Lenophyllum reflexum
| Lenophyllum reflexum | |
|---|---|
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| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superrosidi |
| Ordine | Saxifragales |
| Famiglia | Crassulaceae |
| Sottofamiglia | Sempervivoideae |
| Tribù | Sedeae |
| Genere | Lenophyllum |
| Specie | L. reflexum |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Sottoregno | Tracheobionta |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Rosidae |
| Ordine | Rosales |
| Famiglia | Crassulaceae |
| Genere | Lenophyllum |
| Specie | L. reflexum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Lenophyllum reflexum S.S.White, 1941 | |
Lenophyllum reflexum S.S.White, 1941 è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulacee, endemica del Messico.[1][2][3]
Descrizione
È una pianta succulenta, perenne, che può raggiungere un'altezza di 15-30 cm. Le foglie si formano a coppie, opposte nella stessa coppia, e in posizione alternata rispetto alla coppia precedente, più fitte e più grosse alla base, più rade e più piccole a salire. La singola foglia ha forma ovata, con lunghezza e larghezza di circa 4,5 e 3 cm, con punta acuta e pagina superiore piatta o leggermente convessa. Inoltre, sono reflesse.[4] Caratteristica che ha condotto a definire il nome scientifico della specie. Le foglie possono risultare piuttosto simili a quelle di Lenophyllum latum.[5]
Produce inflorescenze terminali, che si sviluppano cioè a partire dall'estremità del gambo, ramificate e con molti fiori; dei tirsi che mediamente hanno una lunghezza di 5-6 cm, ciascuno con un numero di fiori compreso tra 3 ed 8, ma che possono raggiungere anche i 9-15 cm; in questo caso, i fiori si cominciano a formare nella parte terminare del gambo fiorifero.[5] Il fiore ha una corolla di colore giallo. I petali sono 5, distinti e anch'essi reflessi all'estremità. I sepali hanno la punta acuta.[4][6]
Distribuzione e habitat
La specie è endemica del Messico nordorientale, presente nelle aree desertiche dello stato Tamaulipas.[1][6]
Tassonomia
I primi esemplari di L. reflexum furono raccolti nel 1930 da H. H. Bartlett, che li raccolse al Cerro del Diablo, nella Sierra de San Carlos, nello stato messicano di Tamaulipas. Da quegli esemplari furono ottenute le piante che, coltivate nel giardino botanico dell'Università del Michigan, furono utilizzate nel 1940 da E. U. Clover per realizzare i campioni di erbario che il botanico statunitense Stephen S. White descrisse nel 1941, riconoscendo che appartenevano ad una specie del genere Lenophyllum ancora sconosciuta.[4] White non ebbe accesso ad un campione d'erbario del 1930, realizzato a partire da un topotipo, che fu rinvenuto soltanto in seguito.[5]
Note
- 1 2 (EN) Lenophyllum reflexum, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 23 novembre 2025.
- ↑ Lenophyllum reflexum nel Global Biodiversity Information Facility
- ↑ (EN) Lenophyllum reflexum S.S.White, su Catalogue of Life. URL consultato il 23 novembre 2025.
- 1 2 3 S. S. White, 1941.
- 1 2 3 R. V. Moran, 1995.
- 1 2 Lenophyllum reflexum nel database dell'International Crassulaceae Network, 2025.
Bibliografia
- (EN) Reid V. Moran, The genus Lenophyllum Rose (Crassulaceae), in Haseltonia, vol. 2, 1995, pp. 1-19. URL consultato il 22 novembre 2025.
- (EN) Stephen S. White, Lenophyllum reflexum White, sp. nov., in Bulletin of the Torrey Botanical Club, vol. 68, 1941, pp. 496-497. URL consultato il 23 novembre 2025.
Voci correlate
Altri progetti
Wikispecies contiene informazioni su Lenophyllum reflexum
Collegamenti esterni
- (EN) GBIF Secretariat, Lenophyllum reflexum S.S.White, in GBIF Backbone Taxonomy, 2023, DOI:10.15468/39omei. URL consultato il 23 novembre 2025.
- (EN) Lenophyllum reflexum, in International Crassulaceae Network. URL consultato il 23 novembre 2025.
- (EN) Lenophyllum reflexum, su inaturalist.org. URL consultato il 23 novembre 2025.
