce sono piante scapose, acauli, perenni con portamenti erbacei. Queste piante sono caratterizzate da un inusuale dimorfismo stagionale, condiviso, tra le Asteraceae, solo con alcune specie del genere Chaptalia: presentano infatti uno stadio primaverile, con foglie ridotte o assenti e capolini casmogami (cioè che presentano l'usuale meccanismo di impollinazione incrociata dopo la fioritura), e uno stadio autunnale, con foglie pienamente sviluppate e capolini cleistogami (cioè che si riproducono per autoimpollinazione senza che si verifichi l'apertura dei fiori).[3][4][5][6][7][8][9]
Sono presenti solo foglie basali, che normalmente appaiono insieme ai primi capolini, spesso formano delle rosette (disposizione rosulata). La forma delle lamine è lanceolata, ellittica o obovata, con margini da dentellati a lirati o pennatifidi; le superfici possono essere sia glabre che pubescenti.
Le infiorescenze sono composte da capolini (da 1 a 11 per pianta) terminali solitari e scaposi con lunghi peduncoli. I capolini sono radiati ed eterogami e sono formati da un involucro a forma di spirale (o obconici o campanulati) composto da brattee (o squame) all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi (più o meno): tubulosi e ligulati. Le brattee, simili a foglie, disposte su 3 - 4 serie in modo embricato sono di vario tipo e consistenza. Il ricettacolo, pubescente, a forma da piatta a leggermente convessa è alveolato ed è nudo (senza pagliette).
I fiori (dimorfici) sono tutti fertili con ovario e sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, actinomorfi o zigomorfi e fertili. I fiori del raggio sono femminili, da filiformi a bilabiati, e i fiori del disco sono bisessuali e tubulosi.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
- Corolla: la corolla è formata da un tubo terminante in modo più o meno bilabiato. I fiori marginali hanno un lobo espanso tipo ligula. I fiori del disco sono tubulosi. I colori sono: bianco, crema, rosa o porpora.
- Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, glabri o papillosi e distinti, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo. Le antere in genere hanno una forma sagittata con base caudata (arrotondata o acuta). Il polline normalmente è tricolporato a forma sferica (può essere microechinato).
- Gineceo: lo stilo è filiforme; gli stigmi delLo stilo sono due poco divergenti, corti, glabri e papillosi. Lo stilo è privo del nodo basale. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. L'ovulo è unico e anatropo.
I frutti sono degli acheni con pappo. La forma dell'achenio in genere è fusiforme con corti o lunghi rostri. Il pericarpo può essere di tipo parenchimatico, altrimenti è indurito (lignificato) radialmente; la superficie è setolosa. Il carpopodium è assente, oppure ha delle forme minutamente anulari. Il pappo, formato da 2 - 3 serie di setole piumose o barbate, persistenti, è direttamente inserito nel pericarpo o connato in un anello parenchimatico posto sulla parte apicale dell'achenio.
Biologia
- Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
- Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
- Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
Il genere è presente con 3 specie in Nord America e America centrale mentre 5 specie sono distribuite in Asia.[11][12][13] In particolare L. lyrata e L. occimadrensis, sono distribuite nelle regioni montuose degli Stati Uniti sud-occidentali, del Messico nord-occidentale e del Guatemala; L. lyrata è endemica del Messico; le rimanenti 5 specie hanno un areale che si estende dalla regione Himalayana, attraverso il Kashmir, il Nepal e il Bhutan sino alla Siberia a nord, e alla Cina e al Giappone a est.
La peculiare distribuzione del genere è verosimilmente il frutto di una disseminazione a lunga distanza. Si stima che le specie americane si siano separate dalle loro antenate asiatiche durante il Quaternario (ca. 2 mya) raggiungendo il Nord America attraverso lo stretto di Bering.[13] Con l'eccezione di L. anandria, che cresce sul livello del mare nei pressi del mar del Giappone, le altre specie occupano habitat montani di alta quota (sino a 5000 m di altitudine), semi-aridi e rocciosi.
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[14]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][7][8]
Filogenesi
La sottofamiglia Mutisioideae, nell'ambito delle Asteraceae occupa una posizione "basale" (si è evoluta precocemente rispetto al resto della famiglia) ed è molto vicina alla sottofamiglia Stifftioideae. La tribù Mutisieae con la tribù Nassauvieae formano due "gruppi fratelli" ed entrambe rappresentano il "core" della sottofamiglia.
