Leontocefalo

Il leontocefalo (dal greco léōn, "leone", e kephalḗ "testa") è una figura iconografica rinvenuta nei luoghi di culto mitraici, con testa di leone e corpo umano avvolto da un serpente in spire ascendenti.
L'identificazione dell'entità rappresentata è piuttosto controversa,[1] in quanto l'iconografia, la scarna epigrafica e il contesto suggeriscono una serie di divinità (da nume del caos a divinità che regge l'ordine cosmico) non pienamente compatibili fra di loro.[2]
Interpretazioni
Franz Cumont identificava questa rappresentazione con il Chronos mitraico equivalente a Zurvān,[3] e ha associato la figura leontocefala con statue frammentarie recanti l'iscrizione "Arimanius", identificandola con il Dio del male della religione zoroastriana dualistica.[4] Robert Gordon ha tuttavia argomentato che l'iconografia della figura leontocefala non supporta con certezza l'identificazione con Zurvān proposta da Cumont, il cui ragionamento si basava su un presupposto circolare: l'assunzione non verificata che il mitraismo romano fosse una continuazione diretta del culto persiano.
Howard M. Jackson ha sottolineato che la figura rappresenta il Saturno mitraico, funzionando come cosmocrator che simboleggia l'ordine cosmico.[2]
Sharon Khalifa-Gueta ha ritenuto di evidenziare una contraddizione nelle tesi di Cumont: l'Arimanius zoroastriano è un dio caotico, mentre il leontocefalo mitraico è sovente rappresentato come direttore dell'orchestra cosmica di stelle e pianeti.[5]
Roger Beck ha associato il leontocefalo con Saturno/Chronos, il dio supremo della teologia mitraica, con il grado più alto nella gerarchia dei misteri mitraici.[6] Secondo Khalifa-Gueta, il leontocefalo rappresenta una mediazione tra il culto di Mitra e l'atmosfera neoplatonica prevalente tra la nobiltà romana nell'epoca severiana (fine II - inizio III secolo d.C.).[5]
Teorie concorrenti
In sintesi, su cosa potessero rappresentare le figure leontocefale, gli studiosi hanno proposto diverse identificazioni alternative:
- Chronos/Saturno/Zurvān - L'identificazione più accettata tra gli studiosi contemporanei è quella con Chronos, Saturno o il persiano Zurvān, tutti associati al tempo e all'ordine cosmico.[2] Come osserva Beck, il Saturno mitraico rappresentava il supremo ordinatore del tempo e del cosmo.[7]
- Aion - Alcuni studiosi identificano la figura con Aion, la personificazione del tempo eterno e ciclico nella filosofia ellenistica.[1] L'associazione con i segni zodiacali sul corpo delle statue supporterebbe questa interpretazione.
- Arimanius - Sebbene alcune iscrizioni dedicate ad "Arimanius" siano state trovate in contesti mitraici (CIMRM 322 da Ostia, 369 da Roma, 1773 e 1775 da Pannonia),[2] la maggior parte degli studiosi contemporanei contesta l'identificazione del leontocefalo con il principio del male zoroastriano. Reinhold Merkelbach ha messo in dubbio l'identificazione con Ahriman,[8] poiché il leontocefalo è rappresentato come ordinatore cosmico e direttore dell'orchestra cosmica di stelle e pianeti, non come forza caotica.[5]
- Simbolo iniziatico - L'occultista D.J. Cooper ha proposto che la figura non rappresenti un dio, ma simboleggi lo stato spirituale raggiunto nel grado Leo, il livello di "adepto" nei Misteri mitraici.[9]
Note
- 1 2 Bortolin, 2012
- 1 2 3 4 Jackson, 1985, pp. 17-45
- ↑ Cumont, 1896-1899, p. 78
- ↑ Cumont, 1896-1899, p. 116
- 1 2 3 Khalifa-Gueta, 2022, pp. 31-49
- ↑ Beck, 1988, pp. 15-34, 64-77, 85-100
- ↑ Beck, 1988, pp. 85-100
- ↑ Merkelbach, 1984, p. 104
- ↑ Cooper, 1996, pp. 48-49
Bibliografia
Fonti antiche
- Plutarco, Moralia: Isis and Osiris, Cambridge, MA, Loeb Classical Library, 1936, DOI:10.4159/DLCL.plutarch-moralia_isis_osiris.1936. In lingua originale
Studi moderni

- Roger Beck, Planetary Gods and Planetary Orders in the Mysteries of Mithras, Leida, Brill, 1988, ISBN 90-04-08450-9.
- Raffaella Bortolin, Il Leontocefalo dei Misteri mitriaci. L'identità enigmatica di un Dio (PDF), Padova, Il Poligrafo, 2012, ISBN 978-88-7115-804-4.
- Mary Boyce e Frantz Grenet, A History of Zoroastrianism, Vol. 3: Zoroastrianism under Macedonian and Roman Rule, Leida, Brill, 1991 [1989], ISBN 9789004092716.
- D. Jason Cooper, Mithras: Mysteries and initiation rediscovered, York Beach, Maine, Samuel Weiser, 1996, ISBN 9780877288657.
- Franz Valery Marie Cumont, Textes et monuments figurés relatifs aux mystères de Mithra, Bruxelles, H. Lamertin, 1896-1899.
- Franz Valery Marie Cumont, Les mystères de Mithra, 3ª ed., Bruxelles, Libraire Orientale & Américaine, 1913.
- Albert de Jong, Traditions of the Magi: Zoroastrianism in Greek and Latin literature, Leida, Brill, 1997, ISBN 9789004108448.
- Andrew Fear, Mithras, collana Gods and Heroes of the Ancient World, Abingdon, Routledge, 2022, ISBN 9781138499799.
- (DE) Reinhold Merkelbach, Mithras, Königstein, Hain, 1984, ISBN 3-445-02329-8.

Articoli
- Roger Beck, Mithraism since Franz Cumont (PDF), in Aufstieg und Niedergang der römischen Welt, II.17.4, De Gruyter, 1984, pp. 2002-2115, DOI:10.1515/9783110864397-003.
- Robert L. Gordon, Cumont and the doctrine of Mithraism, in Mithraic Studies, I, Manchester University Press, 1975, pp. 215-248, ISBN 9780719005367.
- (EN) A.D.H. Bivar, Mithra and Mesopotamia, in Mithraic Studies, II, Manchester University Press, 1975, pp. 275-289.
- Howard M. Jackson, The Meaning and Function of the Leontocephaline in Roman Mithraism (XML), in Numen, vol. 32, n. 1, 1985, pp. 17-45, DOI:10.1163/156852785X00148.
- Sharon Khalifa-Gueta, The Leontocephaline from the Villa Albani: Material Documentation for Religious Entanglement, in Humans, vol. 2, n. 2, 2022, pp. 31-49, DOI:10.3390/humans2020003.
Voci correlate
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