Il genere Leibnitzia è descritto all'interno della tribù Mutisieae, raggruppamento che la classificazione tradizionale collocava all'interno della sottofamiglia Cichorioideae e che la moderna classificazione filogenetica ha ricollocato, ridisegnandone i confini, all'interno della sottofamiglia Mutisioideae.[8] Provvisoriamente il genere fa parte del gruppo informale Gerbera Complex.[15]
All'interno del "Gerbera Complex" il genere di questa voce, da un punto di vista filogenetico e quindi evolutivo, fa parte del "Clade B" formato dai generi Chaptalia, Gerbera, Leibnitzia, Oreoseris, Piloselloides e Perdicium ed è vicino al genere Gerbera. Le possibili date relative alla divergenza di questo genere dal clade B variano da 12 a 5 milioni di anni fa.[15]
Il cladogramma seguente presenta una possibile configurazione filogenetica di alcune specie del genere:[15]
| |||||||||||||||||||
I caratteri distintivi per le specie di questo genere sono:[8][15]
- le piante hanno un portamento scaposo, erbaceo e perenne.
- i capolino sono sia casmogami che cleistogami.
- la corolla varia da bilabiata a filiforme (o nastriforme).
- i rami dello stilo sono papillosi.
Il numero cromosomico delle specie di questo genere è: 2n = 46.[7]
Elenco specie
Note
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, M. W. Chase, M. J. M. Christenhusz, M. F. Fay, J. W. Byng, W. S. Judd, D. E. Soltis, D. J. Mabberley, A. N. Sennikov, P. S. Soltis, P. F. Stevens, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the orders and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, Oxford University Press, 6 aprile 2016, pp. 1-20, DOI:10.1111/boj.12385. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 23 marzo 2019).
- 1 2 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato il 27 ottobre 2022).
- ↑ (EN) Guy L. Nesom, Biology and Taxonomy of American Leibnitzia (Asteraceae: Mutisieae), in Brittonia 1983; 35: 126-139.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 115.
- 1 2 3 4 Funk & Susanna 2009, pag. 229.
- ↑ (EN) eFloras - Flora of China, su efloras.org. URL consultato il 5 aprile 2026 (archiviato il 6 gennaio 2012).
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Katinas L. 2008.
- ↑ (EN) Baird K, The phylogenetics and biogeography of Leibnitzia (Asteraceae: Mutiseae): American species in an Asian genus (PDF), in George Mason University, 2009.
- 1 2 (EN) Baird K., Funk V.A., Wen J., Weeks A, Molecular phylogenetic analysis of Leibnitzia Cass. (Asteraceae: Mutisieae: Gerbera-complex), an Asian–North American disjunct genus, in Journal of Systematics and Evolution 2010; 48(3): 161–174.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 02/06/2026.
- 1 2 3 4 Pasini et al. 2016.
- ↑ (EN) Leibnitzia, su Global Compositae Checklist. URL consultato l'11 aprile 2011.
- ↑ (EN) Leibnitzia anandria (L.) Turcz., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 6 aprile 2026 (archiviato il 16 settembre 2025).
- ↑ (EN) Leibnitzia knorringiana (B.Fedtsch.) Pobed., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 6 aprile 2026 (archiviato l'11 luglio 2025).
- ↑ (EN) Leibnitzia lyrata (Sch.Bip.) G.L.Nesom, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 6 aprile 2026 (archiviato il 15 settembre 2025).
- ↑ (EN) Leibnitzia nepalensis (Kunze) Kitam., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 6 aprile 2026 (archiviato il 5 aprile 2026).
- ↑ (EN) Leibnitzia occimadrensis G.L.Nesom, su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 6 aprile 2026 (archiviato il 5 aprile 2026).
- ↑ (EN) Leibnitzia ruficoma (Franch.) Kitam., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 6 aprile 2026 (archiviato il 5 aprile 2026).
Bibliografia
- (EN) J.W. Kadereit e C. Jeffrey, The Families and Genera of Vascular Plants, 8. Asterales, Berlino, Heidelberg, Springer, 2007.
- (EN) Katinas L., The subfamily Mutisioideae (Asteraceae), The Botanical Review, 2008.
- (EN) J. Ortiz et al., The basal grade of Compositae: Mutisieae (sensu Cabrera) and Carduoideae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
- (EN) V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy e R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
- S.W. Judd et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- (EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5 (archiviato il 24 febbraio 2022).
- (EN) Eduardo Pasini, Vicki A. Funk, Tatiana T. de Souza-Chies e Sílvia T.S. Miotto, New insights into the phylogeny and biogeography of the GerberaComplex (Asteraceae: Mutisieae), in Taxon, vol. 65, n. 3, 2016, pp. 547-562.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
- (EN) Leibnitzia Royal Botanic Gardens KEW - Database